
Il 12 novembre 2011, con buona pace della numerologia, sarà la giornata decisiva per il Governo Berlusconi. Vediamo nel dettaglio che cosa accadrà e che cosa dovrebbe accadere.
Alla Camera, l’ordine del giorno prevede l’esame della legge di stabilità 2012. Ovvero quella che è stata approvata in tutta fretta ieri al Senato, con il concorso delle opposizioni (eccezion fatta per l’IdV). La seduta, la 549^ seduta pubblica della XVI Legislatura, inizierà alle 12:30. Ci saranno poi le prime votazioni, una sospensione (probabilmente intorno alle 14) e la ripresa della seduta alle 16, con dichiarazioni di voto e voti finali.
Subito dopo, a Palazzo Chigi intorno alle ore 18.00, è convocato, dopo quello di ieri, il 162° Consiglio dei Ministri.
A questo punto entriamo nel regno dell’ipotetico: potrebbero esserci altre norme dell’ultim’ora, come nel consiglio dei ministri di ieri. Poi, teoricamente, Silvio Berlusconi dovrebbe formalizzare le proprie dimissioni da Presidente del Consiglio e aprire alle consultazioni. Il che potrebbe di fatto portare alla formazione dell’acclamato governo Monti, con l’opposizione della Lega Nord. Anche se pare che Berlusconi stia lavorando a tutto campo per Angelino Alfano o per Lamberto Dini. Ipotesi che però non godrebbero di sostegno sufficiente in Parlamento, dopo che anche l’IdV di Antonio Di Pietro ha aperto a Monti.
Dopo il Consiglio dei Ministri, Berlusconi dovrebbe salire al Quirinale a rassegnare le dimissioni.
Poi, fra oggi e domani dovrebbero partire le consultazioni. Secondo Roberto Maroni avremo il nuovo Governo addirittura lunedì 14 novembre, con una velocità mai vista.
codroipo
12 nov 2011 - 12:46 - #1io non sono del tutto convinto che ci liberiamo di questa gente, ancora a parlare di alternativa (ALfano?e Silvio di nuovo no?), la democrazia ha portato a questa politica che sta uccidendo questo paese, un governo di gente seria e per bene e niente urne per qualche anno è quello che serve a questo popolo di ebeti
aldebaran85
12 nov 2011 - 12:53 - #2DINIsauro? ma sono pazzi!!!!??
nchomsky
12 nov 2011 - 13:06 - #3SuperMarioBros
(di Marco Travaglio su “Il Fatto)
Dunque, se manterrà la prima promessa in vita sua, B. si dimetterà sabato, dopo l’approvazione della legge di Stabilità. E domenica Monti riceverà l’incarico di formare il governo, in tempo per la riapertura delle Borse, che festeggeranno l’avvento di Super Mario Bros con balocchi, profumi e maritozzi. Del resto non sono stati gl’italiani a cacciare il Cainano (tantomeno Bersani, sebbene lui, ma solo lui, sia convinto del contrario), ma la Bce, l’Ue, l’asse Merkel-Sarkozy, i mercati e la stampa estera che ha visto quel che accadeva in Italia con dieci anni d’anticipo sui bradipi del Corr iere e del Sole 24 Ore. Fosse stato per la classe dirigente italiota, ce lo saremmo tenuto altri vent’anni. La prima Liberazione, nel ’45, avvenne grazie alle truppe anglo-americane con qualche migliaio di partigiani. La seconda avviene grazie alle truppe franco-tedesche con qualche Carlucci e Pomicino di complemento. Dunque è soprattutto ai liberatori stranieri che il governo Monti piace e deve piacere. Non certo a un popolo che ancora tre anni fa dava il 40% alla Banda B&B e il 34 al Partito Disperati. Il programma del nuovo governo, scritto in francese e tedesco senza testo italiano a fronte, è ancora un mistero per tutti. Ma tutti gli italiani sani di mente devono augurarsi che venga realizzato. Anche perché, se ci giochiamo pure Monti, è finita. Se siamo a questo punto, è per il disastro finanziario internazionale, che non è solo colpa nostra, e per il disastro nazionale chiamato B., che è solo colpa nostra (anzi di chi l’ha votato, sostenuto e coperto). Contro il disastro internazionale Monti non può far nulla. Ma contro il disastro nazionale può far molto, non foss’altro perché non si chiama B., anzi ne è l’antitesi antropologica. Difficile immaginarlo con Mangano in giardino, Gelli e Craxi al piano di sopra, Tarantini dietro la porta, Ruby nel lettone e Lavitola al telefono. Ma il materiale politico e umano con cui dovrà fare i conti è lo stesso che ha dato prova di sé negli ultimi tre anni. Siamo sicuri che questa ciurma approverà le misure “lacrime e sangue” solo perché a proporle non è più B., ma Super Mario Bros, per giunta in piena campagna elettorale?
