
Per fortuna lo dice il Financial Times e non un giornalista qualsiasi: a Roma ha preso il timone il governo dei tecnocrati. Ovvero, il governo Monti. La questione è importante, perché le parole sono importanti.
In questo preciso istante, quello che per molti è - alla meglio - il «male minore», ovvero questa ristrutturazione forzata della situazione politica italiana, si può fotografare così:
«un Parlamento che ha al suo interno gli stessi parlamentari che c’erano sotto il governo Berlusconi, eletti con il porcellum, quindi con una legge elettorale che di fatto non ha permesso ai cittadini di sceglierei propri rappresentanti in quanti nominati dai leader delle varie coalizioni, ratificherà a larga maggioranza gli atti di un Governo il cui Presidente del Consiglio è stato nominato dal Presidente della Repubblica e i cui Ministri sono tutti “tecnici”. Il nuovo Presidente del Consiglio e i suoi Ministri non hanno alcun tipo di mandato popolare, nemmeno formale, e afferiscono a un’area tecnico-finanziario-cattolico-militare.»
Il Governo, inoltre - con buona pace di quelli che additano qualsiasi voce critica con il termine «complottista», oppure con un’ironia facilona - afferisce a quelli che persino Peter Gomez definisce, salvo poi dire che sono comunque il meno peggio e che dobbiamo aspettare per giudicare, poteri forti. Che sarebbero, traducendo, istutizioni che esistono, non strutture fantasiose generate dalla mente distorta e disturbata di un fanatico della mitologia del complotto.
Banche nazionali e internazionali. Università private. Esercito. Comunione e Liberazione. Aziende.
Tutto questo, non certo la società civile, è rappresentato nel Governo di “tecnici”, nella tecnocrazia, dunque, che da oggi tiene le redini della politica italiana. L’economia è diventata - complice la crisi, causata da quegli stessi poteri forti - al centro di qualsiasi discorso politico; la politica è sparita. Ma sono tecnici, dirà qualcuno. Certo. Tecnici con un’idea politica ben precisa.
Oggi alla fiducia in Senato voterà contro la sola Lega Nord (la forza politica più populista rimasta in Italia, quella che beneficerà maggiormente, alle prossime urne, della situazione). E così tutti potranno applaudire il Governo delle larghe intese: vedrete i titoloni sugli online e sui giornali, quanto esalteranno il numero di senatori che voterà a favore.
Il che, dovrebbe apparire evidente a tutti, è semplicemente un aborto politico. Oh, sì, certo. C’è lo stato d’emergenza, la situazione eccezionale. Sono termini che abbiamo già sentito tante volte, per giustificare questa o quella misura d’urgenza. E Carl Schmidt diceva: «Sovrano è colui che decreta lo stato d’eccezione».
Ma quel che appare davvero paradossale è che questo Governo dovrà seguire la linea guida tracciata dal precedente, visto che è stato Giulio Tremonti a prendere impegni vincolanti con l’Unione Europea; e la cosa ancor più incredibile è che, a livello mediatico, viene criticato dalla destra berlusconiana con argomentazioni prese a prestito dai cavalli di battaglia della sinistra. Il che, come può capire facilmente chiunque analizzi le variazioni d’umore nel flusso dei titoli dei giornali (che poi sono quelli che determinano il pensiero dei lettori e ne dettano l’agenda-del-ragionamento) annichilisce la capacità e la possibilità di critica.
«Sono brave persone», «almeno sono onesti», «lasciamoli lavorare», «diamo loro il beneficio del dubbio», «non fanno il bunga bunga». Queste le principali obiezioni di chi è felice di quest’aria di rinnovamento che pensa di respirare: in realtà, c’è un’aria vecchia e stantia, e il beneficio del dubbio è stato concesso anche a Berlusconi, di cui si disse «non è mica detto che farà i propri interessi». Insomma, il Paese non impara mai dalla propria storia.
