Sicuramente tutti voi ricorderete quello che accadde due anni fa con la prima applicazione di quella assurdità che è il voto per gli italiani all’estero (ossia persone che vivono in Argentina da 40 anni sono chiamate a decidere chi governerà noi che invece stiamo in Italia).
Ci furono video amatoriali che mostravano come fosse possibile, e piuttosto facile, raccogliere le schede inviate per posta, votarle e rispedirle ai centri di raccolta falsando completamente i risultati.
Eccoci di fronte a un altro degli aspetti grotteschi della legge elettorale meglio nota come Porcellum che nessuno, in due anni di legislatura, si è preoccupato di modificare.
Gli eletti nella circoscrizione estero sono inoltre a tutti gli effetti dei “battitori liberi” che non devono rispondere a nessuno (dato che i loro elettori si trovano in Oceania o in Brasile e difficilmente si mettono a leggere i quotidiani italiani ogni giorno per sapere cosa fa un loro parlamentare). La legge prevede che le liste degli elettori siano predisposte sulla base dell’elenco dei cittadini italiani residenti all’estero che il Governo deve realizzare unificando i dati dell’anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire) e quelli degli schedari consolari.
Sono iscritti all’Aire i cittadini italiani che si sono trasferiti in modo permanente all’estero e che conseguentemente sono stati cancellati dall’anagrafe della popolazione residente nell’originario comune di residenza; i cittadini italiani nati all’estero il cui atto di nascita sia stato registrato in Italia; le persone residenti all’estero che acquisiscono la cittadinanza italiana; i cittadini italiani per i quali la residenza all’estero possa essere accertata da un provvedimento dell’autorità giudiziaria; i cittadini italiani nati e residenti all’estero, i cui ascendenti non sono nati, né sono mai stati residenti, in Italia.
Ma per quale motivo una persona nata e residente all’estero dovrebbe poter decidere quale maggioranza governerà l’Italia?
IL.Renato
13 mar 2008 - 13:42 - #1Dal momento che molti di loro, ed io ci sto facendo un pensierino, lasciano schifati questo paese, che diritto hanno di decidere le sorti di chi lo governa? Punto secondo le porcate risapute fatte con quelle schede non contribuiscono ad un limpido svolgimento delle operazioni di voto.
giox23
13 mar 2008 - 14:09 - #2abitano in italia no,quindi da eliminare subito
flux
13 mar 2008 - 14:24 - #3ottimo questo blog… ci mancava… cmq, perchè eliminarlo? Sono cittadini italiani no? Secondo me basterebbe farli andare a votare ai consolati e alle ambasciate, per azzerare eventuali problemi derivanti da brogli. Non si dovrebbe discutere sulla loro possibilità di voto, il voto va garantito a tutti i cittadini, e gli italiani all’estero sono cittadini italiani come noi.
una_pietra
13 mar 2008 - 15:24 - #4da eliminare poiche.. l’informazione all’estero e’ di diversa fattura…percio’ sono liberi da matrix.
questo articolo lo conferma
ilmargarit
13 mar 2008 - 18:25 - #5Sono un cittadino albanese residente in Italia da quasi 13 anni. Credo che abbiamo più diritto noi stranieri residenti qui di votare, piuttosto che qualcun o che in questo paese ci viene a passare solo le vacanze una volta ogni 3, 5 10, anni, o addirittura mai. Io personalmente non ho mai preteso di votare nel mio paese d’origine (anche da noi hanno fatto questa fesseria), non lo ritengo un mio diritto assoluto semplicemente perchè io non vivo in Albania.
pinoppio
13 mar 2008 - 18:28 - #6statisticamente in paesi democratici, non è mai e dico mai successo che dalla metà dello spoglio delle schede quando si era prodi 55 berlusconi 45, una sola parte recuperasse piano piano lo svantaggio fino ad arrivare quasi al pareggio, con berlusconi che andò di persona al ministero dell’interno per cercare il furto finale….e poi da quando mondo e mondo è chi è al governo che può effettuare i brogli, non viceversa…..
