Anche nei periodi della “crisi negata” Silvio Berlusconi e il suo governo si erano sempre distinti nel premiare chi stava (molto) meglio a danno dei ceti più deboli. Adesso, a “crisi riconosciuta”, non c’è più argine che tiene di fronte a un attacco a 360° contro salari, pensioni, welfare, diritti.
Insomma, la crisi come scusa o comunque usata per riportare indietro le lancette della storia, come dimostra la patata bollente delle tre feste abolite del 25 aprile, del Primo maggio, del 2 giugno. Ma non è finita.
Il ministro Sacconi l’aveva escluso categoricamente durante la conferenza stampa di presentazione della manovra, ma ora dall’ufficio studi del Senato esce una notizia a dir poco clamorosa: “L’articolo 8 della manovra bis contiene implicitamente la possibilità di derogare le leggi in vigore, statuto dei lavoratori compreso”.
Guido Crosetto, capo della fronda Pdl anti-Tremonti, intervistato da Affaritaliani.it, esulta: “Non è affatto una brutta notizia. È venuto il momento in cui non si può più difendere chiunque abbia un posto di lavoro. Alcuni tabù sindacali vanno abbattuti”.
Come volevasi dimostrare. Attenzione, la corda è tesa, anzi tesissima: rischia di spezzarsi. Non sarebbe la prima volta. Chi rompe paga.
axel4019
17 ago 2011 - 18:20 - #1io non li sopporto piu’..branco di corrotti mafiosi che stanno distruggendo questo paese mentre noi stiamo a guardare e non abbiamo una briciola di potere decisionale..è un miracolo che abbiamo bloccato il nucleare e la privatizzazione dell’acqua..la nostra è una democrazia fasulla. io a 19 anni ho molte perplessità riguardo al mio futuro e il mio rispetto verso questi cosiddetti politici è pari a 0. FOSSE X ME TUTTI A CASA(senza pensione da 20000 euro al mese ovviamente..)!
aldebaran85
17 ago 2011 - 19:10 - #2liberta di licenziare? SILVIO BERLUSCONI SEI LICENZIATO!!!
teseo
17 ago 2011 - 20:00 - #3Ma siamo sicuri che sta manovra passi? Nel pdl sono scatenati contro il contributo di solidarietà…Pera e Martino hanno già detto che se rimane non votano la fiducia…
OrAZOI
17 ago 2011 - 20:38 - #4i fancazzisti sono avverti, la cosa brutta e che per quattro delinquenti, ora, saranno in molti a rimetterci
Tonino 89
17 ago 2011 - 20:42 - #5Il prelievo di solidarietà su cui tutti si scannano è una delle pochissime cose, tutto sommato “accettabili” di questa manovra. Gente come Pera e gli altri la contestano non per cose giuste, ma perchè colpirà loro…..
dreed81
17 ago 2011 - 21:34 - #6Oltre a rubarci i quattrini, ci rubano anche i diritti e la dignità del lavoro !!!
LADRI E MALFATTORI … LADRI E MALFATTORI … LADRI E MALFATTORI …
Nahyl
17 ago 2011 - 23:00 - #7caro passator cortese, e cari tutti,
sono di sinistra anche io, detesto berlusconi, i fascisti, questa gente. li considero dei caproni, impreparati, econimicamente ignoranti, corrotti, e tutto il resto.
tuttavia ho un attività di ristrutturazioni, ho dei dipendenti, studio economia e commercio, e non gestisco di certo il mio lavoro e miei uomini come un despota, e guadagno quanto i miei operai, con la differenza che rischio i miei soldi, il mio culo, e ci metto la faccia.
sono obbligato ad avere alcuni dipendenti in nero o con continui contratti a tempo indeterminato per evitare di fallire, poichè altrimenti i costi supererebbero i ricavi, o nella migliore delle iposi il primo che lavoro a modo suo, non posso piu licenziarlo.
ho visto colleghi disperati offrire soldi a dipendenti che si fingevano sempre malati, pur di firmargli un licenziamento.
se camiano le leggi io sono il primo a mettere in regola tutti e a tempo indeterminato! perchè non dovrei….
ma posso dirvi che esistono tutta una serie di regole economiche dimostrate dalla matematica, che per definizione non è una opinione: centinaia di grafici ai quali non si può dire “non sono d’accordo”, che stanno li a dimostrare come spesso la verità sia diversa da quel che crediamo, e che il giusto stia molto piu nel mezzo.
