Medio Oriente: Siria, disertori nel mirino di Assad. Il filmato è stato fatto circolare via web da un gruppo di oppositori siriani ed è visibile sul sito della Cnn. Le immagini testimoniano la devastazione causata da un attacco delle forze armate siriane nel villaggio di Ibleen: macchine bruciate, una casa saccheggiata, bossoli di pallottole per terra, chiazze di sangue. Un altro filmato disponibile su Youtube mostrerebbe il bombardamento del villaggio da parte dell’esercito.
Sono le cupe immagini che siamo ormai sempre più abituati a vedere in filmati sgranati o mossi girati con telefonini e fatti circolare via internet. Le poche testimonianze visive che riusciamo ad avere da una crisi che contende alla guerra di Libia la palma di pagina più violenta della cosiddetta “primavera araba”. Poche testimonianze video per un conflitto di cui riusciamo a sapere poco, di cui è difficile confermare le notizie che arrivano dai gruppi di oppositori del regime (spesso con sede all’estero, come l’Osservatorio siriano per i diritti umani, a Londra).
La cappa di piombo del regime di Assad, che non lascia entrare giornalisti stranieri, impedisce di confermare e verificare sul posto l’entità della repressione, l’effettivo numero delle vittime e le dinamiche della rivolta. Con il risultato che per ogni notizia si deve ricorrere al condizionale, alle trite formule del tipo “gruppi di oppositori riferiscono che…”, “i testimoni riportano che…”, eccetera. E’ ovvio che Assad sta usando il pugno di ferro contro la sua popolazione, ma ci sfuggono i dettagli ed è difficile distinguere i fatti in mezzo al fuoco incrociato delle opposte propagande.
Fatte questte premesse, la notizia che riportiamo oggi può essere interessante non tanto perché descrive un episodio di ormai ordinaria repressione in Siria, ma per i moventi di questo episodio. Lo vediamo dopo il salto…
Secondo gli abitanti, l’obiettivo dell’incursione era un gruppo di undici soldati che avevano disertato e si erano rifugiati nel villaggio. Uno dei testimoni riporta che Ibleen sarebbe il villaggio di Hussein Harmoush, un ufficiale dell’esercito siriano che ha disertato lo scorso giugno per iniziare a trasmettere messaggi video in cui denunciava le atrocità della repressione, per poi fuggire in Turchia.
Se confermate, notizie di questo tipo testimoniano che anche l’esercito siriano mostra le sue crepe e non è completamente schierato con il regime. Le dittature scricchiolano quando i soldati iniziano a disertare e, spesso, cadono quando l’esercito rifiuta di puntare i fucili contro la popolazione per puntarli contro il regime di turno. E’ difficile pensare che avverrà così anche in Siria, ma l’eventualità che Assad debba preoccuparsi di reprimere i disertori oltre alla popolazione in rivolta fa pensare che la situazione gli stia sempre più sfuggendo di mano.
spider petroil
09 set 2011 - 09:43 - #1I miei sensi di ragno percepiscono una guerra “umanitaria” in arrivo!
valter29
10 set 2011 - 12:31 - #2Ma quando i “volenterosi” attaccheranno il tiranno siriano? Mai per diverse ragioni: perchè non c’è il petrolio, perchè la Siria non è la Libia e nel contesto internazionale vanta amicizie molto più solide con potenze atomiche, perchè ha la sua mano sul Libano ed è contro Israele, perchè tiene sotto i curdi come altri Stati confinanti, ecc. Non ci sarà una guerra “democratica ed umanitaria” con buona pace dell’ONU, della NATO, della Francia, ecc. ma soprattutto con buona pace della giustizia internazionale che non c’è mai stata.