Magic27
13 mar 2008 - 19:45 - #7Abito all’estero e non capisco perche’ si debba eliminare il voto agli emigranti, purche’ sia controllato. Da fonti sicure so che alle ultime votazioni ci sono stati degli imbrogli schifosi in un paio di Consolati italiani!!!!
ilpiccoloLord
13 mar 2008 - 20:05 - #8Vorrei rammentare che all’Estero risiedono persone che hanno impieghi alle dipendenze dello Stato italiano o prestano il servizio militare: chi è in possesso della cittadinanza italiana (acquisto, perdita e riacquisto della cittadinanza sono disciplinate dalla legge 91/1992 e dal relativo regolamento di esecuzione emanato con D.P.R. 572/1993) non ha il diritto, bensì il “dovere civico” di esercitare il voto (come disposto nella Costituzione Italiana, Titolo IV art.48 comma2), motivo per il quale non capisco perchè si voglia proporre una limitazione del diritto di voto (limitazione, tra l’altro, incostituzionale poichè: “Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.” -art.48 comma4 Cost.-)
Sembra quasi che si voglia trattare il diritto di voto come il televoto del reality show televisivi… non arriviamo a questo, per favore.. :)
ilpiccoloLord
13 mar 2008 - 20:08 - #9O.T.: molto spesso non riesco a vedere l’immagine “orientamento politico” degli autori dei post… è un problema mio?
:)
Valince
13 mar 2008 - 20:43 - #10Bisogna votare in una certa maniera e non come la passata elezione (imbrogli filmati). Spero solo che sia uno scherzo la candidatura del Principino!!!!
bimmer
13 mar 2008 - 20:56 - #11“Sapete com’è nato il partitino Italiani nel Mondo di proprietà di Sergio De Gregorio, che grazie alla micidiale parità tra destra e sinistra si è ritrovato nel 2006 a essere l’ago della bilancia che poteva salvare o affossare Prodi? C’era una volta un’impresa in via Terracina 431, a Fuorigrotta, aperta nel giugno del 2002 da un «amico benefattore» e dedita, diceva la ragione sociale, alla «distribuzione e commercializzazione all’ingrosso e al dettaglio di prodotti tessili». Era iscritta col nome Italiani nel Mondo. Un nome magico, che qualche mese dopo l’«amico» (un certo Claudio Mele) registrò all’ufficio brevetti delle Attività produttive dichiarando di occuparsi di «apparecchi scientifici e per la registrazione e riproduzione del suono», «cuoio e sue imitazioni, bauli, valigie, ombrelli, ombrelloni e bastoni da passeggio», «articoli di abbigliamento, scarpe e cappelleria» ed «educazione, formazione, divertimenti, attività sportive e culturali».
Parallelamente, secondo il sito internet www.Napoliontheroad.it, spunta sotto il Vesuvio un’«associazione culturale Italiani nel Mondo» che, «ideata nel giugno del 2001 dal giornalista Sergio De Gregorio… intende promuovere il marchio e l’immagine del “Made in Italy” al di fuori dei confini nazionali attraverso un proficuo interscambio commerciale, economico e culturale con l’estero» e per questo ha aperto «cinque sedi operative localizzate a Napoli, Roma, Nizza, New York e Zurigo, a cui presto si aggiungeranno altre strutture a Buenos Aires, Sofia, Londra, Parigi e Berlino». Un obiettivo «consacrato» nella competizione musicale Italiani nel Mondo Festival trasmessa da una tivù locale. E destinato a essere sviluppato «aprendo nuove sedi in Australia (Melbourne), in Estremo Oriente (Tokyo e Hong Kong), in Russia (Mosca) e ad Atene». Per dirla alla napoletana: «’nu nettuorche» planetario!