Se davvero Monti è l’ultima spiaggia, non sarebbe meglio andare subito al voto come in Spagna e dar modo a chi ha osteggiato B. in tempo utile (Pd, Idv, Udc, Fli, Sel) di presentarsi agli elettori con Monti candidato premier e un programma di pochi punti per deberlusconizzare il Paese (patrimoniale, tagli alle caste, galera per evasori, corrotti e cricche, legge sui conflitti d’interessi, riforma della Rai e del sistema elettorale) da realizzare in due anni, e poi tornare alle urne con la destra che fa la destra e la sinistra che fa la sinistra?
Così Monti avrebbe buone speranze di fare ciò che serve. Cosa che oggi, con questo Parlamento, è quasi impossibile visto che, senza B., il governo non nasce neppure. L’unico che pare averlo capito è Di Pietro, che conosce B. dunque sa bene che, se appoggerà Monti, non lo farà gratis: pretenderà garanzie per le sue aziende e i suoi processi, imponendo il solito Letta come vice e altri manutengoli alla Giustizia e alle Comunicazioni. Infatti su Di Pietro è partita la solita campagna, che va dal Quirinale al Pd, dal Corr iere a Repubblica, per trascinarlo nel Grande Inciucio aizzandogli contro la “base”. Resta da capire per quale strano motivo chi ha combattuto B. dovrebbe andare al governo con B., e per giunta da gregario, visto che l’Idv non è determinante mentre B. sì. La Costituzione dice che, prima di sciogliere le Camere, il capo dello Stato verifica se esista una maggioranza diversa: non che la crea lui. E poi quando mai s’è visto un governo con tutti dentro e nessuno all’opposizione? La democrazia è fatta di maggioranze che governano e minoranze che controllano. Se nessuno controlla, non si chiama democrazia. Si chiama in un altro modo.
bunga.bunga.ole'
12 nov 2011 - 13:18 - #4La classe politica e’ ormai talmente marcia che lo stesso Napolitano ha pensato ad un non politico per cercare di rimediare ad danni tremendi di gentaglia che ormai ha piu’ i commotati del signorotto medievale che di un politico del terzo millennio. Fra appannaggi (per i quali non pagano le tasse), privilegi vari (tutto gratis: viaggi, PC con programmi annessi, telefonino, barbiere, scarpe, cure mediche e dentistiche, pensione da migliaia di euro con appena qualche anno di “lavoro” - senza aver pagato i contributi-, auto blu, eventuali scorte, ristorante a pochi euro, etc etc etc), incapacita’ assoluta di svolgere l’incarico (vedi legge sul digitale terrestre, legge “porcellum”, etc etc ), arroganza tipica del signorotto medievale ignorante e rozzo, ma con tanto pelo sullo stomaco da affamare il suo popolo, mentre lui se la gode………….
Se gli alieni venissero a chiedermi cosa devono distruggere per prima cosa, qualche buon indirizzo glielo consiglierei di sicuro……
fabiosca85
12 nov 2011 - 14:18 - #5Speriamo se ne vada..ma finche nn vedo non credo
ds
12 nov 2011 - 16:05 - #6Prima di andarsene spero lasci l’assegno alla cassa per rimediare ai danni che ha combinato.
nchomsky
19 nov 2011 - 11:04 - #7Salameletta
di Marco Travaglio
Prima di esporre il suo sobrio programma alla
Camera dei deputati, il presidente del
Consiglio, Sua Eccellenza prof. Mario Monti,
si è rivolto a un’Alta Personalità presente in
tribuna: “Sia ieri sia oggi, una persona che so essere
molto rispettata da tutti mi ha usato la cortesia di
essere in tribuna ad ascoltarmi. Si tratta del dottor
Gianni Letta. Ha ricevuto apprezzamenti più elevati
del mio, ai quali intendo associarmi”. L’Alta
Personalità si è alzata in piedi, ha abbozzato un
sobrio sorriso e, vincendo la naturale ritrosia, ha
alzato le braccia congiungendole in un cenno di
deferente saluto e solenne benedizione, mentre
dall’emiciclo si levava una standing ovation di sobri
ma ammirati applausi bipartisan dinanzi a cotanta
luce sprigionatasi dall’Alta Personalità. Del resto il
presidente del Consiglio uscente, on. cav. dott.
