
Manovra, la conferenza stampa del Governo 13 agosto 2011



Chiusura: dopo la stima dello 0,1% di crescita, relativamente all’abolizione delle festività (evidente, dunque, il valore simbolico e politico di questa misura), Tremonti chiosa affermando di aver fatto, in tutta coscienza, il bene del Paese.
13:34: Sacconi: non è stato modificato l’art. 18, ma le parti sociali hanno la possibilità di definire duttilmente e flessibilmente una serie di materie. Tra le quali anche le conseguenze del licenziamento senza giusta causa.
13:12: il Ministro Sacconi ricorda la “pesante eredità del Governo Prodi” che abbassò l’età di pensionamento. E conferma il processo di adeguamento all’innalzamento a 67 anni dell’età di pensionamento per gli uomini e a 65 per le donne. “La critica benpensante che ci è stata rivolta è che non avremmo fatto a sufficienza sulle pensioni”. Si arriverà poi alla perequazione fra uomini e donne a 67 anni. Per arrivare - questa la stima - ai 70 anni nel 2050.
13:09: Giulio Tremonti parla del contributo di solidarietà. Per il 2011, 2012 e il 2013.
13:00: Tremonti continua a ricordare il grande apprezzamento dell’Europa per la sua manovra e illustra, per l’ennesima volta, l’anticipo del pareggio del bilancio e il senso della manovra.
12:58: Tremonti sulle festività accorpate alla domenica: per le festività laiche il Parlamento è libero di decidere. Per quelle religiose deve rispettare il perimetro delle intese, poi si pone il problema delle feste patronali. Ci sarà un decreto per le festività sul singolo territorio.
12:57: Calderoli conferma il recupero della liberalizzazione di tutti i servizi pubblici, acqua esclusa. Senza il referendum, avrebbero privatizzato pure quella.
12:54: From status to contract, cita Tremonti, parlando di rivoluzione liberale. Forse sarebbe più corretto dire neoliberista. E ammette: in una settimana siamo riusciti a fare quel che non avremmo fatto in tempi più lunghi.
Esattamente quel che sostenevo parlando di decretazione e sfruttamento dello stato d’emergenza.
12:48: Tocca al Ministro Sacconi. Confermati i licenziamenti liberi (salvo quelli riconosciuti come discriminatori o in prossimità di gravidanza) e l’estensione erga omnes degli accordi fra le parti se sottoscritti dalla maggioranza del lavoratori. Si citano esplicitamente Mirafiori e Pomigliano.
12:45: Tremonti annuncia la soppressione di tutti gli enti con meno di 70 addetti. Sparisce dunque il Sistri, per esempio. Ovvero, il istema di tracciabilità informatica dei rifiuti.
12:42: Calderoli sostiene che nel decreto c’è una manovra che anticipa la modifica dell’articolo 41 della Costituzione italiana. E’ l’inizio della madre di tutte le liberalizzazioni. Nel decreto, in sostanza, hanno anticipato la riforma del 41, citato i principi che ci saranno nel futuro 41 (!) e dato agli enti locali un anno di tempo per adeguarsi e legiferare in merito.
12:40: Calderoli conferma anche il federalismo fiscale e afferma di non concordare sulla visione del Governatore della Lombardia Roberto Formigoni. Ma la domanda è: se tagli alle Regioni, come applichi il federalismo fiscale, al di là degli slogan?
Ore 12:27: la palla passa al Ministro Roberto Calderoli, che sottolinea, per cominciare, come i tagli ai costi della politica fossero già stati pensati prima. Francamente, che ci fossero già veri tagli non risulta. Ma lo slogan tagli ai costi della politica tira. Calderoli, poi, esalta il principio dell’incompatibilità dei doppi incarichi. Poi parla delle Province abolite, confermando il criterio dei 300mila abitanti o dei 3mila chilometri quadrati di superficie. Conferma anche le misure sui Comuni al di sotto dei 1000 abitanti.
Giulio Tremonti in conferenza stampa per commentare la manovra bis, il decreto anticrisi.
