
Parole di fuoco, oggi, contro il premier Silvio Berlusconi da parte della delegazione dei cittadini di Chiaiano ricevuti nel primo pomeriggio dal sottosegretario per l’emergenza rifiuti Guido Bertolaso a Palazzo Chigi: “Gli irresponsabili - hanno detto a margine dell’incontro -non sono i cittadini, ma Berlusconi che nell’ultima visita a Napoli ha annunciato che il sito dove dovrebbe essere realizzata la discarica di Napoli è idoneo” nonostante i sondaggi tecnici ancora in corso.
E’ vero, infatti, e lo ha confermato anche il capo della Protezione Civile, che per l’esito dei rilievi c’è da attendere anche se, forse, già per l’inizio della prossima settimana, si potrebbe avere qualche informazione più precisa. Ma, perchè questo atteggiamento particolarmente ostile nei confronti del Governo?
Ci sono interessi affinché il problema rifiuti non venga risolto? A qualcuno fa paura la linea dura di Berlusconi? Niente di tutto ciò. I cittadini di Chiaiano sospettano che la scelta del Governo sia “prima politica e poi tecnica”. Cosa vuol dire? Non ci è dato saperlo.
Scatenatevi, sono gradite ipotesi interpretative.
Pierpyx polisblog
10 giu 2008 - 18:18 - #1non è mica tanto difficile da capire quella frase… “prima politica poi tecnica” sta a significare che Berlusconi vuole premere sull’acceleratore per risolvere il problema rifiuti a Napoli al più presto possibile così da dare una sua immagine positiva al Paese, tralasciando però la fattibilità tecnica e igienico-sanitaria delle discariche nei siti indicati..
bambino
10 giu 2008 - 18:38 - #2perchè no, bruciarli per le strade??
Pierpyx polisblog
10 giu 2008 - 18:48 - #3@bambino
sei ancora troppo piccolo per capire certe cose..
Mattblanc
10 giu 2008 - 18:53 - #4E’ ora di finirla di contestare, contestare, contestare e contestare! La questione sui rifiuti va risolta ORA! Solito discorso: alla critica vanno associate proposte alternative e valide. In mancanza di esse si sta in silenzio! FIne.
bambino
10 giu 2008 - 19:03 - #5@bambino
sei ancora troppo piccolo per capire certe cose..
è perchè sono piccolo che le capisco….povero illuso
...
10 giu 2008 - 19:03 - #6@ Mattblanc & soci che non tarderanno ad intervenire:
Le alternative si chiamano TMB e Thor, oltre a tante altre.
Fatevi una cultura, e finitela di parlare per bocca altrui.
Fare il cojoni è già denigrante, farlo conto terzi ancora di più.
Dovreste saperlo..
Mattblanc
10 giu 2008 - 19:23 - #7Allora facci il piacere di citarle nell’articolo, visto che tu di cultura ne hai tanta, grazie.
joiyce
10 giu 2008 - 19:36 - #8«Bell’articolo, i miei complimenti, non conosco Dario Del Porto, un giornalista molto serio, scrupoloso, che ha verificato la veridicità delle notizie, anche molto sensibile a chi gli ordina qualche cosa». Questo l’ironico commento all’articolo, apparso oggi su «La Repubblica», del professor Franco Ortolani, ordinario di geologia al dipartimento di pianificazione e scienza del territorio all’università «Federico II» di Napoli. L’articolo titola: «Napoli, dalle analisi ok alla discarica». la discarica è quella di Chiaiano.
Il professor Ortolani è anche uno dei membri che i Comitati hanno scelto per far parte della Commissione che dovrà esprimere il parere sull’idoneità [o meno] della cava ad essere trasformata in discarica.
«È tutto inventato, durante i nostri rilievi non abbiamo trovato la pietra lavica. Partiamo con l’accertare che noi agiamo in base alla scienza e alla tecnica, in base alle quali non è stata trovata la lava, anche se l’articolo dice il contrario. È talmente grave e serio il problema che mi sembra molto strano che un giornale serio come ‘La Repubblica’ si presti a diffondere notizie false su un argomento di questo tipo. Mi pare che il quotidiano goda anche di un finanziamento pubblico, quindi credo che debba fornire notizie esatte. Invece l’articolo è completamente inventato. Perché l’abbia fatto non lo so, chiaramente non rasserena l’ambiente e gli animi».
