Certo, era prevedibile: ma fa piacere ogni tanto sapere che ci si prende. Stamattina vi scrivevo di quell’editoriale di Giuliano Ferrara sul Foglio che lasciava spazio ancora a qualche speranzella per il futuro politico del Cavaliere. Ma diceva anche di “noncuranza totale per il bene comune” del Premier. Ora arriva la conferma definitiva: Ferrara lancia le elezioni anticipate e la caduta pilotata del Governo, e nell’editoriale di domani l’elefantino, da sempre uno dei consiglieri più ascoltati di Silvio Berlusconi lascia spazio a pochi equivoci: e apre con “Le elezioni subito. Naturalmente”.
Poi traccia una mappa di quelli che dovrebbe essere il Silvio Berlusconi capace di tornare alle urne e riprendersi quel che è suo, ma il sasso lanciato nello stagno è un macigno da diverse tonnellate
Deve chiedere le elezioni prima di cadere malamente, deve spiegarsi e affrontare ogni contraddittorio possibile, deve agitare l’atto mancato, il decreto-Europa, come una bandiera. Se vince, vince e nulla sarà più come prima, sia detto magari con un eccesso di ottimismo. Se perde, ci sarà una minoranza di blocco possente, capace di impedire che si torni indietro di vent’anni e di organizzare, a quel punto anche con un cambiamento di leadership che sia un’uscita ordinata e forte dal vecchio modulo del berlusconismo
Ma allora quando si va a votare? Domenica 11 e lunedì 12 marzo 2012? Vedremo. Situazione ricca di sorprese in questi giorni, non ci si annoia un minuto. Chissà se e quanto resisterà Berlusconi: probabile che si tenga in piedi per superare la tormenta come vi dicevo poco fa, e poi lasci. Ma per ripresentarsi a marzo? La prospettiva è affascinante, anche perché l’uomo ci ha abituato a rimonte impensabili, e con l’attuale opposizione, non mi stupirei di sorprese fino all’ultimo voto.
85mat
03 nov 2011 - 18:09 - #1la gente che segue silvio si assottiglia ad ogni minuto che passa
Presty Boy
03 nov 2011 - 18:14 - #2Ma basta col berlusca, faccia il nonno!!!!!
automatico
04 nov 2011 - 00:13 - #3per eleggere chi? il nulla?
mariostaffaroni
05 nov 2011 - 19:38 - #4Che le elezioni possano essere comunque ravvicinate credo sia alquanto probabile. E il problema non penso sia solo se rimanga Berlusconi si o no.
Il rischio credo sia invece che vi si arrivi ancora una volta con una sorta di Monoprogramma unico in campo: intendo dire quello di più tasse e meno servizi visto da “destra” o quello di più tasse e meno servizi cotto da “sinistra”. Da quindici anni ormai risulta questo il nostro recinto di confronto presidiato da una Informazione pressoché blindata.
Eppure dovremmo trovare il modo di concedere la dignità di parola e di proposta anche ad una alternativa vera: quella di meno tasse dentro un fisco riformato, più servizi mirati per donna che lavora e più lavoro equo; assieme a riordino contemporaneo dello Stato. Fantascienza con questi chiari di luna? penso invece sia rimasto, e tanto più ora, anche l’unico modo vero di salvare l’euro, ma dei popoli, ed il pareggio nostro.
E si può affrontare in piena coerenza d’intenzioni.
Temo che siamo ad un passo dal perderci la nazione, se il crollo dei titoli pubblici si accompagnerà ancora a sempre più tagli e ancora più tasse sempre agli stessi. La Grecia è li a mostrarlo dove porta la cura Ue attuale. A -5% di sviluppo e una nazione intera all’asta. Italia avvistata, credo.