
Non si sa ancora cosa ci sarà, nella manovra di Tremonti che cambia di nuovo. Ma una cosa è diventata certa: nonostante i proclami, alle 18 si riunirà il Consiglio dei Ministri per autorizzare il Governo a chiedere la fiducia sul decreto.
Eppure, il fatto di non chiedere la fiducia era diventato un cavallo di battaglia, un vessillo sventolato da molti, non ultimo, da Angelino Alfano - quando aveva annunciato che Berlusconi resta il candidato naturale del Pdl per il 2013 -, per dimostrare il desiderio del Governo di aprire all’opposizione. Era il 3 settembre 2011:
Non abbiamo chiesto di mettere la fiducia sulla Manovra bis in discussione al Senato.
Il 4 settembre Schifani confermava la sua contrarietà all’ipotesi-fiducia.
Il 5 settembre, confermava Frattini:
Rapidità di approvazione della manovra, senza voto di fiducia, ma nel confronto con le posizioni della minoranza che vogliono contribuire, e non distruggere lo sforzo collettivo.
Gasparri lo aveva ribadito appena 19 ore fa:
Abbiamo sempre detto che non avremmo messo il voto di fiducia e che avremmo rispettato i saldi e potrebbero essere addirittura migliori. […] La maggioranza non presentera’ emendamenti, come abbiamo sempre auspicato per evitare che il governo debba porre la fiducia.
Adesso, però, le carte in tavola sono di nuovo cambiate. E appare quantomai corretta l’analisi di Tiziano Treu, che in una battuta riassume questo mese di delirio del Governo. Una battuta che si può parafrasare così: chiedere la fiducia non serve al Governo per difendersi dalle opposizioni. Gli serve per difendersi da se stesso.
magilla1
06 set 2011 - 16:41 - #1Chi l’avrebbe mai detto….
Incredibile, da gente così coerente e che fa come principio inderogabile il mantenimento della parola data….
automatico
06 set 2011 - 19:19 - #2era ora, si fa e basta storie, giusto.
ventoacqua
06 set 2011 - 19:22 - #3Siamo nella mani di cialtroni irresponsabili.