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Statuto dei lavoratori e riforma del mercato del lavoro. L'attacco del Governo

Pubblicato: 10 ago 2011 da Alberto Puliafito

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Statuto dei lavoratori e riforma del mercato del lavoro

Anche lo statuto dei lavoratori e il mercato del lavoro sono nel mirino del Governo che - per rispondere alle richieste della Bce - si prepara a mettere mano a quella che dovrebbe essere una riforma radicale. E’ il terzo dei quattro pilastri di Tremonti, insieme al pareggio di bilancio in Costituzione e alla manovra anticipata. Ed è un pilastro che rischia, senza mezzi termini, di ridurre al minimo i diritti garantiti per i lavoratori. E di smantellare e rimodellare in ottica neoliberista tutto il mercato del lavoro italiano. Idee che Tremonti & co. portano avanti da tempo. La crisi e le richieste dell Bce diventano occasione per applicarle. E’ l’esasperazione del concetto di stato d’emergenza: si attuano tutte le misure d’urgenza possibili, derivanti dalle condizioni di urgenza - come se poi questa situazione non fosse davvero prevedibile - per limitare e ridurre diritti e imporre misure che, per approdare nell’ordinario, avrebbero richiesto molto tempo. O forse sarebbero fallite. Ma vediamo il dettaglio.

Lo statuto dei lavoratori

Con il termine statuto dei lavoratori, che ha superato i 40 anni d’età, ci si riferisce legge n. 300 del 20 maggio 1970. Una legge che, come tutto ciò che invecchia - anche la Costituzione subisce il medesimo attacco da tempo - dovrebbe essere rimaneggiata, secondo questo Governo. L’11 novembre 2010 il Ministro Sacconi inviò alle parti sociali una bozza per modificare lo Statuto dei lavoratori, che avrebbe dovuto chiamarsi Statuto dei lavori. Le parole sono importanti. Oggi la rilancerà.

Le modifiche: lo Statuto dei Lavori

Esattamente come nell’idea di qualche mese fa, ci saranno due principi fondamentali, nella riforma.
Che si riassumono così: licenziamenti più facili e maggior spazio alla contrattazione aziendale.

La bozza di Sacconi è composta di due articoli. Il primo contiene una delega al Governo, che dovrebbe poter “razionalizzare e semplificare” il diritto del lavoro e ridurre almeno del 50% la normativa vigente anche con abolizione delle norme risalenti nel tempo.
Questo, traducendo dal politichese, significa in particolare una cosa: meno diritti garantiti ai lavoratori. Perché se un nucleo fondamentale di diritti resta garantito (e ci mancherebbe altro) il resto è affidato alla contrattazione con le parti sociali. Quindi, alla fantasia e al vento politico del momento.
Nella seconda parte della bozza Ddl ci sono le politiche attuative della delega.

Con poteri alle aziende di imporre a tutti i sindacati la validità del contratto se firmato dalla maggioranza dei sindacati stessi. E con la possibilità per le aziende di modificare i contratti nazionali, gli orari, la prestazione lavorativa, l’organizzazione del lavoro, se ci sono situazioni di crisi (quindi, proprio adesso, per esempio) o se è necessario per lo sviluppo economico-occupazionale (quindi, sempre).

E poi, chissà. Magari si vorrà rimettere mano anche all’articolo 18, quello che prevede il licenziamento solo per giusta causa. Voci ne chiederebbero la sospensione, quantomeno.

Del resto, c’è la giustificazione, per chi ci governa, che tutto questo è quello che chiede la Bce per “salvarci”.

[Foto | Kheel Center, Cornell University]

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26 commenti

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  • Profilo di caligola

    caligola

    10 ago 2011 - 12:10 - #1
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    Possono sembrare manovre difficilmente digeribili ma sono le prime cose di destra che fa Berlusconi nella sua carriera (ovviamente insieme a queste c’è la consueta quantità di manovre assurde e schifose).
    Tra le tante cose che bloccano l’Italia c’è proprio l’atteggiamento del “quel che è fatto non si tocca”, di cui un esempio perfetto è questa legge. E’ stata fatta nel ‘70, l’avete detto, e le cose da allora non sono cambiate: sono proprio su un altro pianeta. Non si può pretendere che in un momento come questo le aziende si comportino in maniera analoga al 1970, in boom economico e con un tessuto sociale completamente alieno ad oggi.
    Come questa legge anche la costituzione in alcuni passi, per una comprensibile paura dei padri fondatori, ci incatena oggi a uno Stato con troppi parlamentari a cui sono affibiati troppi privilegi (si è ormai dimostrata un’arma a doppio taglio!).

    Liberalizzare è la via, non possiamo pensare di vivere in uno Stato frenato da retaggi legislativi di un’epoca che ormai appartiene al passato. Retaggi su cui da decenni ci mangia mafia e politica (vedere solo l’immane e inutile quantità di aziende a partecipazione pubblica)… se non fossimo ancora un’economia con un grande bacino di consumatori neanche McDonald’s investirebbe per aprire un ristorante in Italia, con le legislazioni attuali!

