
Il 15 ottobre 2011 è arrivato. E con lui è arrivata anche la manifestazione mondiale del 15 ottobre contro la crisi, contro le banche, contro il sistema capitalista: sta per iniziare in tutto il mondo. A Roma sono attese fra le 100 e le 200mila persone e secondo le agenzie la capitale è blindata. Gli orari e il percorso del corteo sono già stati definiti da tempo.
Ovviamente, per seguire in diretta la manifestazione, sarà molto più facile utilizzare il web che non la tv.
RaiNews24, diretta da Corradino Mineo, copre la manifestazione con un live che, teoricamente, si dovrebbe poter seguire anche in streaming.
Una gallery fotografica mondiale racconta la giornata di protesta in tutto il mondo.
Su twitter sarà necessario districarsi fra l’hashtag 15ott per l’Italia e le tag live15O e 15oct per il movimento internazionale. C’è anche una lista Diretta 15 ottobre Roma, che include i tweet di svariati giornalisti e mediattivisti da Roma.
In radio, Radio Onda Rossa, Radio Città Aperta e Radio Popolare Roma seguiranno, naturalmente, gli eventi romani. I Wu Ming hanno messo a disposizione sul loro sito i tre streaming audio.
Sul sito 15october.net trovate un elenco di tutti gli eventi mondiali.
Per gli streaming video, invece: lo streaming video da Roma (in questo momento sugli studenti partiti dalla Sapienza)
OcupyItaly, su LiveStream, è lo streaming degli studenti partiti dalla Sapienza.
Sarà attivo anche lo streaming del Teatro Valle Occupato.
Naturalmente, ci saranno aggiornamenti in diretta anche su Indymedia.org.
Surreale l’esternazione di Mario Draghi:
Se siamo arrabbiati noi per la crisi, figuriamoci loro che sono giovani, che hanno venti o trent’anni e sono senza prospettive.
Surreale perché il movimento degli indignati - che in Italia ha anche una “frangia” che si è nominata “Draghi ribelli” -, vede proprio nelle banche - e dunque anche nella Banca Centrale Europea - e nei mercati la responsabilità della crisi. E non può certo considerare Draghi come un interlocutore.

Intorno alle 15, mentre il corteo avanza, una macchina prende fuoco e una colonna di fumo si alza su una parte del corteo. Alcuni quotidiani online usano già la parola-chiave black bloc.
Dopo l’intervento dei vigili del fuoco, un’altra auto prende fuoco. E’ il destino di questa manifestazione? Personalmente, non credo che episodi come questo possano cambiare la giornata di oggi: dai precari ai No Tav, dagli aquilani agli occupanti del teatro valle, in Italia. Gli “indignati” (un’etichetta bisogna pur usarla, per parlarne) vittime del disagio sociale di tutto il mondo ovunque.
Naturalmente, i media - come di consueto - si concentrano su questi episodi, che sono i più facilmente rappresentabili in una narrazione semplificata come quella del giornalismo contemporaneo, che vive di un flusso di informazioni e non si consente più il gusto per la lentezza dell’approfondimento.
All’interno del corteo si registra una reazione dei manifestanti cosiddetti “pacifici”, che tentano di isolare un gruppo di manifestanti con caschi e volto coperto, una sorta di “rissa” interna, comunque piuttosto contenuta. Il resto del corteo, decisamente nutrito, prosegue in maniera assolutamente tranquilla.
bah1
15 ott 2011 - 13:25 - #1aggiungo lo streaming video da Roma (in questo momento sugli studenti partiti dalla Sapienza)
http://www.livestream.com/occupyitaly
Fra un po’ sarà attivo anche quello del teatro valle occupato
http://www.teatrovalleoccupato.it/streaming
E aggiornamenti in diretta anche su Indymedia Italia
http://italy.indymedia.org/
Adesso esco e mi unisco a loro anch’io
albertopuliafito
15 ott 2011 - 13:28 - #2Grazie, aggiorno il post.
steffa
15 ott 2011 - 13:53 - #3la banca centrale è tutt’altra cosa rispetto alle banche commerciali, controlla l’offerta di moneta, e comunque Draghi ha detto che comprende la rabbia degli indignati, non che concorda con loro sulle cause e soluzioni alla crisi, non ci vedo nulla di surreale
caligola
15 ott 2011 - 14:19 - #4In Italia almeno l’80% delle colpe è nella classe politica e nella presenza a livello endemico e strutturale della mafia (e le due cose sono collegate).
