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Calciatori e prelievo di solidarietà, come stanno le cose

Pubblicato: 17 ago 2011 da V.

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calciatori contributo solidarietà prelievo galianiDel prelievo di solidarietà contenuto all’interno del decreto anticrisi presentato da Giulio Tremonti, abbiamo detto in passato. In questi giorni sta montando un po’ di polemica su una categoria di contribuenti particolare, e su chi dovrebbe versare quel contributo, se direttamente loro - decurtandolo dal compenso percepito - o le società per le quali lavorano: sto parlando dei calciatori.

Come stanno le cose? Il prelievo di solidarietà lo pagheranno “lavoratori dipendenti, pubblici e privati, autonomi, pensionati, percettori di redditi diversi da quelli di lavoro” e dovrebbe portare nelle casse dello Stato circa 3,8 miliardi di euro. Per i lavoratori del settore privato ci sarà da pagare il 5% sulle quote eccedenti i 90mila euro e il 10% una volta superati i 150mila.

E i calciatori in che modo rientrano in tutto ciò? Il calcio d’inizio alla querelle l’ha dato Adriano Galliani, mentre l’AIC - l’Associazione Italia Calciatori - se ne stava zitta sul tema, e in questo periodo portava avanti un’altra rivendicazione, ma sul contratto nazionale. Vediamo le parole di Galliani,

“Noi al Milan abbiamo già deciso: la tassa di solidarietà, se sarà confermata, la pagheranno i calciatori come tutti gli altri lavoratori italiani (…) Su questo punto non c’è trattativa e se non sono d’accordo facciano pure sciopero. Io e tanti altri presidenti, che ho già interpellato, non faremo passi indietro. Nei prossimi giorni ho paura che questo sarà un tema caldissimo”

Non ci credeva “la casta”, di poter avere un’altra casta su cui versare un po’ delle secchiate di qualunquismo e populismo che sta ricevendo nell’ultimo periodo…

Roberto Calderoli, Ministro della Semplificazione stamane ha tuonato:

«Se dovessero continuare a minacciare scioperi o ritorsione proporrò che come ai politici anche ai calciatori venga raddoppiata l’aliquota del contributo di solidarietà (…) I calciatori fanno i capricci: non so se sia giusto o meno il contributo di solidarietà ma se c’è qualcuno dovrebbe pagarlo sono proprio i calciatori che rappresentano la casta dei viziati»

Ma i calciatori che hanno detto di questa tassa? Poco o nulla, lo vedremo dopo. Il settore è in agitazione per il rinnovo del contratto nazionale, lo si legge sul sito AIC dove c’è un comunicato scritto in “sindacalese”, che devo ammettere fa un certo effetto vedere riferito a un mondo che per senso comune - e sbagliando - riteniamo popolato solo da multimiliardari che girano in Porsche Cayenne placcati in oro. Non è così: perché oltre la serie A, c’è una valanga di gente in B e in Lega Pro che prende quanto un impiegato, ma se va bene lavora per un terzo degli anni.

Come starebbero le cose per i calciatori? Victor Uckmar, fiscalista esperto del mondo del pallone - già alla guida della Covisoc - la Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio - è stato decisamente più cauto:

«Bisognerà vedere come sarà formulata la legge. Ma se i giocatori pagassero, sarebbe un segnale positivo a prescindere. Ho visto alcuni titoli sui giornali… nessuno vuole pagare… Ma bisogna vedere come sarà formulata la legge. Se si trattasse di un tributo autonomo non sarebbe coperto dal contratto stipulato tra calciatore e società. Se, invece, si trattasse di un’aggiunta di aliquota all’Irpef, saremmo nel regime dell’Irpef». E, in questo caso, l’onere graverebbe sul club. Al di là dell’aspetto tecnico, Uckmar osserva: «In questo contesto generale, sarebbe un segnale positivo se i calciatori contribuissero a prescindere, visti gli ingaggi che percepiscono»

Esatto: per ora sono chiacchiere al buio, chiacchiere agostane, perché non c’è nulla di certo. C’è se non di certo, di comprensibile, che i club vorrebbero smontare un eventuale sciopero per il rinnovo contrattuale dell’AIC, e fare associare lo sciopero per il rinnovo del contratto a una protesta per il prelievo di solidarietà, e far montare l’indignazione popolare del “Fate i miliardi e non volete pagare”. Oltre a questo, c’è da leggere tra le righe, quanto detto da Galliani:

È una tassa che pagheranno loro e non le società

Chiaro che sia lì il centro della questione, sui bilanci delle società, mica sull’etica. Leo Grosso, vice presidente dell’AIC ha ribattuto che