Ma forse va bene così: gli italiani hanno bisogno di sbattere il naso bello forte, e forse non sono ancora abituati (dopo appena sessantasei anni) alla democrazia. La tecnocrazia, dunque, accontenta tutti. E se provi a dire Goldman Sachs, Aspen Institute, Trilateral Commission e compagnia bella, siccome sono nomi esotici, le reazioni possibili saranno: irrisione - che deriva da mancanza di conoscenza e comprensione - perché si penserà che tu creda al grande complotto rettiliano-giudaico-massonico; minimizzazione, del tipo «dai, si dimetteranno»; consapevolezza, del tipo «certo, sanno fare il loro lavoro». Se provi a verificare i curricula dei Ministri nominati, o a far rilevare che è curioso che monti inizi con l’interim dell’economia e che ci siano dei superministeri in palese conflitto di interessi, come quello di Corrado Passera, devi «giudicare dai fatti, non dalle premesse». Poi ci sarà quello che «sono tecnici». Sì, certo. E come tecnici non hanno un’idea politica e non devono rendere conto a nessuno, vero? Quindi non sono esseri umani, secondo costoro: va a finire che i complottisti-rettiliani sono gli altri. A parte gli scherzi, oltre ai nomi esotici si potrebbe anche dire San Paolo, Unicredit, Sole 24 Ore, Comunione e Liberazione e via dicendo. Sono meno esotici: forse suonano meno complottisti.
Intanto, però, la lotta al conflitto di interessi e la battaglia del pensiero critico giacciono sepolte da tonnellate di luoghi comuni imbeccati dalla stampa mainstream, che si sforza di imbeccarci sulle buone e sane abitudini di Mario Monti e consorte, sulla loro austerità, sul loro rigore. Da Repubblica in giù, è la morte della capacità di obiettare. Perché abituati al peggio, chiunque indossi un abito elegante e non faccia le corna ci sembra automaticamente degno di governare chiunque. Purtroppo non è così, ma gli italiani, si sa, si sono sempre fatti ingannare dall’apparenza, dai lustrini, dall’eleganza e dall’immagine.
Personalmente, rivendico il diritto di non essere d’accordo con un Governo sostenuto da Pd-Pdl-UdC-IdV, quattro forze politiche che hanno talmente poche cose in comune da rendere chiara l’anomalia; rivendico anche la possibilità di non unirmi al coro di ammirazione per una politica che - non c’è bisogno di vedere i fatti - non potrò condividere perché non ne condivido le premesse ideologiche.
E mi chiedo come possa, chi ha gridato alla lotta a Berlusconi fino a una settimana fa, accettare un Governo votato dal PdL. Come possa il PdL votare con l’IdV (e viceversa). Come possano il Pd e l’IdV plaudire a un governo non loro e di fatto, complimentandosi con il fatto che questo sia finalmente un governo di persone serie, abdicando al loro ruolo politico e ammettendo la loro incapacità. Mi chiedo, insomma, come possa esistere tutto questo.
Ah, già, c’è l’emergenza.
toffi
17 nov 2011 - 11:42 - #1come darti torto, ma il fatto è che meglio di Silvione penso sia facile fare. Cioè prima erano scontenti sia la classe medio bassa che confindustria e company. Oh almeno questi faranno contenti confindustria, una cosa per volta. Magari in un impeto di senso etico se la classe imprenditoriale italiana sta meglio magari ( ma proprio magari) questo si potrebbe riflettere sul benessere dei alvoratori
christian m
17 nov 2011 - 11:47 - #2che articolo senza senso! perchè mai questo governo non-eletto dovrebbe seguire le orme del precedente rimane un mistero… ci dovete vedere sempre qualcosa di strano, di complottista, non può essere semplicemente che la classe politica, l’azione politica finora espressa ha semplicemente fallito? e a certificare la cosa sia proprio questo governo tecnico? La politica come la conosciamo fino ad oggi cesserà di esistere, ma la colpa non è dei “poteri forti” come sostieni ma dell’incapacità di governare di questa (che poi è quella che governa da 40anni bene o male) classe politica, incapace persino la destra, di attuare delle riforme che tutti invocano da ANNI senza dimenticare anche le privatizzazioni e i mancati tagli che ci hanno condotto ad avere (accettare) questa situazione. Fine. Non c’è altro da dire almeno per il momento, il resto sono chiacchere che stanno a ZERO e utili ad animare una giornata noiosa tra colleghi in ufficio.
Illusi
17 nov 2011 - 11:51 - #3tutti senza debiti, tutti ricchi, dopo essere stato nominato senatore a vita, Monti, sara’ nominato santo, per me non arriva al 22 Dicembre 2011
Diegofuckk
17 nov 2011 - 11:51 - #4Meglio un cambiamento alla precedente situazione che nessun cambiamento
Tanto purtroppo ora saran tasse per tutti e per questo dobbiamo ringraziare chi da anni ci dice che tutto va bene,che l’Italia non ha problemi
albertopuliafito
17 nov 2011 - 12:04 - #5christian m: perché se no il PdL non lo sosterrà, per esempio?
