
Sandro Pertini nasceva esattamente 115 anni fa a San Giovanni di Stella, il 25 settembre del 1896. Antifascista quando esserlo significava essere portatori di un valore, ovvero della lotta al totalitarismo. Partigiano quando non c’era, nell’aria, il revisionismo storico. Socialista quando non esistevano partiti socialisti a destra e quando mani pulite era molto lontana da venire. Direttore de L’Avanti, quello vero, quando i Lavitola non esistevano.
Presidente della Repubblica dal 1978 al 1985, simbolo di rigore morale e intransigenza, Pertini rappresenta - senza voler fare a tutti i costi del nostalgico amarcord secondo la retorica dei bei tempi andati - quella politica che non c’è più e di cui l’Italia fatica anche solo a tentare di riappropriarsi.
Fu capace, da Presidente della Camera, di non stringere la mano al questore di Bologna Marcello Guida (che era stato direttore del confino di Ventotene nel ventennio fascista e che, per ammissione dello stesso Pertini, era sospettato di aver qualche responsabilità sulla morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli). Ma fu anche capace di sostenere con fermezza che si dovesse negare qualsiasi trattativa con le Brigate Rosse durante il rapimento di Moro; di opporsi palesemente alle scelte di Bettino Craxi, guardando con un sospetto lungimirante all’elezione per acclamazione di quest’ultimo nel corso del 43° congresso del Partito, a Verona; di sostenere che non si dovesse svolgere il congresso del Movimento Sociale Italiano in quanto derivante dal partito fascista; di denunciare le violenze della polizia nei confronti dei manifestanti. Non sostenne mai i progetti di coalizione di centro-sinistra, rivendicando la necessità di una sinistra indipendente dai centristi.
Ciò nonostante, fu rispettato da tutto l’arco parlamentare, fu eletto Presidente della Repubblica con 832 voti su 995: la più larga maggioranza nella votazione per il Presidente, nella storia della Repubblica Italiana. Una figura carismatica e pulita, cui la politica di oggi non può che farci guardare con nostalgia.
marla-singer
25 set 2011 - 17:58 - #1Sarebbe bastato un politico con un decimo del rigore morale di Pertini ed il “priapo diversamente alto” avrebbe avuto una vita politica molto breve!
dreed81
25 set 2011 - 19:55 - #2Un Pertini avrebbe preso a calci il nano e lo avrebbe rimandato a trastullarsi con le sue scrofe: un Napolitano invece permette ancora che ci governi portandoci alla fame.
marla-singer
25 set 2011 - 22:46 - #3#3:
1) qua non si vuole riesumare nessuno, si vuole solo ricordare un grande italiano il cui rigore morale ancora non ha trovato eredi. Durante il fascismo, preferì farsi DIECI anni di galera, piuttosto che piegarsi a Mussolini. Davanti ad una persona del genere, dovresti solo tacere!
2) ti risulta che Marx ricoprisse cariche pubbliche? a me risulta che non presiedesse manco una bocciofila quindi, della sua vita privata, CHISSENEFREGA?????
Angel82
26 set 2011 - 00:20 - #4#5 Ok, ma…
Che c’entra?
caligola
26 set 2011 - 00:28 - #5allora mauriziosat visto che vuoi fare il preciso cita le fonti, e che siano vere e chiare, di quello che dici. Tu immagino che aborrendo la rossissima feltrinelli ti informerai leggendo “Il giornale” e “libero”, probabilmente. Complimenti, che dire. La pochezza intellettuale dei pseudo intellettualoidi di destra è davvero semplicemente senza pari, sarebbero pronti a vendere la madre e a tirare in ballo gli argomenti più insensati e distaccati dalla realtà pur di autocompiacersi dell’avere ragione.