  • simoc7

    10 ago 2011 - 14:53 - #2
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    Statuto dei lavoratori? Diritti dei lavoratori??? Oggi con questo “statuto dei lavoratori” la nostra generazione nata negli anni ‘80 non ha NESSUN diritto: io non ho ferie, non ho mutua, non ho maternità, non ho tredicesima, non ho TFR. Si chiama “contratto a progetto”. L’Italia ha assolutamente bisogno di riforme del mercato del lavoro, bisogna impedire questo dualismo per cui una parte dei lavoratori è iper-garantita e un’altra (che dovrebbe rappresentare il futuro peraltro) per niente. Non mi fido per nulla di cosa proporranno B. e Tremonti, speriamo solo che dalla Bce arrivino “consigli” che mettano un freno alla degenerazione del mondo del lavoro.

  • Profilo di boh1

    boh1

    10 ago 2011 - 16:07 - #3
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    @1 scusa ma se sono le stesse associazioni di categoria, industriali e commercianti a dichiarare ufficialmente che la modifica della costituzione (che per loro comunque è positiva ) è assolutamente INDIFFERENTE per una vera e salutare ripresa economica !
    ma di cosa stiamo parlando ??
    Non bisogna avere un premio nobel (non mi riferisco a te caligola ) per capire che
    che , come al solito, berlusconi sulla pelle di un popolo cha affonda , vuol fare le solite marchette a chissà quale gruppo particolare e allo stesso tempo finalmente mettere mani sulla carta costituzionale per salvarsi definitivamente dai processi.
    Ovvero il solito asservimento della politica al proprio tornaconto personale.
    Anche di fronte alla bancarotta del paese.
    E’ un uomo malato senza mezzi termini.

  • Profilo di caligola

    caligola

    10 ago 2011 - 16:42 - #4
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    @boh1: E chi ha parlato di ripresa economica legata alla modifica della costituzione? Lo statuto dei lavoratori è del 1970, la costituzione casomai non lo sapessi di qualche decennio prima ;)
    Cambiare lo Statuto dei lavoratori aiuterebbe le aziende ad assumere maggiormente (perché attualmente è praticamente impossibile licenziare un lavoratore legalmente e quindi le aziende ci pensano 5 volte ad assumere qualcuno che poi difficilmente potranno mai licenziare) e a risultare più competitive di conseguenza. Le attuali regole che dovrebbero “proteggere” i lavoratori non fanno altro che stroncare la competitività delle imprese e di fatto proteggono solo chi è già dentro (talvolta favorendo chi lavora male) ed impedendo a chi vuole entrare nel mondo del lavoro di farlo agevolmente (non per niente la disoccupazione giovanile è quasi al 30%). Tali regole avevano senso 40 anni fa, quando eravamo nel boom economico e la gente andava in pensione a 50 anni, oggi come oggi sono l’ennesimo ostacolo per le aziende nostrane.

    Invece cambiare la costituzione nel numero di parlamentari e loro privilegi non avrebbe certo effetti economici notevoli sul bilancio statale ma sarebbe un’adeguamento all’Europa e sicuramente un risparmio notevole sui costi di mantenimento della politica che lancerebbe un segnale importante.

    Inoltre per una volta proprio non vedo nessun nesso tra queste misure e il tornaconto personale di Berlusconi. Piuttosto questo governo come tutti i precedenti ha fin’ora sempre sostenuto gli interessi dei pochi (impedendo le privatizzazioni ad esempio), se per una volta facesse qualcosa di contrario andrebbe solo meglio…

  • Profilo di caligola

    caligola

    10 ago 2011 - 16:44 - #5
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    @simoc7: Guarda queste manovre sono di fatto VOLUTE dalla BCE, condizioni dettate in cambio dell’acquisto dei titoli statali. Ecco perché per una volta vanno oltre al bieco interesse politico e sono le prime proposte liberali e di destra che l’Italia abbia probabilmente mai visto.

  • Profilo di boh1

    boh1

    10 ago 2011 - 17:56 - #6
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    ” E chi ha parlato di ripresa economica legata alla modifica della costituzione? ”

    beh il governo lo ha appena fatto , e visto che hai menzionato la costituzione pensavo ti riferissi anche alla sua di modifica

    Caligola…siamo seri il primo intralcio all impresa sono le tasse..le aziende hanno giò miriadi di forme e metodi per farsi e disfarsi dei dipendenti , simoc 7 ne ha già menzionate alcune.
    Le TASSE ..e perchè l imprenditoria sana non cresce ed è stroncata dalle tasse ??..ecco credo tu abbia già la risposta.

