La mobilitazione, la lotta, la partecipazione non sono ferrivecchi da buttare.
E il forte sciopero della Cgil e le imponenti manifestazioni nelle 100 piazze d’Italia sono il segnale di una Italia in “carne e ossa”, fuori dalla politica di “cartapesta”, che non vuole e non può essere cancellata, rappresentano la volontà di riportare i mille rivoli della protesta nel grande fiume di una rappresentanza sociale e politica non impossibile da ritrovare.
E’ vero, lo sciopero costa al Paese 5 miliardi e costa ai singoli lavoratori. Ma al Paese costa ben di più la situazione voluta da questo governo e da questa politica.
La gente vede le pecche e i limiti del sindacato e della sinistra ma non cade nella trappola del “tutti uguali” e dell’antipolitica, utile a chi oggi comanda e rovina il Paese. La gente risponde alla chiamata della Cgil perché, pur pronta ai sacrifici, non vuole che a pagare siano sempre gli stessi, che chi più ha niente dà, che tirare la cinta nell’ultimo foro non serva a niente.
La manovra è inutile e iniqua. Il nodo è politico: c’è un problema di scelte politiche, di credibilità di chi chiede sacrifici.
E’ vero, la Cgil rischia di sconfinare oltre i confini propri del sindacato. Il pansindacalismo, come il corporativismo e il consociativismo, sono sempre in agguato. Cisl e Uil, d’altronde, rischiano di fare la ruota di scorta del governo.
Con un Parlamento di nominati che regge un governo squalificato e assente, in piedi solo per patti di potere non trasparenti, con una opposizione dedita a curare i propri orticelli, non si può chiedere a una organizzazione storica di oltre 5 milioni di iscritti, di stare a guardare e subire i colpi durissimi del governo e delle cricche amiche contro i diritti, le conquiste, lo status dei lavoratori, contro la Costituzione e la democrazia.
Oggi c’è stata la prima risposta che ci doveva essere. Ora serve continuità nell’azione e lucidità nella proposta. Serve la rete di alleanze nel Paese. Serve l’ingresso in campo della politica. In caso contrario, l’Italia imbocca l’ultimo miglio.
ice
06 set 2011 - 13:04 - #1L’adesione allo sciopero della sola CIGL dimostra come questa sia l’unico sindacato dei lavoratori rimasto in Italia
La Polverini candidandosi con una compagine politica che fa dell’evasione fiscale e dei privilegi di pochi il suo portabandiera mette in dubbio tuto il suo operato da sindacalista e il suo stesso sindacato
Bonanni…..ha già pornto anche lui una poltrona, e non è certo in un partito che difende i diritti dei lavoratori dipendneti (a meno che non si vogliano inquadrare cosi i manager e i dirigenti da oltre 10.000E di stipendio netto mensile….)
jacques-de-molay
06 set 2011 - 13:23 - #2è uno sciopero solo ideologico, non certo per difendere i lavoratori, abbiamo bisogno di lavoro. Chi ha la fortuna di lavorare, cosa fa? Sciopera. poi su cosa? Dai, le idee di questo governo sulla manovra le cambia ad intervalli regolari di 12 ore. è pura demagogia.
jacques-de-molay
06 set 2011 - 13:37 - #3Un’altra cosa: Falcioni perché aggiorni questo blog? per far pace con le tue idee, non dovresti incrociare le braccia?
Vittorio.it
06 set 2011 - 13:42 - #4Protestare e non cedere al ricatto è IDEOLOGICO?
Chi non comprende questo sciopero ha la testa sotto la sabbia!
erqqqq
06 set 2011 - 13:53 - #5sciopero anacronistico
politica 1234
06 set 2011 - 14:01 - #6sciopero giusto!
tigre2010
06 set 2011 - 14:05 - #7Penso che questo sciopero non serve a nulla, è solo ideologico, si perdono solo soldi e che il berlusca è vergine!
Sinceramente, invece che mettere la testa sotto la sabbia, ascoltateli sti quattro o cinque operai e impiegati che lavorano nelle vostre fabbricucce, nei vostri negozi, nei vostri cantieri, nei vostri uffici… altrimenti chi ci perde di più siete voi cari “lo sciopero non serve a niente”!
emanuele777
06 set 2011 - 14:10 - #8i sindacati hanno già contriubuito in maniera enorme nella rovina di questo paese, vediamo se riescono a dargli il colpo di grazia definitivo.
