Napolitano e rifiuti. Le "inopportunità" di un Presidente

In Italia vige una regola non scritta, ma aurea nondimeno: il Presidente della Repubblica è infallibile più del Papa. Fa dunque parte dei tatticismi della politica non criticarlo mai, ma semmai sminuire eventuali sue posizioni contrarie e porre l'accento su quelle favorevoli, perché a schierarsi apertamente contro il Capo di Stato si fa "brutta impressione".

Ma noi siamo un blog libero e ce ne freghiamo. Il Presidente è un uomo come tutti noi e se a nostro avviso sbaglia lo sottolineiamo con la matita rossa senza farci alcun problema. E sul problema dei rifiuti a Napoli sbaglia, non da oggi ma praticamente da sempre. Ricordate quando mesi fa, agli albori dell'emergenza, Napolitano aveva minimizzato, sostenendo che i richiami europei erano eccessivi, e che si stava ingigantendo il problema? Ebbene, poi siamo arrivati alla procedura d'infrazione UE.

Vi ricordate poi quando il governo Prodi tentò di aprire le prime discariche per ovviare al disastro in fieri? Napolitano richiamò sì la popolazione a un'assunzione di responsabilità, ma in cambio si affrettò a farsi garante della provvisorietà di quelle discariche, lanciando di fatto il messaggio che a protestare ci si guadagnava la chiusura (che poi avvenne), seppur differita nel tempo.

E ora sempre Napolitano tiene a sottolineare che i rifiuti tossici vengono in gran parte dal nord, che avrebbe stretto un patto infame con la camorra. Ora, a parte che bisognerebbe mostrare dei dati provati sull'entità di questi trasferimenti per farne un caso, ma anche se così fosse è un messaggio assolutamente sbagliato. In primo luogo perché fa apparire il settentrione del paese colpevole di qualcosa che semmai solo alcune aziende del nord hanno compiuto (e vanno ferocemente perseguite per questo), e in secondo luogo perché in una situazione già minata da avvisi di garanzia e provvedimenti vari, oltre che da un'impopolarità di fondo, finisce per favorire proprio quegli interessi che vorrebbe denunciare.

Insomma, se passa il messaggio che la colpa è del nord e non degli amministratori di una regione che dell'emergenza rifiuti se ne sono sempre ampiamente infischiati, si finirà per non risolvere nulla neanche stavolta. Spero che il nostro Presidente si sia almeno reso conto di questo.

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