    L interesse personale di berlusconi si palesa constatando che le proposte del governo (come dichiarato pure dalle associazioni di categoria ) sono praticamente irrilevanti sul fronte della ripresa.
    E sai com’è …visto che sono 15 anni che fa così non c’è mica tanto da meravigliarsi :).
    Berlusconi sta in piedi con le clientele e tutto il giro di regalie ( quelli che in parlamento si chiamano “responsabili ” ) che si è costruito dagli anni 90 , deve accontentare qualcuno che ha bisogno di quella modifica, poco ma sicuro.
    E quel qualcuno non è l italia.. smettiamola di fare gli ingenui.

  • Profilo di boh1

    boh1

    10 ago 2011 - 17:59 - #7
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    ” Invece cambiare la costituzione nel numero di parlamentari e loro privilegi non avrebbe certo effetti economici notevoli sul bilancio statale ma sarebbe un’adeguamento all’Europa e sicuramente un risparmio notevole sui costi di mantenimento della politica che lancerebbe un segnale importante. ”

    ma realmente sei serio a scrivere certe cose ??..
    cioè secondo te il problema è il “numero” ??
    Il problema sono i semplici privilegi economici ??
    realmente credi che lo scopo sia il fantomatico “adeguamento all europa” ??
    ahahah… dai caligola !!!

  • tonino 89

    10 ago 2011 - 18:32 - #8
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    @caligola

    Scusa tu dici in pratica che bisogna portare a passo coi tempi lo statuto e lo stesso articolo dice che sono 2 i punti fondamentali della riforma, il primo è licenziare. Ora scusa secondo te bisogna essere licnziati per stare a passo con i tempi? Ma che ragionamento è, se si vuole affrontare la crisi bisogna fare delle riforme, ma le riforme migliorano le cose e quindi prevedono costi e investimenti, la modifica dello statuto dei lavoratori in questo senso non è una riforma quindi è un peggioramento delle circostanze.
    Io mi domando e dico ma dalla crisi non abbiamo capito nulla? Non abbiamo capito che una società tutto capitale e zero diritti come quella attuale è destinata ad implodere? che le banche, quindi anche BCE sono associazioni a delinquere? Che le rpivatizzazioni/svendite non servono e non sono mai servite a nulla se non a far fallire uno stato. Forse non ce ne rendiamo conto ma stiamo facendo la stessa identica fine dell’ Argentina di Menem, l’ andazzo è lo stesso.

  • tonino 89

    10 ago 2011 - 18:38 - #9
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    Volevo inoltre ricordare che ancora c’ è qualcuno che parla di riforma del mercato del lavoro liberale? No prechè negli ultimi 15 anni si sono introdotte delle leggi, Biaggi e Treu, che di fatto foittendosene dello statuto dei lavoratori introducevano nuove forme di lavoro non tutelato dove licenziare è facile e senza condizionamenti. Risultato? Disoccupazione giovanile al 30%, produzione industriale crollata, produttività del lavoro ai minimi, investimenti zero, povertà diffusa, poca popolazione attiva, emigrazione di massa. Questi sono fatti. Ancora parliamo?

  • Gianfino

    10 ago 2011 - 21:48 - #10
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    Insomma vogliamo dare alle aziende, con la scusa della crisi, la libertà di licenziare le persone che ha sfruttato e logorato per anni……complimenti……w la libertà

  • Profilo di caligola

    caligola

    10 ago 2011 - 22:37 - #11
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    Mi chiedo se ci siete o ci fate. Ho parlato di due cose distinte che ora riassumo in uno schemino:
    1) MODIFICA DELLO STATUTO DEI LAVORATORI —> CHE NON FA PARTE DELLA COSTITUZIONE (E’ STATO SCRITTO NEL 1970). Potrebbe portare a giovamento perché attualmente le aziende sono penalizzate da regolamentazioni troppo rigide per quanto riguarda i licenziamenti. Ribadisco che non si può pretendere che uno statuto dei lavoratori rimanga invariato in QUARANTA ANNI, perché nel frattempo il mercato del lavoro che questo dovrebbe regolamento ha cambiato totalmente faccia.
    2) MODIFICA DEL NUMERO DI PARLAMENTARI —> CHE FA PARTE DELLA COSTITUZIONE. Sarebbe da fare per dare un segnale, in Italia i costi della politica sono DOPPI rispetto al resto d’Europa. Tagliando il numero di parlamentari e i loro privilegi (pensioni, agevolazioni varie, ecc…) comunque si avrebbe un segnale e un risparmio nell’ordine di quasi un miliardo di euro (facendo dei VERI tagli).