E chi è questo ambizioso Sergione fondatore del network planetario? Un giornalista di seconda fila che nel ’97 è spuntato dal nulla per «salvare», come direttore editoriale, il defunto «Avanti!» e risulta autore di due scoop finiti nell’archivio dell’Ansa. Un’intervista all’imputata poi assolta del celebre omicidio di Anna Parlato Grimaldi, la cronista del «Mattino» Elena Massa (che lei nega d’avere concesso) e un’intervista a bordo della nave Monterey al più celebre dei pentiti mondiali, Tommaso Buscetta, che lui nega di avere concesso. Lamentando anzi di essere stato tradito («con quelle foto hanno messo in pericolo mia moglie e mio figlio») da chi sapeva della crociera e cioè, pare di capire, da qualche spione infedele dei «servizi».
Ma adesso occhio alle date. Nell’ottobre del 2004 il nostro futuro senatore e Angelo Tramontano, un deputato regionale di Forza Italia, fondano dal notaio la «Italiani nel Mondo Radio e Tivù Srl». È il primo mattone di un piccolo impero: «Italiani nel Mondo Channel», «Italiani nel Mondo Immobiliare», «Italiani nel Mondo Servizi Immobiliari»… Tutte in pugno a Sergio De Gregorio e tutte piazzate nella stessa brutta palazzina di colore incerto di Fuorigrotta, in via Terracina 431, dove ha sede già la prima società costituita dall’«amico» Mele per commerciare prodotti tessili, ombrelli e cuoio. Un piccolo impero di carta in cui non manca una società per bambini: la «Italiani nel Mondo Junior», che «ha lo scopo fondamentale di aiutare i componenti a diventare Cittadini Italiani inseriti nel Mondo» e in cambio chiede ovviamente ai cari piccolini «il versamento di una quota fissa decisa a livello nazionale e di una quota aggiuntiva, decisa dal raggruppamento territoriale».
Cosa se ne fa, di tutte queste società? La risposta è nella storia di «Italiani nel Mondo Channel», che nasce il 10 giugno del 2005 con un capitale sparagnino di 10.000 euro ma la settimana dopo ingloba il marchio «Italiani nel Mondo» (quello dei prodotti tessili e del cuoio) e aumenta il capitale di 2 milioni. Miracolo! E da dove vengono tutte quelle banconote? Niente banconote: il «capitale» è un documento. La perizia giurata firmata pochi giorni prima da un giovane «tributarista», Andrea Vetromile, miracolosamente individuato dal nostro futuro senatore nonostante non sia sull’elenco telefonico e malgrado figuri non come commercialista ma come «consulente del lavoro ». Perizia secondo la quale il prodigioso marchio «Italiani nel Mondo» (sempre quello dei prodotti tessili e del cuoio) vale appunto quella cifra enorme. Direte: ma non apparteneva a Claudio Mele? Boh… Certo è che il giorno dopo sboccia un documento in cui Mele, indifferente al fatto che il suo marchio valga ora 4 miliardi di vecchie lire, dona generosamente tutto a De Gregorio. Che a questo punto comincia a vendere in giro quote della magica società incassando in pochi giorni 100.000 euro di qua, 29.000 di là, 250.000 di là ancora… Averne, di «amici» così…
Un giochino finanziario meraviglioso. Al punto che in autunno, cioè sei mesi prima di candidarsi con l’implacabile moralizzatore Antonio Di Pietro, il nostro lo rifà. Stavolta fondando con altri 10.000 euro la «Italiani nel Mondo Reti Televisive» arricchita all’istante dal «costosissimo» marchio «Italiani nel Mondo Channel». Stesso «tributarista» (strana figura di indipendente se all’assemblea della società, con De Gregorio già senatore, esulterà «ponendo l’enfasi sul risultato positivo raggiunto»), stesso tipo di perizia, stessa dichiarazione giurata sull’immenso valore di quel marchio planetario, stesso aumento di capitale ma stavolta ancora più grosso (3 milioni di euro!), stessa vendita immediata di quote: 20.000 di qua, 30.000 di là… Fino alla donazione dell’ultima fetta di torta societaria, come la prima volta, a una gentile signorina non ancora trentenne, Maria Palma. Il consiglio di amministrazione, dice il verbale steso dopo le Politiche, fa «i complimenti per il successo elettorale».
