
Giulio Tremonti avrebbe fatto pressing sulla Cina per favorire un acquisto dei bond italiani da parte di Pechino. E la Cina stessa avrebbe in mano già un 4% del debito pubblico nostrano. Lo scrivono i colleghi di Finanzablog, citando il Financial Times, in un pezzo molto articolato in cui il corrispondente da Roma, Guy Dinmore, si concede anche il sacrosanto lusso di fare dell’ironia sulla questione.
Perché, ricorda Dinmore, Tremonti in passato si è più volte espresso contro il pericolo cinese. Qui sotto, per esempio, un emblematico titolo del Corriere della sera del 2006: «La Cina ci sta mangiando vivi».

Come cambiano le posizioni, dopo 5 anni. Nel 2006 ci mangiavano vivi, ora gli si offrono addirittura quote di partecipazione in ENI ed ENEL, purché si prendano un po’ del nostro debito pubblico: lo dice sempre il Financial Times, ma nel frattempo, per i malfidati, il Tesoro conferma l’incontro con una delegazione cinese. E’ una mossa che ci salverà?
Difficile commentare la notizia senza tirare in ballo questioni che vanno ben oltre il singolo evento. Perché di fatto, in queste settimane, anche se non siamo più abituati a questo tipo di discorsi approfonditi, c’è di mezzo una vera e propria visione del mondo: dell’economia, della politica, di quale delle due debba prevalere sull’altra.
Perché c’è un fatto: che, complice una sapiente disinformazione e un martellamento incessante di determinati concetti, in qualche modo il concetto di libero mercato che si autoregolamenta ha fatto breccia ed è considerato quasi un dato di fatto.
Al punto che, se qualcuno - come ha fatto ieri sera il Prof. Andrea Fumagalli, ospite de L’Infedele di Gad Lerner - prova ad ampliare un po’ il discorso e a parlare di questioni come il diritto di default, viene tacciato come eretico dai fautori del libero mercato o al massimo bollato come un simpatico sognatore, un inguaribile utopista lontano anni luce dalla realtà quotidiana da quelli che invece il libero mercato dovrebbero osteggiarlo. C’è uno status quo, che sta fallendo nella sua realtà quotidiana. Ma se si mette in discussione lo status quo alle sue fondamenta, si diventa slegati dalla realtà.
La questione è davvero complessa e, ovviamente, ha a che fare anche con la formazione e le idee politiche di ognuno.
Potrebbe sembrare paradossale, comunque, che ci si rivolga alla Cina per un’operazione simile. La Cina è Stato all’ennesima potenza. E il mercato libero e i suoi fautori dovrebbero temerla come il peggiore dei nemici. E invece, se si considerano le parole di Bauman nel suo “Vite che non possiamo permetterci”, apparirà tutto meno paradossale, forse tutto più chiaro:
I due elefanti, lo Stato e il mercato, possono anche occasionalmente combattersi, ma in un sistema capitalista la loro relazione normale e ordinaria, o addirittura di routine, è la simbiosi. Pinochet in Cile, Syngman Rhee in Corea del Sud, Lee Kuan Yew a Singapore, Chiang Kai-Shek a Taiwan o gli attuali governanti della Cina sono stati o sono, in tutto fuorché nel nome, dittatori di Stato: e tuttavia hanno goernato o governano una clamorosa espansione e un rapido aumento del potere dei mercati.
Nello stesso testo Bauman analizza attentamente la crisi del credito del 2009 (mutui subprime e compagnia bella) individuandola semplicemente come l’ennesima frontiera da spremere per il capitalismo: finite le terre da conquistare, tocca inventarsene altre. E il credito, l’avere una schiera di debitori a disposizione, è una manna, per il capitalismo sfrenato. Si potrebbe fare un upgrade di questa analisi - che peraltro deriva da Rosa Luxemburg: “il capitale è in grado di progredire in base ai suoi principi finché ci sono terre vergini aperte all’espansione e allo sfruttamento, ma appena le conquista, per sfruttarle le priva della loro verginità precapitalistica, ed esaurisce così le fonti del proprio nutrimento - e considerare come nuova frontiera dello sfruttamento capitalista il debito pubblico.