liberalismo sociale vuol dire cedere su alcune cose, ho detto alcune, non tutte, nell’interesse di tutti.
cedere su alcune cose che credevamo inviolabili, ma la matematica è una scienza.
cedere su alcune senza sbulaccare, con intelligenza e giudizio.
andandomi a leggere l’estratto dell’intervista di guido corsetto, mi sono reso conto che dice una cosa molto diversa di quanto riportato sopra. persona che io disprezzo come politico, ma ha detto una cosa che non è ne di destra ne di sinistra, ma è una cosa che condividerebbe chiunque all’estero.
egli dice molto di piu di ciò che riporta il passator cortese.
egli dice:
“Considero la possibilità di intervenire con licenziamento per le persone che se lo meritano nel pubblico e nel privato un atto da raggiungere, prima o poi, nell Paese”, spiega il sottosegretario alla Difesa. “Quando leggo sul sito del ministero dell’Economia che ci sono tassi di assenteismo in alcuni uffici del 50-60% mi chiedo perché e fino a quando siano tollerabili da parte dei lavoratori pubblici e privati onesti. E’ venuto il momento in cui non si può più difendere chiunque abbia un posto di lavoro ma bisogna difendere chi LAVORA DAVVERO. Quindi alcuni tabù sindacali che ci sono sempre stati vanno abbattuti”.
cordiali saluti
Nahyl
17 ago 2011 - 23:12 - #8azz…
mi sono dmenticato na cosa importantissima.
una di quelle cose che sono davvero dei tabù se si è di sinistra, ma mi sono dovuto ricredere finchè non mi ci sono trovato dentro.
allora.
mio papà fa l’impiegato, è un dipendente. egli guadagna un po’ più di me.
lui paga circa il 30% di tasse, io siccome sono un imprenditore, ne pago circa il 60%.
per quale ragione io pago il doppio pur guadagnando di meno??
poi viene mia nonna. ela ha sempre preso una pensione ridicola: 450 euro. ho sempre ritenuto dovessere essere aumentata.
poi un giorno abbiamo fatto i calcoli di quanti contributi ha versato nella sua vita. insomma, a voler esser precisi mia nonna, per la sua aspettativa di vita, avrebbe diritto a 80 euro di pensione al mese.
ma allora da doove arrivano gli altri 370 euro al mese che prende???
semplice dalle mie tasse che pago doppie rispetto un lavoratore dipendente pur guadagnando come lui.
la cose non sono mai come sembrano…
D.i.o.
18 ago 2011 - 09:43 - #9Nahyl,
dici molte cose giuste, altre un po’ meno:
la differenza sulla pensione di tua nonna (pensione ridicola come quella che percepisce la mia di nonna la cui fortuna è di avere una casa di proprietà, perché altrimenti non potrebbe nemmeno pagarsi l’affitto…. e sperare di non avere problemi a caldaia o tetto o infissi, perché altrimenti per qualche mese non ne ha nemmeno per mangiare!!!) dicevo, quella differenza dovrebbe essere data dalla rivalutazione nel tempo di quanto da tua nonna versato a suo tempo.
Poi è di nuovo un contratto sociale il fatto che chi ha guadagnato di più possa dare un aiuto a chi ha guadagnato meno afinché lo stesso possa avere comunque una vecchiaia dignitosa.
Per come la vedo io, io aggancerei le pensioni al contratto dei metalmecanici (credo ancora il più diffuso in Italia): minimo pensione pari ad un terzo livello, massimo pari ad un sesto o settimo livello: sono valori che consento una vita normale e persino agiata quando si percepiscono come stipendi, non vedo perché non dovrebbero bastare come pensioni. Qualcuno ha contribuito molto di più di quel valore? Io non ho mai visto nessuno versare 3mila euro al mese all’Inps, per cui ho qualche dubbio, comunque, se ha guadagnato molto di più, poteva amministrare meglio i suoi soldi e non pensare di continuare a guiadagnare, personalemnte, per lo stato, la gente in pensione produce tanto uguale, sia che come lavoratore abbia guadagnato 500 euro al mese, sia che ne abbia guadagnati 500 mila!!!
