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Cosa sono gli Eurobond?

Pubblicato: 19 ago 2011 da Alberto Puliafito

Commenti dei lettori

Eurobond

Eurobond: sì, no, forse. Ma cosa sono, questi oggetti misteriosi? Li vuole Giulio Tremonti. Nicolas Sarkozy e Angela Merkel dicono no. Secondo Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia nel 2001, sono necessari. Ora viene fuori che, con buona pace del direttorio franco-tedesco, il commissario agli Affari economici e monetari dell’Unione europea, Olli Rehn fa sapere che l’UE potrebbe mettere a punto una bozza sull’emissione di eurobond. E in serata, la Merkel ribatte:

Si tratta di un pendio scivoloso, la situazione potrebbe peggiorare e noi non vogliamo arrivare a questo. Se tutti i debiti venissero messi in un solo contenitore non capiremmo da dove vengono. Gli eurobond non darebbero la possibilità o il diritto ai più di intervenire per forzare la disciplina finanziaria degli altri

Insomma, è necessario vedere nel dettaglio di che si tratta.

Eurobond o e-bond

Sarebbe meglio chiamarli E-bond, ma ormai la frittata giornalistica è fatta (dopo il salto il chiarimento). Quindi, gli Eurobond di cui tanto si parla in questi giorni, sono obbligazioni europee. Ovvero, titoli di debito denominati in Euro, garantiti dall’Unione Europea anziché da singoli stati membri.
Sarebbero, in sostanza, dei titoli di stato dell’Europa, vista come entità unica.

Chi vuole gli Eurobond? E chi no? Perché?

Gli E-bond sono già stati votati (!) dal Parlamento europeo, che ha dato mandato di studiarne le formule possibili (questo per far capire quanto conti il Parlamento europeo). Sono stati proposti anche dal Presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, e dal ministro dell’Economia italiano Giulio Tremonti. Li ha caldeggiati vivamente, come dicevamo, anche Joseph Stiglitz.
Secondo l’economista, in un certo senso gli E-bond funzionano già, anche se in maniera non trasparente e con molta incertezza sulla possibilità di portare avanti questo sistema (ovvero, il debito pubblico dei singoli governi e, eventualmente, gli interventi da parte della Bce per acquistare titoli di stato).

Alla Francia e alla Germania fanno molta paura, perché, siccome l’Europa non è - nonostante sia unita monetariamente - un’entità unica, è altamente probabile che il costo di questi E-bond gravi sugli stati che stanno “meglio” da un punto di vista economico-finanziario, per salvare gli altri (Grecia, Spagna, Italia, Portogallo, Irlanda).

Il punto è che, in ogni caso, a lungo termine anche Francia e Germania patirebbero la crisi. Secondo Stiglitz, la strenua opposizione della Germania non porterà a nulla di buono. Anzi, l’economista arriva a sostenere che sarebbe meglio per tutti, per la Germania e per l’Eurozona, se la Germania lasciasse l’Euro, qualora continuasse a dirsi contraria all’emissione di E-bond. Questo perché le conseguenze di una corsa al pareggio di bilancio potrebbero essere molto gravi, in termine di recessione, checché ne dicano altri.

E la Banca Centrale Europea?

La Bce ha una posizione ambigua. Nel 2010 (quando vennero proposti per la prima volta) Trichet si disse contrario. Ha ribadito la propria posizione marzo del 2011. Ma Mario Draghi, che gli succederà, invece, li vorrebbe. Intanto, un ex dirigente della Bce Jürgen Stark, in un’intervista ripresa dal Guardian, ha affermato esplicitamente che gli E-bond sono una falsa soluzione.

Ma cosa sono gli “altri” eurobond?

Esistono delle Eurobbligazioni (il giornalismo divulgativo, nel tempo, ha chiamato entrambi con lo stesso nome), ovvero dei titoli di debito internazionali, denominati in una valuta che non è quella del Paese in cui sono stati emessi: esistono gli euroyen, gli eurodollari e così via. Sono obbligazioni al portatore, e riguardano sia il pubblico sia il privato. Per esempio, i primi Eurobond europei (in questa accezione) sono stati emessi nel 1963 da Autostrade. Per esempio, esistono obbligazioni tedesche emesse nel Regno Unito in euro. Nulla a che vedere con gli E-bond nell’altra accezione.

