Le dieci migliori intercettazioni di Berlusconi e Tarantini

berlusconi tarantini intercettazioniSono uscite ieri sera le nuove intercettazioni in cui Silvio Berlusconi discorre con Gianpaolo Tarantini. Che cosa emerge? Quello che potete leggere comodamente sulla home page di qualunque giornale. Uno scenario di sesso e favori, di threesome ipotizzate e poi saltate, di meretricio assortito. Insomma: niente di nuovo, ma tutto tremendamente divertente e orribile allo stesso tempo.

Ci sono una serie di chicche in queste nuove intercettazioni di Berlusconi, che per me vale la pena di eternare in una top ten. Ecco il meglio del peggio delle nuove intercettazioni di B, cui allego una mia breve chiosa.

Berlusconi: «Io penso di sì. Noi siamo messi così come uomini tu, io poi Carlo Rossella presidente di Medusa e Fabrizio Del Noce direttore di Raiuno e responsabile di tutta la fiction Rai... Sono persone che possono far lavorare chi vogliono... Ecco quindi le ragazze hanno l'idea di essere di fronte a uomini che possono decidere del loro destino... Ecco l'unico ragazzo sei tu, gli altri sono dei vecchietti però hanno molto potere».

In una frase, tutto Berlusconi: c'è il conflitto di interessi - Medusa, Rai - c'è lo scambio di favori, c'è il potere che si prende quel che vuole in quanto tale. Siamo vecchi, ma siamo ricchi e potenti: è fatta. Un'etica alla Cecco Angiolieri, che fa pensare a "s'ì fosse Cecco, come sono e fui, torrei le donne giovani e leggiadre, e vecchie e laide lassarei altrui".

Berlusconi: «Sì forse per tutte quelle, son troppe. Al massimo averne due a testa, però adesso voglio che abbia anche tu quelle tue, altrimenti mi sento in debito... Scusa portale per te che poi io mi porto le mie».
Tarantini: «Va bene».
Berlusconi: «Poi ce le prestiamo... Insomma la patonza deve girare...»

Sembra di stare al liceo, a leggere di "patonza". Problema: Silvio Berlusconi è il primo ministro di un grande Paese occidentale ed è nato il 29 settembre 1936. Per darvi un riferimento: a giugno di quell'anno la Fiat presentava la Topolino, prima utilitaria per le masse. Vi suggerisco un'associazione mentale: vedete Berlusconi? Pensate intensamente: Fiat Topolino. Avrete una efficace dimensione della vetustà del personaggio.

Tarantini: «Allora io ho sentito Carolina Marconi e lei ha detto che le farebbe tantissimo piacere perché rientrava oggi da Londra e poi ci sarebbe una mia amica di Londra che è molto bella, giovanissima ventuno anni e poi non so se Graziana».
Berlusconi: «Ma no, sai com’è, meglio stare su una sola che io sono messo un po’ male adesso, ti devo dire la verità perché mi stanno caricando di un mare d’impegni e questa settimana è terribile perché poi tra l’altro sabato mattina ricevo il Papa al Quirinale insieme al capo dello Stato

Qui c'è il problema: ovviamente a nessuno importa nulla se Silvio Berlusconi ama circondarsi di belle donne nel privato, magari retribuendole per la compagnia. Per quanto possa essere divertente discuterne, non è un reato. È un problema se questa vita da satiro fuori tempo massimo danneggia la posizione che ricopre e il prestigio di un Paese, anche e soprattutto a livello internazionale. Qui qualche dubbio viene.

Berlusconi: «Senti che voce, perché ho tenuto banco fino alle sei e mezza con il locale che si è fermato... Tutti ’sti ragazzi intorno che ho invitato a fare gli imprenditori, gli ho raccontato un mare di cose... Sulla Cina erano lì che pendevano dalle mie labbra e delle donne a gogo! Io ho preso otto numeri, ma ce n’erano di più».
Tarantini: «Ma dov’è stato?... Ah, l’Eleven...»

