
La sospensione dal partito (una decisione piuttosto inutile tenuto conto che Penati si era già autosospeso e comunque non si è dimesso da consigliere regionale) non bloccherà sicuramente le continue indiscrezioni sulla corruzione e sulle tangenti segnalate nell’inchiesta su Penati e il suo giro d’affari.
Ed è per questo che tatticamente, giorno dopo giorno, i presunti alleati del Pd fanno a gara per prendere le distanze dai democratici e accusarli di connivenza o peggio. Ha iniziato il sindaco di Napoli Luigi De Magistris che ha adottato per Bersani il noto teorema del “non poteva non sapere”
Mi irrita la sorpresa che mostrano i leader di partito di fronte a questi casi. Penati era il capo della segreteria di Bersani. I leader sanno sempre benissimo quel che accade nel loro cerchio stretto. Sono stato ai vertici di un partito, ho trattato con i miei referenti in altre forze politiche, lo so. Del resto: sui casi di corruzione e concussione i partiti non sono mai arrivati per primi. Non ce n’è stato uno che abbia di sua iniziativa bonificato situazioni opache.
Dichiarazioni che non sono affatto piaciute al segretario piddino che ha risposto piuttosto pesantemente
De Magistris non osi dire che non potevo non sapere perché proprio lui ha usato il ‘non sapevo’ in una sua inchiesta. Dire questo, è fare cose da vigliacchi
Insomma bordate tra alleati e il povero Bersani, già profondamente toccato dalle accuse piovute sul suo braccio destro e amico, dovrà difendersi pure dalle accuse da sinistra. Infatti Vendola non ha mancato di occupare il ruolo da moralizzatore anche in questa occasione
Vedo una differenza con Tangentopoli, e in peggio. Nel 1993 la politica usava gli affari per finanziarsi, e mantenere l’illusione della propria egemonia. Il sistema Sesto, se possiamo chiamarlo così, lascia intravvedere una mutazione genetica, anche rispetto all’analisi profetica dell’intervista di Berlinguer a Scalfari. Oggi sono i partiti indeboliti, e subalterni al sistema economico, che sognano di dotarsi di una propria interfaccia economica per stare al tavolo dei poteri forti e recuperare il gap
Cosa risponderà Bersani al governatore pugliese? E cosa succederà se, come sembra, l’inchiesta si allargasse sempre di più, coinvolgendo altri importanti pezzi grossi del Pd?
caligola
06 set 2011 - 15:32 - #1Vendola come al solito le spara a caso: il PD non può definirsi partito “debole”, visto che al momento nei sondaggi risulta il primo partito italiano e che anche prima era comunque sicuramente tra i più grandi. Lo è il SEL di Vendola piuttosto.
E questa è una mia considerazione puramente obiettiva, non mi sognerei mai di votare PD, per la cronaca (come neppure SEL).
ice
06 set 2011 - 15:40 - #2Bersani deve cabiare il partito e dare un segnale forte
abbandonare tutti i retaggi del vecchio PCI e della DC (Margherita)
Ribadire fortemente quelli che sono i valori della sua base:
laicità dello stato
lotta alla sperequazione
giustizia sociale
Diegofuckk
06 set 2011 - 16:49 - #3Pero’ è vero che Bersani non può non sapere,non facciamo gli gnorri
Ma Vendola zitto perché gli scandali sanitari in Puglia han coinvolto chi è stato messo li proprio da lui in chiaro conflitto di interesse
È una cosa diversa ok…pero’ mi sembra che abbia fatto una magra figura da incompetente (volendo non essere sospettosi)
automatico
06 set 2011 - 19:02 - #4bersani sapeva eccome…