    Altre considerazioni:
    - QUANTO SOPRA NON E’ L’UNICA MISURA DA ADOTTARE? OVVIO. Mai detto il contrario. Tuttavia la modifica e ammodernamento del mercato del lavoro è una buona cosa (per i motivi che ho già detto e ridetto). Poi c’è ben altro da fare: privatizzazioni in primis.
    - LE AZIENDE SONO OSTACOLATE SOPRATTUTTO DALLE TASSE? OVVIO. Mai detto il contrario. Ho parlato infatti di UNO degli ostacoli (lo statuto dei lavoratori), non DELL’ostacolo.
    - BERLUSCONI HA FALLITO? Sì, sono d’accordo. Ma cosa c’entra con quanto riportato IN QUESTO articolo?

  • tonino 89

    11 ago 2011 - 11:05 - #12
    -1 punto
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    1) MODIFICA DELLO STATUTO DEI LAVORATORI —> CHE NON FA PARTE DELLA COSTITUZIONE (E’ STATO SCRITTO NEL 1970). Potrebbe portare a giovamento perché attualmente le aziende sono penalizzate da regolamentazioni troppo rigide per quanto riguarda i licenziamenti. Ribadisco che non si può pretendere che uno statuto dei lavoratori rimanga invariato in QUARANTA ANNI, perché nel frattempo il mercato del lavoro che questo dovrebbe regolamento ha cambiato totalmente faccia.

    è un discorso che non sta in piedi, attualmente, salvo lentezza della giustizia civile, non c’ è nulla che ostacoli un licenziamento, salvo le giuste tutele per il lavoratore e la GIUSTA CAUSA COSA CHE MI SEMBRA SACROSANTA! Poi come ho detto prima già ora è possibile licenziare senza giusta causa e mi riferisco a tutte quelle forme di lavoro introdotte dalla legge 30. Ora quella legge ha colpito soprattutto i giovani, ed infatti: disoccupazione giovanile 30%, potere d’ acquisto minimo (vanno avanti con le pensioni dei nonni), produttività del lavoro pari a zero, investimenti zero, poco contributo all’ economia nazionale. Questi sono stati alcuni tra i fattori che hanno scatenato la crisi, e la crisi la vogliamo contrastare con le stesse che l’ hanno causata?

    Se poi proprio le aziende vogliono abolire l’ articolo 18 per poter licenziare devono dare qualcosa in cambio: stipendi aumentati almeno del 30% ad esempio, del resto non si può solo pretendere senza avere nulla in cambio. in pratica non si può volere la botte piena e la moglie ubriaca….

    Ultimo appunto mediamente le imprese hanno 8 dipendenti per una contro i 12 dellA
    sPAGNA, I 22 DELLA FRANCIA E I 35 DELLA GERMANIA, in pratica la maggior parte delle imprese italiane non APPLICA L’ ARTICOLO 18! Questo rende ancora di più l’ idea di quanto sia inutile questa proposta.

  • tonino 89

    11 ago 2011 - 11:13 - #13
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    PS altro da fare le privatizzazioni? Ancora? dopo 20 anni di privatizzazioni ancora qualcuno ha il coraggio di proporle? Vogliamo sollevarci dalla crisi o entrarci ancora di più fino a fare la fine dell’ Argentina? Bene allora bisogna INVESTIRE:

    - riforma della scuola dell’ università e della ricerca
    -riforma della PA, specialmente della gustizia civile
    -piano di sviluppo del sud
    -piano di politica industriale per investire in settori strategici ad alto contenuto di manodopera
    -piano energetico nazionale, puntando su fonti energetiche pulite e che danno lavoro, altro che nucleare
    -piano agricolo per investire in primizie e zootecnica
    -piano infrastrutturale
    -piano per mettere a reddito le nostre ricchezze “naturali” ossia: il patrimonio storico-artistico e naturalistico, il made in italy e i distretti industriali
    -liberalizzazioni

    Queste sono le cose da fare, così si esce dalla crisi, con abolizione dell’ articolo 18, privatizzazioni e amenità simili si fa la fine dell’ ARGENTINA!

  • Profilo di caligola

    caligola

    11 ago 2011 - 14:14 - #14
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    Tonino, lo dici tu stesso: “Ora quella legge ha colpito soprattutto i giovani, ed infatti: disoccupazione giovanile 30%”. E allora va cambiata, mi sembra ovvio. Li leggi i miei commenti o ti limiti a spararci sopra? Avevo detto esattamente quello: la legge protegge troppo i lavoratori dentro impedendo nuove assunzioni.

    “le imprese hanno 8 dipendenti per una contro i 12 dellA sPAGNA, I 22 DELLA FRANCIA E I 35 DELLA GERMANIA”. Questa è una cosa normale sparata come novità. In Italia storicamente la struttura delle imprese è differente rispetto al resto d’Europa: la maggior parte sono piccole imprese. Abbiamo poche grandi imprese, rispetto al resto d’Europa, e non è un male, è semplicemente la struttura storica del nostro paese.
    Le piccole imprese sono tutelate in maniera diversa dalle grandi, e ovviamente non possono permettersi di rispettare le stesse rigide regole del lavoro delle grandi, quindi informati prima di sparare castronate.

