In queste ore la posta in gioco è alta e va anche oltre la possibilità della costituzione di un nuovo governo per evitare le elezioni anticipate e tentare di arginare la morsa della crisi in atto e rilanciare la ripresa. C’è attesa per capire se si è alla vigilia di una svolta politica, ma anche di una svolta più generale di pensare e di vivere degli italiani, sul piano sociale, culturale, etico, morale, di costume, rispetto agli ultimi diciassette anni.
Silvio Berlusconi ha ieri affermato che con lui finisce la seconda Repubblica. Ma è mai nata davvero la seconda Repubblica?
Cosa c’è stato in Italia dopo lo tsunami di tangentopoli che, con la prima Repubblica, ha decapitato i grandi partiti di massa, ideologicamente malati e corrotti, ma protagonisti della Resistenza e della ricostruzione democratica ed economica dell’Italia?
Non è stato proprio il berlusconismo, con l’antipolitica populista e demagogica, di false promesse e leggi ad personam, di conflitto d’interessi e commistione fra politica e affari, di società dell’apparire, del possedere, del superficiale, dell’effimero, dei furbetti del quartierino, del bunga bugna della politica ridotta a mercato delle vacche, ad avere bloccato l’evoluzione positiva del dopo tangentopoli? Non è stato proprio Berlusconi ad aver reciso le grandi aspettative di una Italia nuova, diversa, liberata dalla piovra della partitocrazia?
Oggi raccogliamo i frutti del berlusconismo, con un Paese inquinato e degradato, ridotto allo stremo, in balia della speculazione internazionale. Se davvero siamo al dunque, alla sconfitta e alla fuoriuscita del Cavaliere, forse – come dice lo storico Lucio Villari – “arriva solo adesso la possibilità della ricostruzione dalla prima alla seconda Repubblica”.
Il tentativo di Monti, se decollerà grazie soprattutto all’impegno del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, va inteso come un passaggio per uscire dal fosso e ripartire. Nessun miracolo, solo la certezza di un premier “a posto” e rispettabile sul piano morale ed etico, ancor prima che su quello politico. Poi, nella ritrovata “normalità”, non servirà un altro uomo della provvidenza.
Serve invece, e da subito, la ricostruzione della fiducia negli italiani, che passa attraverso una nuova rete democratica con Istituzioni e partiti veri al servizio dello Stato e della gente, all’altezza delle sfide difficili ma anche esaltanti. Deve scendere in campo una nuova classe dirigente, non nominata, onesta e capace, innovativa ma spinta da ideali e valori profondi e condivisi, frutto di una selezione democratica che solo la partecipazione attiva e costante dei cittadini può garantire. Questa di Mario Monti è solo un’occasione. Ma può essere l’ultima.
Sono indagato faccio il deputato
11 nov 2011 - 13:23 - #1Monti è un teorico delle larghe intese. Appena sei giorni fa, in un convegno a Roma, aveva detto: «Servono formule di governo che consentano di mettere tutte le forze politiche a contribuire a sforzi impopolari nel breve periodo, ma che avranno effetti positivi nel medio e lungo periodo».
Come dire… inciuliamo i poveri cristi, poi vi presenterete subito elezioni come VERGINELLE, così vi darete la colpa a vicenda, e gli Italioti si tureranno il naso
IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO, disse quello!!!
remolo
11 nov 2011 - 13:29 - #2” Il ko di Berlusconi apre la “vera” seconda Repubblica”
Possiamo parlare di “spin-off” della prima repubblica ma comunque silvio berlusconi ” è stato indubbiamente e (soprattutto) negativamente il protagonista di questo tormento lungo quasi un ventennio e prima di festeggiare l’ingresso della terza repubblica aspetterei un ancora un po, come ben sapete 20 anni fa la gente festeggiò la caduta di craxi e subito dopo si insediò il suo caim… ehm ehm delfino!
remolo
11 nov 2011 - 13:39 - #3#1
Pdl e lega lo stanno già facendo, appiopperanno le manovre lacrime e sangue agli altri partiti e poi si ripresenteranno vergini davanti agli italioti che nel frattempo avranno già rimosso dalla scatola cranica le porcate di una coalizione che ha sprecato 3 anni sfornando leggi ad personam, nonostante tutto i sondaggi dicono che il pdl può continuare a vantare il 25% dei consensi, ciò significa che la gente non ha ancora capito un ca22o…..
fragnsim
11 nov 2011 - 14:30 - #4@remolo quoto completamente il tuo secondo post, hai pienamente ragione che la gente
non si rende conto del terremoto che Berlusconi e Lega hanno provocato agli italiani.
Non riesco a farmi una ragione quando vedo dai sondaggi che il PDL sta ancora tra il
25-26%
Jfc
11 nov 2011 - 16:34 - #5Quoto integralmente il post. Personalmente mi sembra talmente palese e chiarissima da 10 anni questa situazione che davvero non comprendo questo relativamente ancora attuale successo di Berlusconi e del suo presunto partito. Per quanto può valere nei miei, pochi, interventi su questo blog dico da sempre queste stesse cose, sostanzialmente.
gatzpacho
11 nov 2011 - 17:01 - #6Se sperate che cambi qualcosa nel breve periodo… sperate pure.
Qua i problemi sono seri, berlusconi sarà il simbolo ma non è certo il problema nella sua interezza.
Io credo che senza una rivoluzione, non per forza violenta ma culturale, contuneremo a patire i problemi che sono insiti nella storia del nostro paese dalla fine della guerra, ma anche da prima