Il sasso lanciato ieri all’Università di Napoli da Giorgio Napolitano fa l’effetto di un pietrone che rotolando può provocare una valanga.
Il capo dello Stato ha il passo sobrio e lento ma poi, quando decide di partire, arriva al punto e da lì il messaggio è inequivocabile quanto deflagrante, in grado di centrare il bersaglio e far saltare situazioni cristallizzate.
Napolitano recide con un fendente netto un nodo caldo, anzi incandescente: “Il popolo padano non esiste. Si può strillare in un prato, ma non si può cambiare il corso della storia”. E’ il colpo più duro al partito di Bossi. Altro che i minuetti del Pd, dell’Udc e della sinistra!
Il presidente della Repubblica lancia un monito da raggelare i capi del Carroccio: “A parlare di secessione qualcuno finì arrestato”. Quindi la chiusura netta: “In Italia non c’è spazio per la secessione”. E, tanto per gradire, sull’onda delle firme contro il “porcellum”, la spinta finale: “Ora una nuova legge elettorale”.
La frustata di Napolitano fa infuriare la Lega, spiazzata e disorientata, ma soprattutto gela il premier che borbotta a denti stretti: “Napolitano vuole far saltare il banco, provocare l’incidente per favorire la manovra di palazzo”. Adesso Berlusconi teme gli effetti a cascata e comincia ad avere davvero paura della bomba ad orologeria innescata dal capo dello Stato.
La «sciabolata» del Colle può davvero essere devastante per Berlusconi, per Bossi, per il governo e per la maggioranza incerottata di centrodestra. Fortuna che Giorgio c’è. E l’opposizione?
aldebaran85
01 ott 2011 - 09:41 - #1bravo napolitano!!! finalmente ti sei svegliato!!!
marla-singer
01 ott 2011 - 10:32 - #2Un altro topo che scappa dalla nave che affonda? Si è destato un pò tardino visto che è dal 2006 che firma qualsiasi legge porcata del nano e che finora ha solo pigolato davanti agli scandali di Berlusconi e alle minacce di Bossi. Ben svegliato, presidente!
zaku71
01 ott 2011 - 11:07 - #3Non credo che destabilizzerà niente, anzi, servirà per rinsaldare la base leghista verso i suoi dirigenti, dai quali ultimamente si era alquanto disaffezionata.
Berlusconi non ha mai avuto particolari problemi con le manie secessioniste dell’alleato leghista. Fateci caso infatti che le alte cariche leghiste evitano sempre di parlare di secessione durante incontri istituzionali, ma solo durante kermesse con la base elettorale. Sono attentissimi infatti a non mettere mai in imbarazzo il Presidente del Consiglio, il quale può sempre dire “sono sono discorsi elettorali un po’ sopra le righe”.
Berlusconi non ha mai, MAI richiamato l’alleato su queste questioni, neanche con un intervento di facciata. Sa benissimo che è un modo per tenersi buono l’elettorato leghista. Se cominciasse a criticare perderebbe i loro voti.
Fateci caso, a criticare il capo del governo sono sempre figure non importanti nella lega. E se è una figura importante è sempre una critica a denti stretti.
La Lega sa benissimo che la secessione è impossibile e neanche utile veramente per il nord italia. E’ solo uno slogan elettorale (a cui credono solo i leghisti più beceri). Ogni tanto per darsi una parvenza di credibilità tirano fuori l’esempio della Cecoslovacchia, che ogni persona con un minimo di intelligenza sa che è un paragone che non sta ne in cielo ne in terra.
Salut!
85mat
01 ott 2011 - 11:39 - #4Berlusconi: “Da Napolitano un attacco a freddo: così ci destabilizza”CommentaL’ha giudicato un attacco “a freddo”. Un chiaro segnale che porta con sé il rischio di destabilizzare la coalizione di governo. Silvio Berlusconi non ha per nulla gradito l’intervento del capo dello Stato, al pari di un Pdl convinto che le parole del Colle sulla legge elettorale, Lega e l’inesistente ‘popolo padano’ rischino di trasformarsi in un fattore di rischio per la tenuta dell’esecutivo. Nel migliore degli scenari, si fa notare in casa pidiellina, il passaggio dedicato al sistema del voto può essere letto come nuova linfa alle ragioni dei referendari. Proprio quel referendum tanto temuto soprattutto in via dell’Umiltà.A chi ha avuto modo di incontrarlo ancora oggi a Palazzo Grazioli, il Cavaliere ha anche confidato amarezza per la ‘bacchettata’ riservata dal Quirinale al partito guidato da Umberto Bossi. E non perché non condivida il richiamo all’unità d’Italia, ma perché lo considera “destabilizzante” in un momento in cui occorre serrare i ranghi per fronteggiare la crisi. Anche perché, è il ragionamento, il rischio è che la fazione romana guidata da Gianni Alemanno e l’ala sudista della maggioranza possano trarre ‘ispirazione’ e argomenti polemici dal monito quirinalizio contro l’ormai tradizionale antagonista leghista.