    Per quanto riguarda le privatizzazioni: esse vanno fatte e basta. Possibilmente bene. Sono il primo ad essere pessimista in questo senso, ma spero che col patrocinio europeo che ormai ci comanda a bacchetta le cose vadano bene. Inoltre se su alcune cose privatizzare non ha senso (vedi l’acqua) ci sono monopoli assolutamente insensati come quello delle Ferrovie, o partecipazioni statali insulse come nella fininvest o altre decine di grandi aziende.

  • tonino 89

    11 ago 2011 - 16:27 - #15
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    @ caligola

    Ma fai finta o no di non capire? la disoccupazione giovanile al 30%, massimo storico, e dati simili da me precedentemente citati sono proprio causati
    da manovre criminali, simili alla proposta di abolire l’ articolo 18, mi riferisco alla legge 30 e altre cose.
    Ergo quello che tu proponi è un PEGGIORMANETO DELLA SITUAZIONE NON UN ,MIGLIORAMENTO, non so se ci siamo capiti. Senza diritti nessuno andrà a lavorare, meglio andare a rubare.

    Non so se lo sai ma l’ articolo 18 è valido per le aziende con oltre 15 dipendenti, siccome in italia la maggior parte delle aziende ha meno dipendenti GIà ADESSO IN ITALIA è FACILE LICENZIARE! Ma lo leggi quello che scrivo? Oppure ti piace arrampicarti sugli specchi?

    Capitolo privatizzazione anche qui o mi rispondi con argomentazioni serie come faccio io oppure non basta dire “vanno fatte e basta”. Privatizzare aziende come l’ ENI e l’ ENEL, Finmeccanica o Banco Posta, ora sai cosa significa? Le ferrovie non sono un monopolio naturale? Ah sì, da dove la prendi questa affermazione ridicola?

    Ps i dati sulle imprese che ho scritto non li ho sparati come novità, lo sanno tutti, li ho scritti per dimostrare come il poter licenziare è in realtà un falso problema.

    Infine la condizione dei giovani va cambiata non cedendo la loro insicurezza lavorativa a tutti i lavoratori, ma dando anche a loro quella sicurezza. Come? Facendo le misure che ho detto prima.

  • Malachia

    11 ago 2011 - 22:04 - #16
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    “Avevo detto esattamente quello: la legge protegge troppo i lavoratori dentro impedendo nuove assunzioni.”

    Scusa ma ti rendi conto di cosa stai dicendo? In pratica cacciamo gli attuali assunti per assumerne di nuovi. Questo non solo non cambia la situazione dell’ occupazione e dell’ economia in generale, forse la peggiora, ma soprattutto toglie quei diritti e quelle garanzia che molte volte servono per creare occupazione. Oppure, e su questo concordo con Tonino, si può licenziare, ma con salari e contributi aumentati, altrimenti è macelleria sociale e la disoccupazione giovanile arriverà al 50%.

    Riguardo alle privatizzazioni, mi dispiace, ma anche su questo ha ragione Tonino, vendere ENI o ENEL significa perdere quelle poche grandi aziende che abbiamo, perdere quel poco di indipendenza energetica che ancora ci rimane, far abbuffare i francesi (loro le compreranno, perchè il piccolo imprenditore brianzolo con la ditta di 8 dipendenti non può comprare l’ ENEL), e ancora significa che pagheremo le bollette per finanziare investimenti in Francia, che rinunceremo ad aziende che adesso fanno utili e che rischieranno di far la fine di Telecom Italia, significa far perdere ricchezza allo Stato e quindi ai cittadini, ma sopratutto significa, dopo i crolli di borsa, vendere quel poco di buono ha la borsa di milano, e soprattutto a prezzo di saldo di stagione. Stesso dicasi per Finmeccanica, Terna, Poste FS e altre
    Ti pare poi che la BCE, una delle cause della crisi economica, faccia le cose bene? eh illuso forse non hai capito come funziona il mondo…..

  • Profilo di caligola

    caligola

    11 ago 2011 - 23:40 - #17
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    Sveglia! Indipendenza energetica? Ma stiamo già nella mer/da fino al collo, le cose non possono peggiorare. I francesi si sono già presi tutto quello che potevano prendersi grazie alla nostra incompetenza di eleggere politici incapaci e corrotti! LO FANNO DA ANNI, SVEGLIA.
    Le aziende statali sono solo un buco di corruzione e colluzione. per capirlo basta pensare che i prezzi di ferrovie e soprattutto ENERGIA sono i maggiori in Europa. Non vuol dire qualcosa? Vuol dire che privatizzando le cose possono solo andare meglio, visto che la situazione è già ora un disastro. Se le prenderebbero i francesi, dite? E con questo? Sarebbe comunque un mercato APERTO, a prescindere che gli investitori siano italiani o cinesi. Le cose, ribadisco, non potrebbero peggiorare.

