Nella nota uscita nel pomeriggio e firmata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ci sono tutte le ragioni per le quali il Paese si avvicina al baratro. Che cosa c’è in quelle righe? Una giustificazione alla nessuna credibilità rimasta all’attuale Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Nessuno gli crede più: neanche quando dice di volersi dimettere, quando lo promette non al bar, ma davanti a un Presidente della Repubblica.
Rivediamo qualche punto della nota, la trovate comunque integrale dopo il salto. Al primo punto:
1) non esiste alcuna incertezza sulla scelta del Presidente del Consiglio on. Silvio Berlusconi di rassegnare le dimissioni del governo da lui presieduto. Tale decisione diverrà operativa con l’approvazione in Parlamento della legge di stabilità per il 2012;
Ok, quindi niente 14 dicembre-bis e “sola” rifilata da Berlusconi agli italiani. Fin qui tutto bene. Berlusconi ha detto che si dimette, e si dimette. Precisazione non superflua vista l’inaffidabilità pluridecennale del personaggio. Altro punto chiave è nel finale:
Sono pertanto del tutto infondati i timori che possa determinarsi in Italia un prolungato periodo di inattività governativa e parlamentare, essendo comunque possibile in ogni momento adottare, se necessario, provvedimenti di urgenza.
Tempistiche? Sembra si siano fatte più brevi, come scrivevo nell’update al post di ieri in cui ipotizzavamo qualche data per le dimissioni di Silvio Berlusconi. Il giorno dell’addio a Berlusconi potrebbe essere già mercoledì 16 novembre. Dopo il salto trovate la nota integrale di Giorgio Napolitano.
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
Di fronte alla pressione dei mercati finanziari sui titoli del debito pubblico italiano, che ha oggi toccato livelli allarmanti, nella mia qualità di Capo dello Stato tengo a chiarire quanto segue, al fine di fugare ogni equivoco o incomprensione:
1) non esiste alcuna incertezza sulla scelta del Presidente del Consiglio on. Silvio Berlusconi di rassegnare le dimissioni del governo da lui presieduto. Tale decisione diverrà operativa con l’approvazione in Parlamento della legge di stabilità per il 2012;
2) sulla base di accordi tra i Presidenti del Senato e della Camera e i gruppi parlamentari sia di maggioranza sia di opposizione, la legge sarà approvata nel giro di alcuni giorni;
3) si svolgeranno quindi immediatamente e con la massima rapidità le consultazioni da parte del Presidente della Repubblica per dare soluzione alla crisi di governo conseguente alle dimissioni dell’on. Berlusconi;
4) pertanto, entro breve tempo o si formerà un nuovo governo che possa con la fiducia del Parlamento prendere ogni ulteriore necessaria decisione o si scioglierà il Parlamento per dare subito inizio a una campagna elettorale da svolgere entro i tempi più ristretti.
Sono pertanto del tutto infondati i timori che possa determinarsi in Italia un prolungato periodo di inattività governativa e parlamentare, essendo comunque possibile in ogni momento adottare, se necessario, provvedimenti di urgenza.
Roma, 9 novembre 2011
Alessandro Fina
09 nov 2011 - 18:17 - #1Quello che l’Europa ci chiede – Chi lo farà ? Lettera aperta alla nostra classe dirigente
Egr. Onorevoli e Senatori,
vi scrivo ancora motivato dalla crescente preoccupazione per la situazione dell’Italia.
Le dimissioni a scadenza presentate dal Premier presuppongono che venga prima varato il maxi-emendamento alla legge di stabilità per dare una risposta all’Europa ed ai mercati.
La mia domanda, che dovreste interpretare come una esortazione, è se sia possibile che si crei un clima di onesta e rispettosa convergenza per arrivare ad una rapida approvazione di quanti più interventi possibili su questi temi.
Esorto direttamente voi Onorevoli e Senatori affinché vi facciate promotori nei confronti dei vostri partiti per evitare che i soliti veti incrociati a protezione degli interessi del proprio elettorato di riferimento siano messi da parte.
Sarete in grado di fare scelte scomode mettendo da parte per un attimo presunzione e preconcetti ?
Qualcuno di voi può rinunciare a qualcosa a favore degli altri in un reale e fruttuoso confronto su questi temi ?
Credo che tutti i cittadini potranno comprendere e accettare le scelte impopolari che siete chiamati a fare se:
- Le scelte non saranno viziate dalla mancanza di coraggio e dalla imposizione di veti su questo o quell’intervento
- Le scelte saranno studiate e mirate per avere il massimo effetto
Lettera completa visionabile su http://impegnoattivo.altervista.org/pagina-554043.html
zaku71
09 nov 2011 - 18:28 - #2Chi definisce cos’è un “provvedimento d’urgenza”?