
La sentenza con la quale il Tribunale di Milano ha deciso di mandare al macero ‘Falce e carrello’, il libro in cui il patron di Esselunga Caprotti denunciava certe posizioni privilegiate delle Coop soprattutto nelle regioni rosse, continua a far discutere.
In particolare la parte che prevede l’immediato ritiro di tutte le copie del libro, una censura insomma. Un po’ illiberale e troppo simile a tremendi roghi dei libri del passato. Pierluigi Battista sul Corriere si è chiesto dove sono i “fenomeni” della libertà di stampa in questo caso
Ma almeno un gesto, una finta. Una «mossa» tanto per far capire che la censura è una cosa odiosa, gli apostoli della libertà di stampa conculcata, potrebbero pure simularla anche in favore di un nemico. D’accordo, le Coop non si toccano, venerate come una reliquia sacra e quindi bisognose di robuste esenzioni fiscali, ma per questo il libro del patron dell’Esselunga Bernardo Caprotti, Falce e carrello (Marsilio), deve essere bandito, gettato al macero, bloccato nella pubblicazione, per sentenza di un tribunale che dovrebbe giudicare nel nome del popolo italiano e non in quello dei baroni dei supermercati politicamente corretti?
Tra i pochi a sinistra che sono entrati nel merito senza finire, a priori, dalla parte delle Coop c’è il noto blogger e giornalista dell’Espresso Alessandro Gilioli
A me piacerebbe che tutti noi di sinistra – e libertari – non ci facessimo ingabbiare dai meccanismi pavloviani di schieramento e avessimo il coraggio di dirlo più forte di loro: la censura del libro di Caprotti è una porcata inguardabile.
Anche il presidente della Federazione della Stampa Siddi è perplesso
Non entro nel merito della sentenza ma bruciare libri non è mai indice di libertà. Mandare al rogo dei testi evoca infatti altri tempi, situazioni illiberali ponendo degli interrogativi inquietanti. Io credo che da un libro, anche dal piu’ scorretto, ci si possa meglio difendere contrapponendo altre tesi, altre parole, altre prove, altri punti di vista. Se il libro in questione ha cagionato un danno economico è giusto” farsi valere, chiedendo i danni. Ma credo sia piu’ efficace moralmente, ad esempio prevedere una ristampa del testo con sentenza a margine. La distruzione di libri resta infatti sempre e comunque un atto rischioso
ice
20 set 2011 - 14:37 - #1IMHO
qui non si tratta di censurare un opinione
ma se dici una bugia e la spacci per verità
e tra l’altro c’è una sentenza a metterlo nero su bianco….questa notizia falsa deve smettere di girare
per me oltre a quel libro dovrebbero bruciare Minzolini per tutte le volte che ha spacciato per prosciolti quelli che erano degli imputai prescritti
boh1
20 set 2011 - 14:44 - #2Battista deve semplicemente starsene zitto..lui è il famoso giornalista che “tranquillizzava” gli italiani sostenendo che in italia la democrazia non era in pericolo perchè “ancora” esisteva la corte costituzionale. Povero pagliaccio. Un po come dire in iran non esiste la dittatura perchè ancora gli iraniani possono camminare sulle strade.
Quindi prima di cianciare di “libertà” e censura deve sciacquarsi la bocca, visto che lui è il primo ad essere complice di tutte le occupazioni dei poteri berlusconiani.
Concordo a livello di principio , mai censurare. mai
Attendiamo di leggere la sentenza e le ragioni.
automatico
20 set 2011 - 15:07 - #3la dittatura della sinistra procede…
aldebaran85
20 set 2011 - 15:09 - #4battista AHAHAAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHA
boh1
20 set 2011 - 15:15 - #5@3 ..ma sei sotto effetto di qualche stupefacente o cosa ? ..voglio dire ogni tanto oltra le solite 3 parole potresti dire qualcosa di più no ?..è troppo ?.
emanuele777
20 set 2011 - 15:36 - #6I sinistrini italiani sono intransigenti, con loro non si scherza!
Se Caprotti fosse stato un ex-terrorista ora fuggito in Brasile, a quest’ora sarebbero tutti a fare una bella marcetta per difendere la libertà di stampa, magari con Nanni Moretti in testa… ma siccome è solo uno che si è fatto il maxxo tutta la vita a lavorare, la sua libertà di parola conta meno
adebahamas
20 set 2011 - 15:36 - #7Dai, siamo seri e mettiamo i puntini sulle i invece di inveirci contro come cani rabbiosi.
Esselunga è stata condannata e multata (intorno ai 300000 euro mi sembra) perchè il libro risultava una “concorrenza sleale”, ma è stata ASSOLTA per diffamazione.
Purtroppo la via preferenziale che possono vantare le coop grazie all’appoggio di politici e amministrazioni compiacenti di sinistra sono reali, e questo è francamente un fatto degno di denuncia che non si discosta molto da quello che fanno PDL &co.
