
Giornate dure per il Pdl, queste. E non tanto per la situazione di crisi generalizzata, di cui in fondo a molti membri del governo importa poco, basta salvare la cadrega, ma perché l’esecutivo rischia di cadere in un’imboscata subitanea.
Il primo voto cruciale è infatti previsto già per martedì prossimo, quando si dovrà approvare il rendiconto di bilancio, e che ti succede? Due deputati lasciano il Pdl per passare all’Udc (Alessio Bonciani e Ida D’Ippolito) e oggi persino Carlo Vizzini, presidente della Commissione Affari Costituzionali, se ne va per approdare al gruppo misto.
Naturalmente la situazione è molto più grave alla Camera, dove la maggioranza in pratica non è più tale, scendendo sotto la soglia relativa di 316 e dovendo così contare su astensioni o ribaltamenti per salvarsi. Ma anche la defezione di Vizzini ha una sua importanza, data la caratura del personaggio.
Parliamo infatti di un ex-segretario di partito (il Psdi) della Prima Repubblica, più volte ministro e membro della Direzione Nazionale del Pdl. Vizzini è parlamentare dal 1976, quando lo si riconosceva per i tipici baffoni in voga all’epoca, ed ebbe forse il suo momento di massima notorietà del 1992, quando fu alla testa di uno dei partiti simbolo della corruzione pre-Tangentopoli, poi sgretolatosi sotto i colpi di Mani Pulite.
Lui però ne uscì più o meno immacolato e nel 1998 aderì a Forza Italia, dove vanta una fulgida e rapida carriera. D’altronde il Psdi era costola del Psi (sempre più o meno) e i suoi ex sono sempre stati accolti molto favorevolmente tra le file berlusconiane.
C’è da registrare poi un ultimo sommovimento, piuttosto indecifrabile, e sempre alla Camera: i membri di “Popolo e territorio” (ma che cavolo è, vi chiederete? eh sì, pure io) Amerigo Porfidia, Elio Belcastro e Arturo Iannaccone lasciano la formazione, per fondare, “Noi per il partito del Sud-Lega Sud”, aderente al Gruppo Misto. Ma in tutta questa incomprensibile operazione confermano (per ora) la fiducia al governo.
Appuntamento a martedì!
fa-22-raptor
04 nov 2011 - 12:40 - #1sinceramente quest’uomo incarna lo schifo della politica italiana… 35 anni in parlamento (e quindi 35 anni di stipendi spropositati e relativi benefit, insomma avrà ben messo da parte abbastanza per ritirarsi??) e ancora è alla ricerca di una poltrona per i prossimi anni, oppure di un netto aumento di stipendio… e così il gruppo misto si allarga, tutti in attesa di succulenti offerte per il prossimo voto di fiducia…
aldebaran85
04 nov 2011 - 13:27 - #2ma è vero che i radicali passano nella maggioranza?
remolo
04 nov 2011 - 14:02 - #3#2
Dicono che potrebbero votare la fiducia, ormai sono morti e puntano al 2013 per non perdere la pensione.
remolo
04 nov 2011 - 14:05 - #4Mi correggo, adesso dicono ” improbabile il nostro voto di fiducia”..
sai com’è, evidentemente cambiano frequentemente sostanze stupefacenti..
fc77
04 nov 2011 - 15:04 - #5mi chiedo pagamento in chas o poltrone?
sergione1941
05 nov 2011 - 11:55 - #6# 2
Il segretario Staderini smentisce questa ipotesi.