
Censimento 2011. Dalle polemiche al complotto.
Ieri - sul web - e oggi - sui giornali cartacei - va in scena l’opera buffa della protesta per il sito ufficiale del censimento che sarebbe stato troppo lento. Ma non solo. Secondo Leggo, a migliaia avrebbero telefonato al numero verde per farsi spiegare come compilare il modulo. Il che significa, se vogliamo individuare una notizia, che la scuola dell’obbligo non funziona più e che la sapiente operazione di smantellamento dell’istruzione pubblica ha funzionato alla perfezione: se l’italiano medio non sa compilare un moduletto poco più complesso del test per la patente - ma col vantaggio che le risposte le puoi copiare e che, per fornirle, hai mesi di tempo - evidentemente è tutto da rifare. Non nel modulo. Nell’istruzione dell’italiano medio. Ammesso che sia vero, ovviamente. Qualche malfunzionamento ci sarà anche stato, comunque, chi dice di no.
Ma non bastano le polemiche e i disservizi. Eh no. Perché il fritto misto all’italiana sia completo mancano due ingredienti fondamentali, oltre a numeri sparati a caso, titoloni sui giornali per futili motivi e indignazione da Facebook: mancano il complottismo e l’invito al boicottaggio.
Che, puntualmente fanno la loro comparsa sul web, da sempre culla delle più variopinte teorie fantasy su complotti globali (fra i migliori, il mio preferito resta quello delle scie chimiche), e sfociano in tutta la loro veemenza sui social network, lo sfogatoio moltiplicatore delle indignazioni collettive, che dopo un paio di condivisioni, like e retweet ti dà la sensazione di fare ogni giorno la tua parte. Sì, come no.
Ebbene, che dicono i complottisti anti-censimento, i professionisti della condivisione, quelli che cliccano su share prima di accendere il cervello?
Dicono che ci sono troppe domande. Che tutti i dati sono evidentemente richiesti per essere forniti alle multinazionali. Che il censimento va boicottato proprio per questi motivi. C’è addirittura un appello che gira su Facebook e che si diffonderà fra i sostenitori del dissenso-ad-ogni-costo. Eccolo, tutto in maiuscolo e con punteggiatura a caso.
ATTENZIONE: COMPILATE IL CENSIMENTO MA NON METTETE TUTTO CIO’ CHE VI CHIEDONO SCRIVETE SOLO QUANTI SIETE IN FAMIGLIA E BASTA… POI SCRIVETECI PER GLI ALTRI DATI MI AVVALGO DEL DIRITTO ALLA PRIVACY…….NON DEVONO SAPERE I CAVOLI VOSTRI.. IL CENSIMENTO SERVE SOLO PER VEDERE QUANTO E’ CRESCIUTA LA POPOLAZIONE ..E BASTA… LE ALTRE COSE SONO FATTI VOSTRI PERSONALI E NESSUNO HA IL DIRITTO DI METTERCI IL NASO………..D’ALTRONDE LA PRIVACY L’HANNO INVENTATA LORO..USIAMOLA ANCHE NOI ……CONDIVIDETE TUTTI!!!! PASSATE PAROLA FACCIAMO IN MODO PER UNA VOLTA DI FARGLI CAPIRE CHE CI POSSIAMO RIBELLARE … E QUESTO E’ UNO DEI MEZZI!!! NON FACCIAMO SEMPRE LE PECORE..
Alcuni, ignorando che il censimento è obbligatorio e che non consegnarlo comporta anche sanzioni economiche, si vantano di averlo già buttato nella differenziata.
E’ questo il risultato della protesta a tutti i costi: il cittadino medio, oltre a non essere in grado di compilare un modulo, non sa più nemmeno capire per cosa si deve protestare e per cosa, invece, no.
Come si scriveva ieri, il censimento si è sempre fatto, in Italia, dal 1861. Si fa in tutto il mondo. Si fa dai tempi delle civiltà mesopotamiche, quando non esistevano multinazionali.