Veniamo poi alla maggiore pressione fiscale sui liberi professionisti o imprenditori: perché siamo arrivati a questo lo sai benissimo anche tu, sono daccordo che non è giusto ma, chi è causa del suo mal… la categoria di cui fai parte ha la triste e brutta fama di essere una categoria che per ogni euro che guadagna dichiarati, ne guadagna almeno altri 2 in nero. Tu stessod ichiari di avere dipendenti in nero, il che vuol dire che gestisci fondi neri su cui non paghi le tasse. Ecco, quel contributo doppio che paghi vedilo come una tassa al 30% su quello che hai dichiarato, uguale a quella di tuo padre che è dipendente, più un’altra tassa del 30% (o forse adirittura solo del 15%) sui fondi neri che gestisci… mi sembra equo!!!
Poi è vero, ci sono liberi professionisti ed imprenditori onesti, senza fondi o dipendenti in nero. Questi hanno ragione ad indignarsi perché non è giusto alzare le tasse a tutti per recuperare le tasse evase: la tassazione dovrebbe essere equa e lo stato dovrebbe punire in maniera esemplare gli evasori. Questo in un mondo perfetto, mondo dal quale l’Italia purtroppo è molto lontana, in primis nella mentalità della gente comune che tollera, anzi trova furbo ed intelligente, farsi fare lavori e prestazioni in nero.
boh1
18 ago 2011 - 19:35 - #10” lui paga circa il 30% di tasse, io siccome sono un imprenditore, ne pago circa il 60%.
per quale ragione io pago il doppio pur guadagnando di meno?? ”
semplice perchè mentre tu paghi le tasse, un buon 50% non le paga e le fa pagare a te, noi…insomma anche se ci sei dentro e ti girano le balle, non si può considerare una riforma fiscale seria , giusta e realmente democratica senza estirpare il cancro dell evasione.
Nahyl
18 ago 2011 - 23:04 - #11boh io rilevavo anche altri problemi, sulle tasse ora risppndo.
rilevavo intanto il fatto che in italia per poter licenziare un dipendente che non lavora a dovere, deve essere proprio uno che ti crea davvero grossi danni e di proposito, non basta che arrivi in ritardo o sia un pasticcione o inadatto a quel ruolo.
per la stessa ottica, il datore di lavoro è responsabile di ogni incidente del dipendente anche se il datore di lavoro ha fatto tutto cio che era previsto dalla legge in materia di sicurezza. infatti in italia, esistono assicurazioni private che coprono il datore di lavoro che ha rispettato tutte le norme sulla sicurezza in caso di incidente, poichè in italia anche se la legge è molto chiara nel dire che il datore di lavoro non è responsabile se ha fatto tutto ciò che è previsto, ciò che conta poi è la giurisprudenza che si afferma negli anni, che dice il contrario.
proprio ai vari corsi sulla sicurezza sul lavoro ci mettono in guardia su queste cose, vengono funzionari dell’inail a raccontarci casi assurdi che non esisterebbero in nessun paese d’europa, o ci consigliano di avere polizze per ogni cosa.
tutte queste cose o restrizioni obbligano il datore di lavoro a tenere nel nero parte dei suoi uomini, e cmq obbligano alle aziende a non assumere mai il 16esimo dipendente.
infatti in italia abbiamo un frazionamento di piccolissime imprese sotto ai 15 dipendenti a causa dell’articolo 18, non l’articolo in se, ma la sua strutturazione inelastica nemmeno un minimo.
a catena è noto in economia che in un paese popolato da piccolissime imprese, gli investimenti per impresa singola sono bassissimi, allora anche la produttività è bassa, e rimangono bassi i fatturati, e i salari non crescono.
infatti la produttività delle aziende italiane è molto bassa, come anche i loro fatturati a parità di soldi spesi, e questo si riversa sul salario dei lavoratori.
mio zio in germania fa l operaio e guadagna 1.800 euro senza problemi, anche se il minimo sindacale è 1.200, ma la è normale guadagnare molto di piu perchè le aziende fatturano molto di piu, e gli accordi come quello di pomigliano in germania si fanno da anni in tutte le aziende. questo ha fatto partire il loro pil al 4% e scendere di parecchio la disoccupazione. addirittura, unico caso in europa, le aziende tedesche che erano andate a produrre in romania stanno tornando in germania a produrre!! è una nazione incredibile.