Franco Ortolani, insieme ai suoi colleghi che stanno seguendo le indagini all’interno del sito, spiega che per il momento gli unici dati disponibili sono quelli relativi al tipo di roccia che viene attraversata dalla sonda che deve attraversare la falda. «Sono tufi e sedimenti vulcanici sciolti, tutti permeabili, che lasciano passare velocemente l’acqua. L’altro giorno con l’acquazzone che c’è stato qui a Napoli si sono raggiunti cento millimetri d’acqua, un bel quantitativo che è affluito sul fondo della cava e immediatamente assorbito. Questo vuol dire che c’è una facilità estrema di percorrenza nelle rocce del sottosuolo, per cui un liquido si disperde entro poche ore e raggiunge la falda».
Dopo l’annuncio «Chiaiano è idonea» di Berlusconi, della fine di maggio, oggi eccone un altro, su cui lo stesso Bertolaso è molto scettico: «Ripuliremo Napoli dai rifiuti entro la fine di luglio». Oggi si scopre che Chaiano è «idonea».
Sabina del Presidio non ha dubbi che questa sia un’operazione fatta ad hoc. «Questo articolo è stato scritto apposta per influenzare e condizionare l’opinione pubblica. È una operazione che stanno facendo da tanto tempo, tutti i media, spacciando Chiaiano come discarica già da mesi, quando invece nessuna ordinanza, in cui si dice esplicitamente che il sito di Chiaiano è stato scelto, è stata firmata», dice.
La Commissione di tecnici ed esperti sta ancora lavorando ai carotaggi nel sito e i risultati saranno resi noti presumibilmente per la metà di giugno. Intanto domani, sempre secondo il quotidiano la Repubblica, il super-commissario Gianni De Gennaro dovrebbe annunciare l’idoneità della cava. «Siamo convinti–ha detto il sindaco di Marano Salvatore Perrotta–che la valutazione di tutti gli aspetti della questione non potrà che portare ad un esito negativo della scelta paventata, sia per la vicinanza ad ospedali e centri abitati che per motivi meramente tecnici: la capienza limitata rispetto alle aspettative, la eventuale necessità di corposi interventi di permeabilizzazione ed i massicci interventi di tipo urbanistico per realizzare le vie di accesso sono di per sé elementi che richiederebbero tempi lunghi e risorse finanziarie ingenti, spropositate rispetto alla natura emergenziale dell’intervento. E credo che il governo non abbia alcuna voglia di sentirsi accusato, come accaduto in passato, di sprechi di denaro pubblico sulla scia dell’emergenza rifiuti». I
ntanto la mobilitazione dei cittadini di Chiaiano e Marano continua. Stasera è in programma una assemblea pubblica alle 18 al presidio di piazza Rosa dei Venti e domani mattina alle 11 andranno tutti sotto palazzo Chigi «e sicuramente torneremo in piazza per accogliere la nuova ‘visita’ del presidente del consiglio Silvio Berlusconi a Napoli».
ahbeh
10 giu 2008 - 20:56 - #9..a chiaiano hanno in gran parte votato berlusconi ???..se è così godo come un matto..
Ewan J.
11 giu 2008 - 00:14 - #10il governo sta facendo ciò che è giusto fare in una situazione di emergenza
se ne riparlerà quando a napoli non si starà con la mer.d@ alla gola
...
11 giu 2008 - 00:45 - #11Uhm, sì stanno facendo un ciufolo, dati i tempi che si son dati per affrontare l’emergenza.
Per il momento han deciso di accumulare la monnezza da altre parti, senza porsi il dubbio se i siti scelti rispettano le normative europee ed italiane.
Ottima mossa.
Ah, il piano di emergenza del governo prevede lo stipare i rifiuti in discariche non necessariamente a norma per un anno e mezzo.
Bel modo di sopperire ad un’emergenza: aspettare un anno e mezzo.
Cool..
Chico Mendez
11 giu 2008 - 06:59 - #12@ewan: sicuro che il governo stia facendo gli interessi della gente?
