Medio Oriente: indipendenza della Palestina, Netanyahu offre negoziati all’Anp. Su queste pagine vi abbiamo già parlato dell’intenzione dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) di chiedere l’ammissione all’Onu come Stato indipendente.
Se il Presidente dell’Anp Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ha già dichiarato pubblicamente che avanzerà la richiesta il prossimo venerdì, il Premier israeliano Netanyahu ha giocato la carta di nuovi negoziati per tentare di disinnescare la mossa diplomatica palestinese.
Come riporta la BBC, Netanyahu si è rivolto direttamente ad Abu Mazen per chiedergli di ricominciare i negoziati invece di “perdere tempo con mosse unilaterali”. Come abbiamo già spiegato, la posizione di Israele e Usa sostiene che l’indipendenza della Palestina può scaturire solo dalla ripresa di nuovi negoziati.
Rivolgendosi ad Abu Mazen, il Premier israeliano ha ribadito il suo invito dimostrandosi disponibile a ricominciare le trattative:
“Mi appello alla Presidenza dell’Anp per dare il via a negoziati diretti a New York, che continueranno a Gerusalemme e Ramallah”
La ripresa dei negoziati è auspicata anche dal cosiddetto “quartetto” per la pace in Medio Oriente, formato da rappresentanti di Onu, Stati Uniti, Unione Europea e Russia. Tuttavia, nonostante Abbas dichiari di aver ricevuto “tremende pressioni”, è improbabile che l’Anp farà marcia indietro dal richiedere il riconoscimento della Palestina il prossimo venerdì.
E’ difficile che rispolverare i negoziati all’ultimo minuto possa dissuader l’Anp dal dichiarare unilateralmente la propria indipendenza in sede Onu. Può tuttavia servire a distendere i toni e a impedire che la dichiarazione d’indipendenza palestinese conduca a un inasprimento delle tensioni nella regione.
Del resto, Israele in questo momento ha un gran bisogno di recuperare punti sul piano diplomatico, visto il crescente isolamento in cui si trova attualmente in Medio Oriente. Dall’incognita dell’Egitto del dopo-Mubarak (e del post primavera araba in generale) al crescente deterioramento delle storiche relazioni con la Turchia, alle critiche di Stati confinanti come la Giordania: un isolamento da cui non si può uscire solo con un approccio muscolare alla politica estera.
In un intervista rilasciata ieri al Wall Street Journal, il re di Giordania Abdallah II ha invitato lo stato ebraico a decidere se vuole fare parte del Medio Oriente o se vuole continuare ad essere “la fortezza Israele”, aggiungendo che “le decisioni che abbiamo visto negli ultimi anni non sono così incoraggianti“.
Vedremo nei prossimi giorni quale strada sarà percorsa da Israele e dall’Anp. Per ora, le opzioni sulla carta sono ancora numerose.
ice
20 set 2011 - 10:10 - #1Israele ha dimostrato di fregarsene dei negoziati
intnato continuano a costruire insediamenti e inglobare territori palestinesi dentro la loro cerchia in cemento armato, e guarda caso vanno a inglobare proprio le aree dove ci sono fonti d’acqua, spesso cambiandone il corso
e si creando vere e proprie oasi nel deserto, ma intnato lasciando a secco le coltivaizoni dei palestinesi che prima si rifornivano a quelle fonti
.
L’ANP fa bene ad andare dritta per la sua strada all’ONU
lo sanno ormai anche gli asini che “i negziati” sono solo un modo per insabbiare le richieste dei palestinesi e permett a Israele di continuare a farsi i porci comodi, sono 30 ani che vanno avani i negoziati: cosa hanno ottenuto i Palsestinesi: nulla
cosa si sono presi gli Israeliani nel frattempo: sempre nuovi insediamenti e sempre in punti strategici,
Rendendo sempre piu difficle fare trattative:
1_che fine farano tutti i civili Israeliani che abitano in villaggi cosruiti su quello che era territorio dei palestinesi? Ovvio che piu ne costruisocno e piu divnta difficile restituire questi territori
2_Israele è un utopia: la richiesta di nuove terre per dare una casa ai cittadini Israeliani è una BALLA: Israele paga e sostiene una immigrazione forzata di genti da tutto il mondo (una anno di borsa di studio per studuare la lingua e la religione, rinnovabile ad avvenuta conversione all’ebraismo!!!!) e poi si lamenta di essere costretto a costruire sui territori palestinesi per dar a questi immigrati una casa
ice
20 set 2011 - 11:37 - #2ma vi rendete conto che il sistema Israele non sta ne in cielo ne in terra
sarebbe come se l’Italia pagasse i tunisini per venire a casa nostra, poi invadesse l’istria perche gli servono dei campi da coltivare e dei tereni sui cui costruire le case per questi immigrati
ma è ovvio che con una politica del genere non ci saranno mai i presupposti per una trattativa di pace e coesistenza
a meno che la progressiva segregazioni dei palestinesi in territori circondati come la striscia di Gaza sia considerabile una coesistenza!!!!!!
