
In mezzo a molte proposte astruse e fantasiose ma poco pratiche per migliorare la situazione economica del paese, ce n’è una che fotografa perfettamente il problema ma che, lo diciamo subito, non sarà minimamente presa in considerazione.
È la ricerca che una volta di più porta la firma di Stella e Rizzo, i due giornalisti anticasta del Corriere della Sera, che hanno forse scoperto l’acqua calda, ma visto che nessuno ne parla, va dato loro il merito di farlo.
Se l’Italia fosse la Lombardia saremmo già fuori dalla crisi. Molto semplicemente. E non è nemmeno una questione di colore politico, dato che l’esempio-simbolo del Molise - che ha più di 8 volte i dipendenti statali del Pirellone ed è governato da Iorio del Pdl - è lampante.
La soluzione è semplice: tagliare tutti i rami secchi. Non è che si possa licenziare la gente così sui due piedi, ovvio, ma si può almeno avviare una politica di razionalizzazione delle casse degli enti locali che porti nel giro di qualche anno tutte le regioni a spendere pro capite come la Lombardia.
Quale sarebbe il risultato? Citando Stella-Rizzo:
Si pensi che la Campania ha più dipendenti che Lombardia, Piemonte e Liguria insieme. E che organici «alla lombarda» permetterebbero risparmi per oltre 785 milioni.
Trovate il resto dell’articolo qui. Una lettura consigliatissima.
Ricaz
15 nov 2011 - 18:07 - #1“Se l’Italia fosse la Lombardia”…. si, va bene, peró io farei a meno di CL e Roberto “single ladies” Firmigoni
http://www.youtube.com/watch?v=1WrcHuhKye4
ciompo81
15 nov 2011 - 18:11 - #2Più semplice dire se l’italia nn fosse divisa la crisi ci avrebbe solo sfiorato! È chiaro! Il problema è che 4 regioni su 20 devono guadagnare per tutte e reggere la crisi! Così nn durerà..lo capisce anche un babbuino!
celesta
15 nov 2011 - 18:34 - #3Se ogni regione si pagasse i suoi dipendenti , starebbe ai loro cittadini decidere se pagare più tasse o diventare risparmiosi.In fondo è quello che la Lega ha promesso per vent’ anni e poi non ha fatto.
celesta
15 nov 2011 - 18:36 - #4L’ Italia si è comportata tal quale la Grecia
pigi
15 nov 2011 - 19:02 - #5Le regioni cosa fanno? Nessuno lo ha detto. E’ inutile fare confronti o trarre conclusioni se non si risponde a questa domanda.
Le regioni fanno una sola cosa: trasferiscono soldi: lo stato gli dà soldi e loro li trasferiscono a qualcun altro
La maggior parte va alla sanità, qualcosa finanzia opere pubbliche, qualche contributo per varie ed eventuali.
Ora ci si chiede: per traferire soldi a A a B, una regione quanto ne deve trattenere per sé, per il proprio funzionamento?
Non molto, evidentemente. Intermediari finanziari, banche, e altri che fanno un lavoro paragonabile trattengono una piccola percentuale, non oltre il 5% del capitale.
Le regioni invece, anche la Lombardia, superano abbondantemente questa percentuale. D’altro canto, se agli intermediari gli dicessimo di prendere quello che vogliono, molti ne approfitterebbero, no?
Allora la soluzione è semplice: quando lo stato affida denaro alle regioni, li deve dare in due capitoli diversi: il primo contenente le somme da trasferire alla sanità o altro settore
Il secondo per il funzionamento della macchina amministrativa regionale, e quast’ultimo deve essere massimo il 5% del totale.
VIETATO spostare i soldi dal primo capitolo all’altro.
illusi
15 nov 2011 - 19:07 - #6lincenziare i dipendenti pubblici come in Grecia
mytwocents
15 nov 2011 - 19:30 - #7I due signori che si pagano da vivere facendo i conti della serva, hanno fatto un benchmarking delle funzioni delegate e/o esternalizzate dalle Regioni? Hanno contato anche il peso che ha la sanità: perché la Lombardia avrà anche pochi dipendenti nella sanità, ma non mi pare che col crack che sta facendo il San Raffaele esprima un grande esempio? Hanno confrontato i dipendenti regionali con quelli delle province delle Regioni per capire se magari c’è un diverso equilibrio di accentramento?
A me sembra che visto che il “dagli alla Casta” (che Casta, poi, i dipendenti regionali da 1200 euro al mese?) funziona e gli ha procurato tanti bei soldini, tanto vale titillare il gusto dei poveri frustrati che pensano che buttando sulla politica la colpa di impoverire il Paese (facciamo che parametriamo i contributi per l’editoria sulla possibilità di pubblicare ONLINE? Cosa ne pensano Rizzo e Stella?) si faccia una gran cosa e si segnali una soluzione ai problemi del Paese.
Quando si dimezzeranno i parlamentari e ridurranno i privilegi poi vedremo come tutti saremo più ricchi e felici. Piuttosto, pensiamo a delle vere riforme, e non a prenderci in giro con queste fanfaluche.
illusi
15 nov 2011 - 19:39 - #87
moltiplica 1200 per i dipendenti della Lombardia e poi moltiplica 1200 per i dipendenti della campania o della Sicilia, bisogna tagliare e non fare assunzioni, come sta avvenendo anche in questo periodo, nelle due regioni del sud
per quanto riguarda i parlamentari, sono daccordo con le idee dei Radicali che affermano che gli sprechi non sono negli stipendi, ma nell’indotto (vedi, stanza affittata al parlamento, da una societa’, per 9.000 euro al mese)
automatico
15 nov 2011 - 19:58 - #9licenziamo tutti i dipendenti pubblici inutili
psychok9
16 nov 2011 - 01:11 - #10Io andrei a vedere quanti investimenti anche nazionali finiscono al nord… e ci facciamo due risate…
psychok9
16 nov 2011 - 01:12 - #11p.s. Ovviamente mi riferisco a investimenti ad aziende “cosiddette” private…
La realtà non è mai semplice come appare.
valter29
16 nov 2011 - 10:00 - #12E’ da sempre che le regioni del sud ricevono tanto e danno poco. Intendiamoci non voglio denigrare le popolazioni che soffrono da sempre l’oppressione delle mafie che hanno tentacoli un pò ovunque e non solo politici. Trovo giusta la proposta che i dipendenti pubblici siano pagati attraverso tasse locali e non dallo Stato, cioè dai cittadini delle altre regioni. Questa è stata sempre una tesi sostenuta dalla Lega che però non è mai riuscitare a concretizzarla per l’aperta ostilità delle altre forze politiche come, anche questa volta, non è riuscita a portare in Parlamenti il disegno di legge già pronto che prevedeva il riordino dell’assetto statale con la fine del bicameralismo perfetto, con la creazione del senato delle regioni e il contemporaneo dimezzamento dei parlamentari, con bilanci autonomi tra regioni e Stato. Chissà com’è che ogni volta che si tenta di mettere ordine anche nelle tasche dei parlamentari tutto salta e si ricomincia daccapo. Vediamo se Monti riuscirà là dove si toccano gli interessi delle varie caste, sindacati compresi.
psychok9
17 nov 2011 - 00:14 - #13Facciamo la stessa legge anche per i finanziamenti “alle infrastrutture” del nord e alle sue aziende? Niente soldi dall’Europa e dallo stato… e anzi se si scoprono sbilanci pregressi, restituisce pure…
ciompo81
29 nov 2011 - 14:05 - #14Facciamo una bella secessione così ognuno si arrangia?