Ma va bene così: che il cittadino medio, incapace di compilare un modulo e di distinguere le proteste utili da quelle spazzatura, si incaponisca e si indigni gratuitamente per una questione che non merita indignazione ma solo collaborazione. Intanto, là fuori, gli rubano il futuro. Ma lui, il cittadino medio, avrà condiviso il suo complottismo anticensimento e si sentirà molto resistente, molto indignato e molto intelligente. Invece dovrebbe sentirsi molto fesso. Perché mentre si preoccupa di difendere la propria privacy dall’ISTAT e da un’operazione necessaria e utile come il censimento, firma mille petizioni online fornendo i propri dati a chiunque.
martins1x
10 ott 2011 - 10:20 - #1Concordo
bah1
10 ott 2011 - 10:29 - #2Direi che in questo post, da parte dell’autore, c’è la stessa semplificazione di chi vede nel censimento un complotto. Intanto perché fa un unico fascio di chi si oppone a dare i suoi dati e chi firma mille moduli online (non sono necessariamente le stesse persone). E poi perché non considera questi comportamenti da un punto di vista prettamente sociologico, (la spia di un malessere generale e di una sfiducia totale nelle istituzioni), ma li condanna superficialmente opponendo soltanto un concetto di “dovere” civico.
Se posso poi avanzare anche il mio personale complottino, io suggerirei a tutti di non compilare il questionario online (non è obbligatorio), ma di aspettare che l’incaricato venga a casa. Perché? Perché così si darà lavoro e soldi a un po’ più di gente. E di questi tempi serve proprio.
albertopuliafito
10 ott 2011 - 10:43 - #3boh1, per scrivere in maniera approfondita sulla questione avrei dovuto, probabilmente, proporre un saggio.
E’ chiaro che in Italia esista una generalizzata “sfiducia” nei confronti delle istituzioni. E’ altrettanto chiaro che le teorie del “complotto” attecchiscano in frange della popolazione portate a essere colpite da un linguaggio populista, estremista, che parla alla pancia delle persone e non fa attivare il cervello (non a caso nel pezzo parlo del malfunzionamento della pubblica istruzione. Ironicamente, ma anche no).
E, infine, sono personalmente molto scettico nei confronti di questa diffusa tendenza alla partecipazione alla vita pubblica online: si scrivono cose, se ne condividono altre, non si controllano mai le fonti e si pensa, così, di aver fatto il proprio dovere di bravi resistenti.
Quanto al “dovere” civico, non è una banalità ricordarlo. Ritengo che la disobbedienza civile dovrebbe essere indirizzata verso questioni molto più importanti. E che questo gridare continuamente contro tutto e tutti non faccia affatto bene alla partecipazione.
skk_3dfx
10 ott 2011 - 11:14 - #4Io ho dato un’occhiata veloce alle domande del censimento… e non capisco chi si lamenta per le domande che violano la privacy. Si chiede dove si abita, che tipo di lavoro si fa, il tempo che si impiega ad andare al lavoro… tutte cose del genere.
Non capisco perchè la gente non vuole rispondere a queste domande invocando la legge sulla privacy.
Tanto se lo Stato vuol sapere se hai l’adsl, se hai 2 posti auto, se hai la casa di proprietà o sei in affitto, ci mette poco a fare un indagine e saperlo.
Non capisco, mica ci chiedono quante volte si tromba al mese.
Massimo Benedetti
10 ott 2011 - 11:19 - #5Ciao Alberto, credo che si debba però fare una distinzione. Concordo sulla questione della compilazione del modulo, esistono le istruzioni e credo che il supporto sia adeguato. Ma credo anche che si debba distinguere tra la capacità e la volontà di compilazione dalla possibilità di farlo.