Complimenti, va detto, meritatissimi. Dove lo trovate un altro che abbia chiesto il voto ai nostri emigrati in Europa con una lista nata da una società di cuoio e tessili? Che si sia candidato con l’«eroe» di Mani Pulite dopo aver rifatto l’«Avanti!» (primo numero: una lettera di Craxi e Il crepuscolo di Antonio Di Pietro) ed essere stato forzista e neodemocristiano? Che si sia fatto eleggere a capo della Commissione Difesa senza che gli chiedessero conto di queste società-partito che aumentano di capitale con perizie giurate di un «consulente del lavoro»?
Che sia riuscito ad avere i salamalecchi della destra («È un uomo di grande spessore» dice il neodemocristiano Gianfranco Rotondi) senza rossori di imbarazzo per la catena di assegni a vuoto per centinaia di migliaia di euro emessi negli anni, come ha scritto sul «Sole 24 Ore» Claudio Gatti, da un mucchio di società a lui collegate, dalla «Broadcast Video Press» alla «Aria Nagel»? Misteri.” estratto da “La Casta”
UN SENTITO GRAZIE AGLI ITALIANI ALL’ESTERO
Attila
14 mar 2008 - 15:59 - #12Idea assurda eliminare il voto per gli Italiani all’estero, che comunque rimangono tali. Piuttosto sarebbe da eliminare il voto per gli stranieri presenti in Italia, visto che la collocazione geografica non fa cambiare la nazionalità.
NickMick
16 mar 2008 - 11:48 - #13Vorrei ricordare che molti cittadini residenti all’estero conoscono un’Italia FILTRATA dalla cultura del paese nel quale risiedono. Per lavoro mi trovo a viaggiare facendo corsi di formazione per italiani all’estero e vi posso assicurare che vi è una visione falsata dell’Italia. Un esempio (ma non voglio essere di parte): in Australia nel 2005 mi chiesero: “Ma come fate a sopravvivere in Italia dopo la gravissima crisi causata da Berlusconi?!”. SE le cose stessero davvero così non si spiegherebbe perché il 50% degli italiani lo avrebbe rivotato dopo un anno…
erika-in-germania
04 apr 2008 - 19:17 - #14mi spiace dire che molti dei commenti su questo blog mostrano una limitatezza di vedute e un’ignoranza dei fatti notevole.
gli italiani all’estero sono tanti. tra loro anche tanti laureati e dottorati che hanno deciso per una carriera in un ambiente scientifico piu’ aperto di quello italiano. Sono persone che leggono il giornale (i giornali) e si mantengono informate. e si sdegnano a volte nel sentire certe affermazioni. sono le persone (gli italiani) orgogliosi di aver determinato in maniera cosciente il risultato elettorale di due anni fa.
Ringrazio quel minimo di democrazia italiana che ancora esiste di avere avuto la possibilita’ di votare anche quest’anno (si ho gia’ votato sanza la DC che tanto non avrei votato comunque!) e spero che nessun ottuso riesca mai a togliermi questo diritto.
Nemos
04 apr 2008 - 20:43 - #15la legge sul voto all’estero non parla solo di ricercatori e laureati che lavorano fuori ma estende il voto anche a persone che sono nate e residenti all’estero. La domanda, se non fosse chiaro, è “per quale motivo chi è nato e residente all’estero dovrebbe votare per il parlamento italiano ?”.
Inoltre se un italiano decide di vivere in germania o in francia per tutta la vita, non sarebbe più giusto e normale che potesse votare nel paese dove ha scelto di abitare?