Fiat Lux
20 set 2011 - 14:44 - #3Per quanto ne so io una conversione all’ebraismo richiede almeno tre anni quindi vorrei proprio sapere cosa sarebbero queste “borse di studio”.
Ricordo anche che gli ebrei che sono andati in Israele spesso ci sono andati perché non avevano altra scelta. L’Europa ha fatto capire abbastanza chiaramente che non ama molto gli ebrei e molti stati musulmani hanno espulso, formalmente (come la Libia) o meno (Iraq/Siria/Afghanistan/Algeria) centinaia di migliaia di ebrei da comunità bimillenarie. Mai sentito che dei non ebrei siano stati pagati per andare in Israele
I palestinesi non hanno ottenuto nulla perché hanno sempre rifiutato tutto, rialzando la posta con domande che sapevano essere inaccettabili, qualche esempio:
- Accordi di Oslo: Israele ha pagato e armato i palestinesi che hanno poi deciso di usare quelle armi contro di lei. Il risultato è stato un’ondata spaventosa di attentati che hanno costretto Israele ad innalzare una barriera di separazione (il famoso “Muro”)
- Barak ha offerto ai palestinesi il 97% della Cisgiordania e Gerusalemme Est. In pratica tutto quello che Israele può mai essere disposto a dare. Offerta rifiutata furbamente, per poi poter chiedere di più sapendo di non poter ottenerlo.
- Israele è uscito da Gaza unilateralmente, letteralmente trascinando via i suoi cittadini con la forza. Il risultato è che Hamas ha preso il controllo di Gaza instaurando quella sanguinaria anarchia che tanto piace agli arabi e mandando migliaia di missili contro Israele
ice
20 set 2011 - 15:11 - #4ma ti rendi conto di cosa scrivi
Barak ha offerto ai palestinesi il 97% della Cisgiordania e Gerusalemme Est. In pratica tutto quello che Israele può mai essere disposto a dare.
Sarebbe come dire che l’Italia invade la Croazia, si tiene l’Istria e impone ai Croati di accontentarsi dell 97% delle isole dalmate
e s’incazza pure se questi hanno il coraggio di rifiutare!!!!
e tutto il resto!?!?!?!?
vogliamo fare della dietrologia?
Sulla Bibbia gli stessi Ebrei scrivono di essere arrivati in Palestina, che non era disabitata!!!!!
Che dovrebbero avere piu diritti perchè si sono inventati per primi una religione!?!?!?!?
Fiat Lux
20 set 2011 - 17:58 - #5Vero, ma i confini cambiano con le guerre e, in tutte le guerre che ci sono state al mondo il vincitore si è preso dei territori strategici, che gli permettessero di difendere i confini. Esempio: Italia e Alto Adige-Sudtirolo.
ice
20 set 2011 - 18:22 - #6@ #5
la 2a guerra mondiale è finita da tempo,
dai tempi di Yalta i confini sono congelati in gran parte del mondo
Secondo il tuo ragionamento, allora i Palestinesi fanno bene a fare guerra a Israele, visto che la guerra e l’invasione sono riconosciute come autoproclamazione di possesso di un territorio
E visto che sono dei poveretti e non hanno carriamati usano la tencica della guerriglia,
esatamente come i nostri partigiani
solo che chi è al potere li chiama terroristi
O vorresti dire che un disgraziato con un kalasnikov o una semplice granata dovrebbe vedersela ad armi pari con un militare chiuso dentro un carro-armato?!?!?!
o un misero mortaio contro un aereo caccia!?!?!?!
