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Pirate party - Il partito dei pirati approda in Italia

Pubblicato: 01 nov 2011 da Alberto Puliafito

Commenti dei lettori

Pirate Party - Il partito dei pirati - Foto di Alberto Puliafito

Milano, 31 ottobre 2011. No, quelle col Jolly Roger non sono le locandine di una festa di Halloween all’Hollywood. E quel «Tutto il potere al popolo sovrano» non è una battuta a doppio senso: sono veramente i manifesti del Pirate Party, il Partito dei Pirati.

Ne avrete sicuramente sentito parlare, in seguito alle elezioni della Città-Stato di Berlino: 9% dei voti, 15 deputati in parlamento nel mese di settembre 2011; oppure dopo le europee del 2009 (2 eurodeputati in Svezia). Fatto sta che i “partiti pirati” sono operativi in una sessantina di paesi nel mondo. Ma come nascono? Cosa sono? Cosa vogliono?

Nascita e manifesto del Pirate Party

Il primo “partito pirata” a nascere è quello svedese: Piratparitet, fondato nel 2006. Per occuparsi, fondamentalmente, di una proposta di riforma delle leggi che riguardano il copyright e i brevetti, ma anche un supporto alla lotta sul diritto alla privacy (sul web e nella vita quotidiana) e per la trasparenza nell’amministrazione dello stato. La scelta è stata di collocarsi in maniera indipendente rispetto alla tradizionale divisione destra/sinistra (un po’ come i grillini, in sostanza, con la differenza, però, che il Pirate party ha un’agenda politica ben precisa e si focalizza su pochi obiettivi concreti, senza pretese di governo).

Ecco i punti del manifesto del Pirate Party:

* Golbamente: Promozione di una legislazione globale che faciliti la “società dell’informazione”;
* Sul copyright: Riforma del copyright, che attualmente è sbilanciato a favore di chi può garantire uno sfruttamento commerciale del materiale protetto da copyright;
* Sui brevetti: «I monopoli privatizzati sono uno dei peggiori nemici della società». Secondo i “pirati” i brevetti sono obsoleti e dovrebbero essere aboliti. Hanno proposto, per quanto riguarda i brevetti farmaceutici, un aumento del supporto governativo per la ricerca e lo sviloppo.
* Sulla privacy: tutte le leggi che limitano il diritto alla privacy vanno combattute con forza. Anche quelle anti-terrorismo, che vengono utilizzate per il controllo e la repressione.

In Italia

In Italia, il portavoce del Partito Pirata è Marco Manuel Marsili, direttore de La Voce d’Italia. Quella che segue è la dichiarazione della discesa in campo. La sensazione è che, nel nostro Paese, il partito si sia trasformato nell’ennesima espressione dell’antipolitica.

E’ stata diramata sul sito ufficiale del Pirate party italiano il 22 ottobre 2011.

Il Partito Pirata, presente attualmente in 61 paesi, annuncia la partecipazione alle prossime elezioni politiche.
La delegittimazione dell’intera classe dirigente, che ha portato l’Italia sull’orlo del fallimento, impone un radicale cambio alla guida del Paese. Il Partito Pirata è un movimento magmatico che si propone di riscrivere i rapporti tra Stato e cittadini, per rimettere tutto il potere nelle mani del Popolo sovrano tramite strumenti tecnologici, oggi disponibili, che ripristino la democrazia diretta.
L’istituto della democrazia rappresentativa è fallito, ed il Parlamento non rappresenta più il Paese reale, e nemmeno quello ‘legale’: è un coacervo di affaristi interessati solo a fare il ‘sacco dello Stato’ e non il Bene comune. Tra le nostre proposte per ridare credibilità ad un Parlamento, che vogliamo monocamerale e ridotto numericamente, l’abolizione dell’autorizzazione a procedere per l’arresto e del voto segreto, nonché del vitalizio e di ogni altro privilegio dei politici.
E’ giunto il momento che le scelte politiche ed economiche non vengano più delegate a questa classe dirigente, politica e imprenditoriale, che ha portato il Paese allo sfascio; è giunto il momento di riscrivere i rapporti sociali ed economici, e il Partito Pirata si prefigge di raggiungere questo obiettivo attraverso un programma radicale, pubblicato sul sito Internet pirateparty.it. Parteciperemo alle prossime elezioni politiche per dare ai cittadini la possibilità di rompere con il passato e con la vecchia politica collusa con gli affari e la finanza, e ci aspettiamo sull’onda del successo degli altri Partiti Pirata in Europa, e della protesta degli ‘indignati’, di avere i numeri per una rivoluzione legale e non violenta.

