“Io ho giurato sulla Costituzione democratica, la difendo sempre e sempre la difenderò. Un magistrato deve essere imparziale quando esercita le funzioni. Lo confesso: non mi sento del tutto imparziale, anzi, di più, mi sento partigiano e nel senso più nobile del termine. Partigiano innanzitutto […] perchè sono socio onorario dell’ANPI […]. Sono un partigiano della Costituzione. In questo non sono imparziale. Tra chi difende la Costituzione e chi la offende quotidianamente so da che parte stare.“
Avete letto? Sono le parole pronunciate da Antonio Ingroia al congresso del Pdci di Rimini. Niente di sconvolgente, l’unico punto di critica riguarda la partecipazione di un magistrato ad un congresso di un partito politico, ma Ingroia non voleva annunciare una “discesa in campo”, quanto piuttosto difendere in pubblico la nostra Costituzione. Un tema che non dovrebbe diventare oggetto di lotta politica, che dovrebbe essere condiviso da tutti i partiti. Ovviamente, non è così. Ci vuole poco per scatenare le accuse del Pdl: da sottolineare le parole di Jole Santelli:
“Credo che il dottor Ingroia stia preparando il suo ingresso in politica. È ovviamente possibile che tale previsione si riveli errata, ma altrettanto probabile che come altri suoi colleghi sia nel momento di passaggio in cui la toga serve per acquisire notorietà per una carriera politica.”
Tutto questo detto da una signora che ha lavorato nello studio Previti. Anche Alessandro Sallusti ha detto (purtroppo) la sua (seguiteci dopo il salto):
“L’outing di Ingroia permette finalmente di rileggere, e riscrivere, la recente storia dei rapporti tra politica e giustizia: pm di parte hanno tentato di abbattere Silvio Berlusconi e la sua maggioranza perché si sono auto investiti di una missione con radici divine che travalica i loro compiti, cioè decidere chi e come ci deve governare al di là delle leggi e del responso elettorale. Partigiani di sinistra che si sono scagliati contro il centrodestra per liberare il Paese da un nemico di classe.”
Ecco il problema: quando un magistrato afferma di voler difendere la Costituzione, automaticamente attacca Silvio Berlusconi. Niente male, vero? Mentre Roberto Zuculini sul Corriere mette in dubbio l’opportunità per un magistrato di prendere parte ad un congresso politico (come se, ripetiamolo, la difesa della Costituzione fosse patrimonio esclusivo di Diliberto), Roberto Scarpinato, magistrato a Caltanissetta, pronuncia parole che, se non vivessimo in questo paese, sarebbero ritenute addirittura banali:
“Curioso che faccia scalpore un’affermazione direi elementare, che gli studenti di Giurisprudenza apprendono all’inizio del loro corso […]: il magistrato è prima di tutto sottoposto alla legge delle leggi, ovvero alla Costituzione:”
Ma le furiose reazioni del Pdl vanno comprese. Forse, per qualcuno, gli eroi da esaltare e i valori da difendere sono altri.
automatico
31 ott 2011 - 12:48 - #1certi pm sono golpisti da mettere in galera!
floop
31 ott 2011 - 12:54 - #2Come scavano nelle vite del PDL potrebbero anche farlo tra quelli del PD. Detto ciò telefonata inopportuna e fuori luogo poteva risparmiarsela… Devono essere apolitici sennò che si dimettano…
floop
31 ott 2011 - 12:55 - #3Poi anche il vostro video è fuori luogo anche tra i PD c’è gente poco limpida… non difendo Dell’Utri però…
aldebaran85
31 ott 2011 - 13:16 - #4#2-3 ma cosa scrivi??!!! ma come fai a sapere che i pm non indagano su certi esponenti del pd???? i giudici, i pm, i gip devono seguire le LEGGI PUNTO!!!
gatzpacho
31 ott 2011 - 13:53 - #5un po un autogol
lucatg2
31 ott 2011 - 14:57 - #6Ormai si sa che gli abomini del PdL sono avversi a qualsiasi cosa in odore di legalità. La cosa peggiore però sono le empie bestie che li supportano, ed è indubbio che solo quando verranno spazzate via tutte queste poi sarà possibile far finire una volta per tutte questo incubo.
ice
31 ott 2011 - 15:00 - #7@ #floop
direci che siamo al paradosso
si attacca un magistrato perchè difende a spada tratta la costituzione
e si prende per NORMALE il fatto che il capo del governo definisca “galantuomo” un mafioso assassino come Mangano
.
Se questo è l’effetto dell’informazione distorta di padron Silvio
sfido chiunque a non parlare di regime nel controllo dell’informazione
floop
31 ott 2011 - 15:24 - #8Il punto è che devono essere apolitici, è stato molto fuori luogo chiamare in quel contesto.
floop
31 ott 2011 - 15:25 - #9Non è normale definire così Dell’Utri che è un criminale ovvio
stefano1966
31 ott 2011 - 15:30 - #10Abbiamo un presidente del consiglio (devo definirlo tale, anche se mi dispiace) che attacca i magistrati con l’accusa di essere comunisti.
