L'identità nordista e il ruolo della Lega

Oggi su Repubblica trovate un'interessante analisi di Ilvo Diamanti su come stia nascendo un'identità nordista e il ruolo della Lega a riguardo. Il successo che il Carroccio ha riscosso alle ultime elezioni, infatti, secondo il corsivista del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, "riflette in modo efficace il segno geopolitico di questa fase". Una fase in cui il Nord ha attirato su di sé tutta l'attenzione della politica italiana. La c.d. "questione settentrionale", ne è solo un esempio.

Ecco che così - e lo rivela proprio un sondaggio nazionale Demos di questi giorni - l'identità nordista si moltiplica e si diffonde a macchia d'olio. Basti pensare che il 12% degli intervistati la riconosce come primo riferimento. Scende, invece, l'attaccamento all'Italia dal 23% del 2005 al 20% di oggi. "Nel Nord - è la sintesi di Diamanti - per definire la propria appartenenza territoriale, i cittadini si dicono "nordisti". Prima e più che italiani e, a maggior ragione, veneti, lombardi, piemontesi".

Eppure sembra che "il nordismo, oggi, non riproduca tanto - ancora - un sentimento antagonista. E non preluda tanto - ancora - a un'identità secessionista o a un'identità nazionale "altra" e alternativa". Evoca, suggerisce il fondo di Repubblica, "lo specchio rotto del Paese". Riflette, insomma, la difficoltà per gli italiani, oggi, "di riconoscersi sentirsi tali. Di sentirsi una nazione".

Foto | leganordpadania, flickr

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