quello si che sarebbe un suicidio
Fiat Lux
20 set 2011 - 20:34 - #7Ti ricordo che il Medio Oriente non è l’Europa, dove ogni popolo ha il suo bello stato, e se ne sta tranquillo nei suoi confini, ma è un posto dove ci sono svariate etnie: arabi, ebrei, curdi, armeni, sciti, sunniti, alauiti, drusi. Alcune senza stato, men che mai uno stato democratico. Alcuni stati, come la Giordania, non sono altro che fantocci derivati dal colonialismo. Tiranni e dittatori sanguinari turchi, iraniani o egiziani continuano fanno sentire la voce grossa e si fanno la guerra uno con l’altro, spartendosi tra loro tutti gli stati più deboli. Tutto questo senza tirare in ballo minimamente Israele. Sono queste le regole del gioco in Medio Oriente. Yalta e la stabilità dei confini non sono parte della realtà dove Israele si sta confrontando.
I palestinesi, se vogliono protestare, protestino, ma sanno benissimo che mentre l’unico modo di farsi sentire da quella gentaglia che circonda Israele è usare la forza, Israele è una democrazia e ci sono altri metodi per far sentire la propria voce, che non coinvolgono la violenza. Non era così in Italia durante la guerra. Se i palestinesi acconsentissero a non usare più la violenza e a non tentare continuamente di uccidere quanti più civili possono, avrebbero ottenuto da tempo uno stato, anzi un paradiso. L’Egitto e la Giordania, a loro tempo, non hanno fatto la pace con Israele? E non hanno ottenuto fior di benefici? Ma l’unica cosa che questa gente insegna ai loro figli è che devono prepararsi a morire pur di uccidere gli ebrei. È questo il problema
ice
20 set 2011 - 22:05 - #8@ #7
cito
dove ogni popolo ha il suo bello stato, e se ne sta tranquillo nei suoi confini,
ti faccio notare che l’UNICO stato che si sia messo ad attaccare e invacere i vicini è proprio Israele
Egitto
Libano
Giordania
Palestina
.
Tutti li ha attaccati
e a tutti ha sottratto dei territori
Forte dell’appoggio delle lobby Ebraiche nella superpotenza USA
E adesso che gli USa non sono piu “LA” superpotenza…anche Israele deve fare i conti con la realtà
non puo continuare ad attccar briga ai vicini, per creare un casus belli e poi arraffarsi nuove terre con la scusa che deve difendersi meglio!!!!
A sta balla non ci crede piu nessuno
Fiat Lux
20 set 2011 - 22:54 - #9Israele ha attaccato la “Palestina”? A dire il vero non mi sembra che la “Palestina” sia mai esistita…
Forse converrebbe ricordare anche che Egitto, Siria e tutti gli altri stati arabi hanno manifestato loro per primi l’intenzione di distruggere Israele. Israele ha attaccato prima di loro solo per potersi difendere meglio.
A differenza dell’Islam, poi, che vorrebbe tutto il mondo, Israele chiede solo una fascia di terra piccola quanto l’Emilia Romagna.
Dimmi un solo caso in cui Israele ha attaccato briga coi vicini per primo.
-Nel ‘48 Israele ha accettato il piano di spartizione dell’ONU (che gli dava un territorio esiguo in confronto a quanto promesso decenni prima). Gli arabi hanno attaccato con tutte le loro forze
-Le guerre dopo sono state scatenate dal fatto che gli arabi volevano mandare gli ebrei in mare
-Pur di fare la pace si è ritirata dal Sinai, dopo averlo reso ricco e aver trovato il petrolio
-Israele poi ha promosso i processi di pace e si è ritirata da Gaza. Trovami uno stato che abbia rimosso i suoi cittadini solo per la speranza di avere la pace.
ice
21 set 2011 - 00:30 - #10@ #9
in pratica la guera preventiva di Bush
ottima tattica
e si vedono pure i risultati
gli USA sono passati da superopotenza unica e incotratata a 2a
visto che quasi il 305del debito USA è di porprietà di fondi sovrani cinesi!!!
la Cina cosdtruendo scuole e insfrastrutture in cambio della materie prime è leader nei paesi africani democratici, mentre gli usa continuano a spalleggiare i dittatori amici che straziano le proprie popolaioni
vedi caso Egitto…con Mubarak amicone degli israeliani
Fiat Lux
21 set 2011 - 00:52 - #11@10
meglio Mubarak di quello che sta venendo fuori ora, te l’assicuro
comunque sinceramente non ho capito se mi stai contraddicendo o no, non dico che non sono d’accordo sul fatto che gli USA sono in rovinoso declino, ma cosa c’entra la guerra in Iraq con Israele?