
A poche ore dalle dimissioni del governo Berlusconi (io personalmente finchè non lo vedrò uscire dal Palazzo del Quirinale con la testa bassa e la mascella contratta, non ci crederò), Giuliano Ferrara, Alessandro Sallusti e Vittorio Feltri giocano le loro ultime carte: consapevoli che Berlusconi, questa volta, rischia davvero grosso, rischia addirittura di perdere per sempre la poltrona di Palazzo Chigi (lo sappiamo, il Cavaliere ha detto che Alfano è il suo successore, ma anche in questo caso meglio aspettare e vedere cosa succede), cercano di rovesciare il tavolo: niente governo Monti, subito alle urne!
Qui trovate la diretta video dell’incontro che i magnifici tre (supportati da statisti del calibro di Daniela Santanchè e Gianfranco Rotondi) stanno tenendo al teatro Manzoni. Niente governo tecnico, niente “governo del Presidente”: solo le elezioni, per dare la parola al “popolo” (un giorno bisognerà studiare l’abuso che a destra si fa di questa parola, soprattutto quando si dice che la “sovranità appartiene al popolo” e basta, dimenticando che la nostra Costituzione assegna il potere al popolo “nelle forme e nei limiti della Costituzione”).
Intanto, rimanete con noi su Polisblog: tra pochi minuti inizieremo a seguire in diretta la giornata politica.
pigi
12 nov 2011 - 13:41 - #1Obiettivamente, il voto è quasi inevitabile.
Dopo tutto quello che è accaduto, transfughi, colpi bassi, tradimenti, mercanteggiamenti… come è possibile credere ad una leale collaborazione tra centro-destra e centro-sinistra, con le elezioni imminenti?
Questo potrà eventualmente accadere dopo le elezioni, se non fossero possibili maggioranze stabili.
Nel 2006 sarebbe stata la scelta migliore, ma fu lasciata cadere vivacchiando per due anni grazie ai senatori a vita.
Ora sarebbe solo una perdita di tempo.
lucatg2
12 nov 2011 - 13:46 - #2La cosa migliore oggi l’ho letta sul Giornale:
“Ma con tutti gli scienziati, letterati e muisicisti illustri che l’Italia può vantare, Napolitano ha scelto Monti,”
Hanno candidato veline.
Mafiosi.
Pluriindagati.
Escort.
Igieniste dentali.
E adesso parlano di intellettuali.
Geniale.
Jfc
12 nov 2011 - 13:53 - #3Bravo Marino. Tutta l’opposizione possibile e necessaria al Berlusconi che governava (o meglio amministrava i suoi interessi) con la bocca mostruosamente piena del “popolo sovrano” era facilmente e felicemente guidata da “con i modi e nei limiti sanciti dalla Costituzione”. Ma in un paese di analfabeti come l’Italia hai voglia a sperare che qualcuno dia importanza ad un libro piuttosto che alle te—tte della Minetti.
Superpyno
12 nov 2011 - 14:25 - #4Popolo termine sconosciuto alla destra? Ahahahaha…. Forse ai politici tutti. Monti è un uomo goldman sachs. Due mesi fa diceva che l’euro è un successo e che bastava vedere la Grecia…. Speriamo che almeno lui sappia cosa significhi spread….
danila annesi
12 nov 2011 - 15:06 - #5Per salvare gli Italiani e non i poteri finanziari, Berlusconi non dovrebbe votare la fiducia a Monti, già presidente della Trilateral Commission nel 2010,già fondatore dell’International Competition Network , già consigliere internazionale per il gruppo di speculatori , Goldman Sachs, i cui economisti non vogliono elezioni in Italia, preferendo un loro uomo a capo del Governo.La Goldman Sachs, si ricordi, ha truccato i conti della Grecia, provocandone la grave crisi economica.Si vada subito alle elezioni.
Ormai è tardi
12 nov 2011 - 15:46 - #6Poveracci, questa gente antepone i propri LOSCHI affari all’interesse del Paese, 90 giorni di campagna elettorale con mercati ed istituzioni internazionali alle costole ridurrebbero questo paese in un ammasso di macerie fumanti in pieno DEFAULT.
ds
12 nov 2011 - 16:02 - #7Le banche hanno avuto il loro utile idiota in berlusconi (che per ironia definiva tale Prodi), hanno lasciato che portasse il paese sull’orlo del baratro e quando è stato cotto a puntino ne hanno approfittato per piazzare il loro uomo, a suo tempo Padoa Schioppa aveva cominciato a diminuire in modo notevole il debito pubblico (lo aveva portato al 102% con l’obbiettivo del pareggio nel 2011) ma ovviamente contro di lui è stata messa in atto una campagna oscena, berlusconi è stato la gallina dalle uova d’oro degli speculatori, dove potevano trovare un altro simile incompetente, disonesto e menefreghista dell’interesse del paese che portasse la situazione dove volevano loro?