Qui prima di lamentarci con le politiche delle banche centrali si pensasse a cercare di rinnovare la classe politica disastrosa che abbiamo. Sopratutto considerando che il 99% della gente che frequenta queste manifestazioni qualunquiste è completamente ignara di come funziona il mondo finanziaro ed economico, avrà giusto visto qualche video complottistico e si sentirà illuminata. Sono gli stessi che poi votano berlusconi.
boh1
15 ott 2011 - 14:33 - #5@4 ..dubito che chi sta in piazza oggi voti berlusconi.. chi vota berlusconi solitamente è totalmente disinteressato alla partecipazione
pigi
15 ott 2011 - 14:39 - #6Gli indignados nascono fuori dell’Italia perché, mentre all’estero cercano di individuare le cause della crisi, da noi chi è fuori dai giochi cerca solo di buttare giù il governo per occuparne le poltrone.
Le colpe delle banche centrali, soprattutto europee, sono uguali a quelle delle altre banche: si preoccupano solo della stabilità dei prezzi infischiandosene se, appunto, i giovani non hanno prospettive e devono anche farsi carico dei debiti lasciati dai loro padri e nonni.
A questo punto non è neanche giusto che coloro che hanno accumulato denaro debbano vedersi garantito il valore, e chi viene dopo di loro invece si trova a dover solo pagare i debiti.
L’unica soluzione è lasciar perdere il dogma della stabilità dei prezzi e creare moneta a sufficienza per smaltire lo stock del debito pubblico.
In questo modo almeno si attenuano le diseguaglianze delle posizioni di partenza.
steffa
15 ott 2011 - 15:04 - #7caligola, tutto giusto fino a “votano Berlusconi”
pigi un po’ di inflazione in più, per un periodo limitato di tempo, diciamo intorno al 5% per due, tre, quattro anni, come consigliato anche da Rogoff, non guasterebbe, ma quando lo dici te chissà perché ho sempre in mente le iperinflazioni endemiche della prima repubblica
steffa
15 ott 2011 - 15:10 - #8e comunque in Italia non se ne esce semplicemente stampando moneta, come si è sempre fatto, bisogna pensare delle riforme di un certo rilievo che ritengo impraticabili vista la classe politica attuale. una strategia di uscita dal debito deve fondarsi su crescita e pareggio di bilancio, l’inflazione può essere un aiuto, ma pensare di risolvere il problema unicamente con l’inflazione è profondamente errato
pigi
15 ott 2011 - 15:34 - #9Steffa
Le iperinflazioni della prima repubblica erano il 21% a fine anni ‘70 e primi anni ‘80, dovuti principalmente all’impennata del costo del petrolio e dai meccanismi automatici come la scala mobile.
A partire dal 1984 l’inflazione si ridusse per sempre ad una cifra, tra il 5% e 7%.
Non abbiamo mai conosciuto le inflazioni sudamericane nella prima repubblica e questo molto prima di entrare nell’euro.
Non conoscevo questo Rogoff, ma una certe inflazione ha il vantaggio di scoraggiare la tesaurizzazione praticata da paesi come Cina e Germania, che vendono le loro merci a credito, accumulando questi crediti in modo ottuso.