    Per finire il fenomeno che ho citato io ha senso ed è puramente macroeconomico: se le aziende non possono licenziare facilmente saranno restie anche ad assumere con un effetto negativo sull’occupazione. Una regolamentazione vecchia di 40 anni in questo senso fa schifo ed è di ostacolo! Non lo dico io, fa parte della teoria keynesiana macroeconomica.

  • Profilo di caligola

    caligola

    11 ago 2011 - 23:44 - #18
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    @tonino: le ferrovie in qualsiasi altro paese sono privatizzate, così come le poste e l’energia. Dannazione ma poi ripeto: GUARDATE I FATTI. Abbiamo i prezzi più alti dell’europa per ognuno dei settori in cui c’è lo Stato di mezzo, VORRA’ FORSE DIRE QUALCOSA? Attualmente questi assurdi e ridicoli monopoli nuociono ai consumatori e favoriscono mafie e corrotti. Non accade in nessun altro paese del mondo, punto.

    Come se non bastasse il fatto che un’eccessiva partecipazione statale nelle aziende della nazione sia fallimentare è indicato dal fallimento dei regimi sovietici e del modello statale comunista, che aboliva l’iniziativa privata. Non vi basta? Sono retaggi che ci portiamo dietro dai tempi dello scontro capitalismo-comunismo, come lo statuto dei lavoratori.

  • Profilo di caligola

    caligola

    11 ago 2011 - 23:50 - #19
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    Che poi vada investito anche in università, scuola, ricerca e quel che hai detto sono d’accordo. Però siamo chiari: l’ammodernamento dello statuto dei lavoratori è una cosa postivia perché permette di avvantaggiare le aziende. Non è questione di scacciare gli attuali assunti ed assumerne di nuovi, è questione di poter licenziare la persona incompetente senza problemi e in brevi termini per assumerne una nuova e così migliorare la competività dell’aziende. Questo a livello più ampio si traduce in una competività aumentata di TUTTO il sistema impresistico italiano.
    Anche qui come nel caso delle aziende a partecipazione pubblica siamo legati a cose decise decenni or sono e che è ora di avere il coraggio di cambiare.

  • Malachia

    12 ago 2011 - 00:44 - #20
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    @ caligola

    Ma che sai a dì?????? Le ferrovie italiane non sono le più care, il primato è di quelle inglesi, che guarda un po’ il caso sono private. Le poste sono quasi ovunque statali ( salvo USA, Argentina, pre default pensa un po’, mi sembra e un altro paio di stati). Stessa cosa le ferrovie. Le aziende del settore energetico, (così come le principali del settore telecomunicazioni, autostrade ecc) francesi in primis, sì nella maggior parte hanno compartecipazione statale, perchè l’ energia è un settore strategico, privatizzare completamente ENI, ENEL TERNA aziende TUTTE IN UTILE significa pagare bollette altissime per finanziarie infrastrutture francesi. Che poi le aziende di stato siano state in Italia e altrove culle di corruzione e mafie è vero…. ma perchè le aziende private non lo sono state??? ehhh caligola illuso. Se vogliamo evitare la corruzione bisogna fare altre cose, non la privatizzazione.

    Poi in generale non è vero che nelle aziende dove c’ è lo stato si paga di più, è vero il contrario, nelle poche municipalizzate private dell’ acqua, trasporti e nettezza urbana si paga di più, con meno servizi (firenze a parte). Gli unici settori in cui prezzi sono più alti del resto d’ Europa sono le Autostrade ( guarda un po’ il caso sono private completamente, pensa che in Germania sono statali e gratuite) e l’ energia, ma lo sai il perchè? informati e vedi nella tua bolletta cosa paghi e vedrai che la colpa non è tanto dello stato, ma di chi ci mangia su queste cose, ti anticipo solo 2 parole Marcegaglia e CIP6.

    Poi sono 20 anni che si privatizza e : Telecom da gioiellino ad azienda con meno della metà dei dipendenti e 40 miliardi di fuffi, Autostrade, pedaggi più cari d’ Europa e Benetton che per poco non la svendevano agli spagnoli; ILVA e finsider dillo agli operai di Genova, Novi Ligure e Taranto chi sono i Riva, tutte le aziende del settore alimentare sono state svendute a gruppi stranieri, molte si sono ridimensionate; banche mi basta dirti che la crisi attuale è nata proprio da lì; Alitalia meglio che non parlo…. ti basta?

    Che poi non ho capito cosa centri il discorso capitalismo-comunismo chi lo ha tirato fuori? Il capitalismo lo può fare anche lo stato, senza ovviamente statalizzare tutta l’ economia chi lo ha mai detto? ma solo quei servizi strategici e i monopoli naturali, il resto, spetta ai privati. Vorrei inoltre ricordare che sì i paesi comunisti sono falliti, nessuno lo nega, ma sono fallite, più di una volta, anche le politiche liberiste e neoliberiste, questa crisi ne è testimone, ergo continuare con questa antica diatriba tra comunismo e liberismo, 2 ideologie economiche fallite non ha senso… si può guardare al futuro?

