
Nonostante la ferma sicurezza dimostrata in pubblico dal Procuratore Lepore e dal Pm Woodcock sul mantenimento della competenza sull’inchiesta sui presunti ricatti del duo Lavitola-Tarantini ai danni di Berlusconi, il Gip di Napoli Amelia Primavera ha sconfessato la territorialità della città partenopea sulla vicenda. Se i reati ci sono, sono stati fatti a Roma e lì passa l’inchiesta.
Il Gip ha infatti ritenuto credibili le dichiarazioni rilasciate dalla “vittima” Berlusconi nel suo memoriale:
La stessa vittima del reato ha confermato di aver corrisposto le somme di denaro sempre a Roma traendole da proprie disponibilità liquide che teneva presso la sua abitazione di Palazzo Grazioli. Dichiarazioni credibili con riferimento al luogo della dazione del denaro oggetto dell’attività estorsiva ipotizzata
In realtà in ambienti giudiziari a Napoli si considerava molto plausibile questa eventualità, non essendoci appigli per tenere l’inchiesta a Napoli e numerosi commentatori e cronisti giudiziari valutavano come palese il difetto di territorialità già dall’inizio dell’inchiesta. Sfuma inoltre anche l’ipotesi di accompagnamento coatto su cui ragionavano i pm per costringere Berlusconi a farsi sentire.
automatico
20 set 2011 - 16:33 - #1trappolone disinnescato.
Jfc
20 set 2011 - 17:09 - #2Scommetti, caro automatico, che tra qualche giorno spunteranno “toghe comuniste” anche a Roma? Senza considerare poi che con tutti i procedimenti a carico di Berlusconi ci deve essere in giro proprio una scuola di “toghe rosse”.
ventoacqua
20 set 2011 - 18:16 - #3#1 Ma perchè, a Roma per magia i magistrati non avranno più bisogno di sentire Berlusconi sui fatti..?
Questo è solo un rinvio, che fa comunque molto comodo al gran fuggitivo.
automatico
20 set 2011 - 19:10 - #4chi vive sperando…