Ed ecco che, dopo la crisi del credito (privato), abbiamo la crisi del debito (pubblico).
Difficile dire se la Cina possa salvare l’Italia. Ma la domanda da porsi realmente è: chi salverà le vere vittime della crisi?
D.i.o.
13 set 2011 - 13:31 - #1o mio DIO……….
cioè questi delinquenti stanno vendendo il paese ai Cinesi!?!?!?
Sino ad oggi l’Italia si è tenuta a galla perché indebitata con gli Italiani, oggi invece, grazie a questo governo per cui non ho parolaccie sufficienti a definirlo, ci indebitiamo con stati esteri.
Il rischio di default è molto, molto vicino perché loro non aspetteranno per recuperare il denaro e non si accontenteranno di altri bond. Ci terranno per le OO e saranno loro a decidere quante tasse dovremo pagare.
Provate ad andare a dire ai cinesi: “avete comperato un sacco di carta straccia” e vediamo come la prendono!!!
Ricordatevi che l’Argentina è ancora in piedi, ma i proprietari di metà del suo territorio sono stranieri…. daremo la sicilia alla cina?
D.i.o.
13 set 2011 - 13:33 - #2la risposta alla domanda del titolo è:
NO, la Cina ci inc u le rà
diventeremo tutti cinesi prima di quanto pensassimo, poi ai voglia a lamentarsi della nostra stampa, allora si ci sarà da ridere!!!
ice
13 set 2011 - 13:57 - #3passi per vendere il debio, ma quote di aziende strategiche come Enel……
gerpet
13 set 2011 - 14:00 - #4ahahha
chissà i leghisti che colpo, il loro governo che vende le aziende ai cinesi credo sia un po’ troppo da immaginarsi :D
per non parlare dell’altra metà del governo, anni a sventolare i comunisti ed ecco che si va dagli unici rimasti con in mano le chiavi
cosa copia-incollerà qui automatico? e chissà gli altri :D
fabiopbannato
13 set 2011 - 14:10 - #5I legaioli dove sono? Ah già… non si sta parlando nè del kebabbaro, nè dei dialetti a scuola nè del crocifisso…
pozzecco cin ciun cian
13 set 2011 - 14:28 - #6legaioli dove siete? Continuate a fissarvi sul meridione che tra qualche anno avrete gli occhi a mandorla
rico
13 set 2011 - 14:45 - #7Dalla fine della II guerra mondiale ad oggi l’America è stato il punto di riferimento non solo economico ma anche sociale di tutto l’occidente.
Penso che un enorme cambiamento sia alle porte, l’Asia sta diventando il nuovo “occidente” e la Cina il suo leader, non so cosa pensare, non so se la cosa sia un bene o un male, ma di sicuro l’Europa e l’America stanno andando verso il loro declino, che sia chiaro, non tanto per meriti della Cina ma soprattutto per colpa dell’occidente stesso.
L’Europa e gli USA hanno creato un debito insostenibile solo per rincorrere un benessere materiale per gran parte superfluo, ora la Cina sta comprando questo debito e ricordatevi che chi possiede il nostro debito possiede la nostra sovranità nazionale.
