
A pagina 49 del Corriere della Sera di oggi, trovo un’intera pagina a firma Gigliola Ibba dal titolo “Politici - Il tempo sta per scadere” con la surreale dicitura “Avviso a pagamento” in alto a destra. Come a rafforzare il monito.
Chi è Gigliola Ibba? E cosa vuole dirci? Lei si definisce una cittadina come tanti altri, ma come tanti altri non è, visto che, come ci ricorda quell’Avviso a pagamento, Gigliola Ibba può permettersi di esprimere la propria indignazione comprandosi una pagina di giornale per pubblicare un annuncio a pagamento per proseguire il discorso contro i politici già iniziato, con le stesse modalità, da Della Valle la settimana scorsa. Nulla di male: ad avere i soldi, si può fare.
E’ chiaro che Gigliola Ibba parli per sé - anche se più volte cede all’uso del plurale - e non per “tutti”, ma sarebbe il caso di soffermarsi ad analizzare questo tipo di comunicazione, perché ha un sapore di deja-vu niente male.
Già: gli inviti all’ora basta sono gli stessi che rivolgeva la nascente Lega Nord ai politici. Non solo: l’attacco alla politica di professione è stato rivolto, per primo, da colui che più d’ogni altro ha poi contribuito a distruggere la politica italiana e l’ha trasformata - con la collaborazione di molti, a destra, a sinistra, al centro - in un teatrino folle e forsennato. Era l’attacco di Silvio Berlusconi, che vantava il suo essere “grande imprenditore” e sosteneva che la sua abilità come imprenditore avrebbe salvato l’Italia. Era lui, ansioso di elezioni, nel 1994. E non gli altri, come oggi il premier racconta.
Ma proseguiamo oltre: nell’appello della Ibba - così come in tutti i toni dell’antipolitica - è nascosto il peggiore dei qualunquismi.
Se una legge è buona votatela, indipendentemente dallo schieramento che l’ha proposta. Se non è buona, cercate di offrire proposte migliori e fatele conoscere anche a noi.
Questa è la distorsione totale del concetto di democrazia, lo svuotamento del significato primo della politica, del dibattito parlamentare, della maggioranza e dell’opposizione. “Legge buona”. In base a cosa? Al buon senso? E allora a cosa servirebbero i politici, i parlamenti, i Governi? Addirittura, a cosa servirebbe il voto?
E infatti, la Ibba scrive:
Quindi non vi voto e, se non cambia qualcosa, non vi voterò. E come me tanti.
Non vi votiamo. Come se il non-voto potesse essere brandito come una minaccia. Come se l’astensionismo potesse davvero essere qualcosa più di una scelta personale: chi si astiene dal voto dovrebbe sapere, nel farlo, che qualcun altro deciderà per lui, non certo pensare che questa sia una conquista. Ma è un pensiero perfettamente coerente con quel Se una legge è buona votatela. Come dire, se una legge è buona viene fuori da sé, come se davvero i valori fossero uguali per tutti, senza distinzioni fra destra, sinistra e centro. Facciamo un esempio pratico? La famiglia, le coppie di fatto eterosessuali e omosessuali. E’ evidente o no che non esista, in merito, una legge “buona” che accontenti tutti indipendentemente dalla propria formazione politico-culturale?
E se esistessero leggi buone che nascono da sole, come una canzone di Vasco, be’, allora potrebbe bastare un governo di pochi, autoelettisi portatori del buonsenso che riconosce le leggi buone da quelle cattive. O magari un non-governo
E infatti, come chiude la Ibba? Così:
[…] posso immaginare che vi capiti e ci capiti la sorte del Belgio. Senza governo da oltre 250 giorni, ha visto crescere il suo pil e diminuire il debito pubblico. Non tanto male poi.
Ecco qua, il non-governo degli antipolitici servito su un piatto d’argento. Come se l’aumento del pil e la diminuzione del debito pubblico fossero gli indicatori del benessere di un popolo. Appelli come questo - ma anche come quello di Della Valle della scorsa settimana - sono pericolosi proprio perché apparentemente condivisibili dall’uomo della strada, soprattutto in un periodo così nero.