Per inciso oggi di comunista non esiste praticamente nessuno.
Che si ispiri proprio all’ideologia comunista tout court.
Quindi buona parte degli italiani quando il Cav da dei comunisti ai magistrati pensa “ancora con ste storie…che p…..”
E il genio di Ingroia che fa?
Va al congresso del PdCi e si dichiara apertamente non imparziale.
Ma allora ditelo chiaro e tondo che bisogna continuare a fare di tutto per tenerci li il Cav.
Perchè tutte le volte che il Cav perde voti…arriva il soccorso rosso.
E il Cav si tranquillizza.
Trattore Same
31 ott 2011 - 16:48 - #11La penso in toto come stefano1966, Ingroia ha ragione nel merito, ma ha sbagliato non poco nell’ utilizzo del contesto politico.
E che contesto politico poi!
Così facendo ha dato una boccata di ossigeno a chi, nel Pdl, urla di congiure tra opposizione e magistratura, a chi, nel pdl, urla di magistratura “rossa”.
E così, molti elettori del pdl penseranno: “ma allora ha ragione Berlusconi! E’ tutta una congiura delle toghe rosse che non fanno lavorare il nostro povero presidente del consiglio!”
Ancora non si è capito che, accanto ad un enorme zoccolo duro in entrambi gli schieramenti, vi è una certa quantità di elettori, che, se pur minima, migrando da uno schieramento all’altro è determinante per la vittoria o sconfitta, e con queste uscite poco felici, penso rimarranno nel pdl.
D.i.o.
31 ott 2011 - 17:20 - #12Secopndo voi ha dato una boccata d’ossigeno? Per me ha dato una boccata di monossido di carbonio: ha parlato in un cotnesto politico, vero, ma ha parlato di tutto fuor che di politica. Il suo monologo, un autentico attestato di stima e rispetto alla costituzione, è superpartes e dimostra:
a) che a destra sono ignoranti perché non capiscono nemmeno l’italiano, sentono solo una parola qua e la e così facendo saltano SEMPRE a conclusioni sbagliate
b) che il governo di destra è indegno in quanto sputa sempre sulla costituzione
c) che alcuni ministri dell’attuale governo hanno, come lui, giurato di servire la costituzione ma, a differenza di lui, hanno dimostrato di giurare il falso proclamando idee e concetti contrari alla costituzione su cui hanno giurato quando vanno ai loro comizi.
Ora, l’elettorato di destra può essere stupido come automatico e non capire l’italiano, e allora questo intervento è stato una boccata d’ossigeno, oppure può essere intelligente e aprire gli occhi, notare le contraddizioni di cui sopra, rendersi conto dell’inadeguatezza sei suoi rappresentanti e allora questo discorso è stato davvero una boccata di monossido di carbonio per questo governo.
Trattore Same
31 ott 2011 - 17:30 - #13D.i.o., e secondo te, (ti do del tu, se x te va bene), se mi danno dell’ignorante, io avrò la pazienza di ascoltare tutto il successivo discorso dei miei interlocutori o mi arroccherò ancor di più nelle mie posizioni?
Mi ripeto, fine di ogni politico del pdl o del pd, non è convincere lo zoccolo duro dell’elettorato del movimento politico avversario, ma convincere quella parte di elettorato fluttuante, che, o sceglie di non votare, o passa dal pdl al pd e viceversa.
stefano1966
31 ott 2011 - 19:30 - #14Allora.
Per capirci meglio.
Andate a guardarvi il video dell’intervista fatta a Nicola Gratteri all’International Journalism Festival…all’epoca trasmesso da Current,per capire meglio come un magistrato spieghi ad un’altro magistrato come il fatto di schierarsi o anche solo far capire “da che parte sta” sia assolutamente deleterio per chi poi rivendica l’indipendenza della magistratura.
Vi assicuro che l’intervista è interessante e lo fa capire molto bene.
ice
31 ott 2011 - 19:32 - #15@ #12
il problema è che l’italiota si accontenta di leggere i titoli
non entra MAI nel merito
quindi non cercherà mai di andarsi a docuemntare su quello cheè stato il discorso di Ingroia, ma si accontenterà di leggere sui giornali che Ingroia è andato al congresso del Pdci
.
Ingroia ahimè sopravvaluta gli italioti che costituiscono la maggioranza della popolazione italica
supercasulet
31 ott 2011 - 21:15 - #16Concordo con D.i.o. sulla teoria e con ice sulla pratica.
Solo una precisazione quando si dice che un magistrato deve essere apolitico si sta parlando unicamente dello svolgimento delle sue funzioni.
