
La Lega è destinata a ingoiare diversi bocconi amari in questa prima fase del governo Monti. Dell’istituzione del ministero alla Coesione Territoriale s’è detto, ora tocca alla vicenda delle quote latte.
Sulle multe emesse per il mancato rispetto delle quote il neo-ministro dell’agricoltura Mario Catania è infatti chiarissimo:
«Non sarò un ministro del Sud, né del Nord. Sono nato a Roma: sarò il più neutro possibile. Ma le quote latte non possono essere considerate un oggetto di ritorsione politica. Ci sono delle regole, vanno rispettate»
Va detto però che alla prima affermazione perentoria, Catania aggiunge subito una pillolina addolcente:
«Sono prelievi previsti dalle norme che bisogna applicare. Facendo la massima attenzione però. Sarebbe criminale far pagare sforamenti in presenza di dubbi o errori nelle sequenze applicative»
Riguardo agli ogm invece il neo-ministro dichiara che si allineerà alla posizione prudente del precedente governo, in questo smentendo l’apertura del collega Corrado Clini, che già aveva fatto parlare di sé per la posizione sul nucleare. E d’altra parte Clini si candida senz’altro a ministro più discusso del nuovo esecutivo al momento, visto che non le manda a dire.
Bobina
19 nov 2011 - 13:03 - #1giustissimo, le multe vanno pagate.
gunny35
19 nov 2011 - 13:07 - #2Speriamo siano così inflessibili anche con i 90 miliardi di euro di multe alle concessionarie di gioco d’azzardo, che sono anni che tentano di insabbiare.
zaku71
19 nov 2011 - 15:03 - #3@2 ANCORA CON QUESTA STORIA????
Ma lo sai come sono stati calcolati (in maniera demenziale) quei 90 miliardi??? Hai letto i resoconti delle quattro commissioni che si sono succedute???
E’ incredibile come ancora la gente sia convinta che basti la bacchetta magica per risolvere i guai dell’Italia…
celesta
19 nov 2011 - 18:11 - #4Era ora!
gunny35
20 nov 2011 - 04:48 - #5@3 E QUINDI?
zaku71
20 nov 2011 - 09:49 - #6@5 quindi quei 90 miliardi non esistono e non sono mai esistiti. Si trattò solo di un esercizio contabile senza ne capo ne coda.
Infatti le commissioni successive si affrettarono a ricalcolare la penale che attualmente è sotto i 10 milioni di euro.