Dal sito del CNER (Centro Nazionale delle Ricerche) non di Liberazione o Repubblica:
07/01/2008 Rifiuti: arriva Thor, il sistema di riciclaggio ‘indifferenziato’
Quanto sia oneroso e problematico il trattamento dei rifiuti, lo dimostra la “tragedia” della Campania alla quale media e istituzioni stanno prestando la loro allarmata attenzione in questi giorni. Ma i rifiuti solidi urbani, com’è noto, possono rappresentare anche una risorsa. In questa direzione va Thor, un sistema sviluppato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme alla Società ASSING SpA di Roma, che permette di recuperare e raffinare tutti i rifiuti e trasformarli in materiali da riutilizzare e in combustibile dall’elevato potere calorico, senza passare per i cassonetti separati della raccolta differenziata.
Un passo oltre la raccolta differenziata e il semplice incenerimento, con cui i rifiuti diventano una risorsa e che comporta un costo decisamente inferiore a quello di un inceneritore. Thor (Total house waste recycling - riciclaggio completo dei rifiuti domestici) è una tecnologia ideata e sviluppata interamente in Italia dalla ricerca congiunta pubblica e privata, che si basa su un processo di raffinazione meccanica (meccano-raffinazione) dei materiali di scarto, i quali vengono trattati in modo da separare tutte le componenti utili dalle sostanze dannose o inservibili.
Come un ‘mulino’ di nuova generazione, l’impianto Thor riduce i rifiuti a dimensioni microscopiche, inferiori a dieci millesimi di millimetro. Il risultato dell’intero processo è una materia omogenea, purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico, utilizzabile come combustibile e paragonabile ad un carbone di buona qualità.
“Un combustibile utilizzabile con qualunque tipo di sistema termico”, aggiunge Paolo Plescia, ricercatore dell’Ismn-Cnr e inventore di Thor, “compresi i motori funzionanti a biodiesel, le caldaie a vapore, i sistemi di riscaldamento centralizzati e gli impianti di termovalorizzazione delle biomasse. Infatti, le caratteristiche chimiche del prodotto che viene generato dalla raffinazione meccanica dei rifiuti solidi urbani, una volta eliminate le componenti inquinanti sono del tutto analoghe a quelle delle biomasse, ma rispetto a queste sono povere in zolfo ed esenti da idrocarburi policiclici”. E’ possibile utilizzare il prodotto sia come combustibile solido o pellettizzato oppure produrre bio-olio per motori diesel attraverso la ‘pirolisi’. L’impianto è completamente autonomo: consuma infatti parte dell’energia che produce e il resto lo cede all’esterno.
Il primo impianto THOR, attualmente in funzione in Sicilia, riesce a trattare fino a otto tonnellate l’ora e non ha bisogno di un’area di stoccaggio in attesa del trattamento; è completamente meccanico, non termico e quindi non è necessario tenerlo sempre in funzione, anzi può essere acceso solo quando serve, limitando o eliminando così lo stoccaggio dei rifiuti e i conseguenti odori. Inoltre, è stato progettato anche come impianto mobile, utile per contrastare le emergenze e in tutte le situazioni dove è necessario trattare i rifiuti velocemente, senza scorie e senza impegnare spazi di grandi dimensioni, con un costo contenuto: un impianto da 4 tonnellate/ora occupa un massimo di 300 metri quadrati e ha un costo medio di 2 milioni di euro.
L’impianto può essere montato su un camion o su navi. In quest’ultimo caso, la produttività di un impianto imbarcato può salire oltre le dieci tonnellate l’ora e il combustibile, ottenuto dal trattamento, reso liquido da un ‘pirolizzatore’, può essere utilizzato direttamente dal natante o rivenduto all’esterno.
“Un impianto di meccano-raffinazione di taglia medio-piccola da 20 mila tonnellate di rifiuti l’anno presenta costi di circa 40 euro per tonnellata di materiale”, spiega Paolo Plescia. “Per una identica quantità, una discarica ne richiederebbe almeno 100 e un inceneritore 250 euro. A questi costi vanno aggiunti quelli di gestione, e in particolare le spese legate allo smaltimento delle scorie e ceneri per gli inceneritori, o della gestione degli odori e dei gas delle discariche, entrambi inesistenti nel Thor. Quanto al calore, i rifiuti che contengono cascami di carta producono 2.500 chilocalorie per chilo, mentre dopo la raffinazione meccanica superano le 5.300 chilocalorie”.