su discorso dell’evasione e delle tasse. la verità è che in italia le tasse sono alte in generale, evasione o meno. infatti siamo al 51% compreso le varie partecipazioni pubbliche. è un valore degno di una nazione a pianificazione statale come i paesi comunisti… in germania sono al 37%.
l’eliminazione dell’evasione fiscale redistribuirebbe le tasse in modo piu equi, ma quel 51% totale rimarrebbe invariato.
io ho solamente il sospetto che la classe imprenditoriale e artigianale sia stata super tassata negli anni 90 solo perchè è fatta per lo piu da elettori di destra su cui si poteva bastonare se i governi sono stati di sinistra o quasi. infatti negli anni 80 non esisteva questa forbice, ma l’evasione esisteva gia.
è stata piu una operazione di marketing elettorale, cioè “tassiamo chi tanto non ci vota, perchè così non possiamo perdere i voti di chi già non ci vota”
il punto è che mi pare esista solo una persecuzione ideologica per poter acchiappar soldi fra le categorie lavorative che non ti votano. le destre penalizzano pensionati e pubblico impiego, le sinistre castigano i liberi professionisti. però esistono regole economiche che vanno contro certe cose.
per esempio il minimo salariale aumenta la disoccupazione, è un pilastro matematico. la scala mobile aumenta l’inflazione ancora di piu, le 35 ore avrebbero aumentato la disoccupazione invece di ridurla. bisognerebbe essere meno ideologici e piu scientifici.
la chiave per sistemare tutto sono enormi investimenti tecnologici e in infrastrutture e ricerca, e meno spese assistenziali. il risultato sarebbe una crescita della madonna, con cui redistribuire a buon diritto. invece quello che proprio non mi piace della sinistra post 68 è che vogliano redistribuire quando non ce nulla. prima la ricchezza va fatta. l’italia non cresce è un paese povero, questa è la verità
Nahyl
18 ago 2011 - 23:13 - #12ops, dimenticavo il conto. il punto è che se ristrutturo un appartamento e il prezzo che un italiano è disposto a pagare per quel lavoro e quella casa è 30.000 euro, se io ci tolgo l’iva, l’irap, l’irpef, commercilista, stipendi e tutti i costi del lavoro in regola, supero i 30.000 mila. spesso il lavoro nero non è una furbata, ma è una necessità per non fallire.
tanto per fare un esempio in italia il salario lordo di un operaio è di 3.300 euro, che poi in tasca gliene arrivino molti meno è un problema dello stato, non può essere scaricato sul daotre di lavoro.
e ancora, dimenticavo altra cosa curiosa. spesso, anzi sempre, il lavoro nero è una cosa che il lavoratore chiede al datore di lavoro e non il contrario. un operaio in nero guadagna 2.000 euro al mese, in regola ne guadagna 1.200. se io proponessi un contratto in regola pochi accetterebbero, per lo piu gli scansa fatiche che vogliono il posto fisso e poche responsabilità. per per lavoro nero viene multato il datore di lavoro e non il dipendente, perchè esiste ancora questa idea che il nero sia una condizione di sfruttamento imposta dal datore di lavoro al dipendente, come magari succede ancora in certe zone del sud italia, ma non nel nord.
valter29
19 ago 2011 - 18:45 - #13Sono d’accordissimo con Nahyl, soprattutto per quel che riguarda i dipendenti pubblici, molte volte assunti solo per meriti o amicizie politici o anche per parentela e in numero sovrabbondante rispetto al fabbisogno della struttura. Come non ricordare le pensioni baby e i prepensionamenti fonti di lavoro nero e di disoccupazione in quanto rubavano il lavoro ad altri? Come non ricordare il distacco sindacale in virtù del quale è stata creata un’altra casta di mangiasoldi e un altro centro di potere per immettere raccomandati, parenti e amici in posti di lavoro senza che avessero capacità e senza che ci fosse il reale bisogno altra manodopera? Potrei continuare ma preferisco porre un’ulteriore domanda: dove è finita la meritocrazia tanto sbandierata anche dai sindacati e raramente applicata? Meditate gente, meditate e vedrete che le colpe non sono tutte e solo di questo governo come appare leggendo i commenti sopra riportati.
