Logo Blogo

Berlusconi a casa! 100 mila pensionati ieri a Roma: "Nessun dorma!"

Pubblicato: 29 ott 2011 da Massimo Falcioni

Commenti dei lettori

Non fanno notizia i 100 mila pensionati di ieri in Piazza del Popolo a Roma chiamati dallo Spi-Cgil per chiedere le dimissioni del governo e licenziare Berlusconi. Il messaggio della manifestazione nazionale è stato chiaro: “Nessun dorma!”, con la Cgil impegnata ad articolare la protesta e la lotta non più da sola ma, sembra, anche con Cisl e Uil finalmente coscienti della trappola tesa dal governo contro i lavoratori, i pensionati i giovani e le famiglie.

“Non chiediamo niente per noi, chiediamo molto per i giovani”, diceva uno striscione d’apertura nel corteo. E ancora: “Fuori i black bloc dall’alta finanza”. Quindi la richiesta di “un nuovo 25 aprile” per liberare il paese.







































Il segretario generale dello Spi, Carla Cantone, ha definito “vergognosa” la lettera d’intenti, perché “non c’è niente per i pensionati ma neanche per i giovani”. Ha scandito più volte la parola “vergogna” e la piazza l’ha seguita. Si è rivolta al governo: “I pensionati sono diventati l’ultima risorsa delle famiglie, non vi vergognate a tassarli ancora?”. Quindi ha aggiunto: “Siamo stufi di subire ma non di protestare. Vogliamo che i nostri figli e nipoti abbiamo un presente per avere un futuro. E per gli anziani non serve la social card, che è solo carità. Non chiediamo vitalizi ma pensioni dignitose”. Poi il messaggio all’opposizione: “Continuate a sostenere le nostre lotte. Non litigate tra voi, assumetevi le responsabilità. Riponiamo grande fiducia in voi, non ci deludete”.

Susanna Camusso ha ribadito la richiesta di cambiamento: “Questo governo non riuscirà a cancellare lo Statuto dei lavoratori, bisogna mandare a casa gli incantatori di serpenti. Chi ha lavorato tutta la vita, quando va in pensione ha diritto a una vita serena. Va rispettato”. La Cgil non parteciperà al tavolo di Sacconi sui licenziamenti. Altro passaggio sulle pensioni: “L’aumento dell’età a 67 anni non era previsto. Il governo aveva detto che la finestra mobile di 12 mesi era solo una misura congiunturale. Dice una cosa e ne fa un’altra”. La segretaria generale della Cgil ha concluso con l’ appello a Cisl e Uil: è tempo di definire una mobilitazione comune”.

La mobilitazione della Cgil continua, il 3 dicembre manifestazione nazionale a Roma. A quando uno sciopero generale unitario Cgil-Cisl-Uil?

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (4 Voti | Media: 4 su 5)
condividi condividi
16 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • Profilo di pigi

    pigi

    29 ott 2011 - 09:43 - #1
    0 punti
    Up Down

    Sembra di vedere la Grecia, solo che la nostra situazione è molto migliore, per ora.
    A questi pensionati verrebbe da chiedere: a che età siete andati in pensione? E si vedrebbe che sono andati quasi tutti tra i cinquanta e i sessant’anni, sfruttando le norme che consentono di andare in pensione ancora giovani.
    E chi paga le loro pensioni? Risposta: i cittadini che lavorano, precari compresi, che loro dicono di voler tutelare. Dicono, perché poi agiscono in modo contrario.
    Questi non si rendono conto che se continuano a giocare al tanto peggio tanto meglio, lo stato dovrà pagare sempre più gli interessi sul debito, fino a quando non avrà più soldi, neanche per le loro pensioni.
    C’è troppa gente che vuole vedere la catastrofe finale. Se continua così la vedrà presto.

  • Profilo di marianostrada

    marianostrada

    29 ott 2011 - 10:06 - #2
    0 punti
    Up Down

    se tutti son scontenti allora vuol dire che stavolta il governo a centrato il punto giusto. È ora finalmente di finirla che ci sian lavoratori che non si possono toccare e gli altri paghino per loro.

