L’avevamo scritto l’altro giorno che ogni occasione è buona nel Pd per dividersi. Ecco Arturo Parisi: “In un partito quale quello che voi pensate di costruire o di avere costruito noi, dovremmo essere deferiti agli organi di disciplina per la grave disubbidienza ai deliberati ufficiali. In un sistema quale quello che voi proponete per il governo del Paese il segretario dovrebbe presentarsi dimissionario per difendersi dall’accusa di aver inferto un grave danno al partito proponendo una linea che si è dimostrata radicalmente sbagliata”. Chiaro?
Questo un passaggio, non letto per mancanza di tempo, ma lasciato agli atti, dell’intervento di Arturo Parisi alla direzione del Pd.
L’ex ministro, tra i sostenitori del referendum per il cambiamento della legge elettorale ha chiesto “una grande scossa di democrazia, che scuota l’immobilismo, figlio dell’unanimismo, e nipote del continuismo che ha impedito al Pd di nascere come un partito veramente nuovo”.
“Una scossa - si legge - che contrasti l’idea che anche il Partito democratico abbia paura della democrazia, delle primarie che non siano la conferma di decisioni già prese, delle riunioni che si concludono con voti che non siano bulgari, delle riunioni degli organi ufficiali che non si limitano ad applaudire decisioni assunte in organi inesistenti”.
“Il partito che abbiamo in mente - prosegue Parisi - non guarda il movimento passare, limitandosi a salutarlo e ad ospitarlo. Il partito che abbiamo in mente non si nasconde dietro la teoria che i referendum sono cosa della società civile o degli altri partiti, una tesi adatta alla maggioranza non all’opposizione. Il partito che abbiamo in mente è esso stesso movimento, e dentro la società che si muove sta alla testa, e qualche volta può finire in coda, ma mai fuori o di lato”.
“Un partito - ammonisce il democratico - non può accontentarsi, come ha detto oggi Bersani, di rivendicare il merito di essere uscito dal Referendum senza farsi del male. La sua ambizione deve essere quella di fare del bene all’Italia, non quella di fare male al Partito”.
Che deve fare un iscritto al Pd se non stracciare la tessera?
atteipapac
03 ott 2011 - 18:04 - #1e poi ci si chiede come fa Berlusconi a vincere le elezioni
ice
03 ott 2011 - 18:20 - #2@ Parisi…
A CASA!!!!!!!!
hai piu di 70 anni
sei un ex democristiano invece che un ex PCI
vattene con Rutelli&Casini a rifondare la Balena Bianca e per piacere non rompere a chi vuole costruire un partito Laico e di Sinistra con ambizioni di governo
boh1
03 ott 2011 - 18:57 - #3@2 . bravo..e invece starà lì di proposito per far affondare la barca..perchè quella gentaglia lì è incapace di farsi da parte e quando vede la sconfitta brama nel far affondare tutta la barca.
supercasulet
03 ott 2011 - 19:31 - #4Parisi è un altro di quei disgraziati che per farsi notare deve fare i suoi distinguo, fottendosene alla grande del bene del partito.
Si faccia un bel referendum tra i tesserati che permetta di scegliere quali dirigenti mandare fuori dai piedi, questa sì che sarebbe democrazia e la fine dei Parisi, dei Fioroni ecc
Sono indagato faccio il deputato
03 ott 2011 - 19:31 - #5COSA INFILZANO QUESTI DEMENTI…IL TG DI IERI HA PARLATO 29 MINUTI E 55 SECONDI DI TEATRINO, GLI ULTIMI 5 LA NOTIZIA DELL’AUMENTO DEL GAS, (KIAVIKE)
ieqi-tyrrell
04 ott 2011 - 09:54 - #6Le considerazioni che fa Parisi sono più che condivisibili cosa importa se ha più di 70 anni.
Quello che conta sono le idee.