La nomina di Ignazio Visco a Governatore della Banca d’Italia è stato un modo per sparigliare e uscire dall’empasse politica, puntando, alla fine, su un candidato che non era - almeno alla luce del sole - troppo sponsorizzato: se Berlusconi voleva Bini Smaghi, se Tremonti e Bossi volevano l’attuale Dg del Tesoro, Vittorio Grilli, se a Mario Draghi sarebbe andato a genio il fedele Fabrizio Saccomanni, alla fine l’ha spuntata Ignazio Visco. La mediazione è stata portata a termine - racconta l’Ansa - da Giorgio Napolitano, che voleva un nome condiviso, da una parte. E da Gianni Letta dall’altra. Sufficiente per definire Ignazio Visco un “uomo di Letta”? Probabile. Comunque, sufficiente per confermare che l’attività di Letta non cessa mai, quando si tratta di nomine in ruoli strategici.
Ignazio Visco è perfetto per le esigenze di Berlusconi: raccoglie il consenso di Udc e Pd, proprio come voleva Napolitano; è un uomo interno della Banca d’Italia (ci lavora dal 1972) e, evidentemente, godendo dei favori di Letta, sarà in qualche modo gradito anche al Governo.
Dalla sua biografia sul sito ufficiale della Banca d’Italia scopriamo che Visco
Nasce a Napoli il 21 novembre 1949, è sposato e ha tre figlie.
Vice Direttore Generale dal 9 gennaio 2007. Dal 2004 Funzionario Generale della Banca d’Italia (prima come Direttore Centrale per le Attività Estere e dal marzo 2006 come Direttore Centrale per la Ricerca Economica).
Il nuovo governatore di Bankitalia ricopre anche svariati ruoli internazionali.
Presidente del Comitato Relazioni Internazionali del Sistema Europeo delle Banche Centrali - SEBC (2009-10). Membro del Comitato dei Supplenti del G-7, del Comitato dei Supplenti del G-20, del Comitato Economico e Finanziario della UE, del gruppo di lavoro n. 3 del Comitato di Politica Economica dell’OCSE; supplente nel Consiglio di amministrazione della BRI.
Si laurea nel 1971 in Economia e commercio alla Sapienza di Roma (e con Letta fa parte del Comitato scientifico dell’Associazione dei Laureati in Economia a La Sapienza di Roma) e ha un curriculum liberista di tutto rispetto, ma con una curiosa deriva social (che poi sarà da verificare nei fatti, ovviamente). A La Stampa, Visco, presentando un suo libro sull’importanza dell’istruzione nell’economia, diceva, parlando dell’Italia:
L’impresa che assume non ha modo di valutare dai voti la qualità vera dell’istruzione; nell’ incertezza, paga di meno o, peggio, chi ricade su criteri rozzi, come la famiglia di origine o le raccomandazioni. […] La mobilità sociale è bassa. Troppi figli fanno lo stesso mestiere dei padri.
Un’analisi molto significativa - sebbene non esaustiva, ovviamente - della situazione italiana. Ma Ignazio Visco saprà applicare questa parte “sociale” della sua visione del mondo, nel nuovo ruolo che ricopre? Lo vedremo alla prova dei fatti.
fids
21 ott 2011 - 13:25 - #1Oggi su Libero leggo: Bocchino ”Berlusconi come il rais” Non vi è bastata la devastazione di sabato fatta stile terroristi sessantottini per dimostrare che avete definitivamente perso la testa? Aspetto ancora risposte da quel ritardato mentale e talebano e fondamentalista di Sergione 1941, o meglio da Dio, che ha osato considerarmi la stessa persona di Filippo 9. Deliquente
sergione1941
21 ott 2011 - 23:16 - #2Se ti ho confuso con filippo9, ed è da dimostrare il contrario, visto che vi esprimete con la stessa incoerenza e fanatismo, fa di me un talebano, un delinquente, un fondamentalista (ma di che?), un ritardato mentale ?
Prova scrivere qualcosa con un nesso logico e con toni pacati. Se ti riesce.
Vatti a rileggere i miei commenti, sono registrato e i commenti sono leggibili a tutti nel profilo.
Ma perchè non ti regstri pure tu? Di che hai paura?
fids
22 ott 2011 - 17:22 - #3Non ti permettere più di confondermi con altri: chiedi scusa a me a lui