E invece, questi “eurobond” o “E-bond” sono davvero una soluzione?

Difficile dirlo. E’ opinione piuttosto diffusa che sarebbero di grande aiuto per l’Europa per uscire dalla crisi. O almeno per cominciare a uscire dalla crisi. Ma sicuramente non sono e non possono essere la panacea di tutti i mali.

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8 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di sternig

    sternig

    19 ago 2011 - 21:31 - #1
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    Gli E-bond sono una TRUFFA bella e buona pensata per fare pagare agli stati virtuosi il malgoverno degli stati mediterranei, o meglio dei PIIGS (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna).
    Gli eurobond sono un modo vergognoso di far pagare gli elevati interessi dei paesi più indebitati ai paesi che sono efficienti, in pratica è come se in banca ci venisse chiesto di pagare più interessi per coprire le perdite di quei correntisti che hanno il conto i perenne perdita, dubito che qualcuno di noi accetterebbe.

    Giusta l’opposizione della Merkel, mentre il ‘protagonismo’ del Sig. Olli Rehn nulla potrà se i tedeschi dicono no.

    P.S. senza contare che Olli Rehn è finlandese e lassù gli eurobond li userebbero per accendere il camino.

  • Profilo di caligola

    caligola

    19 ago 2011 - 22:36 - #2
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    Siamo arrivati ad un punto nella storia dell’UE in cui si decide se andare verso l’unificazione sempre più totale o fare un passo indietro definitivo. Se si vuole continuare gli eurobond SONO NECESSARI, così come è stato necessario l’euro, anche se ha portato al fatto che gli Stati non sono più stati possibilitati a svalutare moneta per risolvere i loro problemi (e ciò ha portato alla crisi della Grecia, ecc..).
    E a questo punto sarebbe bene anche istituire un governo economico centrale per l’intera Europa e andare verso una unificazione sempre maggiore nel futuro.

    Sinceramente credo che tornare indietro sia da sciocchi, bisogna cercare di pianificare le divergenze tra paesi europei, anche se questo comporta inevitabilmente un sacrificio di quelli più ricchi (in verità della sola Germania).
    Dal punto di vista italiano poi, direi che chiunque con un po’ di sale in zucca sia d’accordo con me nel dire che l’attuale classe politica TUTTA è incapace e assolutamente inadatta a guidarci nel futuro. Uscire dall’UE sarebbe per noi il disastro, piuttosto è bene sperare che siano politici di altri paesi, scevri dal nostro Stato, a guidarci come paese e Europa nel futuro. A noi quindi, sicuramente una maggiore unificazione conviene.

  • Profilo di sternig

    sternig

    19 ago 2011 - 23:28 - #3
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    @ Caligola

    Ma nessuna classe politica di nessun governo, sopratutto qualla italiana sarebbero disposti a ridurre il proprio potere politico.
    Certo che per qualcuno sarebbe un disastro uscire dall’euro, a meno che non cominci a scovare gli evasori e a farli restituire tutti i soldi che hanno rubato.
    sicuramente non con quella barzelletta di scudo fiscale che hanno fatto in Italia, un vero regalo agli evasori.

  • Profilo di pao1963hotmailit

    pao1963hotmailit

    19 ago 2011 - 23:42 - #4
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    Infatti, bisogna decidere ma io vedo solo un temporeggiare e rimandare, specie da parte della Germania. Che stiano escogitando qualcosa, forse proprio di dividere l’Europa….ovvero chi di fronte e chi dietro la lavagna!?
    Mi dispiace che la nostra nazione, sia pur bella, sia condannata da una classe dirigente per lo più simile all’intera classe politica presente in Italia in questo momento storico, che sta dando ampiamente sfoggio delle proprie qualità naturali ed acquisite.

  • Profilo di Doctz

    Doctz

    20 ago 2011 - 00:07 - #5
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    Giusto un appunto per farvi capire che il rifiuto della Germania è motivato. Considerando il differenziale bund tedechi e bond italiani di quasi 300 punti (e non è poco) si parla di un 3% in più di interessi la Germania andrebbe a pagare circa 45miliardi di euro in più all’anno come servizio per il debito.