Il risultato del 2006 non significa niente, le regole del gioco vanno valutate a prescindere da chi vince le elezioni.
Teodoro Di Nardo ( Consigliere del Comites di Lon
30 mar 2010 - 17:45 - #16( GLI ITALIANI ALL’ESTERO SONO UNA GRANDE RISORSA ECONOMICA E SONO I VERI PATRIOTI ITALIANI))
Nella Politica di oggi non ci sono piu’ partiti di idiologia politica, ne’ di destra ,ne’ di sinistra, chi governa oggi l’Italia, e nel futuro, deve fare del bene al paese, a tutti gli Italiani senza una idee politica dell’odio.
Nelle nuove generazioni, non ci sono piu’ politici , che hanno una carriera dedicata alla Patria ,all’emigrazione , nel settore degli Italiani nel mondo, dopo gli ultimi imbrogli di curruzione di residenza all’estero, per prendere un seggio da deputato..come riportato pure dalla stampa Inglese, L’Italia e’ in, un (( Barbaramento della Cultura ect,…)..Io continuero sempre a lavorare sul piano dell’affermazione della nostra immagine della comunita’ a Londra, Attraverso vari livelli, dobbiamo diffondere e sostenere la vita politica istituzionale culturale per le nuove generazioni di origine Italiana, nate e cresciute a Londra ,e nel Mondo, e non portare sentimenti di una certa politica di odio, e di curruzione, contro gli stessi Italiani, questo accumola sfiducia nei confronti della propia rapresentanza Parlamentare Italiana.
Ci sono all’estero 4 milioni di Italiani rappresentano una risorsa di umanita’ per il paese da un punto di vista sociale, culturale, politico, ed economico, gli Italiani all’estero possono esprimere la loro internazionalizzazione di essere i veri Patrioti Italiani, amiamo la nostra Patria, in differenza di molti funzionari in Italia..saccenti e propotenti.
Noi Italiani nati, e cresciuti all’estero a ”Londra”, manteniamo la nostra tradizione Italiana, quardiamo la televisione Italiana, aquistiamo macchine Italiane, vestiti firmati , ogni giorno le famiglie Italiane aquistano prodotti alimentari di prima qualita’, per pranzi , Ristoranti ”MADE ITALY” all’insegna del buon gusto Italiano molto ricercatissimo dagli Inglesi, Americani, in tutto il mondo,che rende l’immagine dell’Italia famoso ed apprezzato da tutti per la sua genuita’.
E con tutto questo gli Italiani, nel mondo estero contribuiscono alla finanziaria Italiana, e paghiamo le tasse perche’ tanti di noi hanno nella loro patria di origine –Beni Immobili- terreni-case-Ristoranti..ect..e paghiamo le tasse .Abbiamo tutti un passaporto Italiano, e per la legge Inglese noi non possiamo votare qui, mi dica dove dobbiamo votare!!?? visto che noi paghiamo le tasse e come!!…Conclusione , credo che in Italia le nuove generazioni, i nostri figli, devono un’po piu’ studiare la storia d’Italia, la nostra Bandiera il nosto tricolore, dal canto degli Italiani dell’inno di Goffredo Mameli, che durante ” Le cinque giornate di Milano”, gli insorti Italiani lo intonavano a squarciagola , fu un strumento di propaganda degli ideali veri del risorgimento che contribui alla svolta della riunificazione nazionale di Italia, altro che studiare Cineforum ( Film e Leggende metropolitane, e caccia agli stranieri di Federico Barbarossa ect..) e portare l’Italia al Barbaramento della cultura da MEDIOEVO.
Grande Ufficiale Sig Teodoro Di Nardo ( Residente a Londra piu di 50 anni)
Perche No!! Why No!! Futuro Deputato a Londra per gli Italiani all’estero..ect…con oltre 50 anni di emigrazione ,se prima o poi si arrivi di modificare la legge, un Deputato deve avere piu’ di 40 anni di residenza all’estero, per essere eletto Deputato, me lo auguro.