“È una stupidaggine dire che i giocatori sono viziati. I calciatori sono contribuenti che pagano le tasse e sono in regola. Ma se per contratto il compenso concordato è al netto, allora il contributo di solidarietà andrà pagato dalle società. E mi stupiscono le parole di Galliani in questo senso”

Damiano Tommasi, ex romanista, oggi a capo dell’AIC ha spiegato a La Stampa:

«È un argomento che può essere rimandato, non è detto che ci riguardi, aspettiamo che le nuove norme vengano approvate perché magari potranno interessare solo i lavoratori autonomi. Piuttosto dà fastidio il fatto che in questo periodo venga usato il termine sciopero per una questione che non è stata ancora affrontata. La gente rischia di avere una visione sbagliata. Si parla sempre dei guadagni, nessuno si preoccupa mai di sottolineare che siamo tra i massimi contribuenti di questo Stato»

Ed ecco servita la polemica - preventiva e un po’ pretestuosa - agostana. Sarà il caldo, ma ho l’idea che tutto questo finirà nel nulla: in ogni caso, venerdì 19 agosto, ci sarà un’assemblea della Lega Calcio, dalla quale qualcosa uscirà fuori. Vedremo: tenete d’occhio Calcioblog per eventuali aggiornamenti.

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13 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di caligola

    caligola

    17 ago 2011 - 19:03 - #1
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    - Non è così: perché oltre la serie A, c’è una valanga di gente in B e in Lega Pro che prende quanto un impiegato, ma se va bene lavora per un terzo degli anni. -

    Tanto per cominciare anche in serie B la gente non se la passa male e i giocatori prendono milioni. Anche in serie C1 e C2 si vive bene, forse è da dopo che diventano stipendi “normali”.
    Come seconda cosa non vedo quanto questa osservazione sia sensata, visto che il contributo riguarda proprio solo chi guadagna più di 90/150mila euro, per cui esclusivamente i più ricchi.
    Se il contratto poi prevede che vengano pagati al netto delle tasse, allora verseranno i club, diversamente saranno loro direttamente. Direi che la questione si conclude qui… tutta questa inutile polemica è una montatura insana e fastidiosa riguardante gente che dovrebbe solo andare a lavorare sul serio.

  • Profilo di whitetiger90

    whitetiger90

    17 ago 2011 - 19:22 - #2
    -1 punto
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    Per semplificare avete detto una grossa stupidaggine: la tassa la paga chi guadagna piú di 90.000€. Stop. Quindi non vedo cosa c’entri un calciatore di lega pro che guadagna evidentemente di meno… Qui stiamo parlando di buffoni che girano in macchine da milioni di euro e non vogliono pagare una tassa sacrosanta non dei ragazzi che prendono quanto un operaio in lega pro…. Ma chi li scrive gli articoli qui? Il “sindacato” dei calciatori? E a quando il sindacato dei multimiliardari?

  • Up ORIGINALE

    17 ago 2011 - 20:02 - #3
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    Calderoli è meglio che stia zitto…perchè tra i politici c’è molta più evasione….Per non parlare dei pranzi a camera e senato!!!!Tommasi parla tanto ma razzola male perchè visto che vuole che i calciatori vengonoesentati da questa tassa; la tassa viene pagata dalle società-Cosa vuol dire questo? Una società piccola scpmpare e poi tutti pagano le tasse (i politici non credo) quindi anche i calciatori la devono pagare.Punto e chiuso.Anche un calciatore povero di Prima Divisione così via i 2000 euro li prende lo stesso!!!!

  • Tonino 89

    17 ago 2011 - 20:38 - #4
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    Poi mi fanno ridere i calciatori quando fanno le partite del cuore o pubblicità di beneficenza e altre cose simili. Non vogliono pagare una tassa, per carità extra, ma che almeno per loro non sarà morire di fame, e poi chiedono i soldi in quel modo! Una volta ogni tanto bravo Calderoli (non avrei mai creduto di poterlo dire).