    Considerando la fragilità e la crisi mondiale è da veri masochisti permettere che i paesi indebitati facciano pagare il proprio debito ai paesi virtuosi o cmq non con l’acqua alla gola. Ha ragione #1.

    Il problema di fondo fu permettere a stati indebitati con limiti intollerabili l’entrata nell’euro. Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Irlanda… sono in pratica metà europa bel dilemma!

  • Profilo di caligola

    caligola

    20 ago 2011 - 00:33 - #6
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    @sternig: Guarda, i politici italiani fanno tanto i galli cedroni a casa loro ma poi il peso politico italiano è quello che è… tant’è che l’Italia stessa è favorevole agli eurobond. Se si dovesse finire per essere governati dagli altri, io me lo auguro sinceramente.
    @doctz: considera che bisognerebbe fare una media, è praticamente impossibile prevedere quali sarebbero i tassi di interesse degli eurobond allo stato attuale. Sicuramente maggiori di quelli tedeschi, ma altre previsioni sono infattibili. Senza contare che paesi come la Grecia hanno peso economico quasi assente.

    Comunque, se per disgrazia dovessero optare per un passo indietro, allora a questo punto davvero tantovarrebbe “fare la padania” come dice Bossi, perché l’Italia sulle sue gambe allo stato attuale, guardandoci in faccia, non può reggere da sola. Una fine dell’UE in qualsiasi senso ci sarebbe fatale.

  • Profilo di sternig

    sternig

    20 ago 2011 - 11:33 - #7
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    La Grecia nel 2001 aveva un debito pari al 30% di quello attuale, evidentemente per molti paesi l’entrata nell’euro ha significato: ‘è iniziata la pacchia ci sono i paesi del nord che garantiscono per noi’

    No, non funziona così, e spero che i governi virtuosi dicano: ‘andata a kakare tutti, ci facciamo un’euro solo per noi e chi vuole entrare dovrà avere i CONTI A POSTO NON VIVERE A SCROCCO’ perchè è così che funzionano i patti.

  • Profilo di carmar

    carmar

    21 ago 2011 - 12:35 - #8
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    Bisognerebbe conoscere piú dettagliatamente di cosa si parla, gli ideali in questo caso lasciateli a casa, sono la morte finanziaria dell’economia…..
    Chi è entrato nell’euro aveva i conti a posto, perchè i parametri di convergenza per l’ingresso nella moneta erano molto severi, e tutte le economie erano sane. Da una parte l’Inghilterra che con la paura di perdere la sua leadership europea economica, ha buttato sempre fango sull’euro, ma ora sono messi peggio di noi e ben gli sta. Dall’altra Francia e Germania che sono i principali responsabili del dissesto finanziario europeo attuale, per la loro marcata ostinazione a non cedere quel necessario potere politico per rendere forte e rigorose quelle regole che avrebbero dovuto accompagnare il cammino dell’euro. Ora se ne paga le conseguenze, perchè stati come ad esempio l’Irlanda in assenza di controlli esterni, come un organo che avrebbe dovuto esistere a livello europeo, ma non si è mai creato per l’ostinazione di Francia e Germania a non crearlo per non cedere poteri di casa all’europa. Le conseguenze sono ovvie, stati deboli hanno speso senza una giusta politica di spesa, e al momento delle scadenze per restituire questi soldi, dove sono finiti i soldi? in infrastrutture ovviamente…ma dove è l’organo di controllo europeo che doveva controllare la fattibilità a lungo termine per la restituzione del debito investito? non esiste grazie a Francia e Germania. Ora che i piú grossi paesi non piangano sul latte versato, perchè la signora Merkel sa bene di avere le mani anche lei nella farina, e che non le nasconda facendo finta di niente. Tutto ció proposto dall’unione europea, al di là della propaganda puó essere solo utile ad uscire dallo stallo, e le leggi che si vorrebbero creare adesso, e che sono le stesse che sarebbero dovute esser fatte con la nascita dell’euro, ben vengano. ormai siamo nel fango e per uscirne fuori ci vorranno dai 3 ai 4 anni, ma se si è imparato dal passato, se si attuano le giuste regole che si intaccheranno la sovranità nazionale, ma per una moneta comune ci vuole per forza una politica comune…..e ben vengano sti eurobond, sarebbe un colpo fatale soppratutto per l’Inghilterra che ha sempre defecato e sputato sul progetto europeo.