Gigliola Ibba, Diego Della Valle, gli industriali o i cittadini “qualunque” che sostengono questo tipo di discorsi, questo “noi e loro” non fanno altro che tentare di delegittimare il potere politico con un qualunquismo disarmante - che delegittima anche la politica nel suo senso più elevato -, per legittimare il loro.
Cosa che ha già fatto Silvio Berlusconi esattamente 17 anni fa, con risultati sotto gli occhi di tutti.
pigi
08 ott 2011 - 21:55 - #1L’aumento del PIL, in pratica della ricchezza, è un buon segnale del benessere di un popolo, non si capisce dove si vuole arrivare negandolo. Molti paesi africani hanno un pil decine di volte inferiore al nostro e la gente vive in media meno di cinquant’anni.
Il debito pubblico vuol dire dover destinare una quota del Pil al pagamento degli interessi su quel debito, evidentemente togliendola da qualche altra parte e non è certo un bene.
Le leggi buone o cattive esistono e possono essere distinte abbastanza bene. Certo, la valutazione non è così oggettiva come nelle scienze esatte, ma i confronti tra i diversi paesi possono far capire se un settore è ben regolato oppure no. Per fare un esempio, la legge sull’equo canone è una di quelle leggi che ha reso scarso un bene che prima era abbondante, cioè le case in affitto.
Uno degli effetti di un settore ben regolato è quello di incrementare il Pil, e siccome il nostro non aumenta vuol dire che abbiamo troppe leggi che regolano male.
Alatos
08 ott 2011 - 22:30 - #2E’ anche molto probabile che il debito pubblico si sia ridotto perché senza governo, non ci sono moltissimi stipendi che pesano. Da noi un periodo senza governo ci farebbe tornare in pari di bilancio probabilmente :P
supercasulet
08 ott 2011 - 23:39 - #3Se il pil è un buon indice per valutare il benessere di un paese, possiamo suicidarci tutti.
Il pil è un mero numero, che non considera nessuno dei fattori che incidono sulla vita quotidiana, il livello culturale, i diritti civili, la tolleranza religiosa, la criminalità, l’etica pubblica, il servizio sanitario, la solidarietà, la libertà…
La Cina ha un pil altissimo e questo è un fatto, come è un fatto che la stragrande maggioranza delle persone facciano una vita di m…
Comunque consiglio di leggere il discorso sul pil di Bob Kennedy, DATATO 1968, tanto per rendersi conto di cosa voglia dire essere veramente dei rivoluzionari.
gunny35
09 ott 2011 - 09:25 - #4supercasulet, in Cina il PIL non è altissimo in proporzione alla popolazione, ha superato la Germania due anni fa. Cresce però a ritmo elevato.
bah1
09 ott 2011 - 10:37 - #5Ho il forte sospetto che Gigliola Ibba sia un nome inventato, probabilmente l’anagramma di qualcosa, forse in dialetto.
A me vengono fuori degli anagrammi inquietanti: Gabba il Ligio (l’ha scritto qualche spiritosone di Libero, visto che ora spingono sull’anticasta pure loro, per far confusione?), ma anche Obbliga Ligia (fossero i maroniani?). Altri suggerimenti?
pigi
09 ott 2011 - 10:38 - #6supercasulet
Tra i paesi con un PIL alto i suicidi sono senz’altro più frequenti che nei paesi sottosviluppati, ma complessivamente si vive di più e meglio.
Comunque, a fianco al PIL, universalmente accettato, viene considerato l’indice di sviluppo umano:
http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_di_sviluppo_umano
Leggendo come viene calcolato questo ISU, il PIL pro capite è sempre determinante nello stabilire la classifica, ma anche gli altri parametri dipendono dal reddito:
l’aspettativa di vita dipende dall’assistenza sanitaria, che viene pagata con le tasse (in senso lato), che a loro volta dipendono dal PIL
l’istruzione idem: maggiori risorse vogliono dire istruzione e ricerca più sviluppate.