  • Hughich

    29 ott 2011 - 11:43 - #3
    0 punti
    Up Down

    Scusate ma francamente insistere sul fatto che molti siano andati in pensione tra i 50 ed i 60 anni mi sembra ridicolo.
    La legge era quella e quella hanno applicato.
    Sarebbe invece un discorso a parte, valutare i casi di chi, come alcuni personaggi noti alle cronache di questi giorni, c’è andato prima dei 40 per poi magari continuare a lavorare e beccarsi stipendio e doppia pensione o chi ha preso pensioni di invalidità tutte da verificare.
    Il vero problema è che in Italia gli strumenti di verifica ci sono ma vengono applicati con grandissime e stranissime zone “d’ombra”.
    Stesso discorso vale per i controlli fiscali, credete che vengano controllati tutti allo stesso modo? Io non ci credo.
    Comunque non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, sarebbe ora di iniziare a focalizzare il problema su chi davvero si ingozza e ruba rispetto a chi è andato in pensione in modo “regolare”

  • Profilo di automatico

    automatico

    29 ott 2011 - 12:39 - #4
    0 punti
    Up Down

    ah ah ah! sono 4 anni che ci provate, tanto la sinistra non e’ credibile, rimane silvio!

  • Profilo di pigi

    pigi

    29 ott 2011 - 12:42 - #5
    0 punti
    Up Down

    Giusto, hanno applicato la legge. Purtroppo quelle leggi erano sbagliate.
    Applicandole a piccoli e grandi hanno fatto sì che in Italia si spenda per le pensioni più del 14% del PIL, mentre la media degli altri paesi è il 7%.
    Di fronte all’enormità di queste cifre, eventuali mancati controlli o simili sono chiaramente, come diceva Totò, pinzillacchere, e servono solo come diversivo per chi non vuole toccare grandi e piccoli privilegi.
    Vedere questi grandi e piccoli privilegiati scendere in piazza, mentre i giovani possono solo sperare in qualche contratto a termine, è semplicemente disgustoso.

  • bah1

    29 ott 2011 - 14:09 - #6
    0 punti
    Up Down

    Chiamare un pensionato “privilegiato” è un segno del degrado della nostra società. La precarietà della nostra generazione è ormai a livelli tali da farci invidiare i nostri nonni solo perché (dopo una vita di lavoro) hanno un’entrata fissa. Triste…

  • Profilo di pigi

    pigi

    29 ott 2011 - 17:25 - #7
    0 punti
    Up Down

    Un pensionato a cinquant’anni è un fior di privilegiato.

  • Profilo di sergione1941

    sergione1941

    29 ott 2011 - 17:46 - #8
    0 punti
    Up Down

    X PIGI
    Altrochè se hai ragione! Io da lavoratore autonomo sono andato in pensione a 67 anni. E con una modesta pensione.

  • bah1

    29 ott 2011 - 18:15 - #9
    0 punti
    Up Down

    pigi, pigi…, tu non parli dei baby pensionati, ma con quell’esempio del 14 % di pil contro il 7% di media europea stai parlando di tutti i pensionati. Sono quelli che hai definito “grandi e piccoli privilegiati”. Tutti loro!

    Se poi invece vuoi parlare di pensionati a 50 anni, dimmi da chi è composta la percentuale maggiore (non i singoli casi, tipo la moglie di Bossi). Forse vengono dai lavori usuranti? Forze dell’ordine, autisti, lavoratori in cava, turnisti, ecc.? Sono quelli per te i privilegiati!?!? (e comunque anche loro oggi devono aspettare i 57 anni)
    http://www.bloglavoro.com/2011/02/01/quali-sono-i-lavori-usuranti.htm

    Spera che non si arrivi mai a mettere dei sessantenni a portare autobus e tram. Non sarebbe una bella idea per i poveracci come me che li utilizzano affidando a loro la propria incolumità, ma nemmeno per i proprietari di suv e mini cooper che tanto ammiri e che potrebbero trovarsi sul loro cammino.

  • bah1

    29 ott 2011 - 18:17 - #10
    0 punti
    Up Down

    Sergione, sei un privilegiato!

    L’ha detto pigi ;))))

  • Profilo di pigi

    pigi

    29 ott 2011 - 18:58 - #11
    0 punti
    Up Down

    No, chi va in pensione a 65 anni e oltre non è un privilegiato.
    La spesa doppia rispetto agli altri paesi non è provocata da chi è andato in pensione a 65 anni, ma a chi è andato a cinquanta-sessanta, come avevo chiaramente scritto.
    Naturalmente chi è andato a cinquanta (e sono tanti) ha ricevuto più privilegi di chi è andato a sessanta, ovvio.
    Per quanto riguarda i lavori usuranti, non vedo perché guidare l’autobus lo sia. C’è il servosterzo, l’elettronica. A sessant’anni si può guidare benissimo l’auto e anche camion o autobus. Occcorre superare le visite mediche, ma questo vale anche a trent’anni.
    Bisogna entrare nell’ordine di idea che se la vita media si è allungata, anche la vita lavorativa utile lo è nella stessa proporzione.

