
12:33: comincia la seduta n.549 del 12/11/2011 alla Camera, che seguiremo in diretta su Polisblog. La seduta mattutina ha all’ordine del giorno la discussione congiunta dei disegni di legge: S. 2968 - Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato. S. 2969 - Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2012 e bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014. Nota di variazioni al Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2012 e bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014.
In soldoni, si provvederà all’approvazione della legge di stabilità, o meglio del maxiemendamento.

E’ l’On. Enrico Pianetta a prendersi carico della relazione della legge di stabilità: gli articoli, che abbiamo già avuto modo di riassumere e di raccontare e che sono stati approvati ieri nella seduta del Senato, vengono sciorinati uno dopo l’altro. Passano, in ordine sparso, nell’elenco di Pianetta, le pensioni e il mercato del lavoro, la Tav da accelerare (e militarizzare) e il catalogo delle armi da abolire, la dismissione del patrimonio pubblico e le “semplificazioni” della pubblica amministrazione.

Ore 13:00 L’On. Roberto Rolando Nicco (gruppo misto) traduce, con la prima parte del suo intervento, quel che dovrebbero pensare un po’ tutti quelli che sono dotati di buon senso: sottolinea che la Camera non ha alcun potere sulla legge di stabilità e deve solamente apporvi un «timbro notarile»; parla dell’assurdità del dover scrivere le norme sotto dettatura da parte dell’UE e della Bce; parla del fatto che il Governo aveva una maggioranza notevole che è stata depositata.
Poi auspica che non si vada alle elezioni anticipate.

Subito dopo tocca all’On. Amedeo Ciccanti dell’UDC per il Terzo Polo.
L’intervento di Ciccanti è farcito di quella che sembra una politica vecchia, con slogan della politica nuova, quella politica nuova che vede nelle elezioni anticipate, ovvero quelle che dovrebbero essere la naturale conseguenza di una caduta di un Governo, come il male assoluto.
Naturalmente, l’intervento contiene le critiche al Governo Berlusconi, che ben conosciamo. In sostanza, Ciccanti dice: facciamo le larghe intese, voi non avete fatto nulla. Poi cita il Fate presto del Sole 24 Ore e di fatto apre a Monti. Confindustria in Parlamento.

L’On. Pier Paolo Baretta (Pd) critica duramente il maxiemendameto, la dismissione del patrimonio pubblico, la “partita di giro” del demanio, l’abolizione del catalogo delle armi, le norme sul mercato del lavoro.
«I risultati di questa politica che conclude un triennio gestito pericolosamente, sotto gli occhi di tutti e sotto gli occhi degli ispettori internazionali».
E quindi? E quindi si spera che il nuovo Governo faccia bene. Nessuno, ovviamente, nomina Monti.

Se gli interventi degli altri, fino ad ora, sono apparsi assolutamente slegati dalla realtà, quello di Gabriele Toccafondi (Pdl) che dice che il suo partito vuole accompagnare, come ha già fatto in questo triennio (sic) l’Italia verso il cambiamento necessario, sembra proprio venire da un altro pianeta.
Poi pronuncia le parole fatidiche: «La crisi come opportunità».
Perfetto, la shock economy che danza in Parlamento. Dopodiché, l’On. Toccafondi (nella confusione di questi giorni, la destra dice cose che non avrebbe mai detto) afferma: «La finanza non salva l’uomo e soprattutto non produce reddito».
Infine, difende (ovviamente) la lettera d’intenti all’UE. Peccato che la risposta alle 39 domande non sia mai stata data. E peccato che un Governo non dovrebbe farsi dettare le prescrizioni ad un paese sovrano con un Governo credibile.

L’On. Borghesi, IdV non brilla per ars retorica. E comunque bastona il Governo.

Massimo Polledri, Lega Nord, parla in francese in apertura del suo intervento. Coup de théâtre in omaggio al direttorio franco-tedesco. Rosy Bindi, che presiede la seduta, dopo una breve dissertazione storica su quale sia stata la prima lingua parlata in Parlamento in Italia, sta al gioco:
«In quest’ottica la inviterei anche a imparare qualche parola di tedesco».
E giù di direttorio franco-tedesco. Giù di critiche alla presunzione che “qualcuno” (Mario Monti) possa avere «potere taumaturgico» e richiamo a «un minimo di forma». Addirittura citazione dell’Economist che dice che il «titolo è solvibile»)
Polledri critica il fatto che gli ispettori dell’Europa arrivino da noi. Forse dimentica di essere stato al Governo. Almeno ammette che avrebbero potuto fare meglio, e di questo «chiedo scusa», dice, «agli italiani». Parla di «schioppettate» e del fatto che Francia e Germania metteranno a repentaglio la nostra democrazia.
La Bindi, animale da palcoscenico: «Iniziare in francese e terminare con le schioppettate…»

L’On. Roberto Occhiuto rivendica di aver consentito la più rapida approvazione della legge di stabilità, evitando di fare ostruzionismo, «Anche se questo provvedimento non ci piace».
Complimenti.
L’Udc rivendica la sua campagna per un «Governo dei migliori». Democrazia addio.

L’Onorevole Alberto Fluvi (Pd) ricorda alla Lega e al Governo, in un intervento interminabile - in cui fa abuso della parola «eccezionale» - le loro responsabilità in merito al “commissariamento” da parte del direttorio franco-tedesco. Ed esalta, con una retorica affatto condivisibile la capacità degli italiani di fare «sforzi straordinari».

L’On. Mario Sergio Commercio non brilla per ars retorica.

«Finalmente è finita. L’Italia è libera». Così esordisce Renato Cambursano (IdV).
Poi ricorda le responsabilità di Berlusconi sulla crisi italiana, cita l’esempio di Zapatero e ufficializza l’apertura dell’IdV al governo tecnico. Di Mario Monti.

Massimo Bitonci, Lega Nord, ammette che si sia rinviato troppo il problema del risanamento dei conti pubblici.
Dopo le ultime dichiarazioni, sostanzialmente tutte sullo stesso tono, la seduta viene sospesa.
lucatg2
12 nov 2011 - 14:24 - #1Toccafondi.
Nome appropriato.
fa-22-raptor
12 nov 2011 - 14:51 - #2Dio mio quant’è ignorante Polledri… rispecchia il politico medio della Lega Nord…
fabiosca85
12 nov 2011 - 15:34 - #3Bindi for president
screech87
12 nov 2011 - 15:44 - #4…che dite: la metto in frigo la bottiglia o è ancora troppo presto?