Brunetta pubblica tutte le consulenze sulla rete

A sorpresa parte l'operazione trasparenza di Renato Brunetta. Il ministro della Funzione pubblica con un blitz ha messo in rete tutte le consulenze pubbliche, compresa la propria, compiendo il primo passo sulla via della riduzione di uno dei peggiori sprechi della prima e seconda Repubblica.

Tutti i dati sono disponibili sul sito del ministero, dove potrete spulciare comodamente ogni parcella emessa da veri e finti specialisti (a voi la scelta) di cui l'apparato statale si sia avvalso nell'anno di grazia 2006 per le più svariate motivazioni.

Troviamo così i 22.464 euro dell'attuale ministro, già consigliere di Berlusconi, così come i 17.056 della consulente per l'immagine del Cavaliere, Matilde Simonetto. Giuseppe Fanfani, nipote del celebre politico DC attualmente nel PD prende 71.521 euro, ed è solo il primo di una lunga lista di compensi emanati a vario titolo nei confronti di amici e parenti, come Franco Verzaschi (fratello dell'ex-sottosegretario alla Farnesina Marco (98.463 euro) per il supporto progettuale alla realizzazione delle nuova sede diplomatica di Kiev.

Tra i famosi a titolo personale troviamo invece Achille Bonito Oliva, con tre consulenze da 110.600 euro (l'una) per la mostra Italy made in art, now (dev'essere stata un vero capolavoro), Alain Elkann con modesti 7.580 euro e Maria Grazia Toderi che riceve 45.000 euro dal Comune di Milano per realizzare un'opera da inserire nella mostra a lei stessa dedicata (?!). Per il celebre scultore Arnaldo Pomodoro invece ci sono solo 5.500 euro, per il suo "Picchio 2006".

Sorprendenti anche talune parcelle pagate dalla Regione Campania, come i 273.551 euro assegnati a Rachele Furfaro come consulente per la cultura, mentre il Perozzi (non quello di Amici Miei, ma Luca, segretario della camera di commercio di Avellino) sale addirittura a 329.499. Evidentemente la regione aveva emergenze ben più importanti di quelle a noi note.

Infine le curiosità. Il Progetto Saggi paesaggi della Provincia di Ascoli è stato finanziato con 20.000 euro, mentre l'UNIRE (Unione Incremento Razze Equine) ci costa veramente un botto, tra addetti alle corse e veterinari. Ma si sa che in Italia tutto finisce in cavalleria, e se ci mancheranno i soldi per pagare la benzina sapremo a chi rivolgerci.

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