La costituzione non prevede che i magistrati siano dei robot senza coscienza o sentimenti o ideologia politica, sarebbe umanamente impossibile, non confondiamo la fede politica con l’onestà intellettuale, sono cose molto diverse.
Considerando che ad attaccare Ingroia sono dei pduisti, cioè degli eversivi a tutti gli effetti, mi sembrava doveroso fare la mia precisazione.
nchomsky
01 nov 2011 - 10:41 - #17PARTIGIANO COSTITUZIONALE
(Di Marco Travaglio su “Il Fatto”)
Sono amico di Ingroia e me ne vanto. Avrei voluto esserlo anche del suo maestro, Borsellino: purtroppo non ho fatto in tempo e invidio molto i colleghi che quel tempo l’hanno avuto. Da Ingroia non ho mai avuto una notizia in anteprima. E dire che mi avrebbe fatto comodo. Ma quelli che passano notizie sono pessimi magistrati, di cui mai diventerei amico. Culturalmente, Antonio è un progressista e io un conservatore. Ma ci incontriamo sui valori della Costituzione, che non è né di destra né di sinistra: è di tutti. Perciò Antonio andava d’a c c o rd i s s i m o con Borsellino, che da ragazzo era nel Fronte della Gioventù e i colleghi burloni lo salutavano romanamente. Ogni anno, a Palermo, i giovani ex-An ricordano Borsellino perché era “di destra”. Ma nessuno s’è mai sognato di accusarlo di non essere imparziale: di fronte a un mafioso non si domandava se fosse di sinistra o di destra, lo indagava e basta. Esattamente come fa Ingroia, che negli ultimi mesi s’è imbattuto nelle trattative fra Stato e mafia fra il 1992 e il ’94 sotto governi di centrosinistra (Amato e Ciampi) sia di centrodestra (B.). E ha interrogato esponenti di centrosinistra (Scalfaro, Mancino, Amato, Conso, Ciampi, Martelli) e di centrodestra (Dell’Utri e altri). L’altro giorno Ingroia ha accolto l’invito a parlare di lotta alla mafia al congresso del Pdci, così come aveva fatto in convegni e feste di Fli, Idv, Sel, Pd. Anche Borsellino andava alle Feste dell’Unità come a quelle del Secolo d’Italia, quando l’antimafia non era né di destra né di sinistra: era di tutti. Ora che governa l’amico di Mangano e Dell’Utri, i pm antimafia vengono invitati solo dai partiti di opposizione (e nemmeno tutti: alla convention di Renzi l’antimafia non era proprio prevista). Dovrebbero rifiutare solo perché il Pdl non li invita? È quel che sostiene il fronte trasversale che va dal Giornale al Corr iere, dal Pdl all’Anm. Sallusti, poveretto, scrive che “Ingroia andrebbe allontanato subito dalla ma gistratura”; “qualsiasi elettore del centrodestra che capitasse in una sua inchiesta dovrebbe ricusarlo per dichiarata imparzialità” (voleva dire “parzialità”, ma va scusato: non sa mai quel che dice); e “tutto il suo lavoro passato andrebbe rivisto alla luce di questa ammissione, a partire dall’accanimento che ha portato alla condanna a 7 anni in secondo grado di Dell’Utr i”. Forse Sallusti pensa che Dell’Utri l’abbia condannato Ingroia: non sa che l’han condannato tre giudici di tribunale e tre di appello. Ma soprattutto: quale sarebbe l’“ammissione” che lo renderebbe parziale (o, per dirla col povero Sallusti, imparziale)? Questa frase, pronunciata alle assise del Pdci: “Un magistrato dev’essere imparziale quando esercita le sue funzioni. Ma, fra chi difende la Costituzione su cui ho giurato e chi cerca di violarla, violentarla e stravolgerla, io so da che parte stare: mi sento un partigiano della Costituzione”. Beh, che c’è di strano? Solo i magistrati-partigiani della Costituzione sono imparziali, considerando (art. 3) “tutti i cittadini uguali davanti alla legge”. Ma i tartufi dell’Anm raccomandano “particolare prudenza nell’espr imere valutazioni di carattere generale sulla politica del Pa e s e ”. Come se dirsi fedeli alla Costituzione fosse fare politica. La Palma d’Oro della critica più demenziale spetta però al Corr iere, che parla di “toni sbagliati” (questione di decibel?) e invita Ingroia a “evitare di esporsi alle critiche”. Oh bella. Ma, per non esporsi alle critiche, i pm dovrebbero evitare certe indagini, non certi toni. Il pm Alfredo Robledo ha appena chiesto i danni a B. che l’aveva accusato di “tramare infamità” e di essere “indegno”. Eppure non ha mai partecipato a raduni di partito. In compenso è uno dei pm che hanno scoperto lo scandalo Mills. Se si fosse girato dall’a l t ra parte, gli avrebbero lasciato fare tutti i raduni che voleva.
I magistrati vengono attaccati non per quello che dicono, ma per quello che fanno.