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Israele - La protesta degli indignati. 300 mila in piazza. Perché?

Pubblicato: 07 ago 2011 da Alberto Puliafito

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Israele protesta contro la politica neoliberista del Governo

Terzo sabato consecutivo di proteste in Israele, terzo sabato di manifestazioni di piazza sempre più numerose. Secondo il Jerusalem Post, 200mila erano a manifestare a Telaviv, 20mila a Gerusalemme. E’ una situazione che ha dell’epocale: si tratta, probabilmente, della più grande manifestazione e del movimento popolare più organizzato nella storia del Paese. Gli scettici che pensavano che ben presto la protesta si sarebbe sgonfiata sono stati decisamente sconfessati: il numero dei manifestanti è raddoppiato rispetto a sabato scorso. E Haaretz prevede che si andrà aumentando. Il 3 settembre è prevista una nuova, grande manifestazione.

Gli organizzatori puntano al milione di persone. Ma l’altra notizia è ancor più significativa: il primo ministro Binyamin Netanyahu, oggetto di contestazioni, ha dovuto cedere alla pressione sociale e incontrerà i leader del movimento. Vediamo, esattamente, di che tipo di movimento si tratta.

Alternative News (l’immagine è tratta da un loro video) spiega: il movimento consiste di studenti universitari, giovani, membri della cosiddetta middle class che non possono far fronte alla situazione economica, madri single, residenti di zone socioeconomicamente sottosviluppate.

Come accade anche a casa nostra, il movimento è già stato accusato di essere “politicizzato”.

Itzik Shmuli, leader del National Union of Israeli Students ha chiarito come stiano realmente le cose.

E ha specificato:

Non stiamo chiedendo un cambio ai vertici nel governo o un cambio nella coalizione parlamentare che è stata eletta dal popolo. Siamo giovani che stanno chiedendo un cambiamento in una politica economica cruele. Stiamo chiedendo una politica economica che prenda in considerazione le sofferenze delle persone e non i nudi numeri

In sostanza, la protesta, per banalizzare, è contro la sfrenata politica neoliberista dello stato di Israele, contro il costo della vita, contro le politiche sociali.

Chiediamo un bilancio più corretto fra il libero mercato e l’economia con al centro le persone. Chiediamo attenzione ai gap fra le classi sociali e risposte concrete per garantire la soddisfazione dei bisogni primari ai cittadini più poveri.

Il Rabbino Benny Lau, che partecipa al movimento di protesta, allarga - era inevitabile - la questione dal palco notturno della grande manifestazione:

Questa è una chiamata a tutti, nella nostra società. Ebrei e non ebrei. Vogliamo fondare uno stato basato sulla giustizia sociale. Non deve riguardare un solo settore della nazione. Vogliamo tutti giustizia sociale.

Ammesso che ci sia, il riferimento alla questione Palestinese è molto nascosto. Ma si avverte, in lontananza. Ed è probabile che il Governo accetti di incontrare i leader del movimento anche per contenere un’apertura verso questo argomento: qualunque movimento “politico” (perché di questo si tratta. “Politico”, non “politicizzato”, non può, in Israele, evitare di fare i conti con la questione).

E allora, da lontano, una provocazione: che il taglio del costo della vita, i tagli sociali che chiedono gli israeliani possa implicare anche un radicale cambiamento nella situazione israelo-palestinese è un’osservazione inevitabile. Perché il costo sociale (ed economico) del mantenimento dello status quo è sicuramente enorme.

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di ice

    ice

    07 ago 2011 - 21:01 - #1
    0 punti
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    ma voi lo sapete che gli immigrati che entro 1 anno non si convertono vengono cacciati dalle proprie case per far posto a coloni ebrei?
    http://www.polisblog.it/tips/item/israele-adotta-le-deportazioni-contro-i-figli-di-immigrati-non-ebrei
    questa l’avevo segnalata oltre 1 anno fa a polis
    ovviamente la notizia non era mai stata ripresa…troppo inutile rispetto alle pagelle del lunedi, martedi e le farneticaiozni di Landoni

  • Fiat Lux

    08 ago 2011 - 01:49 - #2
    0 punti
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    @ice
    Se vuoi notizie di Israele evita di guardare fonti ipocritamente faziose come la BBC.
    Non conosco tutti i fatti. So che in Israele c’è stato un grosso problema perché sono entrati moltissimi immigrati dal Darfur (se non erro, a un ritmo di circa 1000 al mese) dalla frontiera con l’Egitto. So che si parlò di rispedire a casa alcuni di questi immigrati, ma non so quale decisione fu presa, alla fine. Ultimamente l’indipendenza del Sud Sudan ha certo cambiato ancora le carte in tavola.
    In ogni caso anche se non sono bene informato sono certo che la BBC nei suoi articoli mette quante più malignità possibile su Israele, e ovviamente l’avrà fatto anche in questa questione. Lo vuole SEMPRE fare apparire come una sorta di aparthaid fascista erede del nazismo se non peggio. Lo accusa costantemente di imperialismo (tralascio di commentare su chi accusa chi…)
    Quindi
    - Non lasciarti influenzare da quegli ipocriti
    - Per favore, se vuoi informarti su Israele cerca di approfondire, tieni conto che la situazione è mostruosamente complicata in M.O. e, in particolare, in Israele e questo vale anche per cose apparentemente banali (immigrazioni clandestine, proteste contro l’inflazione, ecc…)
    - Se non ne hai il tempo, come non ne ho io in questo momento, non formulare congetture e pregiudizi fondati su una sola fonte (specie se di parte)

  • Profilo di codroipo

    codroipo

    08 ago 2011 - 09:04 - #3
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    e qual’è la fonte non di parte per trarre un opinione sul pacifico Israele?
    Israele dovrebbe ringraziare gli inglesi ogni giorno

  • Fiat Lux

    08 ago 2011 - 13:13 - #4
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    @codroipo

    Fonti non di parte purtroppo non ne conosco. La situazione un po’ la conosco perché sono in contatto con molti israeliani e sono stato anche io lì un po’ di volte. Mi rendo conto che per farsi un’opinione equilibrata leggendo i giornali bisognerebbe leggerne molti (se non altro, perché la società israeliana è estremamente diversificata, a livelli che in Italia ci si sogna). Comunque:
    www.haaretz.com - Giornale tradizionale dell’”intellighenzia” di sinistra israeliana (versione in inglese)
    www.ynetnews.com - Giornale più di centro, scrivono vari opinionisti di fazioni opposte, per cui spesso ci sono editoriali in apertissima contraddizione tra di loro
    www.israelnationalnews.com - Giornale (moderato) del movimento sionista religioso. Come certamente saprete il sionismo all’inizio era un movimento laico e socialista, i religiosi erano apertamente schierati contro, ma vi era un piccolo movimento di sionisti religiosi. Questo movimento, a differenza del sionismo socialista, si è mantenuto fino a oggi, si è allargato e diversificato e ora, mediamente, tiene posizioni di destra e incoraggia gli insediamenti in Giudea e Samaria. La cosa positiva del giornale è la grande onestà intellettuale.
    Queste fonti partono direttamente da israeliani e non ho mai notato che presentassero notizie false. Per completare il tutto servirebbero delle fonti esterne, fuori da Israele. Penso che qualsiasi giornale italiano o estero di un certo peso possa servire allo scopo

  • Profilo di ice

    ice

    08 ago 2011 - 14:58 - #5
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    @ #2
    la stessa notizia era riportata anche da Euronews negli stessi termini
    ma siccome in quel periodo stavo postando molti link a Euronews in questo caso ho volutamente scelto di citare la BBC come fonte
    .