  • mirko755

    17 ago 2011 - 20:49 - #5
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    Up ORIGINALE hai ragione nel dire che anche un giocatore di prima divisione prende 2000 euro al mese ma hai scordato qualcosa, molte volte hanno anche l’abitazione a gratis messa a disposizione dalla società, il rimborso spese per andare agli allenamenti e alle partite, e in alcuni casi anche un lavoro futuro nell’impresa del proprietario della squadra, poi ci sono anche altri che nel frattempo fanno secondi lavori o che sfruttano la notorietà avuta con il calcio per darsi alla politica quando la loro attività va male.
    Vogliamo anche mettere che potrebbe anche lavorare la moglie?
    Tanti dicono oggi che non sono ricchi con 4000 euro al mese, e se lavora anche la moglie? Di solito se il marito ha un buon lavoro che permette di guadagnare certe cifre anche la moglie non è da meno, i soldi vanno da chi ha i soldi, il dottore ha la moglie che fa la dirigente presso un ente statale o società privata, 4000 (già una bellissima somma rispetto ad un operaio da 1000 euro al mese) + 3000 della moglie fanno 7000 al mese, siete ricchi altro che cavolo, pagate e non rompete le p…

  • Profilo di monicarusso

    monicarusso

    18 ago 2011 - 00:55 - #6
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    i calciatori se fosse per me li manderei tutti a zappare la terra questi parassiti

  • Profilo di monicarusso

    monicarusso

    18 ago 2011 - 00:58 - #7
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    mi fanno schifo tutti quelli che difendono la categoria dei calciatori perchè c’è povera gente che paga molte tasse e questi parassiti non pagano

  • Profilo di monicarusso

    monicarusso

    18 ago 2011 - 01:03 - #8
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    io odio quelli che tifano per i calciatori che guadagnano tanti miliardi per me quelli che guardano le partite e tifano per i calciatori sono soltanto dei ritardati

  • Profilo di monicarusso

    monicarusso

    18 ago 2011 - 01:10 - #9
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    bisogna tassare moltissimo i ricchi e bassarle per i poveri , soltanto così ci potrà essere una vera lotta all’evasione fiscale e i ceti medi potranno respirare

  • Profilo di monicarusso

    monicarusso

    18 ago 2011 - 01:40 - #10
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    si vergognassero i calciatori lin farei diventare tutti disoccupati li metterei tutti in un gabinetto e poi tirei il discarico

  • Profilo di emanuele777

    emanuele777

    18 ago 2011 - 10:17 - #11
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    Forza Milan!

  • Profilo di valter29

    valter29

    19 ago 2011 - 18:22 - #12
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    Sì, è veramente schifosa questa rivolta e fa bene Calderoli a minacciare il raddoppio. I calciatori dei piccoli club non corrono alcun rischio perchè prendono una paga inferiore ai 90.000, man mano che si sale ci sono casi che dovranno pagare e altri no. Vedremo se dovranno pagare i club o i calciatori. Ma non è questo il punto. Lo schifo sta nel fatto che i superpagati si ribellino ad un gesto di solidarietà nazionale. Posso capire, ma non li giustifico, i calciatori stranieri. La grande paga dura solo pochi anni? In quei pochi anni quelli di loro che hanno un pò di cervello si stemano per tutta la vita e possono addirittura vivere di rendita anche lasciando perdere la storia della moglie e altre cose come la pubblicità. La colpa è comunque dei tifosi che per questi nababbi si comportano da malati mentali al punto da uccidersi fra di loro. Se non andassero più allo stadio i superpaperoni avrebbero finito di pretendere sempre di più anche quando c’è una crisi così profonda che scuote l’intero pianeta. Io non sono tifoso e me ne vanto ed invito i tifosi a darsi una frenata almeno in questo periodo così i calciatori, in particolare quelli della SERIE A, la smetteranno di credersi dei padreterni cui tutto è dovuto. Riguardo ai calciatori stranieri che tornino pure ai loro paesi o vadano in altri club non italiani il che sarebbe anche un vantaggio per il calcio nazionale che sarebbe costretto a potenziare i nostri vivai.

  • Roberto Perniola

    25 ago 2011 - 13:49 - #13
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    Io amo il calcio come sport, ma devo ammettere che quello odierno è basato TROPPO PURTROPPO sul denaro. Mi fa rabbia la notizia dello sciopero dei calciatori, così come non accetto il compromesso di Abete sull’istituzione del fondo di 20 milioni per venire incontro ai PRIVILEGI più che alle ESIGENZE dei calciatori. I calciatori odierni non sono semplici lavoratori, ma sono attori di uno spettacolo il cui business ogni anno si calcola nell’orbita dei miliardi di Euro. Sanno di essere famosi ed importanti, per cui sanno che possono permettersi di scioperare. Io propongo di BOICOTTARE il campionato, di BOICOTTARE la visione delle partite in Tv, sia pubbliche che private, di BOICOTTARE gli stadi, gli abbonamenti… Solo in questo modo capiranno che non sono indispensabili, che noi possiamo fare a meno di questo calcio venduto e pieno di scandali. Per quanto riguarda il contributo di solidarietà, anche quell’altra casta di privilegiati dei politici farebbe bene a pagarlo prima di dare ai calciatori dei viziati!