
Continua lo scontro politico sul provvedimento allo studio per regolamentare la materia delle intercettazioni. Ieri il ministro della Giustizia Alfano ha mantenuto una posizione ondivaga, sottolineando il costo molto elevato del sistema e la necessità di una ristrutturazione delle modalità con cui le procure lo affittano (sì, avete capito bene, è in affitto) a costi molto diversi l’una dall’altra. Già questo vi fa capire come siamo messi, e possiamo solo immaginare come vengano gestite le trattative commerciali o gli appalti volti a noleggiare le apparecchiature.
Di fatto molte voci si sono levate contro la norma in fieri (il cui contenuto esatto non è ancora dato sapere); dalla più estremista appartenente come di consueto all’IDV, che parla addirittura di referendum abrogativo nel caso si dovesse cambiare anche solo una virgola, a quelle più moderate del PD, ma anche di parte della maggioranza, che chiedono di allargare il progetto originale. Dal primo Piano Berlusconi che includeva solo i reati connessi a mafia e terrorismo, sembra quindi probabile che le possibilità di intercettazione vengano allargate a concussione e corruzione.
Ricordiamo innanzitutto come funziona il sistema vigente. Attualmente l’autorità inquirente (polizia o carabinieri) gira un’informativa al Pm con eventuale richiesta di intercettazioni. Il Pm fa da semplice tramite col Gip (giudice per le indagini preliminari) che deve firmare l’autorizzazione. Quest’ultima è dovuta per rischio di reati che prevedano una pena superiore ai 5 anni, un sistema che gode di incredibili possibilità discrezionali, al punto da rendere intercettabile qualunque indagato. La restrizione di queste modalità appare dunque necessaria, anche per ridurre l’incredibile spesa (più di un miliardo di euro annui) che ci costano, come ha sottolineato Capizzone, ma non possiamo nemmeno saltare all’estremo opposto.
Serve una mediazione che riduca il numero di intercettati globale (72 per 100.000 abitanti/100.000 all’anno, una delle più alte percentuali europee) ma senza andare a detrimento delle indagini basate su questo strumento, di cui ieri vi abbiamo fornito un esempio concreto. E vista la discrezionalità che si porta appresso, in questo caso positiva, l’allargamento delle motivazioni a corruzione e concussione va senz’altro nella giusta direzione.
Ewan J.
10 giu 2008 - 10:10 - #1mi sorge un dbbio: se viene autorizzata un’intercettazione per il sospetto di un reato previsto dalla legge e poi si viene a scoprire che in realtà non si tratta di quel reato per cui è stata autorizzata l’intercettazione ma di un altro reato non in cluso in quelli previsti dalla nuova normativa, che si fa? l’intrecettazione viene esclusa dagli atti?
Empyrium
10 giu 2008 - 10:45 - #2Io penso che tutte le argomentazioni portate contro l’attuale sistema delle intercettazioni siano ridicole. In questo senso, sono totalmente d’accordo con quanto detto da Travaglio ieri pomeriggio.
Proust
10 giu 2008 - 10:51 - #3oddio, ho dato un +1 a Ewan… mi devo preoccupare? :-)
scherzi a parte, è giusta la domanda, non si può ammettere le intercettazioni solo per alcuni reati, serve una normativa che regolamenti alla base, sanando alla radice il sistema delle intercettazioni.
differenziare per reato è assurdo, un mafioso si e un pedofilo no? ma va là vah!
Luca Landoni
10 giu 2008 - 11:09 - #4la legge (attuale ma anche futura) ha una discrezionalità tale da aggirare qualunque tentativo di regolamentazione. nel caso ci si accorga di avere sbagliato presumo che le intercettazioni andrebbero tolte dagli atti, ma siccome in questo paese sarebbe già arrivate ai giornali, il danno è fatto
ice
10 giu 2008 - 11:22 - #5a chi crede che limitare solo ad alcuni reati l’uso delle intercettazioni non impedisca alla magistratura di combattere contro la grossa criminalità….
vorrei ricordare che negli USA AlCapone l’hanno incriminato per frode fiscale, non per omicidio…
Proust
10 giu 2008 - 11:57 - #6Luca non vedere solo il lato gossipparo della faccenda.
prendi una questura che sta dietro ad un pedofilo, da domani non può più ascoltare le telefonate, io se stessi facendo le indagini, pur di prenderlo, mi inventerei un’accusa di mafia, ottengo l’autorizzazione ad usare le intercettazioni e intanto lo piglio, poi qualcuno dirà che non era per mafia, che non potevo usarle etc. ma intanto qualche decina di bambini magari se l’è cavata. giornali si o giornali no.
Luca Landoni
10 giu 2008 - 12:09 - #7ma io infatti ho una posizione chiara, già espressa nell’articolo di ieri. sono contro questa feroce restrizione dell’uso delle itnercettazioni.
sono invece senz’altro a favore di una regolamentazione, soprattutto riguardo alla pubblicazione delle telefonate sui giornali
d’altronde chi non ha niente da nascondere non ha niente da temere, no?
Ewan J.
10 giu 2008 - 13:53 - #8tra l’altro ci vorrebbe una maggiore discrezionalità nella messa agli atti delle intercettazioni. mi spiego: che ci frega (a noi ma anche al gip) del fatto che moggi ha pagato il volo a parigi e l’albergo alla d’amico e poi è andato in bianco? eppure questa intercettazione stava negli atti del processo “calciopoli”