Quando saremo ridotti al livello dell’Argentina qualche anno fa, sarò proprio curioso di vedere contro cosa sciopereranno…
erqqqq
06 set 2011 - 14:31 - #98
basta vedere cos’e’ successo in Grecia
rimbocchiamocci le maniche e lavoriamo sodo
ice
06 set 2011 - 14:32 - #10@ #8
in argentina si sono impadroniti di fabbriche che avevano chiuso perchè non piu competitive sul mercato, e le hano riportate in vita
funzionano perfettamente
forse il quello che toglieva competitività all’azienda erano il modello capitalista e la qualità dei manager
Se io capitalista ho mezzi finaziari speculativi che mi offrono rendimenti prosismi e suepeiori al 10%, che sneso ha che tnega investiti in un azienda i miei miliardi accollandomi tutte le grane sindacali, e non potendo spostare i miei soldi allo stesso modo che se fossero investiti in strumenti finanziari!?!?!?
Allora ben vengano le cooperative
perchè ad essere remunerato deve tornare ad essere il lavoro e non il capitale
ice
06 set 2011 - 14:33 - #11@ #9
in Gracia è successo che i miliardari che hanno portato alla rovina il paese , quando è scoppiato il patatrack si sono trasferiti in massa nella City di Londra che ha visto impennare gli acuqisti di appartamnti miliardari
tigre2010
06 set 2011 - 15:14 - #12#8-9
Il vostro pensiero basilare:
“Ma si dai bastoniamoli sti zo.zz.oni di operai, debbono solo da lavorà e tutti li soldi me li pappo io… e poi debbono pure pagà le tasse e perde la pensione sti zo.zz.oni, perchè solo io sono il grande imprenditore che si merita tutti li soldi…”
Poi continuate a dare contro ai sindacati con i solii luoghi comuni che qualcuno vi ha rifilato in testa, ma se il paese è caduto in rovina è principalmente colpa della classe dirigente sia pubblica (politico) che privata (i grandi manager italiani che sanno solo fare apri e chiudi con le fabbriche)… guardate che se non beccate il vero problema, ma vi fermate solo all’idrottinamento di quelli del pdl.mifregotuttoio@portotuttoamediasette.com e della legadeisegaioli@quantoèbelloilditomedio.padania, non se ne viene a capo e andrà sempre peggio!
emanuele777
06 set 2011 - 15:33 - #13@ 10 11 e 12:
e allora se siete così convinti di quello che dite invece di sti scioperini del kaiser che non servono a nulla e danneggiano solo gli altri che lavorano, piantatela di tenere lezioni di sociologia e morale e andate a fare la vostra rivoluzione!
Siete buoni solo a parole ma a fatti il massimo che riuscite a fare è non lavorare o fare i sit-in, credendo che cambino il mondo.
Una volta per tutte, SIAMO STUFI DI SENTIRE LE LEZIONCINE DI MORALE DAI SINISTRINI D’ITALIA. Volete la rivoluzione? Fatela! Ma a fatti, non a parole. Altrimenti, RIMBOCCATEVI LE MANICHE E LAVORATE COME TUTTI GLI ALTRI, E MANDATE GIU’ I ROSPI, I BOCCONI AMARI E LE INGIUSTIZIE IN SILENZIO PLEASE COME TUTTI GLI ALTRI.
Vi garantisco che le ingiustizie da subire in altre parti del mondo sono molto peggiori e molto più grandi che da noi, ma nonostante ciò, non tutti stanno a piangere di continuo come in Italy
panoramix
06 set 2011 - 15:45 - #14Tigre
Quando tutte le aziende finiranno - giustamente - all’estero - me compreso per fortuna a breve - lontano da Camussiani e sindacalisti di bassa lega , vedremo poi contro e cosa sciopererete . Quello che è successo oggi rappresenta un’assurdità . Dopo aver recato danni a tutte le aziende italiane con una giornata inutile, e dato ulteriore prova CHE NON SI DEVE VENIRE AD INVESTIRE IN ITALIA non avete risolto una cippa. W CGIL (uno dei tanti mali d’Italia)
ice
06 set 2011 - 17:35 - #15@ #14
gli stranieri non vengono a investire in Italia perchè:
_cambiamo le regole ogni 3×2 (vedi recente caso degli incentivi alle rinnovabili aboliti dall’oggi al domani)
_abbiamo un sistema di leggi e competenze amministrative spesso in contrasto tra loro e inapplicabili, per cui alla fine vengono applicate in maniera soggettiva
.
automatico
06 set 2011 - 19:21 - #16gli scioperi sono una idiozia.