Nahyl
19 ago 2011 - 20:06 - #14bravo ragazzo, sono contento.
ma vuoi che risponda alla tua domanda?
una mattina sento parlare alla radio sansonetti, direttore o credo ora ex direttore di liberazione. è sicuramente un uomo intelligente, molte cose le condivido, come condivido e mi sento di sinistra se penso agli obbiettivi storici delle sinistre:
-benessere collettivo
-sanità e istruzione pubblici assolutamente
-salari e pensioni dignitosi
-bassa disoccupazione e bassa inflazione
tuttavia entro in forte contrasto con la mentalità della sinistra post 68 quando si tratta di discutere del modo di raggiungere certi obbiettivi.
la scienza dice che i salari deveno crescere in maniera spontanea facendo crescere la produttività nazionale, i sindacati invece vogliono farli crescere con l’imposizione di un minimo salariale, che però crea la disoccupazione.
bene.
sansonetti diceva:
“l’italia di 20 anni fa era un italia miagliore, dove la mission nazionale era cappeggiata da valori come la solidarietà e l’uguaglianza. oggi, a causa di berlusconi e tutto cio che rappresentano le destre, le parole d’ordine sono diventate efficienza, meritocrazia, competitività e crescita”.
questo la dice lunga su come la pensi certa gente, e certa gente fa male alla società, perchè fa si che oggi “liberale” sia sinonimo di “uomo di destra”, mentre le cose sono molto diverse, e le scienze economiche sono molto piu di sinistra di quanto si creda. solo gli economisti e i giornalisti economici che mandano in tv ci vengono a dire di privatizzare tutto. ma voi nelle università, non troverete mai un professore che vi sostenga queste cose, come la totale privatizzazione di tutto, le giungle che si stanno creando fra i servizi, le concentrazioni di ricchezze, e le deregulation che quando sono fatte dalle destre vanno a vantaggio dei grandi imprenditori, e mai dei piccoli o della collettività.
sulla cassa integrazione ti dirò: esiste solo in italia!! per un tedesco o uno svizzero la cassa integrazione è una vergogna. loro hanno un sussidio garantito, un sistema molto diverso.
la cassa integrazione è uno strumento sindacale fatto per creare consenso e pilotare grandi qantità di voti.
provate a leggere questo articolo serio che spiega cosa sta dietro la cassa.
http://temi.repubblica.it/micromega-online/le-false-virtu-della-cassa-integrazione/
valter29
20 ago 2011 - 13:43 - #15Caro Nahyl mi trovo completamente sulla tua lunghezza d’onda. Anch’io ho profonde radici di sinistra. Mentre il fascismo conquistava l’impero in casa di mio padre si tenevano riunion clendestine di cellula comunista. Non mi ritrovo in questa sinistra la cui unica bramosia è quella di buttare dalla finestra Berlusconi e che insegue disegni economici puramente illusori. Per aggiungere un tassello a quanto detto fino ad ora ricorderò che in Italia si va in pensione con l’ultimo stipendio e non in base ai contributi versati, caso unico e anomalo nel quadro mondiale, esclusi i paesi così detti comunisti. Molti anni fa parlando con inglesi e tedeschi mi fu chiesto se fosse vero che da noi tutti avevano una pensione anche se avevano lavorato per poco tempo. Alla mia risposta affermativa mi dissero: Ma come fate? Noi saremmo falliti da quel dì! Uno statista parlando di noi ebbe a dire: l’Italia è quel Paese nel quale si discute molto prima di prendere una decisione ma una volta presa quello è il momento di rimetterla in discussione. Noi cominciamo oggi a sentire seriamente la stretta di una crisi che è mondiale. Ho detto “cominciamo” non a caso poichè altri Stati, anche a guida socialista, hanno ridotto il sociale già da diversi anni. Oggi paghiamo la politica demagogica dei governi precedenti che hanno troppo concesso per mantere il potere, ben al di là delle nostre possibilità a cominciare da Craxi. A questo governo mi sento di rimproverare un ritardo nell’addottare quelle misure che all’estero son già state prese ma questo ritardo è frutto anch’esso di demagogia, malattia endemica della nostra democrazia. Uno statista straniero molti anni fa ebbe a dire: l’Italia è quel paese nel quale molto si discute prima di prendere una decisione ma una volta presa quello è il momento di metterla in discussione. Verità sacrosanta e in virtù della quale tutto può succedere nella manovra. Perciò stiamo a vedere quando e come finirà la discussione sui provvedimenti anticrisi. Ci sarà da ridere per non piangere!