Continua la serie di post “Federalismo italiano, dubbi tedeschi”, che riporta le considerazioni del giornalista tedesco Sebastian Kretz sull’ipotesi di una riforma federale della struttura istituzionale del nostro paese, all’ordine del giorno in seguito alla recente affermazione della Lega Nord alle elezioni. Dopo l’introduzione della scorsa volta, entriamo oggi nel merito delle argomentazioni.
I leghisti spesso affermano che la riforma federale dello Stato sarebbe una panacea, ovvero una medicina capace di per sé di curare i problemi strutturali dell’Italia. In questo modo fanno mostra di un’audacia sì rivoluzionaria, ma un po’ miope. Oppure dimostrano di conoscere poco la materia. La verità è infatti che nessun paese sviluppato occidentale ha mai avuto successo nello scegliere, deliberatamente, di passare da un sistema unitario ad uno federale.
La Germania del XIX secolo, ad esempio, “scivolò” in un sistema federale a causa della precedente esistenza di forti stati regionali, le cui origini risalivano a secoli prima che comparisse l’idea stessa dello Stato Nazione. Il Bundesrat tedesco non è mai stato inventato: è cresciuto da sè. Questo è il modo in cui il federalismo si è affermato anche in paesi come l’Austria e la Svizzera. Gli USA, per citare un esempio extraeuropeo, furono fondati da ex-colonie sovrane che evitarono fin dall’inizio una centralizzazione troppo forte.
Esiste una corrente della scienza politica, l’“istituzionalismo storico”, che sostiene che questo tipo di condizioni, durante l’ “infanzia” di una nazione, definiscono sentieri che determinano il suo sviluppo successivo e impediscono riforme profonde. Questo è il motivo per cui paesi come la Germania e l’Austria, nonostante la loro persistente tendenza a centralizzarsi, non hanno ancora adottato un sistema unitario compiuto. Ed aiuta a spiegare perché la Svizzera, nonostante il suo straordinario regionalismo, sia sopravvissuta come stato nazionale. Tutte questi paesi sono cresciuti entro una struttura federale: senza di essa, semplicemente non esisterebbero.
Ovviamente l’Italia non è il primo paese formalmente unitario che discute una riforma federale. Ma tutti quelli che ci hanno provato hanno fallito. A parte la Spagna – con la sua caotica devoluzione – c’è una sola democrazia europea che ha recentemente deciso di divenire federale: il Belgio. Ma invece di determinare un nuovo equilibrio, la riforma federale, durante i 30 anni che sono passati dalla sua approvazione, ha spinto il paese sull’orlo del collasso. Recentemente c’è voluto un anno e mezzo per formare un nuovo governo, e lo spettro della separazione è sempre presente.
Quando la Lega Nord chiede il federalismo, non dovrebbe limitarsi a citare come modello solo paesi come la Germania, in cui questa caratteristica istituzionale si è radicata nella società nel corso di secoli. Dovrebbe invece considerare anche le esperienze di altri paesi europei. Perché il federalismo non è soltanto un possibile mezzo per migliorare l’efficienza attraverso la competizione tra regioni: esso può anche essere un ostacolo alla presa di decisioni a livello nazionale. Un paese come l’Italia, noto per l’instabilità dei suoi governi, ci dovrebbe pensare sopra due volte.
Nel prossimo post verranno discusse le presunte qualità del federalismo tedesco, rapportandole alle rivendicazioni della Lega Nord.
Il post è stato scritto da Sebastian Kretz e tradotto ed adattato da Giulio Mattioli. L’autore è giornalista free-lance e scrive per il quotidiano nazionale tedesco “Die Tageszeitung”. Nella sua tesi di laurea si è occupato delle riforme federali in Germania, Svizzera e USA.
mazinga Z
12 giu 2008 - 10:34 - #1E’ logico che la lega cerchi di “ammorbidire” l’impatto del federalismo, ma sa che se verrà applicato alla maniera loro, le regioni del nord diventeranno come il trentino, mentre quelle del sud chiuderanno scuole ed ospedali.
Questo accrescerà il divario nord-sud, spingerà di nuovo ad emigrare verso le regioni + ricche, ed infine come per il belgio ci sarà un ritorno all’idea di secessione.
Nonostante questo io sono a favore, credo che per il meridione non ci sia niente da fare, anzi la sua condizione peggiorerà nel tempo, quindi è inutile inviare soldi che poi sappiamo dove vanno a finire, non certo per lo sviluppo delle regioni!
Baz
12 giu 2008 - 11:20 - #2Metternich, 2 agosto 1847:
“La parola Italia è una espressione geografica, una qualificazione che riguarda la lingua, ma che non ha il valore politico che gli sforzi degli ideologi rivoluzionari tendono ad imprimerle”
Parole sante
Casarik_90
12 giu 2008 - 11:56 - #3porterà solo a un gran divario…tra nord e sud
Lucano terrone
12 giu 2008 - 12:04 - #4Salve,
io sono un cittadino lucano. Sono per il federalismo. Noi qui in Basilicata, abbiamo tutte le carte in regola per poterci staccare dalle grinfie del governo centrale. Abbiamo risorse a sufficienza per poter far crescere questa nostra regione. L’unica cosa importante è che non ci siano i COMUNISTI al potere. Distruggerebbero tutto e saremmo destinati ad una morte certa.
Speriamo bene….incrociamo le dita.
Il Lucano
=:G!-!O:=
12 giu 2008 - 13:27 - #5lucano oltre che terrone 6 pure un c0gli0ne
in basilicata come fa un po di caldo non avete + acqua da bere
immagino come siete autosufficienti