Per cominciare, il Ministro dell’Economia ha rilanciato il suo progetto degli E-bond e ha ribadito che nulla di quel che è accaduto fosse prevedibile. Personalmente, mi permetto di dissentire da questa retorica, come ho avuto modo di spiegare. Dopo una lunga spiegazione delle questioni Europee e mondiali che, secondo Tremonti, hanno causato l’emergenza, si passa alla manovra, che sarà in Gazzetta ufficiale domani a mezzanotte.
PeppeIos4
13 ago 2011 - 13:04 - #1Ai Berlusconiani: Leggete questo stralcio dal Corriere. Bastano poche righe per capire che il decennio 2001-2011 governato quasi ininterrottamente da B. è fallimentare. Difendete l’indifendibile.
LA PRESSIONE FISCALE - L’Istat dice che nel nostro Paese la pressione fiscale aveva raggiunto nel 2009 un livello del 43,2%, quasi quattro punti sopra la media europea. Per una ragione precisa: secondo la Banca d’Italia negli ultimi dieci anni la spesa corrente al netto degli interessi sul debito pubblico è salita di oltre sei punti sul Prodotto interno lordo, passando dal 37,6% al 43,8% fra il 2001 e il 2010. Con gli interessi, aveva raggiunto nel 2009 il suo massimo storico: 48,2%. Dal 2000 al 2008 il volume della spesa corrente è salito del 37,8%, quasi 16 punti più dell’inflazione (21,9%). Insomma, un macigno insormontabile, accumulato proprio durante gli anni del governo Berlusconi. Il quale, in un momento di realismo, il 13 gennaio del 2010, ha confessato forse per la prima volta: «La crisi non permette nessuna possibilità di riduzione delle imposte». Ma aumentarle, però… E tassare le rendite finanziarie come voleva fare Prodi, poi…
Sergio Rizzo -Corriere Della Sera
13 agosto 2011 09:51
boh1
13 ago 2011 - 15:35 - #2insomma riassumendo
- elemosina , con bastonata al pensiero “alternavito”
- riforme di un articolo che le stesse associazioni di categoria hanno definito irrilevante
- “colpa di prodi”
remolo
13 ago 2011 - 15:44 - #3e gli italiani tutti al mare…
dreed81
13 ago 2011 - 17:07 - #4Va a finire che è colpa del governo (peraltro semi-inerte per 20 mesi) di Prodi, anche quando governa il Mafiosauro: certo che non hanno proprio argomenti per giustificare lo schifo che sono riusciti a indurre nella popolazione mediante il NON-GOVERNO e LE RUBERIE degli ultimi tre anni !!!
Tremonti è un incompetente, e il suo padrone un delinquente !!!
boh1
13 ago 2011 - 17:15 - #5il sommerso raggiunge quote del 50%…
e loro cosa fanno ??..aboliscono 3 giornate di festa nazionale.
a sentirli parlare sembra uno scherzo :D
Sono indagato faccio il deputato
13 ago 2011 - 21:01 - #6parole,parole parole….soltanto parole
Mauriziosat,9
13 ago 2011 - 23:10 - #7vediamo il primo stolto comunista che si lamenta della soppressione di 35 province.
gerpetto
14 ago 2011 - 11:26 - #8su 4 pagine di tagli e problemi tu per le prossime settimane ripeterai “35 provincie” tutti i giorni?
no così per sapere, così ci prepariamo
ci risentiamo quando e se poi lo fanno
ma non sarà un contentino, peraltro già promesso da anni, a farmi notare il dito e non la luna…
Fab11
14 ago 2011 - 12:06 - #9@gerpetto
fai sapere a Mauriziosat che deve cambiare il numero delle provincie da 35 a 29, perchè con una norma aggiuntiva ne sono state salvate 6 tra cui, casualmente, Sondrio e Belluno.
gerpetto
14 ago 2011 - 13:14 - #10poi ci sono le altre, ad esempio biella e vercelli, nuovi della lega nord, chissà…
in ogni caso se vedremo una abolizione prima del nuovo anno verrò a complimentarmi con mauriziosat
tanto sarà “dopo il prossimo censimento”, ma non c’è scritto quando e quanto tempo occorrerà a questo censimento :)
boh1
14 ago 2011 - 15:34 - #11mauriziosat è il perfetto berluschino…è da 10 post che gode per l elemosina berlusconiana , che non salverà l italia , e non cambia di una virgola la situazione drammatica della nostra economia, ma fa godere i berluschini masochisti come lui.