    Ps se si vuole licenziare il dipendente perchè non lavora bastano le leggi vigenti, i tempi sono quelli che sono per carità, ma si può non c’ è bisogno di abolire l’ articolo 18 lo capisci?

  • Malachia

    12 ago 2011 - 00:56 - #21
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    Per dimostrarti che non dico sciocchezze ti rimando alla pronuncia della Corte dei Conti, opinione autorevolissima, molto più delle tue fantasie, del febbraio del 2010, essa evidenzia cosa sono state le privatizzazioni in italia, la trovi direttamente sul sito della Corte e forse su Wikipedia alla voce privatizzazioni, altrimenti ti posto questo articolo del Giornale, quotidiano che comunista non è, che riassume il tutto

    http://www.ilgiornale.it/economia/la_corte_conti_svela_lato_oscuro_privatizzazioni/finanza-

  • Tonino 89

    12 ago 2011 - 01:44 - #22
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    Mi sembra che Malacha abbia detto tutto, condivido in pieno il suo discorso, ma vorrei aggiungere 2 cose sul tema delle privatizzazioni, dato che, sul tema dello statuto dei lavoratori ho già dimostrato con fatti e argomentazioni quanto sia una cosa criminale.

    1 le privatizzazioni non fanno crescere l’ economia, anzi, come è avvenuto in Italia per privatizzare si sono bruciati ingenti capitali, che sono stati sottratti al mercato privato con il conseguente fallimento delle nostre grandi aziende storiche come Olivetti, Pirelli, Parmalat, Fiat (per poco sventato), Montedison e chi più ne ha più ne metta. In compenso abbiamo avuto aumenti delle tariffe enormi, ma minori investimenti, in pratica doppia fregatura e doppio blocco dell’ economia, In compenso è continuata la corruzione, basti pensare al sistema bancario alle scalate di BNL, Antoneveneta, Unipol, o ai grandi riciclaggi del denaro della n’drangheta, o al commercio di armi fatto da Geronzi ecc, per non parlare del fatto che le banche si sono trasformate in vere e proprie sanguisughe per il cittadino. Del resto la corruzione non è immune al mercato privato, anzi, proprio per la voglia di profitto la corruzione si cela anche lì.

    2 l’ intervento dello stato nell’ economia è essenziale. Così come sono falliti i modelli comunisti, stessa cosa ha fatto l’ ultraliberismo, ci vuole la via di mezzo: il modello keynesiano. Del resto perchè l’ Italia è diventata un paese ricco negli anni 50′? Per la politica economica incentrata sull’ IRI, o perchè solo il NEW DEAL diede un po’ di respiro prima della guerra all’ economia USA negli anni 30? O per prendere esempi più recenti:
    cosa credi caligola che abbia trasformato la Spagna da paese di contadini a quello che vantava di essere fino a pochi anni fa? Investimenti infrastrutturali di stato e UE

    cosa credi che abbia fatto passare la Germania da stato che come noi perdeva il 5% del pil alla, attualmente unica, tigre economica occidentale? lo stato che è stato costretto a farsi il terzo debito del mondo in valori assoluti

    o ancora cosa credi che abbia salvato l’ economia USA, nota culla del comunismo, nel 2009? un piano di investimenti, 700 miliardi di dollari, fatto da Obama, con soldi federali, a botte di nazionalizzazioni.

    e ancora perchè gli stati che stanno distruggendo l’ occidente sono la Cina, che diciamo ha unito l’ economia socialista con quella di mercato, o i paesi dell’ america del sud, i paesi di Lula, Correa, Bachelet, che di fatto attuano politiche economiche incentrate sulla mano dello stato?

    Ed infine perchè la speculazione ci divora? forse perchè c’ è poco stato internazionale?

    Che poi non ho capito che cosa vuoi aprire in monopoli naturali?

    PS. attenzione alla corte dei conti ci sono le toghe rosse XDXDXD

  • Profilo di caligola

    caligola

    12 ago 2011 - 02:20 - #23
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    Sinceramente vedo che non ci incontreremo mai. Allo stato attuale è impossibile pensare che lo Stato continui a sobbarcarsi certi costi (derivanti, ribadisco, da una politica VECCHIA DI 40 E PIU’ ANNI IN PIENO BOOM ECONOMICO), tra i quali anche la gestione di aziende a partecipazione pubblica (in questo senso le aziende che producono profitti producono comunque una cifra irrisoria se confrontata a quanto si avrebbe privatizzando e liberalizzando). Se poi mi volete dire che le privatizzazioni “all’italiana” fanno schifo, posso anche starci, però non venitemi a dire che nell’energia, in ferrovie e altrove non si possa migliorare. Le poste poi, leggere che qui va tutto bene mi fa davvero inalberare (per usare un eufemismo)… è un assurdo monopolio che NON HA SEMPLICEMENTE EGUALI nel resto degli stati occidentali e che porta a prezzi totalmente senza senso.