Cosa c’entra perlappunto Marx con questo argomento? E’ forse meglio Berlusconi di Pertini? berlusconi non ha fatto UNA LEGGE che si potesse dire di DESTRA IN TUTTA LA SUA CARRIERA POLITICA, dal 1994 ad oggi. Ha fallito su tutta la linea, E DICO PROPRIO TUTTA. HA PORTATO ALLA ROVINA QUESTO PAESE POPOLATO DA TESTE DI CAZ/ZO COME LA SUA, ma immagino che l’unico modo perché possiate capirlo è quello che sbattiate la vostra testa dura come il marmo e piena di letame contro un default economico, cadiate nella miseria più nera mentre mr. B e la classe dirigente mafiosa italiana continuerà a cagarvi metaforicamente in testa, scappata in qualche paradiso tropicale. Buffoni, voi pseudo intellettualoidi e le vostre insulse ed ipocrite argomentazioni, meritate solo il peggio.
caaritto73
26 set 2011 - 09:27 - #6@mauriziosat
Un andà a cercà Maria per avere,come dice la mì nonna.
Qui si sta parlando di rigore morale.
Pertini ce l’aveva.
I nostri politici merdosi,no.
Il punto è tutto qui,cazzo c’entra Marx,la servetta er budello di sú mà…….ah già,ve lo insegnano ai circoli della libbertà……se non puoi batterli,confondili :D
igloo
26 set 2011 - 09:50 - #7@ mauriziosat
Da nessuna biografia risulta che Marx abbia mai lavorato alle poste, ne tantomeno che fosse raccomandato e non avrebbe potuto esserlo visto che fu sempre segnato come agitatore politico e quindi mai lo avrebbero messo in un posto pubblico. Per il resto la questione del figlio illegittimo di Marx è come la questione del figlio illegittimo di Jefferson da una schiava di colore, (il grande teorico della libertà personale che poi teneva per se stesso decine di schiavi alla faccia della coerenza liberale), quasi mai i filosofi e pensatori sono coerenti con le idee che propugnano, tant’è che il grande teorico della castità sessuale Shopenauer beccato in un bordello da un suo allievo liquidò la cosa con la storica frase: “La Filosofia non ha bisogno di dimostrazioni pratiche”
Comunque sgombrato il campo dal troll per tornare in argomento
Rispetta i tempi di Pertini, e rispetto agli altri paesi seri quello che oggi la politica italiana non ha, è il senso di etica, che fa in modo che un politico trovato a compiere un’azione immorale o incoerente con il proprio credo politico, lasci la scena anche se non ha commesso nessun reato. Negli Stati Uniti un politico repubblicano della destra cristiana venisse trovato ad andare a prostitute sarebbe il suo stesso partito che lo caccerebbe a pedate, ma in Italia dove i partiti (soprattutto uno) sono delle vere e proprie sette carismatiche dove il leader è considerato inviolabile, vediamo orde di fanatici che fanno quadrato contro chiunque osi mettere in discussione la figura del leader. A proposito di coerenza, quasi tutti politici che si proclamano difensori della famiglia, sono divorziati e il loro leader lo è addirittura due volte. Questa la faccia sempre della coerenza. Cicerone diceva che il prezzo di un cittadino che sceglie di passare dallo stato di privato cittadino alla vita pubblica ovvero politica è proprio la coerenza delle sue idee, il fatto che in qualunque momento il popolo possa controllarlo anche nel privato per vedere se si comporta come dice agli altri che è giusto comportarsi.
igloo
26 set 2011 - 10:00 - #8Ps: sulla vita di Marx, egli non era figlio di nobili, ma di un avvocato di origini ebraiche , quindi al massimo media borghesia, aveva sposato una donna di stirpe nobile antica ma decaduta (Jennifer von Westfalen), ed Eleanor non (Eleonor) si suicidò a causa della depressione seguita alla scoperta di un’altra relazione del suo compagno Aveling, e non fece una vita di stenti visto che divenne un’affermata scrittrice, questo giusto per mettere i puntini sulle “i”.
marla-singer
26 set 2011 - 11:57 - #9Mauriziosat, devi avere qualche problema di comprendonio: io ti ho chiesto se Marx RICOPPRISSE INCARICHI PUBBLICI.
Chessò, era primo ministro, kaiser, presidente della repubblica, imperatore, cancelliere, ecc…?
Visto che la risposta è NO, me ne frego della sua vita privata, capì?
Up ORIGINALE
26 set 2011 - 13:22 - #10Un grande politico una grande persona peccato non averlo conosciuto di più
Up ORIGINALE
26 set 2011 - 13:23 - #11Dimenticavo Un grande Presidente…..
Mauriziosat pensa alle figure di m dei tuoi ministyri.Taci tanto Piazza Loreto esiste ancora….te lo ricordo