Insomma, è evidente che i Pirati siano, in qualche modo, una fotocopia del Movimento Cinque Stelle. Tuttavia hanno la patente da pirata, essendosi inseriti all’interno della federazione internazionale. E’ chiaro che ogni realtà adatterà le proprie istanze alla situazione locale, ma qui sembra che una buona idea rischi in qualche modo di debordare e accostarsi a tutte le voci qualunquiste dell’ora basta.

Le prime iniziative e la linea politica

Come si evince dal loro sito, i “pirati” italiani appoggiano i No Tav. Stigmatizzano il finanziamento pubblico ai giornali di partito e ai giornali in generale. Chiedono che l’Italia non recepisca la direttiva dell’Unione Europea che aumenta il periodo di tutela dei diritti di un’opera da 50 a 70 anni. Sono genericamente contrari alle grandi opere, sostenendo piuttosto l’investimento in piccole infrastrutture. Sostengono i tagli ai costi della politica.

Domani, 2 novembre, i pirati faranno la loro prima iniziativa pubblica. A Rozzano.

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9 commenti

Commenti dei lettori

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  • Un indignato con la testa

    02 nov 2011 - 05:12 - #1
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    Si deve tornare a vedere la politica come una cosa POSITIVA. Il parlamento non deve essere il rifugio di vecchi, corrotti e raccomandati.
    E’ ora di smetterla di farci sentire solo con slogan vuoti.
    Diamo al nostro paese un’alternativa, forniamo proposte, prima che sia troppo tardi.
    Se volete contribuire con le vostre idee, scrivete a possibileitaliamigliore@gmail.com

    - LEGGE ELETTORALE A PREFERENZA DIRETTA SENZA PREMIO DI MAGGIORANZA (aboliamo il porcellum e andiamo a votare).
    - NO AL BIPOLARISMO: LA POLITICA E’ BUONA ANCHE FUORI DAI PARTITI POLITICI. LE IDEE BUONE VENGONO DAL POPOLO, NON PER FORZA DAI QUADRI DI PARTITO.
    - STOP AI FINANZIAMENTI DEI PARTITI POLITICI E DEI LORO GIORNALI/TESTATE/TELEVISIONI.
    - DERIVATO DAL “PARTITO DELLA TELEVISIONE”: DIVIETO PER GIORNALISTI E EDITORI MASS-MEDIA DI SUPPORTARE APERTAMENTE POLITICI O DI INFLUENZARE IMMORALMENTE IL POPOLO, PENA L’ESCLUSIONE DALL’ALBO
    - NO ALLE CRITICHE INSENSATE VERSO LA MAGISTRATURA.
    - NO AI PARTITI IN STILE SECONDA REPUBBLICA: SI PORTANO PROGRAMMI E SU ESSI SI FANNO EVENTUALI COALIZIONI O GOVERNI (NON IN STILE PD, UNITO SOLO NEL “BERLUSCONI DIMETTITI”).
    - RAI: NO ALL’INGERENZA DEL GOVERNO, ABOLIZIONE DEL CANONE RAI (TASSA ARCAICA E COMPLETAMENTE INSENSATA NELL’ERA DI INTERNET)
    - NO A RUOLI IN POLITICA SE SI E’ STATI CONDANNATI PER REATI RIGUARDANTI LA SFERA PUBBLICA (VAI A TRANS? VA BENE. SEI CORROTTO/HAI CORROTTO? STAI A CASA. HAI DELLE TV? STAI A CASA.)
    - RIDUZIONE DEL NUMERO DI PARLAMENTARI A 100 SENATORI E 100 DEPUTATI
    - VITALIZIO A PARLAMENTARI = PENSIONE MINIMA E CON GLI STESSI DIRITTI DI TUTTI I CITTADINI (ANZIANITA’ E 40 ANNI DI LAVORO)
    - TAGLIO STIPENDIO DEI POLITICI A TUTTI I LIVELLI (PROVINCE, REGIONI)
    - RIDUZIONE DRASTICA/ANNULLAMENTO DELLE AUTO BLU
    - REVISIONE DEI PATTI CON LO STATO VATICANO (LE TASSE SI PAGANO, LO STATO E’ LAICO, NO ALL’INGERENZA DELLA CHIESA NELLA POLITICA ITALIANA)
    - RITIRO TOTALE DELLE TRUPPE IN MISSIONE ALL’ESTERO
    - ABOLIZIONE POLITICA DELLE PROVINCE E RAFFORZAMENTO DELLE SEDI POLITICHE REGIONALI
    - ABOLIZIONE DELLE REGIONI A STATUTO SPECIALE: OGNI REGIONE E’ A STATUTO SPECIALE (UN VERO FEDERALISMO).
    - NO TAGLI ALLE PENSIONI, SI ALL’INNALZAMENTO DELL’ETA’ PENSIONABILE LEGATO ALL’ASPETTATIVA DI VITA, PARITA’ TOTALE FRA UOMO E DONNA.
    - RIDISCUSSIONE DI SIAE, COPYRIGHT E BREVETTI.
    - BANDA LARGA GARANTITA IN TUTTA ITALIA A PREZZI NON DA MERCATO DI ORGANI.
    - PUNTARE SULLE ENERGIE RINNOVABILI: INVESTIRE IN RICERCA E INFRASTUTTURE.
    - NO A INDULTI E CONDONI
    - LINUX UBUNTU E OPENOFFICE IN TUTTI I COMPUTER STATALI (SCUOLE, UFFICI AMMINISTRATIVI, REGIONI, PROVINCE, COMUNI)

