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Indignados, oggi (giusta) protesta mondiale. Ma la piazza non basta ...

Pubblicato: 15 ott 2011 da Massimo Falcioni

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In 952 città di 82 Paesi, Italia compresa, oggi scendono in piazza gli “indignados”: una manifestazione “globale” come globale è ormai il movimento degli “indignati”, la protesta di giovani, disoccupati e precari nata proprio il 15 maggio scorso in Spagna sull’onda della crisi economica.

A Roma, alla principale manifestazione italiana, sono attesi in 200 mila: c’è da sperare che non degeneri in disordini e violenze. In Italia, Berlusconi e il suo governo sono un motivo in più per protestare e manifestare, ma sempre rispettando le regole e senza cadere nella trappola della provocazione di chi cerca il “tanto peggio tanto meglio”. Lo ripetiamo: è giusto e bene scendere (anche oggi) in piazza ma la protesta da sola non basta.

Dice Giuseoppe Morrone di Sel: “Le istituzioni non sono il nemico, la piazza da sola non è mai bastata: la priorità è creare un nesso strutturale e permanente tra queste due realtà, allargare gli spazi di democrazia diretta e di partecipazione e rendere trasparenti i luoghi della democrazia rappresentativa, oltre che sottoporre al rigoroso controllo democratico i centri finanziari, bancari, di credito che decidono tutti i giorni delle nostre vite”.

La lezione della storia vale sempre. L’indignazione e la rivolta - giusti ed indispensabili momenti di rottura delle crisi sociali, morali e civili - servono a poco, ed anzi rischiano di favorire torsioni reazionarie, se non le si accompagna, le si organizza e le si indirizza attraverso una nitida e solida progettualità politica.

E vale sempre il monito di Pietro Ingrao: “indignarsi non basta, occorre impegnarsi, studiare, seminare, raccogliere, proporre, costruire e tessere alleanze con i movimenti, le forze progressiste e le persone stufe di una certa politica che non le rappresenta”. E’ la via più lunga. Ma non esistono scorciatoie.

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • bah1

    15 ott 2011 - 09:42 - #1
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    Oggi io scendo in piazza. Ci porto la mia rabbia, insieme a quella di tanti, per un anno di disoccupazione a causa di una certa legge pro industrie del nano che hanno loro permesso di comprare all’estero quello che prima si produceva in Italia (altro know how andato perduto)

    Avrò di fronte pasciuti ragazzotti in blu e in nero, con lo stipendio garantito a ogni fine mese e la pensione anticipata pronta a cinquant’anni, con tanto di generosa liquidazione per “mettersi in proprio” (il primo che questa volta tira fuori impropriamente Pasolini lo massacro personalmente).

    Anch’io spero che non succeda niente e che nessuno cada nelle provocazioni. Ma allo stesso tempo so anche che una manifestazione ordinata e tranquilla, con tutti a cantare e a ballare sull’onda del volemose bene, non può ottenere nessun risultato quando chi ci governa sta distruggendo giorno dopo giorno l’intero sistema di coesione sociale del nostro paese infischiandosene di ogni protesta e oscurandole sui media.

    E non mi illudo che un nuovo governo risolverebbe qualcosa. So bene che le politiche liberiste che stanno affamando il mondo sono le stesse anche della cosidetta “opposizione”. Per loro parla il sostegno indiretto dato per l’approvazione della manovra a Tremonti, che obbediva agli ordini della finanza mondiale.

    Il mondo che abbiamo davanti è quello immaginato da Philip Dick in molti suoi capolavori, da Blade Runner a Scorrete Lacrime, Disse il Poliziotto. Quantomeno facciamo in modo che quelli che ci governano abbiano paura di scendere tra la gente e si barrichino sempre di più nei loro fortini sorvegliati da guardie armate e p*ttane.

    Le strade oggi ce le riprendiamo noi.

    pronti a far suonare la triste suoneria dei loro cellulari nelle orecchie dei malcapitati

  • bah1

    15 ott 2011 - 09:44 - #2
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    l’ultimo rigo è una dimenticanza, scusate

  • Profilo di man-in-black

    man-in-black

    15 ott 2011 - 09:46 - #3
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    “indignarsi non basta, occorre impegnarsi, studiare, seminare, raccogliere, proporre, costruire e tessere…”
    Ma se tutto è precluso, come si fa a cambiare le cose?
    Basta coi discorsi accademici e perbenisti, qui si sta affondando senza possibilità di emergere quindi la rivolta è sacrosanta.
    La paura di perdere i privilegi da parte di molti, inclusi i giornalisti, fa fare discorsi strampalati, anche a voi?!

  • Profilo di man-in-black

    man-in-black

    15 ott 2011 - 09:49 - #4
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    … (anche a voi)?!