
Mario Catania nasce a Roma nel 1952, ed è un profondo conoscitore del ministero nel quale è entrato nel 1978 a soli 26 anni, occupandosi di direzione del personale. A 36 anni diventa dirigente, e guida i settori latte e qualità dei prodotti.
Laureato in legge, prima della chiamata di Monti era capo Dipartimento delle politiche agricole e internazionali sempre nel ministero. Laureato in giurisprudenza, vanta anche una lunga esperienza a Bruxelles come esperto di agricoltura in rappresentanza dell’Italia.
Siamo dunque in presenza di un vero tecnico del settore, che ha svolto la sua intera carriera lavorativa nell’ambito del dicastero e sa di che cose si occupa. Quello che è un suo punto di forza da alcuni potrebbe anche essere considerato un lato debole, dato che non ha mai vissuto sulla sua pelle realtà lavorative esterne all’agiato ambiente dei centri di potere della politica romana.
Prima patata bollente del suo mandato, la trattativa con l’Europa per la riforma della Pac (Politica agricola comune), in cui da Bruxelles si spinge per un piano con fondi bloccati dal 2013 al 2020 per un ammontare annuo invariabile di 55 miliardi.
Catania valuta il progetto dannoso per il nostro paese, quantificando una perdita di sovvenzioni pari a quasi 300 milioni. Inoltre alcuni aspetti, come i vincoli “verdi” per gli agricoltori a suo parere andrebbero riconsiderati.
“Sono questioni importanti, non posso sottacerlo, ci sono effettivamente dei problemi di rilievo che fanno sì che l’Italia non possa in questo momento sostenere in pieno la proposta, ma c’è una volontà chiara sia da parte nostra sia da parte del commissario Ciolos di venire a capo di tutti i problemi esistenti discutendone e trovando le soluzioni”
Così il neo-ministro, che ha comunque chiarito proprio in data odierna di essere certo che un accordo si troverà.
zaku71
23 nov 2011 - 11:29 - #1Non capisco come non avere esperienza politica possa essere un problema… non mi pare che tutti questi politici navigati abbiano dato queste grandi prove…