Così scrive oggi Davide Giacalone su Libero e sul suo blog:
Dovremmo porre all’Europa il problema di aiutarci, invece riusciamo a farci criticare sia che entrino sia che li si fermi. Molti passano da noi e poi vanno altrove. Troppi delinquenti si fermano, perché la nostra giustizia fa ridere. Un numero elevato lavora onestamente, ma in clandestinità, perché le quote governative sono fuori dalla realtà e le procedure sadomasochiste. Se così non fosse come potrebbero i ministri avere delle preoccupazioni per le badanti cui hanno affidato le loro mamme?
Il tutto mentre non è ancora iniziato il dibattimento, e le dissociazioni “personali” del presidente del consiglio infiammano gli animi, come si legge su La Stampa:
E’ stato un bel colpo di scena, quello del presidente del Consiglio che si dissocia «a titolo personale» dal reato di immigrazione clandestina: un po’ nel genere teatro dell’assurdo, essendo lui, infatti, il primo firmatario del progetto di legge che lo contiene. Perché questa stravagante, ancorché forse utile, marcia indietro?
Già, voi che idea vi siete fatti?
sandokan71
05 giu 2008 - 11:19 - #1AAHAHAH!!! MITICO SILVIO!!! Se non sapessi che tipo è potrei pensare ad una patologia dissociativa…
liut
05 giu 2008 - 11:48 - #2questa questione di penalizzare la clandestinità non mi ha mai convinto: Se un clandestino viene colto in fragante durante un furto, penso ci sia abbastanza per metterlo dentro (cosa che in genere non accade).
Considerare la clandestinità un aggravante e non reato mi pare il minimo
Fabio Medici
05 giu 2008 - 11:55 - #3Come al solito la penso esattamente come il mitico davide!
Vercingetorige
05 giu 2008 - 12:31 - #4Si stan incasinando tra loro, e le ingerenze estere non aiutano di certo…
Chico Mendez
05 giu 2008 - 14:43 - #5Verci: per ingerenze estere comprendi anche la corte costituzionale?…
DRIVERS
05 giu 2008 - 16:35 - #6ma dai è sl ke è colpa nostra ke ogni volta fraintendiamo cio’ che dice silvio… ma quanto siamo ignoranti