  • bah1

    29 ott 2011 - 19:19 - #12
    0 punti
    Up Down

    Continui a usare la parola privilegi. Parli di chi ne ha avuti di più e chi di meno, ma il punto è che, da come scrivi, per te la pensione è un privilegio (a cinquanta come a sessanta) e non un diritto acquisito.

    Sugli autisti, poi. Mai stato dietro a un anziano che guida a venti all’ora a centro corsia? Credi che lo faccia perché con l’esperienza è diventato più prudente, o perché i suoi riflessi, i suoi tempi di reazione (anche strafatto di pilloline blu), sono ormai andati a farsi benedire?

    Per non parlare degli altri lavori usuranti. Anche un minatore deve lavorare fino a sessant’anni? E un turnista, un operaio delle acciaierie? E vuoi mettere poliziotti sessantenni per strada a inseguire i ladri? Sai che pacchia… per i ladri.

    La percentuale magggioritaria di pensionati prima dei 60 anni è costituita da queste persone, da noi in Italia come negli altri paesi. Se da noi rappresentano una percentuale maggiore del pil è perché (fra le cause principali) questo non è cresciuto come da altre parti.

    E’ un problema, vero. Ma risolverlo dando dei “privilegiati” a chi ha la pensione per “diritto” è il gioco sporco di chi con le sue politiche di impoverimento ci ha portati nell’attuale situazione.

  • Profilo di pigi

    pigi

    30 ott 2011 - 10:12 - #13
    0 punti
    Up Down

    bah
    Sarà che vado in palestra e vedo sessantacinquenni sollevare pesi mica male alle macchine.
    Li fai ottanta chili nelle distensioni su panca? Beh, nelle palestre ci sono sessantacinquenni che li fanno tranquillamente. E sono pensionati.
    Per quanto riguarda le forze dell’ordine, d’accordo che inseguire i malviventi a trent’anni è più facile che a sessanta, ma ci sono anche trentenni lenti. Poi le donne sono più lente degli uomini.
    Se seguissimo il tuo ragionamento non dovremmo assumere donne nella polizia o nelle forze armate. Si tratta di una normale gestione del personale, utilizzandolo al meglio.
    Il generale Patton aveva sessant’anni quando finì la seconda guerra mondiale e non si risparmiava certo.

  • bah1

    30 ott 2011 - 11:13 - #14
    0 punti
    Up Down

    Per sostenere la tua tesi continui a portare casi singoli e non guardi alla reale situazione della massa delle persone a quell’età e dopo tanti anni di duro lavoro. Se seguissimo il tuo ragionamento non esisterebbero lavori usuranti. E’ questo che stai affermando?

    Pigi, ti si è sempre riconosciuta la capacità di ragionare partendo dal tuo punto di riferimento politico, ma quando ti fissi in queste discussioni assomigli molto a quel paio di troll che imperversano da queste parti. Riprenditi.

  • Profilo di borgotorto

    borgotorto

    30 ott 2011 - 11:17 - #15
    0 punti
    Up Down

    Egregio Pigi invece di andare in palestra cerca di alle nare il cervello.Prima considerazione la vita in italia si e’ allungata di molto ,seconda considerazione 40 anni di contributi per la pensione chi li godra’ tutti? terza considerazione se non vivi nel èaese di Alice guardati attorno nei mercati nelle strade a vedere come stanno questi pensionati che aiutano figli e nipoti! l’empio che hai fatto della palestra oltre che ridicolo e’ digustoso se sei capace vergognati!

  • Profilo di vivalacostituzione

    vivalacostituzione

    30 ott 2011 - 16:12 - #16
    0 punti
    Up Down

    Siamo come i polli dei “Promessi sposi”.
    Ci facciamo la guerra tra poveri (tra chi lavora e chi è già in pensione) dicendo che è un privilegio percepire una pensione (tra l’altro guadagnata con i propri contributi)
    Così facendo non vediamo l’enorme perdita di risorse di cui lo Stato potrebbe disporre se non ci fosse l’evasione fiscale pari a 120 miliardi di euro.