Ci sarà un motivo perché nella classifica dei paesi con maggiore sviluppo umano ci sono i paesi con il PIL pro capite più alto.
bah1
09 ott 2011 - 11:17 - #7Altre notizie. Questa Gigliola Ibba “sarebbe” socia della Ferpi-Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, ma risulta Socio Associato elenco speciale (speciale perché?).
http://www.ferpi.it/ferpinet/users/gigliola/dashboard
Cosa poi sia questa Ferpi per me è un mistero, ma dovrebbe riguardare la comunicazione all’interno delle grandi aziende. So però che il suo presidente è Gianluca Comin, anche direttore generale delle comunicazioni Enel e altre cariche in ministeri vari.
Insomma, qui mi pare che il nostro capitalismo avanzato abbia voluto lanciare un segnale alla classe politica: appoggeremo chiunque ci faccia fare i nostri affari, datevi una regolata.
Poi magari questa Gigliola esiste, è una semplice cittadina, e io sto sparando solo ca***te, ma vale la pena di approfondire.
caligola
09 ott 2011 - 15:07 - #8Qua si confonde l’aumento del PIL totale con quello del PIL procapite. Solo quest’ultimo è indicatore del benessere. Ovviamente è criticabile ed è stato criticato in quanto per il benessere bisogna considerare moltissimi altri elementi (la qualità dell’ambiente, ad esempio, piuttosto che i servizi offerti dallo stato) e in questo senso esistono molti altri indicatori.
Ma il punto non è questo: il punto è che questa stron/zata qualunquista non andava pubblicata, anche perché comunque il Belgio è al primo posto nel mondo come debito pubblico in rapporto al pil (davanti a indovinate chi? Noi), oltre al fatto che le altre stronz/ate sparate sono davvero imbarazzanti.
gigliola ibba
12 ott 2011 - 00:12 - #9In relazione alla mia pagina sul Corriere della Sera, ho ricevuto circa 2.500 mail sulla mia casella di posta elettronica e non ho ancora potuto leggerle tutte. Il progetto che vorrei realizzare è quello di raccogliere le testimonianze più interessanti e, con il consenso di chi me le ha inviate, portarle all’attenzione del grande pubblico e dei politici. Vi farò sapere come. Un cordiale saluto. Gigliola Ibba
ps esisto, eccome! Purtroppo sono anche sull’elenco telefonico della mia città, potete immaginare con quali conseguenze
sciorcarera
29 ott 2011 - 08:36 - #10L’intero commento alla pagina di Ibba mi pare sostanzialmente “benaltrista” o “nichilista”.
Non vedo suggerimenti o idee utili a tirarci fuori dal pantano.
Qualche domanda invece mi pare molto interessante. Anche fra quelle poste dai commentatori.
L’articolista può provare a rispondere?
Tommaso M.
14 dic 2011 - 10:09 - #11La politica sta facendo di tutto per autodelegittimarsi, non c’è bisogno che lo faccia un cittadino qualunque. E’ sotto gli occhi di tutti, infatti, che la politica attuale nulla faccia a favore della popolazione e che si fa eleggere nei posti di potere solo per soddisfare personali interessi. A me pare che il malcontento stia crescendo e lo dimostrano anche questi annunci a pagamneto sul Corriere che, a mio avviso andrebbero considerati non come antipolitica ma come la più alta forma di politica, di bene comune! C’è qualcuno in Italia che cerca di colmare il vuoto lasciato dalla politica. Ebbene che sia un imprenditore o un cittadino comune, ha tutto il mio sostegno perché se la politica non fa ciò che dovrebbe fare è normale che ci siano questi soggetti che sostituiscono i nostri pseudo politici pagliacci che pensano a sé stessi e non alla politica. Considerato che la popolazione dovrebbe stare alla base della politica e il benessere della popolazione il fine primario della politica, sarebbe ora che prendessimo in considerazione questi annunci che, guarda caso, hanno più importanza e serietà di quelli fatti dai nostri politici. Il clima tra gli italiani si sta surriscaldando e prima che perdano il controllo della popolazione, sarebbe bene che cominciassero a fare ciò che non hanno mai fatto: i politici VERI