Silvio Berlusconi, al quale va tutta la nostra
gratitudine per averci così ben governati e a cui
infatti anche Sua Eccellenza Monti ha rivolto “un
pensiero rispettoso e cordiale” e un
“riconoscimento dell’impegno nel facilitare la mia
successione nell’incar ico”, aveva definito l’Alta
Personalità “dono di Dio” e “benedizione del Cielo”.
E il segretario del Pd, on. Pier Luigi Bersani, nel
comunicare al Colle la dolorosa rinuncia all’alto
apporto dell’Insigne Statista nel nuovo governo
(altrimenti il rozzo Di Pietro, inspiegabilmente
insensibile alle virtù taumaturgiche dell’Alta
Personalità, non avrebbe votato la fiducia), aveva
ribadito che nei Suoi confronti non vi era “nulla di
per sonale”, ma soltanto stima e gratitudine
imperiture. Il leader dell’Udc, on. Pier Ferdinando
Casini, ammoniva a non infliggere “umiliazioni a
Gianni Letta, uomo apprezzato da tutti e che per
primo, per evitare imbarazzi politici, ha detto di
esser pronto a fare un passo indietro”. E il leader
dell’Api, on. Francesco Rutelli, esortava l’Alta
Personalità a riprodursi ancora e a figliare al più
presto, perché “di Letta ce ne vorrebbero almeno
tre: Gianni, Enrico e uno per noi del Terzo polo”,
ma purtroppo il figlio di Letta, Giampaolo, è già
impegnato a Medusa Cinema, la figlia Marina è
occupata nella moda e nel catering con il marito, e
la sorella Maria Teresa è distaccata alla Croce rossa.
Dal canto suo il Capo dello Stato, Sua Eccellenza on.
dott. Giorgio Napolitano, nel conferire l’incarico a
Sua Eccellenza il prof. Monti, non aveva voluto far
mancare un cenno di “speciale ringraziamento al
dottor Gianni Letta per la scrupolosa collaborazione
istituzionale, la sensibilità e lo spirito di sacrificio
che ha contribuito a tenere vivo e lucido il rapporto
fra il Presidente della Repubblica e il Governo
nell’interesse della coesione nazionale”. Subito
ricambiato dall’Eccellenza Letta: “Sono molto grato
al Presidente che ha compreso il senso del mio
ge s t o ”. Intanto, prima di ringraziare le Eccellenze
Letta e Berlusconi, l’Eccellenza Monti, aveva voluto
salutare l’Eccellenza Schifani, “il vostro, nostro
presidente del Senato che ha voluto accogliermi, fin
dal primo istante di questa mia missione – come
potete immaginare, non semplicissima – svoltasi, in
gran parte, a Palazzo Giustiniani, con una generosità
e una cordialità che non potrò dimenticare”. In
questo clima di ritrovata coesione istituzionale, non
poteva mancare il cenno deferente al Capo dello
Stato dell’apprezzato intrattenitore Rosario Fiorello,
sempre sobrio e garbato. Né il gesto di alta
responsabilità, in un momento così grave per i
destini della Nazione, del noto attore Lino Banfi,
che ieri ha comunicato alla cittadinanza l’intenzione
di rivestire i panni prematuramente abbandonati di
nonno Libero nella sobria e garbata fiction Un
medico in famiglia perché, spiega l’artista pugliese,
“me l’ha chiesto anche il Capo dello Stato”. Forse è
una sensazione infondata, nel qual caso chiediamo
sobriamente perdono. Ma in questo tourbillon di
inchini, riverenze e salamelecchi in cui tutti
ringraziano tutti di qualcosa, abbiamo come
l’impressione che convenga camminare rasente i
muri.