A questo punto Monti è indispensabile, o così o così, ma anche di questo dobbiamo solo ringraziare berlusconi e chi l’ha votato, certo che il voto non dovrebbe essere segreto perchè ora dovrebbero essere questi a cacciare i soldi per risolvere la situazione che hanno creato.
screech87
12 nov 2011 - 16:31 - #8Leccapiedi fino alla fine questi quì! I mangiamorte di Harry Potter sono dei pezzenti a confronto…
codroipo
12 nov 2011 - 16:44 - #9meglio che comandi il mercato e le banche piuttosto che i caproni di elettori italiani
daderick
12 nov 2011 - 17:18 - #10Non mi stupisce che Ferrara, Sallusti e Feltri scendano in campo per richiedere il voto anticipato in nome di una democrazia, a loro dire, calpestata.
I tre giornalisti sono infatti i direttori delle tre testate giornalistiche maggiormente vicine (o addirittura di proprietà) al futuro ex premier Berlusconi e, per deducibili ragioni, affini alla sua politica. Il target delle tre testate è chiaramente l’elettorato di centro-destra ed in special modo del PdL. Ai miei occhi, tale indirizzo politico, palese e indiscutibile, non li rende liberi da obiezioni e/o contestazioni di merito se non rivolte verso avversari ed oppositori. Anche tale questione, benchè opinabile in ragione di un’asserita estraneità alla logica dei comuni giornali di partito (come è invece nel caso de L’Unità, La Padania, etc..), non mi stupisce.
Il vero nodo centrale è che la dipartita di Berlusconi dal panorama politico italiano ed internazionale non può altro che avere effetti negativi sulle finanze di tali giornali. In pratica i sostenitori di Berlusconi, ad oggi lettori dei tre giornali, in assenza del loro begnamino, non potranno che scontrarsi con un drastico crollo della tiratura quotidiana. Ciò mette in rischio la bella poltrona dei relativi direttori.
Ne è prova il fatto che i tre richiedano il voto anticipato nonostante l’evidente catastrofe che tale scelta potrebbe comportare come ampiamente condiviso da tutti (da Napolitano a Confindustria, dall’UE agli USA, dalle parti sociali ai restanti giornali nazionali ed internazionali). Si noti che lo stesso Berlusconi ha riconosciuto suo malgrado l’impossibilità di nuove elezioni poichè “il mercato non può attendere”.
Ciò che raccolgo è quindi un richiamo a Berlusconi a salvarli da un futuro poco roseo dei loro posti di lavoro, questione che non ritengo di commentare nel rispetto del valore che attribuisco al lavoro medesimo. Ciò che commento è invece l’idea che, per mantenere la loro posizione (comunque di privilegio rispetto alla massa), si debba ritenere di affossare l’intero quadro economico/finanziario/industriale italiano. Non è quindi democrazia ciò che emerge ma egoismo scellerato: il mio orticello a discapito dell’intero territorio.
E’ altresì evidente che il seguito di tale iniziativa, proprio per il numero di potenziali elettorali ed aderenti al PdL, sia stato quantomeno funesto….1000 (dichiarate) persone forse rispecchiano il solo numero di dipendenti delle tre testate (tra l’altro probabilmente caldamente invitati a presenziare per ragion d’azienda).
Non parliamo delle questioni di merito a rinforzo delle tesi di voto anticipato….alquanto discutibili sia sul piano politico che tecnico….ma la pancia brontola e la ludicidità intellettuale si appanna.
L’espressione di rabbia e l’aggressività di tali giornali, non priva di incoerenza e discrezione morale (come si fa a parlare di casta con Monti senatore da un giorno dinnanzi ai fatti intercorsi in questi tre anni?!?), denota la totale perdita di controllo dei tre soggetti.
Diversamente da quanto sostenuto dai tre giornalisti, credo che un governo Monti possa avere effetti positivi anche su di loro. Potranno affermare la loro opinione indirizzandola magari verso una più oggettiva analisi critica della realtà. L’effetto Monti sulla borsa potrà altresì risollevare le sorti di un Berlusconi con 160 milioni di meno (tanto è la perdita di mediaset in borsa nella scorsa settimana contenuta proprio e paradossalmente dall’indicazione di Monti a premier). E se si tratta di giornalismo puro e buono, il terremoto politico non dovrebbe spaventare….a meno che la firma dei tre giornalisti non sia stata connessa per troppo tempo alla difesa di un singolo politico ormai giunto alla fine…..
Cougar
12 nov 2011 - 20:14 - #11Meglio che cambino titolo al loro incontro: Tutti a Milano per difendere il Padrone.