La mia società fornisce servizi cartografici agli enti pubblici, in particolare per la gestione della numerazione civica e il censimento. Ancora questa mattina ho ricevuto telefonate da Comuni che mi dicevano che l’SGR è giù, su twitter ci sono parecchie lamentele sui vari crash della pagina per la compilazione (ho escluso i complottisti…concordo con te anche su quello) e @censimentoistat è un account twitter che non risponde al dialogo, sembra semplicemente programmato a mandare messaggi automatici sulla Time Line. La mia riflessione è quindi i problemi di connessione e utilizzo del sito possono aver minato l’entusiasmo e la collaborazione da parte di chi lavora su questi argomenti ormai da tempo? Distinguo la volontà dalla possibilità, il censimento è importante ma credo che alcuni errori avrebbero potuto essere evitati, la sensazione che arriva ai Comuni (e ai loro cittadini) è di una cattiva gestione di un importante appuntamento da parte di chi lo promuove. Grazie per l’articolo e gli spunti.
gatzpacho
10 ott 2011 - 11:20 - #6Condivido in parte, perchè una cosa a me non piace: perchè vogliono il mio nome cognome e tutta una serie di dati sensibili?
Perchè non va bene in forma anonima?
Lo chiedo senza polemica, magari facendo anche la figura dell’ignorante, ma l’ho aperto, ho visto che vogliono il mio nome ecc ecc e mi è sceso tutto e l’ho richiuso.
Non che abbia niente da nascondere, ma non mi piace come idea
bah1
10 ott 2011 - 11:39 - #7Alberto, intanto io sono bah1 (boh1 è il mio ispiratore di nick, ma siamo due persone diverse), poi direi che il concetto di “dovere” civico viene meno quando ci si trova davanti ai soliti sfaceli.
Ti faccio un esempio. Dalle mie parti è arrivata la differenziata dei rifiuti. Organizzata male, imposta con minacce e buona solo per assumere una carrettata di parenti, amici e amanti, come denunciato da Presa Diretta che ha anche fatto vedere come i rifiuti faticosamente differenziati poi vengano in buona parte ricaricati sui camion e spediti nella solita discarica.
Di fronte a questa situazione ogni minimo senso civico va a farsi benedire. E lo stesso discorso può essere applicato a un censimento, giusto nel merito, ma a quanto pare fortemente deficitario nella sua organizzazione. E non per un errore rimediabile, ma perché il clientelismo e l’interesse personale nel nostro paese sono arrivati al punto di cancellare qualsivoglia rimasuglio di meritocrazia.
Hai ancora voglia di fare un censimento che servirà soltanto a un ministro di questo governo per farsi pubblicità? (comunque alla fine, e con molto comodo, anch’io lo farò)
albertopuliafito
10 ott 2011 - 11:44 - #8Chiedo venia, bah :)
Il censimento come pubblicità di questo Ministro è un punto di vista interessante, e dimostra il punto a cui siamo arrivati: ormai ogni prassi - il censimento è una prassi, una volta ogni 10 anni - è esasperata politicamente. Non dubito che sia “colpa” di questo governo. Ma lo è anche dell’opposizione.
Quanto ai “dati sensibili”: lo stato sa già come ci chiamiamo, non trovo che sia un dato sensibile. Non è richiesto l’orientamento sessuale né lo stato di salute né il voto. C’è molta confusione anche sui “dati sensibili”.
@Massimo: concordo praticamente su tutto. Ovviamente, per il taglio del mio pezzo, ho semplificato e mi sono concentrato sul tema. Le condizioni al contorno di cui parli sono comunque importanti - e qui tralasciate per ragioni di “brevità”.
Lucignoloxxx
10 ott 2011 - 12:24 - #9@skk_3dfx
il tempo che si impiega ad andare al lavoro…
e questa dove l’ hai letta?
skk_3dfx
10 ott 2011 - 13:08 - #10#9 Lucignoloxxx
7.6 A che ora è uscito/a di casa per recarsi al luogo abituale di studio o di lavoro?
7.7 A che ora è uscito/a di casa per recarsi al luogo abituale di studio o di lavoro?
[Se Lei ha accompagnato i figli a scuola prima di recarsi al luogo di studio o di lavoro, consideri il tempo complessivamente impiegato]
skk_3dfx
10 ott 2011 - 13:09 - #11#9 Lucignoloxxx
7.6 A che ora è uscito/a di casa per recarsi al luogo abituale di studio o di lavoro?
7.7 Quanto tempo ha impiegato per recarsi (solo andata) al luogo abituale di studio
o di lavoro?