Aggiungendo tensione a tensione.E già, perché i problemi certo non mancano. C’è il nodo Bankitalia, innanzitutto. Il Cavaliere - che oggi ha ricevuto fra gli altri Angelino Alfano, ma anche Mauro Masi, Gianni Letta e Francesco Storace - avrebbe ribadito ai propri interlocutori la volontà di evitare strappi per arrivare presto alla nomina del governatore di via Nazionale. Facendo leva, come ha avuto modo lui stesso di dire a diversi big del Pdl, sul fatto che Fabrizio Saccomanni rappresenti il “personale” - così l’avrebbe definito - candidato del Colle. E’ quanto si ripete da tempo nella maggioranza, ma dare questa interpretazione delle mosse del Colle rischia di complicare ulteriormente i rapporti con Napolitano, che come ha avuto modo di ribadire in passato non si spende per ‘un nome’, ma sollecita ‘un profilo’ capace di garantire autonomia e indipendenza di palazzo Koch.Saccomanni, d’altra parte, andrebbe bene anche al premier. Non a Tremonti, che sostiene Grilli. Ma chi nel Pdl sostiene che il superministro sia pronto a dimettersi in caso di nomina del direttore generale di Bankitalia sbaglia, secondo quanto assicura chi da anni sostiene il ministro dell’Economia. Piuttosto, l”ostacolo Tremonti’ agitato da Berlusconi non sarebbe altro che un segnale di ulteriore debolezza del presidente del Consiglio, se non addirittura un modo come un altro per evocare un passo indietro del Tesoro che forse non sarebbe del tutto sgradito da alcuni settori vicini al premier.
man-in-black
01 ott 2011 - 11:43 - #5Il problema è ancora irrisolto, anche se, io, che sono stato un detrattore del vecchio Napolitano, nell’uscita ultima del presidente riconosco una lodevole posizione.
Detto questo.
Ora dovrebbe dire a belzebùsconi che si faccia da parte colle buone o colle cattive, perché non può portare (il bacato di Arcore) a propria difesa nessuna eccezione: la maggioranza degli italiani non è con lui, nonostante lo farnetichi a guisa di spostato; niente e nessuno attenta alla sua privacy ma viene perseguito dalla legge perché commette reati ecc..
L’onore delle istituzioni messo in crisi è un valido motivo per interdirlo a guidare un paese: capito sig. presidente.
Qualcuno dell’entourage dell’iniquo griderebbe allo scandalo e paventerebbe la guerra civile: tranquilli, in pochi lo difenderebbero e poi la guerre tra il marcio e il meglio della società vedrebbe un combattente d’eccezione che certamente coll porco di Arcore non ha nessuna parentela, nonostante lui (terra d’asfalto) millanti di esserne unto.
atteipapac
01 ott 2011 - 16:34 - #6come se la Lega volesse veramente la secessione? Sono solo chiacchiere, se anche Napolitano li prende sul serio allora siamo messi male
01234567890
01 ott 2011 - 16:47 - #7#2 mi spiace marla-singer ma tu sopravvaluti il potere del Presidente della Repubblica, in uno scontro istituzionale vincerebbe la maggioranza, infatti è vero che lui può anche non firmare una legge, ma se il parlamento la rimanda uguale lui è costretto alla firma.
quello che può fare è solo pronunciare discorsi vani come questo sulla secessione, insomma secondo me una carica che andrebbe abolita
85mat
01 ott 2011 - 17:48 - #8atteipapac te lo ricordi vero che questi stanno al governo?? quindi napolitano deve lasciargli dire ca***te fino alla fine del mandato ( se ci arrivano)??
85mat
01 ott 2011 - 17:49 - #9tra l’altro anche schifani cndivide pienamente le parole di napolitano dicendo anche lui che la padania non esiste
alfista156
01 ott 2011 - 19:57 - #10Credo inutile commentare: NON SE NE PUO PIU! Basta una volta per tutte. Se ne vada questo maledetto pagliaccio.
marla-singer
02 ott 2011 - 09:26 - #11#01234567890
tecnicamente è come dici tu, ma rifiutarsi di firmare una legge porcata e rispedirla al mittente, sarebbe un segnale chiaro e forte che il capo dello stato darebbe al parlamento.
Scalfaro e Ciampi l’hanno fatto più volte (non oso immaginare come avrebbe reagito Pertini davanti a certi scempi) mentre Napolitano ha sempre firmato senza colpo ferire, rendendosi complice dei farabutti che abbiamo al governo.
valter29
02 ott 2011 - 12:23 - #12Tranquilli, non cambia niente. Non è la prima volta che Bossi parla di secessione ma è solo una sparata per alzare il prezzo e per illudere la base anche se effettivamente l’auotodeterminazione dei popoli è un diritto fondamentale che nessuno dovrebbe mettere in discussione. La Lega rimarrà fedele almeno fino al compimento del federealismo. Poi si vedrà. Napolitano: non so se ha fatto bene a prendere sul serio la secessione; forse avrebbe fatto meglio tacere perchè non valeva la pena di prenderla sul serio. Ora il governo è tutto preso dalla storia di bankitalia, della legge elettorale e, secondo me ben più importante, dai provvedimenti per la crescita. Da questi ultimi potrebbe ripartire un riacquisto di voti tale da permettergli di riconquistare il potere.
genoeffo
02 ott 2011 - 19:12 - #13il gatto e la volpe…..