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Elezioni politiche 2013: Berlusconi lascia, il futuro del Pdl tra Alfano, Formigoni, Alemanno o Tremonti

Pubblicato: 26 ago 2011 da V.

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berlusconi 2013 elezioni Forse davvero Silvio Berlusconi non si ricandiderà nel 2013. Vedremo: Berlusconi a quel punto avrà 77 anni, nel caso decidesse di ricandidarsi nuovamente nel 2013, e vincesse le elezioni da leader, arriverebbe a fine legislatura a 83 anni. Un’età da Quirinale, non da capo del Governo. Oggi leggo sul Foglio dei vari pretendenti alla successione, Angelino Alfano - “consacrato” dallo stesso Berlusconi - poi Roberto Formigoni, attuale governatore della Regione Lombardia, e anche Gianni Alemanno, primo cittadino di Roma e Giulio Tremonti, ministro dell’Economia. Chi si prenderà il dopo Berlusconi? Ovviamente è presto per dirlo. Scrive Salvatore Merlo

E’ l’idea che dall’esterno del Pdl coltiva Roberto Maroni, ma è quanto pensano (senza confessarlo nemmeno a se stessi) anche tutti gli altri dirigenti del partito berlusconiano: dal fedelissimo segretario Angelino Alfano agli irrequieti Gianni Alemanno e Claudio Scajola passando per Raffaele Fitto, Mariastella Gelmini, e i membri della guardia: Fabrizio Cicchitto, Gaetano Quagliariello, Maurizio Gasparri… Insomma tutti, chissà forse persino Sandro Bondi, pensano quello che soltanto Formigoni – da mesi in campagna elettorale interna – ha detto: “Berlusconi è il leader del Pdl e il solo pensiero di sue dimissioni in questa legislatura è fuori di ogni razionalità”, ma il 2013 è un’altra storia

Già, anche Roberto Maroni - ma dal versante Lega, naturalmente, non PdL - di cui avevamo scritto circa un mese fa.

Foto | Flickr

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1 commento

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  • D.i.o.

    26 ago 2011 - 15:27 - #1
    0 punti
    Up Down

    Sono 20 anni che la politica italiana gira attorno a Silvio Berlusconi. Chi contro, chi a favore, le uniche leggi che questa nazione ha fatto negli ultimi lustri sono essenzialmente a favore del capitale di quest’uomo e della sua impunità (anche quando governavano le opposizioni che avevano bisogno dello spauracchio Berlusconi per stare coese e quindi si guardavano bene dal toccarlo).
    L’ultimo dei problemi dell’Italia è il suo successore alla guida del partito: troppe cose, quando lui lascerà la politica attiva, dovranno cambiare: per 20 anni fa da parafulmine attirandosi le ire, le invidie o le lusinghe degli italiani che, accecati dal nano mediatico, non vedono le porhcerie che il sistema politichese continua a fare… sparito lui, sparito il catalizzatore di opinione pubblica, c’è un sistema politico da rifare, da destra a sinistra passando per il centro!!!