Mario Monti - Da Goldman Sachs ad Aspen Institute passando per la Trilateral

Chi è Mario Monti?

Mario Monti Senatore a vita è un passaggio "istituzionale" verso il Governo Monti, per indorare la pillola di quello che, a tutti gli effetti, sarà l'esautoramento della volontà popolare con una nomina dall'alto e un aborto politico di "larghe intese". La mossa di Giorgio Napolitano, cui plaudono in molti, andrebbe analizzata più attentamente rispetto alle prime reazioni a caldo.

Anestetizzato dalla scomparsa (per ora?) dalla scena politica di Silvio Berlusconi, chi esulta forse dovrebbe rileggersi la biografia, la carriera, la vita e le opere di Mario Monti. «Alto profilo»? Ma alto profilo de che, verrebbe da chiedersi?

Ci vuole un illuminante Piergiorgio Odifreddi nel suo spazio su Repubblica.it per ironizzare prima sull'istituzione del "Senatore a vita" (come tante istituzioni, svuotata dal suo significato) e poi dalla nomina di ieri:

il presidente della Repubblica ha nominato l’economista Mario Monti. L’altissimo merito di quest’ultimo è di essere stato commissario europeo con deleghe economiche, dal 1994 al 1999 per nomina del primo governo Berlusconi, e dal 1999 al 2004 per nomina del primo governo D’Alema. Oltre che di essere stato presidente della famigerata Commissione Trilaterale, una specie di massoneria ultraliberista statunitense, europea e nipponica ispirata da David Rockefeller e Henry Kissinger. Ci voleva un ex sedicente comunista dell’area migliorista, per formalizzare attraverso la persona di Monti il ruolo extraparlamentare dell’economia liberista che sta condizionando l’Europa intera attraverso le politiche della Banca Centrale (oggi presieduta da Mario Draghi, ex collega di Monti come consulente della Goldman Sachs), del Fondo Monetario Internazionale e delle borse.

Come dirlo meglio (a parte il fatto che Odifreddi scrive "essere stato", ma Monti è ancora nella Commissione Trilaterale)? Be', si può aggiungere qualche altro dettaglio. Per esempio, il fatto che Mario Monti faccia parte del comitato esecutivo Aspen Insititute, un'inquietante struttura internazionale finanziata, al momento della nascita, dalla Rockefeller Brothers Fund e dalla Fondazione Ford (che fra l'altro finanziarono il golpe in Cile di Pinochet, sostenuto dalla scuola neoliberista degli economisti di Chicago. Dettagli e coincidenze sicuramente). In Italia, Aspen fa propria la riservatezza e le riunioni a porte chiuse. E' stata fondata da Gianni Letta (che, se Monti diventasse Presidente del Consiglio, rimarrebbe sicuramente sottosegretario) e oggi è presieduta da Giulio Tremonti e ha, fra i vicepresidenti, Enrico Letta. Sì, certo. Vi diranno che si tratta solamente di un'associazione per discutere i temi più importanti del nostro paese e dettarne la linea (fu in Aspen e in altre associazioni simili che tornò in auge l'idea del nucleare, attraverso Chicco Testa e compagnia, per dire. Li ha stroncati solo il referendum). Be', se vi diranno questo, rispondete loro che c'è già il Parlamento, per dettare la linea politica ed economica di un Paese. Il parlamento è democraticamente eletto, piaccia o meno. Mario Monti no. Ad Aspen piace tanto questa storia dei "grandi pensatori" al Governo. Piace ai Letta. Piace a tutti coloro che raccontano la favola delle "grandi intese". Le "grandi intese" sono pericolosissime, perché portano verso il baratro del "pensiero unico".

E se le opposizioni cadranno nel trappolone, lo faranno o per inettitudine o per complicità. Inettitudine in quanto incapaci di una proposta alternativa concreta. Complicità in quanto hanno introiettato nel loro Dna alcune delle più gravi teorie neoliberiste, e si potranno mascherare dietro alla necessità e all'emergenza - un evergreen - per cavalcare norme che si faranno passare per impopolari ma necessarie. Quando invece sono impopolari e basta.

Rileggetevi il maxiemendamento. Non vi troverete nulla a sostegno del cittadino. Nulla in difesa delle classi più disagiate. Proprio nulla.

La mossa di Napolitano è perfettamente in linea con il percorso della sua Presidenza. Getta l'Italia definitivamente in mano alla speculazione finanziaria, offre alla destra un'arma per difendersi (già esposta da Brunetta a Matrix ieri sera ed evidente nel titolo de il Giornale qui sopra), offre alla "sinistra" una scappatoia per non governare, consente a Berlusconi una (provvisoria?) uscita di scena d'alto profilo. Insomma: una mossa per tutte le stagioni.

La linea del centrodestra, dicevamo. L'ha esplicitata Brunetta ieri sera da Alessio Vinci (Canale5):

Oggi abbiamo verificato l’imbroglio. Da mesi si diceva che il problema del paese era Berlusconi. Ieri valutavano il suo abbandono almeno 100 punti sullo spread; oggi, invece lo spread è aumentato.

Sarà questo il nuovo mantra che sentiremo ripetere. Ovviamente si tratta di una semplificazione che afferisce solo parzialmente alla realtà. Come al solito. Potranno cavalcarla facilmente, visto che Monti avrà, nel caso, il suo bel da fare ed è tutto da dimostrare che la ricetta europea possa funzionare a lungo termine. Anzi: mi sento di fare la cassandra e di affermare che, a lungo termine, le future "riforme" non avranno altro effetto che impoverire gli italiani. I quali - nessuno lo dice esplicitamente - hanno un grande vantaggio rispetto al resto dell'Europa in crisi: la proprietà immobiliare e il risparmio personale. Per ora. Finché non si adotteranno le modifiche aggressive che ci renderanno uno dei peggiori paesi neoliberisti sul pianeta.

La destra, inoltre, può cavalcare un altro slogan - che di solito è di sinistra -: il «blitz dei poteri forti», come titola il Giornale. Sicuramente più efficace, dal punto di vista della comunicazione, dell'ironia poco comprensibile del Manifesto che in prima propone Super Mario Bros.

Sia ben chiaro: il sottoscritto ritiene - giacché questo è palesemente un pezzo di opinione, pur suffragata da incontrovertibili fatti biografici che riguardano il senatore Mario Monti - che la situazione in cui si trova l'Italia sia palesemente e incontrovertibilmente responsabilità dei governi Berlusconi e delle misure adottate da Tremonti. Che ci sia da fare un ampio revisionismo sull'Euro e su come è stato pensato e proposto agli "Europei" (esistono?). Che sia inaudito che le opposizioni, Napolitano e tutto il cucuzzaro accettino il "ricatto" del maxiemendamento da approvare a tutti i costi e velocemente.

Che, mi ripeto, il periodo più buio della storia recente del nostro Paese si debba ancora palesare.

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