Una bella svalutazione di questi crediti li convincerà, per esempio, ad andare in vacanza in Grecia, invece di comprare titoli di stato greci.
steffa
15 ott 2011 - 15:48 - #10senza scomodare il sud america, un’inflazione a 2 cifre è senza ombra di dubbio troppo alta, pure tra il 5 e il 7% è alta, per questo si ragionava di portarla a questi livelli (si diceva 4-6%) per un periodo LIMITATO di tempo, poi deve tornare intorno al 2-3% come è saggio che sia.
la tesaurizzazione come la chiami tu (io la chiamo risparmio) è tutt’altro che un male, come non è certo un male per i Greci che cinesi e tedeschi comprino i loro titoli del debito pubblico, ora pare che a sbagliare non siano stati greci o italiani che hanno sperperato soldi che non avevano, ma tedeschi e cinesi che han fatto il loro dovere, crescendo e risparmiando, questo ha davvero del ridicolo
pigi
15 ott 2011 - 16:02 - #11steffa non è così.
Ragionando ottusamente come fai tu i colpevoli dei mutui subprime non sono le banche che prestavano soldi ai poveracci che non erano in grado di sostenerli, ma i poveracci medesimi, che prendevano i soldi senza essere sicuri di poterli restituire.
No, quando si verificano troppe sofferenze le colpe sono da dividere tra chi presta e chi prende a prestito.
E poi, cosa dovremo fare se, per esempio, la Grecia segue le gesta dell’Argentina e dichiara il default? Le dichiariamo guerra? Riduciamo gli abitanti in schiavitù?
Anche il risparmio è un bene, e come tutti i beni, l’abbondanza ne deve ridurre il valore e deve essere scoraggiato inducendo i possessori a spendere.
steffa
15 ott 2011 - 16:21 - #12il discorso dei mutui non c’entra nulla, lì le banche hanno sbagliato nell’accontentarsi dell’ipoteca della casa apparentemente senza tener conto, o senza tener conto a sufficienza della gigantesca bolla immobiliare. e poi qui abbiamo a che fare con dei governi, italiano e greco ad esempio, che dovrebbero sapere quel che fanno, non con l’americano medio. il nostro governo di populisti buoni a nulla ha abbassato le tasse, anche se di poco, incrementando l’inefficiente spesa pubblica e senza generare crescita, questo è il problema, e questa la causa della crisi, non i cittadini, italiani o esteri, o banche che hanno investito nei titoli di stato. Il caso greco poi è ancora più illuminante visto che avevano addirittura truccato i conti. Tieni presente che se stampi moneta riducendo il valore del debito, gli investitori vogliono giustamente rendimenti maggiori, dunque è un gioco a somma zero, che scarica le conseguenze dell’inflazione sulla popolazione senza risolvere nulla. stampare moneta può funzionare se e solo se chi la stampa ha sufficiente credibilità. in questo caso la banca centrale europea che si impegna ad alzare l’inflazione solo per un breve periodo, e i governi dei vari paesi, che devono attuare delle strategie credibili di uscita dal debito. Al posto di Trichet, o presto Draghi, avrei anch’io i miei seri dubbi a stampare moneta quando al governo del paese più “caldo” dell’eurozona siede un certo Silvio Berlusconi
pigi
15 ott 2011 - 17:22 - #13steffa
Il problema della credibilità è relativo, nel senso che se tu sei inaffidabile mentre intorno a te stanno tanti altri più affidabili, dovrai senz’altro alzare i tassi di interesse. Ma se intorno a te stanno altri che sono affidabili come te, hai margine di manovra per stampare moneta e/o abbassare i tassi.
Gli Stati Uniti lo stanno facendo tranquillamente, e furbescamente, periodicamente, utilizzano le sofferenze locali europee per evitare che cresca una moneta da utilizzare al posto del dollaro. Così svalutano i loro debiti senza che la loro moneta cessi la sua funzione di moneta principe negli scambi internazionali. Complimenti a Barnanke.
E noi? L’Europa dovrebbe fare quello che fanno gli Stati Uniti: accettare default locali, perché i singoli stati degli USA possono benissimo dicharare l’insolvenza, e stampare moneta.
Finita la bolla dell’oro, i risparmiatori cosa comprano, tutti quanti franchi svizzeri? Dovranno decidersi ad impiegare i soldi messi da parte, prima o poi.
vika0222
15 ott 2011 - 22:34 - #14Fatte schifo ! ! ! che la gentaccia del parlamento, che manifestanti ! ! Se fanno così, allora sono uguale ai politici . . .