A quindici anni con gli amici al mare, nei tre mesi di vacanze estive, facevamo a gara a chi conquistava più ragazzine con tanto di classifica settembrina finale. Ma avevamo quindici anni, quella moda passò intorno ai diciassette. È bene ricordarsi che a lanciare la vanteria di aver raccolto otto numeri di telefono è un signore, miliardario, ma ultrasettantenne. Un adolescente perenne, fuori controllo da qualche tempo.

Berlusconi: «Ci vediamo l’otto per andare prima a vedere il Bagaglino!... Se tu hai una ragazza da portare, due ragazze, tre ragazze... Per favore non pigliamole alte come fa questo qui di Milano perché noi non siamo alti»

Chi sarà "questo qui di Milano?" che evidentemente porta ragazze troppo alte alle feste del premier? Per il resto, si commenta da sola.

Polanco: «Può essere... Due volte non riesco a vederti? Però ti vedo, ti ho in foto davanti a me».
Berlusconi: «Ma non ci credo che sei venuta due volte solo questa sera... Non lo sapevo ma allora mi dispiace molto perché vedi io a tempo perso faccio il primo ministro (ride) e me ne succedono di tutti i colori... Comunque adesso passami Gianpaolo che vediamo che si può fare».

Nessun equivoco: il termine "venire" non si riferisce alla sfera sessuale. Brandello di conversazione che entrerà nella storia. Questo ce lo ricorderemo, "il primo ministro a tempo perso" è divertentissima, meravigliosa a modo suo. Le altre, mah. Ma questa ce la ricordiamo per anni, sicuro.

Berlusconi: «Allora faccio venire Fabrizio Del Noce direttore della Raiuno».
Tarantini: «Sì benissimo». Berlusconi: «Che fa comodo anche a Manuela, eccetera, poi faccio venire per la musica anche Apicella più Gavì (penso si intenda Manlio Dovì, ndr) che fa Sarkozy al Bagaglino... E poi non mi ricordo più chi avevo invitato, qualcuno vabbè basta e adesso vedo se c’è qualche ragazza da far venire...».

Utile per scoprire cosa fa ridere Berlusconi. Un uomo che racconta barzellette che non fanno ridere, si diverte con il Bagaglino. Tutto torna.

Berlusconi: «Mamma mia mi dispiace, perché se Francesca voleva restare... Ma davvero loro fanno le cose in due? Boh».
Tarantini: «Sì però presidente non lo dica».
Berlusconi: «No, io non dico niente, io sono un tipo riservatissimo».
Tarantini: «No, ma erano organizzate, erano dieci giorni che stavano parlando... Si ricorda che la settimana scorsa abbiamo saltato?».
Berlusconi: «Va bene, non è che moriamo domani... Domani faccio con la Poli Bortone».
Tarantini: «Grazie, buonanotte».

Anche qui: nulla di eclatantissimo, ma Silvio Berlusconi riassunto in una frase che sarà durata quanto? Pochi secondi. Sì passa dalla threesome ipotizzata con Manuela Arcuri e Francesca Lana, ad Adriana Poli Bortone, senatrice di Io Sud classe 1943. Tutto insieme, tutto mischiato, tutto impastato.

Berlusconi: «Meno male che non è stata qui, perché senno mi sarei sentito imbarazzato di essere andato con un tr... così. Vabbè cancellata».
Tarantini: «E vabbè ce ne sono tante».


Berlusconi si riferisce a Manuela Arcuri, di cui aveva una considerazione diversa poche righe sopra. Ma "vabbè, ce ne sono tante". Il guaio è che è vero. Ce ne sono tante.

Berlusconi: «Sono foraggiatissime»

Berlusconi conia uno slang tutto suo, una lingua uscita direttamente dagli anni ottanta, da una puntata qualunque di Drive In. Io mi vedo Braschi nei panni del paninaro, dire "Ué, le ragazze sono foraggiatissime". Problema: il paninaro è il presidente del consiglio italiano.

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