[Se Lei ha accompagnato i figli a scuola prima di recarsi al luogo di studio o di lavoro, consideri il tempo complessivamente impiegato]
caligola
10 ott 2011 - 13:46 - #12I censimenti si fanno DA SEMPRE COSI’. la paura degli italiani è che dare questi dati possa mettere in evidenza il fatto che evadono le tasse. Non preoccupatevi, LADRI, perché da SEMPRE i censimenti ISTAT garantiscono il TOTALE ANONIMATO dei propri dati (potete anche dichiarare quanto guadagnate davvero, quei dati non arriveranno mai alla guardia di finanza). Diversamente, senza questa garanzia, non avrebbero senso perché sarebbero condizionati.
Le polemiche sono inutili e sono frutto a mio parere di un clima di tensione che vede il complotto ovunque, dovuto ad ANNI E ANNI di berlusconismo che tra le sue rovine ha sicuramente anche quella di aver messo l’opposizione su un piede di guerra complottista e catastrofista.
Lucignoloxxx
10 ott 2011 - 17:03 - #13@skk_3dfx
andiamo bene…. il mio termina con 7.5
chissà che valore statistico ha sta roba se sono diversi i questionari……
eroderba
11 ott 2011 - 13:20 - #14non solo firma petizioni on line, si fa taggare, così lo riconoscono tra la folla do tokyo e accetta le tessere fedeltà, così girato l’angolo, sempre a tokyo, troverà un tizio italiano con il modulo cartaceo del censimento, già preriempito in cambio di una freemont giapponese
saccente ma ignorante come una capra
12 ott 2011 - 09:30 - #15Censimento si fa dai tempi antichi
vero…però si fa per contare la popolazione e gli anni della popolazione
tutte le altre domande su rendite finanziare gusti sessuali etc etc sono una chiara violazione della privacy oltre che un’invasione totale dello stato nella sfera privata dei cittadini.
quindi l’acculturatissimo pirla che ha scritto questo articolo torni a scuola di diritto.
Burnfur
12 ott 2011 - 16:32 - #16Ragazzi, sveglia.
I dati come lavoro, titolo di studio nascita ecc si potrebbero recuperare in un nonnulla se tutte le multe che compiliamo, le bollette che paghiamo ecc. fossero decentemente registrate.Il punto è che non sarebbe necessario comunicarle da parte del cittadino.E’ il solito “mettere una pezza”.Inoltre, se leggeste le domande del censimento stesso, vi accorgereste che ci sono cose, come la richiesta se si possiede un cellulare, assolutamente inutili.A cosa dovrebbe servire saperlo alle nostre istituzioni? Fatevi una domanda, ogni tanto.
la-iena-no-italia1
13 ott 2011 - 17:38 - #17va bene il discorso sul fare il censimento perchè è un dovere di legge, ma riguardo il tono usato e poi le “simpatiche” indicazioni sulle scie chimiche, denigrandole completamente, direi che l’autore dell’articolo è un bel debunker… amico di tanti altri più o meno insospettabili. attento che non si parli di te dopo “attivissimo” sul sito “luogo comune”… ma in che paese viviamo mi domando io… va bene che molte persone non saranno delle cime, ma bisogna anche stare attenti a tutta l’informazione spazzatura che c’è in giro (voglio vedere se hai il coraggio di pubblicare questo mio post visto che i commenti “sono sottoposti alle linee guida per la moderazione”)
pablo33750
19 ott 2011 - 00:20 - #18ho partecipato all’ultimo censimento in Francia, sono state poste solo un paio di domande: chi sono, se vivo da solo o con altri, età insomma ordinari dati anagrafici… e incredibile che della gente possa giustificare il censimento all’italiana
gsi
23 gen 2012 - 16:02 - #19Fortunatemente ci sono alcuni signori come te che, riescono a conoscere i fessi dagli intelligenti…..
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12 apr 2012 - 07:54 - #20Coach handbags outlet