
Entro venerdì, a quanto pare, Mario Monti sceglierà gli uomini del dream team che dovrà far uscire l’Italia dalle sabbie mobili in cui è sprofondata grazie all’inettitudine dell’Esecutivo di centrodestra ed anche a certe manovre finanziarie abbastanza oscure. Da sabato mattina il problema vero da affrontare sarà dunque uno soltanto: dove trovare i soldi per colmare i l deficit, sanare i bilanci e fare contenti i mercati e gli speculatori che vi pascolano felici?
Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella firmano oggi una pagina intera sul Corriere mettendo in fila, dalla A alla Z, una serie di interventi che, così ad occhio, potrebbero capovolgere la situazione italiana in 1 mese. E senza la necessità di rimettere l’ici, di licenziare qualche migliaio di dipendenti pubblici o di prelevare soldi dai conti correnti (che poi, stranamente, sono tutte misure che colpiscono sempre i soliti, quelli che hanno reddito fisso e che non si possono permettere di tenere i soldi a Lugano…).
Ecco allora alcuni degli spunti proposti da Stella e Rizzo (l’articolo integrale sta qui) : tagliare drasticamente le auto blu, comprese le Maserati della Difesa; rendere meno fumosi i bilanci degli enti pubblici, compresa la presidenza del Consiglio; sradicare conflitti di interessi e doppilavori degli amministratori; abbassare a livello europeo le indennità degli onorevoli italiani; dimezzare i parlamentari e azzerare le Provincie; ridurre considerevolmente i costi e gli spazi di Camera e Senato; eliminare i vitalizi e livellare il numero dei dipendenti che ruotano intorno a Palazzo Chigi e Quirinale…
Insomma, c’è da far arroventare le forbici, ma personalmente credo che Monti non seguirà neppure una di queste indicazioni. Voi che ne pensate?
avorio
14 nov 2011 - 15:23 - #1Non ho letto l’articolo, mi baso solo su quanto riportato qui, e dico: mi sembrano tutte cose giustissime, addirittura sacrosante, e vanno fatte.
Ma quanto in percentuale inciderebbero sulla cifra che ci occorre a breve per tornare in carreggiata? Temo troppo poco.
E poi alcune sono opzioni che non vanno fatte “di corsa”, le cose fatte di corsa ci portano ad un altro governo di supereletti o di proto-berlusconi (pronti ad imparare dagli errori fatti dall’originale). Modifiche al numero di parlamentari ecc secondo me dovrebbero essere fatte con una nuova costituente, ma i tempi si allungherebbero oltre misura…
automatico
14 nov 2011 - 15:38 - #2qualche milione di statali in meno servirebbero di piu’…
bramantino
14 nov 2011 - 15:49 - #3Ma com’è che tutti questi editorialisti e giornalisti espertissimi, non dicano mai NULLA di NULLA a proposito dei fondi pubblici per l’editoria? Sarà mica perchè i gruppi editoriali per cui scrivono, incassano milioni e milioni di euro? Perchè non iniziamo da li, cari Stella e Rizzo? Oppure continuiamo con la storia che bisogna tagliare… si, ma agli altri… ? Non fate i moralizzatori perchè non siete credibili.
fa-22-raptor
14 nov 2011 - 16:12 - #4#3
di solito non scrivo mai su questo blog perchè tanto è come parlare al muro, ma qui non posso stare zitto…
Il fatto quotidiano è nato ed è tutt’ora uno dei pochissimi giornali (se non l’unico) a non usufruire e non aver MAI usufruito dei fondi pubblici per l’editoria…
Stella e Rizzo sono dei signori giornalisti…
perchè invece non vai a vedere come fanno a sopravvivere il Giornale, Libero o il Foglio? personalmente non ho mai visto nessuno comprarne uno, come fanno a guadagnarci?
codroipo
14 nov 2011 - 16:16 - #5Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella firmano oggi una pagina intera sul … Corriere
codroipo
14 nov 2011 - 16:18 - #6e credo che Bramantino si riferisse all’editoria in generale come categoria, non come un singolo giornale
fa-22-raptor
14 nov 2011 - 16:19 - #7#5
errore mio… ho letto Rizzo e Stella e ho subito associato il Fatto, dimenticandomi che collaborano anche col Corriere… rimane il fatto che nel “loro” giornale (ossia nel giornale dove possono prendere decisioni a livello di dirigenza insieme a Padellaro) attuano veramente ciò che dicono e non hanno mai preso soldi pubblici…
ice
14 nov 2011 - 16:34 - #8@ Paganini
smettiamola di fare populismo da 4 soldi per attacare Monti
siamo una democrazia parlamentare
= qualunque legge la deve ratificare il parlamento
e visto che nonsi sono fatte le elezioni il parlamento è lo stesso che a maggioranza ha votato tutte le leggi anticostuzoinali di Belrusocni
lo stesso che dopo lo sbadieramento dei ministri ha cancellato qualunque talgio agli stipendi dei parlamentari
.
per questo io come DiPietro sostengo che servono le elezioni subito
gli talioti hanno fresco lo schifo per questo governo/maggiornaza e alle urne ne uscirebbe un parlamentpo profondamente diverso
se votassimo subito
se votassimo nel 2013..non si sa
e visto che fino a prova contraria le leggi in Italia le fa il parlamento…..
non saranno certo questi parlamentari da mercato delle vacche che ratificheranno un talgio dei loro stipendi/vitaliazi e possibilità di rielezione (=numero di posti in parlamento)
FINE
fabiopbannato
14 nov 2011 - 20:11 - #9@1 Avorio
Fino a quando non si fanno due conti precisi e si dice “adottando queste misure si risparmia un tot all’anno” non si può nemmeno dire che i provvedimenti proposti da Stella e Rizzo siano inutili.
E’ un dato di fatto che esistano tante piccole spese per l’autosostentamento di questa casta affamata di soldi e potere, e penso che sommando tutti questi “piccoli” contributi (stipendi, auto blu, portaborse ecc) potremmo restare sorpresi dal salasso enorme a cui i conti statali, soldi nostri, vengono sottoposti.
Tanto per dirne una: http://www.movimentotorino.it/2011/11/guadagna-di-piu-il-direttore-generale-del-comune-di-torino-o-barack-obama.html
Poi c’è Amato con i suoi 30.000€/mese e ce ne sono tanti altri… Quindi non sarei così sicuro che sommando tutti i contributi il totale resti comunque trascurabile.
Giusto per fare un piccolo esempio: se Amato prendesse 10.000€ al mese invece di 30.000€, e sarebbe comunque uno stipendio molto alto, con i 20.000€ risparmiati in un mese si può giusto giusto pagare un assegno di ricerca di un anno. Un anno contro un mese. Se Amato prendesse 10.000€/mese invece degli attuali 30.000, l’università potrebbe permettersi 12 ricercatori in più annualmente.