E perché gli impegni presi con l’UE da Tremonti verranno rispettati?
lipu
17 nov 2011 - 12:20 - #6se l’avesse fatto Silvio un governo del genere sarebbe stato esposto al pubblico ludibrio…
vivalacostituzione
17 nov 2011 - 12:22 - #7I poteri forti hanno ottenuto quello che volevano ovvero un governo tecnico più “malleabile” ai voleri della finanza europea e mondiale nonché ai diktat della BCE.
Esso sarà più disponibile a fare quelle operazioni di macelleria sociale quali: licenziamenti facili, tagli alle pensioni ed alla sanità, mobilità e cassa integrazione nel pubblico impiego, e soprattutto la svendita del patrimonio pubblico ovvero ENI, ENEL, Finmeccanica ecc.
La fiducia della gente comune (noi) , ovvero il voto (se e quando si andrà alle urne) deve andare a coloro che facciano per davvero l’interesse dei cittadini.
A questo proposito è interessante la seguente analisi:
http://www.megachip.info/rubriche/34-giulietto-chiesa-cronache-marxziane/7169-monti-draghi-italia-poteri-esterni.html
rum42coach
17 nov 2011 - 12:23 - #8Io sono favorevole a questo governo tecnico.Sarebbe la fine andare in questo momento alle elezioni,in quanto ci sarebbero state le solite stucchevoli campagne elettorali che avrebbero mandato il paese sull’orlo della rovina come la Grecia.Meglio agire subito,pur con un governo di larghe intese che spero faccia l’interesse degli italiani!
Kratos999
17 nov 2011 - 12:50 - #9Sarà il decimo articolo che leggo che dice sempre la stessa cosa. Abbiamo capito che non ti piace il governo Monti, va bene la critica, alcuni dei dubbi esposti sono legittimi e fondati e sono gli stessi che ho io, ma onestamente, qual era l’alternativa? Qualche mese di campagna elettorale mentre la barca affondava?
E adesso, che vogliamo fare? Lamentarci all’infinito del fatto che anni di malgoverno ci hanno portato a essere commissariati dai neo-liberisti e dai “tecnici”? Pensavate che potessimo permetterci di meglio?
luproduction
17 nov 2011 - 14:13 - #10Intanto il programma è già lacrime sangue per il cittadino medio. La patrimoniale solo sopra 1 milione di euro sarà inutile perché chi ha un patrimonio simile inizierà a spacchettarlo e passerà per poveretto e miserrimo. L’età pensionabile la vuole portare a 70 anni… andremo a lavoro con la bombola di ossigeno e le flebo in vena brindando alla capacità di forza lavorativa giovane e svelta. Soprattutto è venuta fuori la proposta di eliminare il contratto di lavoro a tempo indeterminato per affermare solo il lavoro a tempo determinato che aumenterà la precarietà di noi cittadini e parerà il didietro a stato e aziende che non dovranno più pagare sussidi di disoccupazione, cassaintegrazione e quant’altro. Ah… e torna l’ICI. Qua siamo alla morte della democrazia e dei diritti minimi della nostra Costituzione! Il lavoro solo a tempo determinato è un’offesa agli italiani e alla famiglia su cui si basa la Costituzione! In attesa di vedere la reazione del popolino…
vivalacostituzione
17 nov 2011 - 14:21 - #11@8 rum42coach
“…Io sono favorevole a questo governo tecnico………….Meglio agire subito,pur con un governo di larghe intese che spero faccia l’interesse degli italiani!”.
E’ proprio qui sta il dubbio (molto, molto forte) ovvero che non venga fatto l’interesse degli italiani (che vivono del proprio lavoro) ma quello di coloro che appartengono ai ceti ricchi o meglio ancora delle elite economiche e finanziarie.
codroipo
17 nov 2011 - 14:35 - #12mi sono fermato dopo 5 righe
fragnsim
18 nov 2011 - 00:40 - #13@luproduction, per aggirare l’ostacolo che tu dici, basta fare una legge retroattiva a data tot e si vedrà chi spacchetta.