Eccezion fatta per i candidati più curiosi (fra cui, per esempio, Jonathon Sharkey, ex wrestler convinto di essere un discendente di Dracula), Ron Paul è decisamente un repubblicano atipico. Ha annunciato di voler partecipare alle primarie per i Repubblicani, dopo la sconfitta del 1998 e quella ancor più recente del 2008: in quest’ultimo caso non si ritirò quando divenne chiaro in via definitiva che McCain sarebbe stato il candidato prescelto ma solo il 12 giugno 2008, spiegando così la sua scelta alla CNN:
McCain has the nominal number … but if you’re in a campaign for only gaining power, that is one thing; if you’re in a campaign to influence ideas and the future of the country, it’s never over
Ovvero: McCain ha i numeri… ma se sei in una campagna solo per acquisire potere, è un conto; se sei in una campagna per influenzare le idee e il futuro del Paese, non è mai finita.
Repubblicano atipico, dicevamo. Classe 1945, è membro della Camera dei Rappresentanti (eletto in Texas). Non ha mai votato per far aumentare le tasse. Ha una politica libertaria e, in campo di politica estera, non interventista: è stato l’unico repubblicano a votare contro la guerra in Iraq nel 2002.
E’ un costituzionalista e si autodefinisce il Campione della Costituzione. E’ anche detto “Mr. No”, per la quantità di voti contrari che ha esercitato nel corso della sua carriera politica. Tutti voti motivati con il rispetto della Costituzione americana. Non solo: ha regolarmente votato contro qualsiasi proposta di ulteriore spesa pubblica o per nuove tasse. Ha criticato duramente la FED. E’ contrario alla pena di morte, ma al tempo stesso si è sempre espresso negativamente rispetto a qualsiasi tentativo di regolare, con leggi federali, proprio la pena capitale, ma anche questioni relative all’educazione e al matrimonio. Pur essendo un convinto pro-life è al tempo stesso dell’idea che in tema di aborto debba decidere ciascuno stato. Nulla a che vedere, dunque, con le posizioni di Rick Perry. Teorico del libero mercato, si oppone anche alla guerra federale alla droga, convinto - al solito - che ogni stato debba decidere autonomamente in merito.
Insomma, difficile trovare qualcuno più liberale - in senso letterale - di Ron Paul. Difficile anche che possa avere concrete possibilità di concorrere per la presidenza.
USA - Presidenziali 2012 - Tutti i candidati repubblicani alle primarie