Un esempio concreto delle sue possibilità? “Un’area urbana di 5000 abitanti produce circa 50 tonnellate al giorno di rifiuti solidi”, informa il ricercatore. “Con queste Thor permette di ricavare una media giornaliera di 30 tonnellate di combustibile, 3 tonnellate di vetro, 2 tonnellate tra metalli ferrosi e non ferrosi e 1 tonnellata di inerti, nei quali è compresa anche la frazione ricca di cloro dei rifiuti, che viene separata per non inquinare il combustibile”. Il resto dei rifiuti è acqua, che viene espulsa sotto forma di vapore durante il processo di micronizzazione. Il prodotto che esce da Thor è sterilizzato perché le pressioni che si generano nel mulino, dalle 8000 alle 15000 atmosfere, determinano la completa distruzione delle flore batteriche, e, inoltre, non produce odori da fermentazione: resta inerte dal punto di vista biologico, ma combustibile”.
Un’altra applicazione interessante di Thor, utile per le isole o le comunità dove scarseggia l’acqua potabile, consiste nell’utilizzazione dell’energia termica prodotta per alimentare un dissalatore, producendo acqua potabile e nello stesso tempo eliminando i rifiuti soldi urbani.
Roma, 7 gennaio 2008
La scheda
Che cosa: Thor (Total house waste recycling) sistema per il recupero e la raffinazione dei rifiuti solidi urbani
Chi: Istituto di studi sui materiali nanostrutturati (Ismn) del Cnr
Per informazioni: Paolo Plescia, Istituto di studi sui materiali nanostrutturati (Ismn) del Cnr, tel. 06.90672826, e-mail: paolo.plescia@ismn.cnr.it, p.plescia@assing.it
Ufficio Stampa Cnr Rosanna Dassisti
tel. 06.4993.3588
rosanna.dassisti@cnr.it
prot
11 giu 2008 - 07:01 - #13@pierpyx
in linea di massima condivido la tua riflessione, anzi la condivido in toto
credo che la politica debba offrire garanzie di ”vivibilità”
no di ”visibilità”
berlusca adora essere visibile e presente
io spero solo che i rilievi diano ragione ai tecnici e con un dialogo con la popolazione, spiegandogli la sicurezza no teorica ma pratica
possano iniziare a togliere un bel po’ di rifiuti in vista del caldo
poi sostengo sempre che la vera bomba deve ancora scoppiare
ed è quello che in questi decenni hanno seppellito
se è vero che nascono bambini deformi e i malati di cancro sono in aumento non sarà un problema di questi ultimi mesi…
e su questo fronte temo solo il peggio!!
li dovrebbero controllare il territorio palmo a palmo o sperare in qualche pentito che si lavi la coscienza…
vedremo e speriamo!
Ewan J.
11 giu 2008 - 10:05 - #14chico
solo una domanda… quali sono i tempi di installazione di questa bellissima tecnologia?
Chico Mendez
11 giu 2008 - 10:21 - #15@Ewan: sono circa la meta’ dei tempi di realizazzione di un termovalorizzatore medio, se addirittura lo paragoni all’obsoleto inceneritore di Acerra i tempi sono circa un quarto…..vorrei dirti che questo tipo di tecnologia (brevetto italiano riepto) e’ attualmente commercializzata negli USA….vedi tu
Ewan J.
11 giu 2008 - 11:06 - #16ok, ma ci si mette meno ad aprire una discarica in via temporanea e risolutiva di un’emergenza oppure a costruire un termovalorizzatore o il thor?
panoramix
11 giu 2008 - 11:23 - #17Io lascerei i Campani così come stanno. Ci sono già costati oltre che un patrimonio , la faccia. Sì, tutto il mondo ha assistito allo scandaloso Bassolino che intascatosi miliardi di euro ha ridotto così la regione. La cosa grave e sotto gli occhi di tutti è che sia seduto ancora là e non dietro le sbarre. Il peggio però è che un Napolitano, un Berlusconi, un Prodi ..o un qualunque uomo che rappresenti in qualche modo potere politico non l’abbia sollevato dal suo incarico. PEr quanto mi riguarda non verserei un euro. Non sin tratta di calamità naturali, ma di corruzione, cammorristi e gentaglia varia.. che dalle parti non sono certo una novità .
...
11 giu 2008 - 17:55 - #18@ Ewan: e dov’è che una discarica diventa risolutiva (temporanea e risolutiva.. un paradosso..)?
E come mai, dato che il piano del governo parla di 4 inceneritori con tempi che variano da 18 a 30 mesi, non viene preso in considerazione neanche un impianto Thor?
Un’emergenza procrastinata per 30 mesi non è un’emergenza.