Chiaiano, La Repubblica e Esopo

chiaiano, foto da www.flickr.com, album di raider 28 it, licenza creative commonsIl professor Franco Ortolani, ordinario di Geologia all’Università di Napoli Federico II, componente del Comitato Tecnico proposto dai Comuni e autorizzato a seguire gli accertamenti tecnici relativi alla idoneità geologica del sito della cava di Chiaiano, si chiede attraverso il blog di Beppe Grillo il perché di notizie false divulgate dal quotidiano La Repubblica, che il 9 giugno avrebbe diffuso informazioni “palesemente false” circa i risultati delle analisi geologiche in corso nella cava di Chiaiano e sulla natura delle rocce all’interno del sito individuato come possibile luogo per realizzare una discarica per rifiuti urbani e pericolosi nell’ambito del DL 23 maggio 2008, n. 90.

Pare addirittura monotono ripetersi, ma mi chiedo, e vi chiedo, perché La Repubblica mente? E perché è costume dei quotidiani italiani diffondere falsità e lanciare campagne tutt’altro che limpide per creare pressione e tensione? Ricordo ancora bene l’editoriale di Pierluigi Battista (vice direttore del Corriere della Sera) che lanciava l’allarme terrorismo prima della pacifica manifestazione di Vicenza del 17 febbraio 2007 contro l’inglobamento dell'aereoporto Dal Molin da parte della base americana, o il tam tam della stampa prima del G8 di Genova; ricordo editoriali che parlavano di bombe, presunti kamikaze e addirittura sacche infette di sangue che sarebbero dovute essere lanciate sui/dai manifestanti.

Il problema dei media italiani è che da un po’ di anni ci hanno preso gusto, asserviti agli affari dei loro proprietari (chiunque essi siano), a lanciare false notizie e a creare confusione; confermandosi, invece che controllori del potere, il braccio destro dello stesso, che si chiami Democratico o delle Libertà. Basta dare un’occhiata alle notizie assenti in un quotidiano e presenti nell’altro e viceversa per capire chi è il proprietario di questa o quella testata. Non regge il discorso di togliere i finanziamenti ai quotidiani, perché più dipenderanno dagli introiti pubblicitari e meno saranno liberi, e abolire tutti i finanziamenti penalizzerebbe solo le piccole realtà, le uniche che fanno un’informazione decente. Però è ora di gridarlo a questi quotidiani, che non se ne può più, basta. Trovo questo uso “armato” delle notizie veramente disgustoso e criminale. Come la favola di Esopo insegna, a forza di gridare al lupo al lupo la credibilità arriva a zero. Poi quando il lupo arriva urlare sarà inutile.

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