Ma va lààààààà
13 set 2011 - 14:55 - #8…non a caso gli Elkann hanno trasferito il ponte di comando della exor a Shanghai
valter29
13 set 2011 - 15:35 - #9E? nella logica delle cose che cambiano. Una volta erano gli USA a dettar legge nei mercati oggi è la Cina grazie ad un sistema interno che vede gli operia sfruttati come bestie da soma, senza diritti, senza sindacati, senza libertà, pagati un quinto di quelli italiani nella migliore delle ipotesi e con orari di lavor doppi. Da anni i nostri industriali vanno in Cina, da anni le merci vengono prodotte in Cina e vendute a basso prezzo per conto di industrie di tutto il mondo, da anni la Cina ha i dazi e l’Europa no. Oggi paghiamo le conseguenze di questa miopia internazionale e dobbiamo ancora dire grazie alla Cina se ci compera i nostri titoli statali. Chi commenta a ragione negativamente questa situazione nostrana dovrebbe ricordare che il maggior creditore degli USA è proprio la Cina, una Cina comunista capitalista. I compagni che hanno sempre agognato una Cina potente ora saranno contenti e magari sogneranno un’Italia federata con la Cina come una volta sognavano un’Italia vassalla dell’URSS. Non diamo le colpe solo a questo governo e teniamo ben presente che l’attuale crisi è una crisi del posto di lavoro che da noi manca perchè le industrie nostrane e occidentali fanno la corsa per uno stabilimento in Cina come in India.
aldebaran85
13 set 2011 - 15:44 - #10cari berlusconiani adesso non venite a dire che è normale!!!
questo governo vuole fare affari con la Kina Komunista mangiabambini paese da SEMPRE attaccato da questi pseudo politicanti!!! che coerenza!!! HAAHHAAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHHA
caligola
13 set 2011 - 17:38 - #11La Cina, Repubblica POPOLARE e con a capo il Partito Comunista, che aiuta i liberali Berlusconiani e gli xenofobi leghisti. Quale allegra barzelletta. Italiani, siete stati proprio delle mer/de a votarli, vi meritate tutto quello che sta succedendo e che succederà. E parlo così, ma purtroppo ci sono anche io dentro, rappresentato da questa maggioranza di cerebrolesi.
supercasulet
13 set 2011 - 20:22 - #12Succede questo ad avere al governo degli incompetenti, ignoranti e supponenti, volendo citare solo le doti e non i difetti.
Tra tutti spicca per incapacità conclamata il “superministro” Tremonti, che prima dava la colpa di tutto all’Euro e ora supplica per avere gli eurobond, non faceva altro che dire peste e corna della Cina e ora è li pronto a svendergli il nostro paese.
Della serie abbiamo salvato i conti dello stato, vendendo lo stato!
C’era da aspettarselo da chi nomina ministro del lavoro Maurizio Sacconi che fu il relatore delle due finanziarie che raddoppiarono il debito pubblico sotto il governo Craxi, come sono bravi gli economisti del centrodestra…
Infine Complimenti ancora una volta alla Lega, evidentemente la coerenza non abita nell’isola che non c’è (Padania).
D.i.o.
14 set 2011 - 09:38 - #13siamo salvi!!
Neppure la Cina ha voluto i nostri bond, ha ha ha, valgono meno della carta straccia!!! Tutti sanno che nessuno li pagherà quei bond, saranno sostituiti ad oltranza con altri bond.
Intendiamoci, c’è poco da ridere per il fatto che l’Italia sia un paese che riscuote fiducia sotto zero dai mercati, ma meglio così che essere indebitati con i cinesi. Guardate l’America come sta… ci son più dollari in Cina che negli Stati Uniti ed infatti guardate anche il dollaro come sta…
Ed un’altra cosa: non è solo perché è la Cina, certo, il sistema cinese delle nulle garanzie e quasi nulle libertà di stampa fa paura, ma fosse stato un qualunque altro paese, è comunque meglio che il nostro debito ce lo teniamo noi se vogliamo continuare a sperare di comandare a casa nostra, alla faccia di chi vorrebbe vendere l’Italia alla Germani pensando di guadagnarci in dignità (ho letto pure questo….)
D.i.o.
14 set 2011 - 17:44 - #14ho detto una cavolata, la Cina ha già comperato il 13% del nostro debito, siamo fottuti.
valter29
14 set 2011 - 19:28 - #15aldebaran Per sua norma e conoscenza non sono berlusconiano ma lei nella sua presupponenza bolla come berlusconiani tutti quelli che non condividono appieno le sue idee e con questo dimostra che con chi è schierato per partito preso da una parte non si riesce a ragionare. Dio ce ne scampi e liberi da gente come lei nei posti di comando.