  • Profilo di automatico

    automatico

    02 nov 2011 - 07:37 - #2
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    nessun commento alla condanna di consorte, Unipol, quello della telefonata “abbiamo la banca?” , quando e’ la sinistra con le mani nella marmellata i giornalisti diventano muti?

  • angel82

    02 nov 2011 - 11:44 - #3
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    Io sulla riduzione del numero dei parlamentari nutro forti dubbi e timori…
    non si potrebbe avere lo stesso numero di parlamentari, o cmq di numero adeguato a poter rappresentare tutti gli strati sociali della popolazione ma semplicemente dargli meno soldi?

    speriamo in una abolizione del porcellum e torniamo ad eleggere i nostri parlamentari ed impariamo a tartassarli di domande, di mail…

    se la casta si crea, vivacchia, crede di fare tutto quello che vuole, forse è anche a causa della nostra pigrizia, del nostro silenzio.

    ed iniziamo ad eleggere parlamentari che davvero ci rappresentino! allo stato attuale sembrerebbe che il popolo Italiano sia composto solo da avvocati e notai…

  • Profilo di sergione1941

    sergione1941

    02 nov 2011 - 12:01 - #4
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    X Automatico
    http://www.funize.com/images/frontpages/23730b29293dc5ecb62d223c6781ec94.pdf
    Leggi l’editoriale di Travaglio, dovrebbe essere musica per le tue orecchiee smentisce la tua afermazione.

  • Profilo di sergione1941

    sergione1941

    02 nov 2011 - 12:06 - #5
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    X Automatico
    Ti ricordo che Consorte e soci sono stati condannati dal Presidente Ichino di Milano, sorella del noto guislavorista del PD. Ma non erano tutti pericolosi comunisti i giudici di Milano?

  • snt

    02 nov 2011 - 14:12 - #6
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    belle idee…peccato per quel “LINUX UBUNTU E OPENOFFICE IN TUTTI I COMPUTER STATALI (SCUOLE, UFFICI AMMINISTRATIVI, REGIONI, PROVINCE, COMUNI)” mia madre lavora in un ufficio statale, ha gia problemi con windows, figuriamoci con ubuntu, che diciamocelo, non è esattamente “user friendly”…

  • Profilo di gel

    gel

    02 nov 2011 - 15:46 - #7
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    però sarebbe simpatico dire “io voto i pirati”
    del tipo… siam proprio alla frutta

  • INFOT

    02 nov 2011 - 19:56 - #8
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    X SNT
    Bisogna anche saper mettersi in gioco, se la tua azieda oggi decide di cambarti il gestionale (ovviamente da buona azienda ti da anche la formazione minima necessaria per il nuovo mezzo di lavoro) tu o ti adatti o ti adatti, non hai altre possibilità! E non vedo perchè questo non valga anche per gli impiegati pubblici.
    Passare al software open ed ai sistemi voip è il primo passo per il risparmio(a medio lungo termine però perchè un cambio così radicale porta ad un investimento iniziale se si vogliono fare le cose per bene)
    P.S. mia madre è insegnante e con il pc è un disastro! Se il suo datore di lavoro(stato) decide di cambiare i sistemi deve anche fare in modo di seguirla per meterla in condizione di poterli utilizzare.

  • jollyroger2011

    03 nov 2011 - 01:42 - #9
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    Questo non è il Partito Pirata ufficiale, quello ufficiale si trova all’indirizzo www.partito-pirata.it ed esiste dal 2006, questo partito pirata è un fake non riconosciuto dal Pirate Parties International (PPI) www.pp-international.net di cui anche il VERO Partito Pirata Italiano è membro fondatore