    Nessuno poi ha tirato fuori la diatriba comunista o capitalista, ho solo detto che oggettivamente l’Italia è ancora troppo legata a partecipazioni pubbliche di vecchio stampo in campi non sensati, che ALTRI PAESI EUROPEI NON HANNO. Poi non si discute che ci siano settori dove le privatizzazioni non vanno fatte, acqua in primis. L’ho detto nei miei commenti, ma d’altronde leggete solo ciò che vi fa comodo.

    Lasciamo infine perdere gli altri sproloqui come il fatto (dato per assodato) della fantomatica conquista francese di qualsiasi settore si liberalizzasse. Pure vostre illazioni senza reale riscontro. Non è questione di chi verrebbe a privatizzare, è questione che avremmo un mercato libero e privato finalmente, con giovamento per l’utenza e le casse statali, SE le cose fossero fatte bene. E in questo senso mi fiderei certo più di multinazionali straniere che non di ambigue aziende italiane…
    O ancora i mille esempi riportati da Tonino quali Fiat e Parmalat… Casi isolati di malagestione da cui si dovrebbe dedurre: “qualsiasi azienda privata è destinata al fallimento”. Un ragionamento semplicemente delirante.
    Comunque vedo che tanto ognuno va sulla propria strada… vi consiglio solo di leggervi qualche articolo del Sole, perché se economisti di tutta italia e del mondo sostengono che privatizzare e liberalizzare sia la strada da compiere un motivo ci sarà.
    Saluti

  • Profilo di caligola

    caligola

    12 ago 2011 - 02:22 - #24
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    Casomai non si fosse capito, per la cronaca, io non sono berlusconiano. Ma tanto una delle rovine che ci ha portato quest’era è che ora anche solamente a pronunciare il sostantivo “comunismo” (seppur in un discorso con cenni storici) fa automaticamente di te un fanatico di Arcore. Oppure un black-block, a seconda dell’orientamento politico di chi legge. Svegliatevi.

  • Tonino 89

    12 ago 2011 - 10:27 - #25
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    Caligola forse non ci capiamo, prima tiri fuori il comunismo, poi il berlusconismo, ma cosa c’ entrano? Per caso ti ho detto che sei berlusconiano? Quella sulle toghe rosse era una battuta mia per ridere non per dare a te del berluscones.

    E poi lo vuoi capire che nella maggior parte dei paesi i servizi come poste, energia e ferrovia hanno monopolio, o al massimo (nel caso di energia e telecomunicazioni specialmente) compartecipazione pubblica? che le aziende che fanno utriliu privatizzarle, ora poi con il crollo delle borse, significa perdere soldi? dillo ad un imprenditore se vendere un’ azienda che fa utili conviene. E ancora che OVUNQUE non solo in Italia le privatizzazioni sono andate male, prendi UK e Argentina di Menem? Che gestire determinati servizi non è un costo, semmai è+ un costo darli via come ha giustamente detto la corte dei conti? Che avere lo stato che interviene nell’ economia è una cosa sacrosanta che avviene in tutti i paese economicamente virtuosi anche oggi? Che se vuoi migliorare energia, poste e ferrovie la privatizzazione non serve perchè le peggiora come successo ovunque? che i monopoli naturali se gestiti da privati significa macelleria sociale? che la situazione italiana ha eguali in tante altre parti del mondo come ti ho già scritto nel post precedente, a questo proposito lo sai chi sono dopo la Fiat e i dipendenti i principali azionisti di Chrysler, tanto per dirtene una, stati sovietici come USA e Canada!!!

    Il bello è che sono cose che io e Malachia ti abbiamo già scritto e documentato, leggili i commenti e rimanere sempre fisso sulle tue condizioni altrimenti non ragioni, e te lo dice uno che fino al 2007 si considerava un liberale, poi ho cambiato anche io opinione su molte cose….

  • tonino 89

    12 ago 2011 - 11:58 - #26
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    Dimenticavo il sole 24 ore è di confindustria te credo che loda le privatizzazioni, riguardo agli economisti, forse ti riferisci agli stessi che credevano nell’ europa, nella crescita perenne, nella finanziarizzazione dell’ economia, nei mutui facili, ma i veri economisti, quelli che avevano predetto la crisi economica già nel 2005-2006 tipo Stingliz e altri dicono il contrario.

    Infine Fiat e altro non sono casi isolati, anzi tutta la grande impresa italiana è fallita proprio perchè, o meglio anche, i capitali sono stati bruciati nelle privatizzazioni a danno di tutto il sistema paese, partita di giro e resa pari a zero, questi sono oggettivi fatti, il resto è fuffa fufforum.

    Saluti.