Ed è una vergogna soprattutto per chi è di sx come me, ma che anche per queste cose non può votare a sinistra (men che meno PD), visto che vorrebbe DAVVERO a rappresentarlo qualcuno di trasparente e onesto.
Il fatto che il libro venga censurato è un tentativo di mettere a tacere qualcosa che ha delle basi fondate (se il libro lo avesse scritto un giornalista d’inchiesta, e non il patron di Esselunga?), così come è vero che le coop non avrebbero bisogno di aiuti, visti gli sgravi fiscali che possono vantare a differenza di altre catene e anche in vista del fatto che, a ben vedere (e sono del settore), i prezzi che offrono ai consumatori non si discostano molto da quelli proposti da catene classiche.
Il ritiro è giustificato quando vengono scritte cose NON VERE e diffamatorie, ma questa è stata censura, ed è da condannare. Dura lex, sed lex.
automatico
20 set 2011 - 15:59 - #8io ho letto il libro, e’ un chiarissimo testo che certifica l’ ostruzionismo sistematico delle amministrazioni di sinistra alla creazione di supermercati esselunga per mantenere il monopolio Coop e quindi prezzi piu’ elevati.
ci sono addirittura le copie delle planimetrie dei terreni, di numerosi documenti, prove chiare di abusi incredibili.
E’ l’ ennesimo caso di tribunali di parte che spazzano via la legalita’ applicando la legge con evidente parzialita’.
sta ai consumatori decidere chi premiare, almeno si crei giustizia nei fatti, penalizzando chi limita il libero mercato con prezzi alti creati con evidente frode.
Jfc
20 set 2011 - 17:15 - #9Bravo automatico, ora vai anche a leggerti la Costituzione Italiana così quando Berlusconi o uno del suo giro ne spara un’altra (di bugia/stupidaggine/insulto al paese) potrai provare a ragionare insieme a noi invece di fare copia-incolla di quello che ti passano i tuoi capi.
boh1
20 set 2011 - 17:15 - #10@8
Il buon senso dovrebbe dirci di aspettare la sentenza e le sue ragioni.
A quanto pare è stata accertata la diffamazione. Le diffamazioni non sono “prove chiare di abusi incredibili ” , sono balle che danneggiano un terzo.
boh1
20 set 2011 - 17:31 - #11@8 comunque senza offese..come primo fan del maggior e più potente monopolista italiano, fai un po ridere in veste di paladino del libero mercato.
adebahamas
20 set 2011 - 17:45 - #12@ boh1
Scusami, sicuramente mi sono perso qualche passaggio allora e nel caso chiedo venia, ma sei sicuro che sia stata ACCERTATA la diffamazione?
Perchè io ho letto molto del caso (ma probabilmente non tutto :-P) e mi sembrava che fosse stata accertata solo la concorrenza sleale.
Poi, non per spezzare una lancia a favore di automatico, che non conosco, ma non mi sembra abbia difeso il berlusca con il suo secondo commento.
Casomai ha accusato una parte della magistratura, e questo obiettivamente è grave, però la sentenza in base ai fatti è stata obiettivamente strana.
Mi piacerebbe che si smettesse di schierarsi per partito preso come tifosi urlanti, e si analizzassero le questioni una per una.
Altrimenti questo blog tenderà sempre più verso la mediocrità. Saluti a tutti!
boh1
20 set 2011 - 18:48 - #13@12 . Aspetta , punto primo , infatti in questo articolo non ha difeso berlusca, ma è l unica cosa che fa in tutti gli altri :) .
La censura è grave e mi ritrovo abbastanza sconcertato , come qualsiasi persona dotata di cervello.
Anche io non conosco bene la vicenda e nemmeno ho letto la sentenza. Qua e la si leggono solamente stralci di notizie piuttosto fumose sulla vicenda e si parla pure di diffamazione.
Prima di parlare di magistratura complottista varrebbe la pena aspettare che si chiariscano i fatti.
automatico
20 set 2011 - 19:11 - #14come mai la coop e’ piu’ cara di esselunga?
valter29
20 set 2011 - 19:18 - #15Quello che dice il libro è verissimo. Nella mia città, colonizzata dalle Coopo rosse, l’Esselunga per poter aprire un suo store ha lottato 16 anni, 16 anni di cause legali e alla fine ha vinto in barba ai sedicenti amministratori di sinistra che disonorano le democrazie di sinistra e proseguono con metodi di stampo staliniano. Ora mi aspetto che qualcuno mi etichetti cretinamente di essere un berlusconiano.
automatico
21 set 2011 - 06:49 - #16su questi fatti zero intercettazioni, guarda caso…
gatzpacho
21 set 2011 - 09:46 - #17Da me la coop costa meno dell’esselunga e non di poco! E sono nel pieno centro dell’impero esselunga!
Non ho nulla contro nessuno dei 2, tant’è che la spesa la faccio in entrambi
automatico
21 set 2011 - 11:52 - #18balle, leggete altroconsumo, esselunga costa mediamente il 10% meno di coop in tutta italia.