Teodoro Di Nardo (consigliere del COMITES di Lond
07 apr 2010 - 19:24 - #17GLI ITALIANI SONO UNA GRANDE RISORSA ECONOMICA PER L’ITALIA .
Nella Politica di oggi non ci sono piu’ partiti di idiologia politica, ne’ di destra ,ne’ di sinistra, chi governa oggi l’Italia, e nel futuro, deve fare del bene al paese, a tutti gli Italiani senza una idee politica dell’odio.
Nelle nuove generazioni, non ci sono piu’ politici , che hanno una carriera dedicata alla Patria ,all’emigrazione , nel settore degli Italiani nel mondo, dopo gli ultimi ”imbrogli” di curruzione di residenza all’estero, per prendere un seggio da deputato..come riportato pure dalla stampa Inglese, L’Italia e’ in, un (( Barbaramento della Cultura ect,…)..Io continuero sempre a lavorare sul piano dell’affermazione della nostra immagine della comunita’ a Londra, Attraverso vari livelli, dobbiamo diffondere e sostenere la vita politica istituzionale culturale per le nuove generazioni di origine Italiana, nate e cresciute a Londra ,e nel Mondo, e non portare sentimenti di una certa politica di odio, e di curruzione, contro gli stessi Italiani, questo accumola sfiducia nei confronti della propia rapresentanza Parlamentare Italiana.
Ci sono all’estero ”4 milioni ” di Italiani rappresentano una risorsa di umanita’ per il paese da un punto di vista sociale, culturale, politico, ed economico, gli Italiani all’estero possono esprimere la loro internazionalizzazione di essere i veri Patrioti Italiani, amiamo la nostra Patria, in differenza di molti funzionari in Italia..saccenti e propotenti.
Noi Italiani residenti e nati, e cresciuti all’estero a ”Londra”, manteniamo la nostra tradizione Italiana, quardiamo la televisione Italiana, aquistiamo macchine Italiane, vestiti firmati , ogni giorno le famiglie Italiane aquistano prodotti alimentari di prima qualita’, per pranzi , Ristoranti ”MADE ITALY” all’insegna del buon gusto Italiano molto ricercatissimo dagli Inglesi, Americani, in tutto il mondo,che rende l’immagine dell’Italia famoso ed apprezzato da tutti per la sua genuita’.
E con tutto questo gli Italiani, nel mondo estero contribuiscono alla finanziaria Italiana, e paghiamo le tasse perche’ tanti di noi hanno nella loro patria di origine –Beni Immobili- terreni-case-Ristoranti..ect..e paghiamo le tasse .Abbiamo tutti un passaporto Italiano, e per la legge Inglese noi non possiamo votare qui, mi dica dove dobbiamo votare!!?? visto che noi paghiamo le tasse e come!!…Conclusione , credo che in Italia le nuove generazioni, i nostri figli, devono un’po piu’ studiare la storia d’Italia, la nostra Bandiera il nosto tricolore, dal canto degli Italiani dell’inno di Goffredo Mameli, che durante ” Le cinque giornate di Milano”, gli insorti Italiani lo intonavano a squarciagola , fu un strumento di propaganda degli ideali veri del risorgimento che contribui alla svolta della riunificazione nazionale di Italia, altro che studiare Cineforum ( Film e Leggende metropolitane, e caccia agli stranieri del film..Federico Barbarossa ect..) e portare l’Italia al Barbaramento della cultura da MEDIOEVO.
Grande Ufficiale Sig Teodoro Di Nardo ( Ex Presidente per 5 anni del COMITES di Londra attualmente consigliere) Residente a Londra piu di 50 anni)
Se prima o poi si arrivi di modificare la legge, un Deputato deve avere piu’ di 40 anni di residenza all’estero, per essere eletto Deputato, me lo auguro!
dopo tanti imbrogli di residenza anagrafe nei consolati per prendere un seggio da Deputato.